Reggia di Versailles

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Savoiardi
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girate al largo, sporca plebaglia!
Snob
Quote rosso1 Versailles è una villa meravigliosa, peccato che manchi la sala flipper. Quote rosso2

~ Lady Oscar su Versailles
Quote rosso1 Ciò che cerchiamo in un’opera architettonica non è diverso da ciò che cerchiamo in un amico. Bellezza, raffinatezza, e sì... molti molti soldi Quote rosso2

~ Un tizio che filosofeggia su Versailles
Tempio greco

Un'immagine della reggia.

La Reggia di Versailles, che prende il nome dall'antica località in cui è situata (la Versilia, in Toscana), era il parco di divertimenti numero 1 del 1600.

Il suo fondatore fu il Re di Francia Luigi XIV, meglio conosciuto con l'appellativo il “Re Solo” (poiché si ammazzava di pippe tutto il giorno), il quale trascorreva le serate pettinandosi la parrucca, limandosi le unghie dei piedi e togliendosi i peletti dal naso. Ma egli non trovava in nessuna di queste attività un vero motivo di svago.

Un giorno, mentre si schiacciava un brufolo sul mento, gli venne un'idea che avrebbe rivoluzionato il corso della storia: “Moglie, figli, parenti e conoscenti” - disse - “andiamo tutti quanti a vivere a Disneyland!”.

Questa proposta non fu accettata dai membri più anziani della nobiltà, i quali consideravano quel genere di divertimenti poco adatti ai loro reumatismi. Così si raggiunse un compromesso, e dopo lunghe ed estenuanti trattative il Re Sole riuscì finalmente a realizzare il suo scopo: trasportare mezza Parigi in trasferta nella lussuosissima Reggia di Versilia (francesizzata, Versailles).

[modifica] Origini e Storia

Inizialmente la Reggia era una grossa topaia, piena di buchi sul soffitto e di pareti pericolanti, ma grazie al lavoro congiunto di tutta l'alta nobiltà parigina (dei poveri illusi che pensavano di essere stati invitati lì gratis) nel giro di pochi mesi il Re riuscì a rimetterla in sesto.
Crollo

Versailles prima della ristrutturazione

Quando la Reggia fu terminata la soddisfazione di Luigi XIV fu grande: gli altri nobili invece, invitati con l'inganno e costretti ai lavori di ristrutturazione forzati, pregavano che gli crollasse il tetto in testa.

In una lettera rimasta celebre, Colbert dava voce a queste critiche lamentandosi della gran catapecchia che era Versailles e scrivendo

Wikiquote
«Che sconforto vedere i soldi dello Stato spesi in questa grande stronzata.»
(Colbert.)

[modifica] La Struttura

La Reggia di Versailles era composta da:

  • Un Edificio Centrale sede principale del Re, della Regina, e di tutti i (malcapitati) nobili che riuscirono a trascinarsi dietro.
  • Un Cortile adibito ai giochi più disparati, da Ruba Bandiera, al Lupo Mangiafrutta, fino a Un-deux-trois... Stellà!
  • Un Gran Scantinato, in cui il Re conservava tutte le sue Gran Cianfrusaglie.
  • Una Sala degli Specchi, che serviva al Re per sistemarsi la parrucca, schiacciarsi i brufoli e togliersi i peli prima di ogni cerimonia ufficiale.
  • Una Gran Fontana, in cui lavarsi i regali piedi fumanti.

[modifica] I Giochi e la Vita a Corte

Stabilendo i cortigiani a Versailles, il Re trasformava una nobiltà bellicosa e potenzialmente ribelle in un gruppo di schiavetti personali, risparmiando così sui soldi per la servitù.

Furono stabilite delle severe regole di etichetta e cerimoniali per sottolineare la sacralità del Re. Per interrompere questo protocollo Luigi XIV istituì i cosiddetti “Jeux d'Appartement”: tre volte a settimana i nobili erano ammessi nell'Appartamento del Re per partecipare a orgie, festini, partite di strip-pocker e allegre sbevazzate.

Altri giochi divertenti che si svolgevano all'interno della Reggia e che scandivano la giornata del Re e dei suoi protetti erano:

  • Il Ballo del Qua Qua: che si ballava nei giorni pari, al quale si alternavano nei giorni dispari il “Ballo del Mattone” e la “Mazurca di Periferia”.
  • Monopolino: gioco preferito da Luigi XIV con cui testava le sue abilità economico-finanziare; il Re giocava spesso anche alla “Battaglia navale” (Francia-Spagna o Francia-Germania) dove al termine di ogni partita dichiarava guerra alle nazioni nemiche, convinto che sconfiggerle “sarebbe stato un gioco da ragazzi”; infine si dilettava nel “Gioco dell'Oca” (così chiamato in onore della moglie).
  • Il Gioco della Verità: utile per carpire tutti i segreti dei suoi ospiti e nel caso farli rinchiudere nelle segrete della Bastiglia.

[modifica] Voci correlate

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Utente:Mufufu/Diario di bordo