Vasco da Gama all'età di diciotto anni. Ma potrebbe anche essere Hernán Cortés all'età di ottanta o Margherita di Savoia a trentasei.
Questa voce è stata punita come Articolo della Settimana dal 17 gennaio 2011 al 24 gennaio 2011.
Perché mai qualcuno dovrebbe dedicargli una via: ha scopertu zeru continenti
~Josè Mourinho si fa beffe del connazionale Vasco de Gama
Tra celebri navigatori del Cinquecento ci raduniamo ogni venerdì in una fumosa taverna di Lisbona e discutiamo di paramezzali e di alberi di trinchetto o se durante le tempeste oceaniche sia meglio prendere il mare al giardinetto o al mascone. Colombo la pensa in un modo, Vespucci in un altro, Caboto in un altro ancora. Vasco da Gama spazza per terra.
Figlio del nobile portoghese Don Rigoberto de Mecojones e della dama di ToledoAntonella Vaccarozzi, il giovane da Gama fu avviato allo studio dell'arte marinaresca presso la prestigiosa Scuola Radio Elettra di Torino, allo scopo di farne uno dei grandi navigatori a cavallo del Cinquecento. Appena diciottenne, riuscì a conseguire la licenza media senza minimamente sospettare dell'esistenza del mare né tanto meno delle navi, dato che la Radio Elettra era una scuola per corrispondenza. Il titolo di studio gli permise comunque di fare il figo al bar disquisendo di fasci e sartiame, senza sapere nemmeno lui di cosa stesse parlando. Esaltato dalle gesta di Colombo, che si diceva avesse scoperto l'uovo nel 1492, chiese al padre di comprargli un pacchetto di caravelle, perché anch'egli potesse andare all'avventura e scoprire l'America, l'Australia, l'Adispoli. Il padre gli rispose sì-sì e riprese a leggere Libero lasciando il piccolo de Gama come uno stoccafisso.
"No, Vasco, niente caravelle! Lo sai che ti fanno la bua ai dentini."
Fortunatamente l'intraprendenza non gli faceva difetto e, per racimolare i denari sufficienti ad acquistare una caravella, improvvisò un fiorente commercio di pus dei brufoli, che in capo a pochi anni gli fruttò la bellezza di trecentomila fiorini, pari a, al netto dell'inflazione corrente nel Portogallo di quel periodo e tolte le spese di produzione, 1 euro e 40 centesimi attuali. Con questo malloppo si recò dal caravellivendolo, che per quel tanto poté dargli solamente un cazzotto sui denti. Intanto su Sky TG24 avevano annunciato che Bartolomeo Diaz aveva doppiato il Capo di Buona Speranza e aveva buone possibilità che il Capo non lo raggiungesse più. Vasco da Gama rosicò come un castoro.
Ma la dea bendata[citazione necessaria] gli venne incontro: si seppe che Manuele I, appena assunto come re del Portogallo, dopo una vita passata a fare lo spaventapasseri nei campi di granturco dell'Algarve, cercava un idiota da mandare allo sbaraglio alla ricerca delle Indie che - fatto non secondario - erano state scoperte circa cinquemila anni prima ed erano collegate con Lisbona da voli giornalieri della TAP. Sentendosi perfetto per il ruolo, Vasco si fece ricevere dal re preceduto dalle sue credenziali e da una lettera di raccomandazione di Mastella. Ottenne l’incarico.
La San Rafael, la San Gabriel e la San Tanchè salparono da Lisbona nel luglio del 1497 e, mentre Colombo, Vespucci e Joachin Cortès si dirigevamo verso le Americhe a fare incetta di oro e pietre preziose, l'anticonformista Vasco da Gama faceva rotta verso le Indie per provare a farsi vendere qualche confezione di tè. Convinto che i colleghi fossero degli imbecilli, fu il primo capitano nella storia a navigare in alto mare invece che sotto costa, secondo lui per sfruttare i venti migliori. Tempo due giorni e l'esplosiva combinazione tra venti migliori e perizia al timone di Vasco da Gama condusse la San Rafael alla deriva in Groenlandia, la San Gabriel in secca a Molfetta e la San Tanchè in guepière in una nota discoteca di Ibiza. Proprio mentre fingeva di svolgere complicatissimi calcoli con l'astrolabio e il sestante per convincere l'equipaggio inferocito che per andare a Calcutta si passava proprio da Qaanaaq, gli venne il dubbio che forse non aveva chiuso il gas e dovette tornare di corsa a Lisbona per controllare.
Vasco da Gama al timone della San Rafael.
Per fortuna l'aveva chiuso, così poté ripartire tranquillo in direzione dell'India. Questa volta lasciò perdere le sue idee e si apprestò a navigare come tutti gli altri sotto costa. Prima di essere arrivato a Gibilterra era già andato a sbattere contro due fari, aveva investito tre sub e finito tutte le scorte di cibo, che per la precisione erano costituite solo da wafer e nutella. L'equipaggio lo "pregò" di sbarcare e proseguire a piedi.
«Se vedemu a Calcutta, comandante»
(L'equipaggio)
Ci volle tutta la sua abilità diplomatica rafforzata da una telefonata in piena notte di Berlusconi, che assicurava Vasco de Gama fosse il nipote di Mubarak, perché l'ammutinamento rientrasse e a Vasco fosse riconsegnato il timone che, tra l'altro, non sapeva nemmeno da che parte andasse impugnato. Con la buona sorte che aiuta gli audaci e, nel nostro caso, anche gli incapaci, le tre caravelle poterono proseguire senza intoppi significativi, se si eccettua che dovevano fermarsi ogni cinque minuti perché Vasco da Gama voleva fare pipì.
