Tre metri dentro al culo

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ATTENZIONE: CONTENUTO ALTAMENTE TRUZZO!
Quest'articolo è impregnato di truzzità.
Se sei un frequentatore di discoteche e pensi che le frecce della tua macchina abbiano un ritmo irresistibile c'è la possibilità che tu possa riconoscerti in una o più frasi del seguente testo e persino offenderti. Ovviamente, tutto ciò è possibile solo se sei o è presente il membro del branco in grado di leggere (o leggere ad alta voce).
Insomma, consultate ciò che segue a vostro rischio e pericolo.

Tre metri dentro al culo è un film del 2004 tratto dal romanzo più doloroso di Federigo Moccio e interpretato da un intollerabile Riccardo Scatorcio.

Il film, tra i più belli interpretati dall'attore abruzzo-abruzzese, doveva inizialmente chiamarsi Tre peti dal mio culo ma venne ritenuto troppo volgare e si decise quindi per il titolo attuale. Il titolo inglese internazionale è Three yards up in the ass con sottotitolo Step by step, Step ti incaprett.

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La vereconda locandina del film.

[modifica] Trama

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Attenzione, da qui in poi questo articolo contiene spoiler.

Una volta avevo un criceto di nome George che lesse la trama di "Bianca e Bernie nella terra dei Borghezio" prima di vedere il film e si suicidò. Quindi fate attenzione, non voglio avere altre morti pelose sulla coscienza.

Il romanzo narra la saga di Babi, una ricca adolescente viziata con un problema di candidosi vaginale. Come se non bastasse Babi è in piena tempesta ormonale e soffre di una rara sindrome masturbatoria compulsiva che la costringe a gingillarsi senza freno causandole terribili figuracce, specialmente di fronte allo zio monsignore, che le consiglia la preghiera e un pornoshop molto ben fornito.
Una sera durante un coca (cola) party per adolescenti mondani Babi incontra il primitivo Step, figlio di papà non pervenuto e madre cortigiana e all'inizio i due addirittura si parlano.

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Babi e Step in amore.

Babi sorprende Step che espleta timidamente i suoi bisogni in un vaso di fiori e minaccia di denunciarlo, allora lui la afferra caricandosela in spalla e la sodomizza con orgoglio fuori dal locale (donde la splendida scena madre che dà il titolo al film). Babi scopre poi che Step di lavoro fa l'accalappiacani e che pur di andare avanti a campare mangerebbe merda con un filo d'olio, ma l'amore, i loro nomi del cazzo e soprattutto il fatto che il pene di Step non abbia ancora finito il giro turistico del retto di Babi, li unisce indissolubilmente.

Dopo essere scappata di casa, Babi fugge con Step nel Burkina Faso, dove i due aprono un bar. Poco dopo Step si ammala di gonorrea e le sue palle diventano secche come i fichi a Natale. Dev'essere operato d'urgenza, ma il chirugo africano che deve operarlo ha fatto un'operazione simile soltanto in un'altra occasione, con una scimmia bonobo albina. L'operazione va abbastanza bene, Step è fuori pericolo ma perde i genitali, che verranno rivenduti come datteri al mercato rionale.
Babi allora decide di lasciarlo, solo e castrato. Il film si conclude con Step che parte per la Francia, dove lavorerà come ballerina di can-can dopo un'opportuna depilazione alle gambe.

[modifica] Storia del film

[modifica] Produzione

Il film fu proposto a Daniela Lucchetta, regista femmina nota già per aver diretto e interpretato alcuni film porno e altri filmacci violenti, dalla MGM dopo il successo del libro di Mocciolo, il budget era di circa 250 euri. La Lucchetta voleva girare a Milano, ma la casa di produzione fece girare sulle spiagge di Roma. La regista del film - si dice - era tanto bella che quando arrivava sul set (con quella gonna corta, con quei tacchi alti e con quelle calze) tutti gli attori, comprese le donne, si assentavano per compiere atti di onanismo. Si narra che la regista, alla fine di ogni ripresa, si facesse la doccia, per rimuovere lo sper il sudore della giornata.

[modifica] Cast

Nel film il ruolo di Step è interpretato da Riccardo Scamorza, affermato attore italo-abruzzese, che qui torna alla ribalta con un ruolo da mattatore. Il ruolo di Babi è invece interpretato da Kate Saunders, inglese allora 25enne, che soffiò la parte alla sexy Gianna Nannini.

Secondo alcune voci indiscrete, Riccardo Scamorza ha un pene salvaspazio e per girare la parte del priapico personaggio gliel' hanno dovuto aumentare con delle protesi di cartapesta, ideate dal genio dei trucchi vinilici Giovanni Muchacha. Laddove nemmeno le protesi hanno potuto nulla la produzione si è avvalsa della professionalità erettile del plurieccitato Rocco Siffredi.

