Utente:Zenzozenzo/Sandbox4

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[modifica] Film noir (con Alocin)

Ponte americano di notte

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I Film Noir sono quei film che raccontano storie come la mia, avvenuta... Quanti anni saranno passati? Nel ghetto di New York. Ma prima, un altro doppio whiskey, perché senza un doppio whiskey non si va da nessuna parte. E non una di quelle brodaglie che si servono al giorno d'oggi: con il latte, il cacao o lo zucchero. Intendo un vero doppio whiskey texano che ti mandi il cervello in pappa. Se sei un uomo non ha bisogno di migliorare il sapore di un doppio whiskey.

[modifica] Personaggi

Avevano ripescato un cadavere quella mattina nell'Hudson, nulla di particolare, in quel periodo se ti mettevi a pescare sulla banchine del porto era più probabile tirare su un morto che un pesce. Il tizio era gonfio e con la pelle tirata come un pallone da football quando lo tirarono fuori dal fiume per portarlo all'obitorio.

Johnny Eyeball occhio privato

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Silhouette di Jessica Rabbit

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Naturalmente io non sapevo nulla di tutto questo e mentre il medico legale stava tagliuzzando il tizio come la carta per i coriandoli io ero nel mio ufficio, tra la Lexinton e l'East, con il costante rumore dei lavori per costruire il Crysler Building che mi trapanava le orecchie. Chi aveva tutte queste informazioni era la donna che stava percorrendo il corridoio verso il mio ufficio; quando si fermò di fronte alla mi porta vidi la sua silhouette attraverso il vetro opaco, ma tornai a chinarmi sulla mia pistola, che avevo smontato per pulire. Modestamente, sono molto orgoglioso della mia pistola e di come la tengo. È una Luger Parabellum, una pistola da veri uomini, non come quei giocattoli che si vedono oggigiorno, tutti cromature e silenziatori. Un'arma deve servire solo a conficcare il più in profondità possibile nel corpo di un altro uomo una dose di piombo sufficiente a fargli passare la voglia di camminare, non è un pettine per belle signore.

[modifica] La pupa <inserire descrizione>

La donna girò la maniglia ed entrò, augurandomi il buongiorno. Io mi limitai a grugnire. Lei non sembrò particolarmente impressionata perché si sedette senza essere stata invitata e chiese: "È lei il detective Eyeball?" "No, sono uno che si chiama come lui e per puro caso fa anche il detective." risposi. Lei non si scompose "Ho un caso per lei" disse "stamattina è stato trovato un corpo nell'Hudson." "Come se fosse una novità" sbuffai "con la depressione che gira è più facile tirar su un morto che un pesce dal quel maledetto fiume." "In ogni caso voglio che lei scopra chi l'ha ucciso" tagliò corto la donna "posso pagarla profumatamente." "Non ho mai visto una donna in grado di accumulare una somma tale da potersi permettere le mie tariffe." ribattei. "Sono qui per conto di Mister Daniel." disse. Conoscevo Jack Daniel, era un pezzo grosso. Prima del proibizionismo era un distillatore e aveva fatto una montagna di soldi. E dopo le leggi del '19 la montagna era diventata ancora più grossa; la polizia gli stava con il fiato sul collo da anni ma non erano mai riusciti ad incastrarlo. "Va bene" dissi "la mia tariffa è di un cinquantone al giorno, più le spese. Se al suo capo va bene." "Mister Daniel ha detto che il prezzo non importava. Inoltre mi ha detto di darle questi come anticipo." Appoggiò sul tavolo una mazzetta di banconote, dovevano esserci qualcosa come mille dollari. Sforzandomi di rimanere concentrato feci scattare la sicura della Luger che avevo finito di montare e chiesi "Chi è lo sbirro che si occupa delle indagini?" "È il detective Cole Phelps." A sentire quel nome alzai lo sguardo e per poco non mi partì un colpo. La ragazza era uno schianto. E non parlo di quella roba di importazione che va tanto di moda al giorno d'oggi. Parlo di una vera americana, uno schianto da tamponamento a catena con centinaia di morti, arti sparsi qua e là e interiora a essiccare sull'asfalto. Deglutii. "Se Phelps ha in mano il caso la polizia può aspettare il giorno del giudizio prima di riuscire a risolverlo. Conosco quel tipo: è capace di rigirarsi per ore in mano una scatola di fiammiferi, ma non riuscirebbe a beccare un assassino neanche sbattendoci contro." "Quindi mi sta dicendo che accetta di occuparsi della faccenda?" chiese. "Bambola, ho accettato quando ho visto quel mucchietto di aquilotti sulla mia scrivania." Non sapevo in che guaio mi stessi ficcando.

