Johannes Chrysostomus Wolfgangus Theophilus Mozart (nome d’arte di Bandalupo Amedeo Pestalozzi - Salisburgo, 27 Brumaio 1756 – Vienna, 5 Freddocane 1791) è stato un compositore e cantautore austriaco, precursore di molti generi musicali, quali l'Hip Hop, l'Industrial Metal ed il Punkneosatanico.
Mozart ai tempi della contestazione musicale studentesca.
Il padre, Gianpiergianfranleopoldo Mozart (Mirko per gli amici) era stato a sua volta un compositore, ma di quelli scarsi, mica come suo figlio. Il piazzamento più alto che ottenne in vita sua fu un 5° posto alla gara di rutti della sagra della soppressata di Gavorrano.
Tormentato dall’esser stato una pippa, Mirko decise che si sarebbe rifatto sul povero Mozart. Per questo fin da piccolo lo inserì in tutti i tornei e le scuole in cui un bimbo può essere inserito. Già all’età di cinque anni Mozart venne iscritto:
alla scuola di piano
alla scuola di canto
alla scuola di mimo
alla scuola di clavicembalo sordo, uno strumento inutile ma il padre pensò: “cazzo, meglio esagerare!”
Alla fine, avendolo iscritto a tutte le scuole possibili e immaginabili tranne che alla scuola dell’obbligo, Mirko dovette fornire al piccolo Mozart anche un Tutor della CEPU, che non gli avrebbe insegnato a coniugare bene i congiuntivi ma a sbagliarli con personalità. Ben presto, già all’età di otto anni Mozart era padrone nell’uso del pianoforte, e inoltre, grazie all’invadenza di suo padre, dei seguenti strumenti:
il flauto ad un foro, che emetteva un unico suono, simile al fischio di un arbitro.
Il pianoforte a 3 tasti, che non si usava quasi mai
il piffero sbilenco, una variante del flauto traverso, difficilissimo da suonare: basti pensare che neanche colui che l'aveva inventato sapeva suonarlo
Il pianoforte malfermo, altro strumento complesso e rognoso perché si reggeva solo su due gambe di cui una più corta dell’altra.
La notizia della nascita di Wolfgang venne data dal padre Mirko in una lettera del 9 Piovesempre1756 ad un amico di Augusta, Johann Lotter:
«Ti informo che il 27 gennaio, alle otto della sera, la mia cara moglie ha dato felicemente alla luce un bambino.»
La risposta di Lotter non si fece attendere:
«E 'sti cazzi? Io ho cinque figli ma mica appendo i manifesti come fai tu!»
I coniugi Mozart, che si erano sposati il 21 Copriti-fa-freddo del 1747, portavano una sfiga paurosa: avevano infatti avuto in precedenza altri cinque figli, ma erano tutti morti in tenerissima età: Johann Leopold Joachim, morto a 12 anni di indigestione, Maria Anna Cordula morta a 6 anni per noia, Maria Anna Walpurgis investita da un camion, Johann Carl Amadeus morto a 15 anni per aver trattenuto il respiro troppo a lungo e Maria Francisca de Paula morta a 6 anni per aver messo le dita nella corrente (!).
Come abbiamo già detto finora Mozart era proprio un mostro al pianoforte, un incrocio tra Keith Jarrett e Memo Remigi.
Anche molte altre persone che conobbero il piccolo Mozart rimasero sbalordite dalle sue capacità, lasciandone trepide testimonianze:
Il primo pianoforte di Mozart
«È un genio assoluto! Destinato a diventare il migliore!»
«Questo ragazzo ci farà dimenticare tutti!»
«Ma come cazzo li porta i capelli? Essere bravo non lo autorizza a conciarsi come un troione.»
Naturalmente non mancavano le critiche a volte davvero pretestuose e gratuite come quelle che gli rivolgeva l’eterno rivale Antonio Salieri che disse:
«Ha suonato divinamente all’ambasciata del Re Piermarcello Sfrallazzo ma io non ci ho fatto caso: un residuo di prezzemolo che aveva tra i denti mi ha distratto in continuazione: ciò è molto disdicevole.»
Frattanto Mozart aveva comprato un cane di nome Ubaldo, un pastore maremmano proveniente da una famiglia di pastori luterani dal pelo bianchissimo che gli resterà vicino fino agli ultimi anni di vita.
Tra il 1763 e il 1756, la famiglia Mozart viaggiò per l'Europa. Tra le tappe: Monaco di Baviera, Francoforte, Marcodebole, Parigi, Londra, Afragola, Cicciano, Pollena, Casavatore dove, al suo primo concerto pubblico, Mozart fu messo alla testa di un corteo di manifestanti, contrari alla costruzione degli inceneritori.