Tra gli altri attori del film ricordiamo: Antonio Morelli, Enzo Iacchetti e Walter Nudo.

[modifica] Successo

Il film uscì in Italia il 13 marzo 1410 dopo 30 giorni di riprese, e uscì con solo 1 copia nei cinemi, nonostante tutto ha avuto nei primi giorni di programmazione un successo così esplosivo da far morire di rabbia gli altri attori.

La versione originale durava incredibilmente 430 minuti, ben sette ore, ma le ragazzine e i ragazzi nonostante tutto lo vedevano fino alla fine, per vedere le grazie dei due protagonisti, Scamarcio perversissimo e la Huggess nudissima, il film fu proiettato ininterrottamente al Teatro olimpico di Roma ben sei mesi dalle 19:00 alle 2:00, e il successo non scemava mai che pare un giorno il proiezionista si suicidò a furia di riproiettarlo.

In Italia, dopo un anno di programmazione ininterrotta incassò 600 milioni di euri, risultati da capogiro si ebbero anche in Germania, Francia, Polosvacchia, Russia, Spagna, Grecia, Romania, Ungheria, USA, Argentina, Cina e Giappone. In Inghilterra il film fu invece un flop in quanto Scamorza in inglese fu doppiato solo da scureggie, e il titolo è: Anal Sex in gooood! (e buono o sess anale!).

Nel 1790 fu riproiettato dalla Film E.G.E.R.C.N.L. con il titolo: Tre peti dal mio culo, scorciato però di circa 210 minuti, facendolo durare solo 2 ore, eliminando una scena in cui step deruba una vecchia, e tanto altro, come le scene iniziali dove Babi si masturba nella vasca da bagno strofinandosi il clitoride. Questa versione fu però rilasciata con pochissimo successo in Italia. Venne rieditato ancora una volta nel 1870 dalla Herald Pictures con il titolo Tre metri sopra il cesso, ma anche questo tentativo si rivelò un disastro.

Inoltre tale film pur essendo stupidissimo è perfino diventato di pubblico dominio, per cui si tratta del "film più diffuso nel mondo" è stato riproposto al cinema innumerevoli volte sia in Italia che all'estero, ed è reperibile su ogni tipo di formato: 35mm, 25mm, 16mm, 8mm, Super25, Super16, Super8, 9,5mm, videodischi, laserdisc, merdisc, cazzdisc, miniDV, VHS, Video10000, Video15, Betamax, Alphacazz, VideoCD, DVD, HVD, SDDS, NDS, PS1, PS2 e PS3,TDI, Common Rail, Doppio AirBag, insomma ogni tipo di formato. Inoltre pare che spesso quando la pellicola si rovinava per rimediare veniva inserita al posto della scena maciullata qualche scena porno presa da qualche altro filmaccio amatoriale, per cui spesso il film risultava incomprensibile e distorto. Alla TV Italiana viene spesso mandato in onda alle 3:00 di notte su Rete4 con il bollino "rossofuoco" cioè VIETATISSIMO, e la copia mandata è sempre quella mancante di molti pezzi, rieditata nel 1790.

[modifica] Critica

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~ Vittorio Sgarbi su protagonisti

Quasi tutti i critici hanno stroncato il film giudicandolo troppo scemo e capace di atrofizzare i cervelli a tutti: infatti il film fa cagare non solo per il tema, ma se si guarda quando Babi si masturba si può diventare maniaci sessuali come Step, o capaci di fare sempre sesso anale, quindi a tutti: NON GUARDATE QUESTO FILM.

[modifica] Seguiti e remake

Il film ha avuto anche un famoso sequel: Ho voglia di the e un remake del 1715: Tre metri sotto terra che però non ebbe nessun successo.

[modifica] Spunti critici

Secondo alcuni studiosi Moccia è l'erede di Nietzsche. Secondo altri in realtà è solo l'incarnazione del nichilismo. Assieme ad altri due analfabeti d'eccezione, Melissa la P. e Pulsatilla, Moccia fonda una vera e propria scuola letteraria patrocinata dalla P2 e da Maurizio Costanzo, la cui critica si scaglia ferocemente contro i nemici del trendy e di Buona Domenica: Dante Alighieri, Umberto Eco, Pier Paolo Pasolini e Oscar Wilde.

La retorica mocciana tocca i suoi livelli più eccelsi nell'episodio in cui Step ha la diarrea fulminante, dove secondo Getto e Auerbach, è in grado di farci sentire il fetore con l'arte della parola. In realtà le voci di Getto e Auerbach sono state smentite da un maghrebino di venticinque anni, il quale ha scoperto che Moccia ha scoreggiato su ogni singola pagina, per dare maggior realismo al romanzo.

[modifica] Voci correlate


Vedi anche Legge di Ipparco.



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