«No, no e no! Farla nei cessi delle navi mi ha sempre fatto schifo.»
(Vasco da Gama)
La reazione di Vasco de Gama appena scoperto di essere sbarcato all'autogrill di Roncobilaccio.
Finalmente, dopo tre mesi di navigazione, toccarono terra.
Vasco de Gama : Nel nome di Manuele I, re del Portogallo e di tutte le Indie, prendo possesso di questa terra, la chiamo modestamente India de Gama, e vi ordino di consegnarmi tutto il tè che avete.
Barista : A parte che queste non sono le Indie ma l'autogrill di Roncobilaccio, il tè costa un euro e sessanta la tazza.
Insomma, ci vollero un altro paio di mesi, ma alla fine, a rimorchio di una nave Costa Crociere, Vasco da Gama arrivò in India. Andò nel supermercato più vicino e, astutamente, barattò con gli ingenui indigeni cinquanta confezioni di tè con una sola banconota da 50 €. Quando stava tornando a bordo della San Rafael, gli sembrò di aver fatto un affare troppo vantaggioso e tornò indietro per lasciare agli indigeni altri 20 €[citazione necessaria]. Soddisfatto per il successo della missione, fece vela verso il Portogallo dove certamente lo avrebbero accolto con gli onori riservati ai grandi eroi. Un po' perché non gli piacevano le cose semplici e un po' perché lesse la carta nautica al contrario, per tornare a casa passò dal Giappone che, rinvangando tra le sue conoscenze, era convinto si trovasse a metà strada tra il Corno d'Africa e lo stadio del Manchester City.
[modifica]La rivoluzione nelle conoscenze geografiche a seguito dei viaggi di Vasco da Gama
In verde il mare. Almeno secondo quanto ha capito Vasco da Gama.
Prima di Vasco da Gama la Geografia era una materia secondaria, tipo Educazione fisica o Religione; dopo l’immenso patrimonio portato in dote dal navigatore portoghese[lol] ha raggiunto il rango di Musica e Condotta. Durante il Medioevo si era creduto che la terra fosse piatta e che al di là delle Colonne d’Ercole, che ognuno situava un po' dove cazzo gli pareva, ci fosse la fine del mondo, e quindi il vuoto. Vasco da Gama dimostrò, sperimentalmente e senza possibilità di dubbio, che a lui non gliene importava un accidente di andare a controllare ed era molto meglio fidarsi e navigare in direzione opposta dove magari non c'erano ricchezze, ma perlomeno non si rischiava di cadere nel nulla. D'altronde, sosteneva da Gama,
Un vero grande contributo Vasco lo fornì alla Teoria della Navigazione, per il sapiente uso che seppe fare degli scarsi mezzi che l'epoca metteva a disposizione. È assodato che non sia mai riuscito a capire a cosa servissero, non dico la bussola o l'ottante, ma nemmeno le vele o il timone (anche la distinzione tra prua e poppa gli risultava incomprensibile) ; ciononostante fu il precursore della Navigazione alla Sperindìo che ancora oggi trova applicazione nella navi della Tirrenia.
Contribuisci a scop migliorarla disintegrando le informazioni nel corpo della voce e aggiungendone di inappropriate
Il Vasco da Gama è anche una squadra di calcio brasiliana che, come il personaggio a cui si ispira, conta come il due di coppe quando a briscola c'è bastoni.
Avvisi • Walk of Shame • Strumenti • Comunità • Disclaimer • Votazioni in corso • Cat. Immagini • Preferiti
X
7 gennaio - È ufficialmente aperto il televoto per scegliere le migliori NonNotizie e per le flash più divertenti del 2012. Clicca sui link ed esprimi le tue preferenze: il costo di ogni voto è di settordici€ al minuto più IVA. I ciechi e i barboni non hanno diritto di voto.
La Walk of Shame è la passeggiata della vergogna, una raccolta del peggio di Nonciclopedia, scelta dagli stessi utenti e divisa per categorie aristoteliche.
Siamo responsabili di quello che diciamo, non di quello che volete capire.
~ La community di Nonciclopedia
Mentre il principale proposito di Nonciclopedia è fornire ai lettori momenti di spensierata gaiezza ottenuta leggendo pagine di sana parodia, contrapponendosi quindi agli scopi di enciclopedie serie che offrono niente meno che il "sapere", essendo un progetto libero, Nonciclopedia è bersaglio di vandalismi quotidiani e può arrivare ad ospitare materiale di cattivo gusto, a volte offensivo, comprese immagini pornografiche. Gli amministratori lavorano ogni giorno con scrupolo al fine di riportare le pagine ad uno stato ideale, ma risulta impossibile a volte scovare ogni più piccolo vandalismo. Leggi tutto...
Leggi anche
Nonciclopedia può contenere materiale offensivo e pornografico! Si prega di leggere la seguente dichiarazione prima di lasciare la pagina e magari iniziare a sporgere denuncia contro ignoti... La seguente pagina è stata gentilmente scopiazzata da Wikipedia.
Le Votazioni in corso riguardano vari aspetti del sito, qui sotto sono elencate quelle attuali
Ricorda di leggere bene le regole di ogni singola votazione e nel caso serva controlla di avere i giusti requisiti per votare. Calcola qui i tuoi contributi