[modifica] Il morto

Dopo aver mangiato un panino mi diressi verso l'obitorio della Quinta strada. Se il corpo era stato ripescato dall'Hudson come aveva detto la sventola allora lo avrebbero portato di sicuro là. E io avevo un aggancio in quel posto, come in ogni altro obitorio della città. Senza dei buoni agganci non si va da nessuna parte in questo lavoro.
Entrai appoggiando la mano sulla vetrata della porta e mi diressi verso il bancone: lì era seduta una brunetta incolore che non alzò nemmeno lo sguardo sentendomi arrivare. Mi appoggiai sui gomiti: "Salve bellezza" dissi "sto cercando Mahoney." La ragazza si limitò ad indicare con il pollice la porta che stava alle sue spalle, senza alzare gli occhi dal giornale che stava leggendo. Mi accesi una sigaretta e mi mossi verso la porta quando lei mi fermò. "Signore" disse "qui è vietato fumare." Per un istante pensai di prenderla a schiaffi ma mi fermai. Mi limitai a sbuffare, spegnere la sigaretta sul suo giornale e superare quella dannata porta. AL giorno d'oggi in America ci si preoccupa pure della salute die morti, cosa ci toccherà dopo: le donne incinte? Percorsi un lungo corridoio coperto di mattonelle che le luci al neon facevano sembrare giallastre, sembrava di stare nel cesso di una stazione. Incrociai un tizio che trasportava una sacca nera grande quanto lui e finalmente riuscii a farmi dire dove trovare il maledetto Mahoney: stanza 5. Lo trovai da solo, seduto su una barella, che giocherellava con un fegato; Mahoney era un tipo disgustoso e non mi importa che poi sia morto di necrosi al testicolo per aver usato le palle di uno come biglie: questo non basta a riabilitarlo. Mi sorrise con quei suoi denti giallognoli e irregolari, dio mio, alla bocca di Maoheny sembrava ci avesse lavorato Picasso fatto di crack. "Detective!" mi salutò "COsa posso fare per lei?" "Ho bisogno di informazioni" dissi accendendomi una sigaretta e lanciandogli il pacchetto "informazioni su un morto che è stato ripescato stamane dall'Hudson." Mahoney cominciò a fumare "Se è arrivato qui stamattina probabilmente è in questa stanza, mi faccia controllare." Prese uno di quei registri che vanno tanto di moda oggigiorno e cominciò a sfogliarlo con quella sua odiosa abitudine di leccarsi un dito per girare le pagine. "Eccolo qui" disse "cella 12." Si diresse verso il fondo della stanza; lo seguii. Girò la maniglia della cella e fece scorrere il carrello: davanti a me stava disteso un uomo di media statura, capelli neri, naso a patata, il tipo di persona che non risalterebbe nemmeno se fosse da solo in uno sgabuzzino. "Sai qualcosa dell'autopsia?" chiesi. "Secondo quanto dice qui" disse "non è stata trovata acqua nei polmoni, quindi è escluso l'annegamento. Dai segni sulle braccia si deduce che abbia lottato prima della morte, probabilmente sarà stato strangolato, visto che non ci sono traumi estesi alla testa." Mi chinai sul corpo per ispezionarlo: le ferite sulle braccia non erano profonde e in più punti si erano formate tumefazioni, quindi era passato un bel pezzo tra la morte e il tuffo nel fiume. Fu la caviglia destra però ad attirare la mia attenzione, il tizio aveva un tatuaggio: una bilancia che sormontava un aquila posta tra due uomini stilizzati, uno reggeva un arco, l'altro quello che sembrava un bastone. "Qui non dice nulla sugli oggetti o sui vestiti ritrovati insieme al copro, strano." "Non è strano, idiota" dissi "guarda il tatuaggio: questo tizio era un poliziotto, è ovvio che i suoi beni terreni siano stati passati alla centrale del distretto." Mahoney gli aveva alzato una palpebra e stava punzecchiando l'occhio con l'indice. "Allora la cosa si fa complicata per lei, detective." disse. Senza dubbio si credeva spiritoso il bastardo. "Non ha importanza." dissi, scrollando le spalle. "Ora devo andare, stammi bene." "Ci conti!" rispose Mahoeny, infilandosi nel naso l'indice che aveva usato per punzecchiare l'occhio.

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Utente:Mufufu/Diario di bordo