Vittorio Alfieri

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Vittorio Alfieri nacque ad Asti il 16 gennaio 1749. La madre era una zoccolona che si scopava pure le moffette e il padre, una volta che seppe di aver messo incinta una tale troia, morì di infarto. Alfieri, ispirato dalla troiezza della madre, decise di diventare regista porno.


[modifica] Le sue idee riguardo la pornografia

Alfieri, in gioventù guardò i film porno dei registi francesi (Montesquieu, Voltaire, Russeau), ma le sue idee differivano dalle loro. Infatti era contrario all' utilizzo del negrone, che solitamente chiamava titano e voleva avere la libertà di scoparsi tutte le attrici. Putroppo però il suo pene aveva la lunghezza di 0,0000000001 mm e quindi i suoi film non ebbero successo. A questo punto lui fece quello che doveva fare un uomo libero: chiudersi in una stanzetta al buio e morire di fame in solitudine.

[modifica] La rinascita: Alfieri diventa mago

Dopo che, nonostante gli anni passati senza toccare cibo, non riusciva a morire di fame, decise di uscire all' aria aperta. Purtroppo però, a causa della temperatura troppo elevata svenne. Nel periodo in cui rimase in coma, sognò l'intera finale di Coppa del Mondo 2006 e al suo risveglio cominciò a odiare i francesi. Spinto da quest' odio scrisse "Il Misogallo", opera in cui sono raggrupatti novecentonovantanovemila insulti ai francesi e alla fine viene descritta la Finale dei mondiali di calcio del 2006. Dopo il successo dell' Opera decise di prendere per il culo gli altri nobili, intraprendendo la carriera di Mago e dicendo di aver acquisito poteri speciali in seguito al coma. In realtà però lui si limitava a inculare letteralmente chiunque andava da lui per ricevere aiuto. Lui riuscì nel suo intento fino a quando non arrivò a casa sua Staffelli, che riuscì a ucciderlo a tapirate.

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