Tiro al terrone

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“Tutti gli italiani devono applicarsi alla disciplina sportiva”

- Benito Mussolini

Il tiro al terrone è lo sport più applicato in Padania.

Tutti dai 3 ai 99 anni, in Longobardia si applicano con abnegazione in questo sport.

Questo gioco ha nobili origini. Si dice che Asterix e Obelix ci giocassero coi romani. Infatti, appena sentivano l'accento burino dei soldati di Giulio Cesare bevevano la loro pozione magica (che il dottorone George Swainzagher riuscì a intuire come acqua di fogna di Milano, allora capitale dei celti) e con sommo gaudio lanciavano i poveri romani.

Oggi giorno si svolgono i mondiali di lancio al terrone ogni 4 anni. La FILT (federazione internazionale lancio del terrone) assegna, col principio di rotazione, la sede dei mondiali. I prossimi si terranno a Varese, sede storica dei padani.
Tra quattro anni la FILT dovrà decidere tra una rosa di dieci candidati gloriosi: Bergamo, Pavia, Arcore, Sondrio, Brescia, Mantova, Lodi, Vercelli, Padova e Novara.


[modifica] Curiosità

Nella precedente edizione di Voghera, per la prima volta, il Kenya ha vinto togliendo alla Padania il sapore della vittoria e il titolo mondiale. (nel tiro al terrone la Padania è come il Brasile o l'Italia nel calcio).

A differenza di Umberto Bossi, che non ha rilasciato alcuna dichiarazione pubblica (ma pare che dalla delusione abbia convinto una guardia padana a suicidarsi), Roberto Calderoli ha dichiarato: "Il Kenya tra 5 giorni non ci sarà più, lo invaderemo noi con le truppe padane".
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