E poi ancora Milano, Bologna, Lodi, Parma e tante altre città, tanto che oggi una città su tre può esibire una targa che attesti il suo passaggio del tipo: "qui soggiornò Mozart", "qui dormì Mozart", "qui pisciò Mozart", "in quest’albergo Mozart si fermò, prese una camera, si ciulò la cameriera, spese 36 paoli di frigobar e il giorno dopo sparì senza pagare" e così via.
Insomma per quasi 10 anni Mozart cazzeggiò in lungo e in largo per il belpaese, mangiando solo spaghetti e mozzarelle ma senza scrivere neanche una nota.
Stufo di quel tour di piacere che non stava portando a nulla, quell’invadente del padre lo portò a Roma, lo chiuse in Vaticano e lo costrinse ad applicarsi a scrivere delle opere, minacciandolo di farlo diventare come Farinelli se non avesse fatto il suo dovere.
Qui incominciò a scrivere il Miserere, un’opera inizialmente a 3 voci: ma Mozart voleva strafare e lo trasformò in un testo a 15 voci dove specialmente nel finale tutti urlavano e nessuno ci capiva un cazzo. Perfino papa Clemente XIV ascoltandolo bestemmiò tutti i santi proprio nella Cappella Sistina, ma su questo episodio il Vaticano operò sempre una secca smentita.
Cacciato dal Papa per quest’opera sgraziata, Mozart tornò a Milano dove, ciliegina sulla torta, Striscia la notizia gli conferì il Tapiro d’oro per la pomposa figura di merda al Vaticano.
Eppure proprio a Milano Mozart avrebbe la sua ennesima occasione di riscatto sprecata.
L’Arcimarchese Fernando Lando d’Austria, stufo di fare il puttaniere in giro per il mondo aveva deciso di mettere la testa a posto e di prendere in moglie Maria Francesca Bernarda P’ Este, Regina di Modena. Allora non c’era ancora Gigi D'Alessio e se volevi qualcuno che cantasse al tuo matrimonio dovevi accontentarti di quello che passava il convento. La scelta ricadde su Mozart.
Anche stavolta Mozart arrivò preparatissimo all’evento ma anche stavolta volle strafare. L’opera che preparò era lunga 1146 pagine (scritta a quattro mani con un giovanissimo Peppino di Capri), che l’inesperto compositore si sforzò di imparare tutte a memoria. Risultato fu che il giorno delle nozze dopo le prime 17 pagine eseguite correttamente Mozart cominciò ad improvvisare per un tragico vuoto di memoria inserendo, tra gli altri, testi dei Ricchi e Poveri e di Riccardo Fogli. La folla voleva linciarlo.
Alla corte dei conti Cagacazzi-Sforza, Mozart si giocò il tutto per tutto, inscenando il don Giovanni. Ma il padrone di casa volle che l’opera fosse riferita a lui e venne rinominata quindi il don Giacchino. La parte di Giacchino sarebbe dovuta essere interpretata da un baritono ma per una improvviso attacco di dissenteria del baritono la parte venne affidata al solito coro di castrati, lo stesso del Miserere. Diciotto voci bianche che urlavano come galline nell’aia steccarono penosamente per tre atti mentre il pubblico si allargava il culo dalle risate ripiegando vergognosamente sul buffet. Vennero lanciati degli ortaggi ovviamente, ed alcuni colpirono il soprano che esausta finì col mangiarli, mentre il tenore improvvisava al violino per sostituire i vari componenti dell’orchestra fuggiti via e il contralto raccontava barzellette zozze per intrattenere il pubblico. Un disastro.
Secondo una leggenda molto in voga nel Medioevo Mozart sarebbe morto per avvelenamento da mercurio, probabilmente dopo aver mangiato un termometro per una scommessa.
Mozart spirò nella notte tra il 5 Freddocane e il 6 Culoghiacciato del 1791, squattrinato e dimenticato da tutti.
Frattanto Ubaldo, il suo pastore maremmano, spirò 2 mesi dopo e c’era più gente al funerale del cane che a quello di Mozart.
Pare che Mozart in realtà non sapesse suonare il pianoforte.
Pare che Mozart abbia inventato altre 4 note oltre alle solite 7 del pentagramma e sono: dì, crì, mimì, e chicchirichì, tutte cancellate dal pentagramma subito dopo la sua morte.
Scorrendo l'elenco delle opere vi sarete chiesti tutti: ma cos'è questa letteraKche qua e là s'affaccia e compare ognor e dappertutto?
Risposta: K sta per Kugeln, famosi dolcetti austriaci di cioccolato e bava. Si tratta dello sponsor.
Il nome di questo delizioso dolcetto significa in lingua alemanna, letteralmente, le palle di Mozart, dove palle, va naturalmente inteso nel senso letterale di "dolciumi sferici, ricoperti di cioccolato e farciti di tenero ripieno zuccheroso".
Quindi, sinfonia K27 significa Sinfonia Kugeln27, letteralmente. Per un totale di più di 600 cioccolatini. Da mangiare tutti.
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