Tiro al terrone

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Bossi approva questo articolo!

Il Senatùr è felice di avere tanti alleati nella lotta contro i terùn, quindi molto probabilmente lascerà in vita il tuo cane comprato in un allevamento in Terronia (se se...)

Bossi sega la Padania dal resto dell'Italia.jpg
Quote rosso1.png Tutti gli italiani devono applicarsi alla disciplina sportiva Quote rosso2.png

Quote rosso1.png Daghe al teròn! Còpeo! Quote rosso2.png

~ Manolo Raspeghin, campione nazionale, risponde alla domanda: "Che ore sono?"
Quote rosso1.png Non si tratta di razzismo, ma di uno sport ormai parte integrante della millenaria tradizione padana Quote rosso2.png

~ Matteo Salvini, segretario della Lega Federale

Il tiro al terrone è il gioco tradizionale della Padania.

Tutti in Longobardia, dai 3 ai 99 anni, si applicano con abnegazione nella pratica di questa disciplina sportiva.

[modifica] Archivio storico: foto di repertorio della XXXI Olimpiade

[modifica] Approfondimenti

Ti sei divertito a sbirciare nell'archivio?L'argomento ti ha interessato e vuoi saperne di più sull'argomento? Sei incuriosito?Sogni di conoscere la storia di questo gioco antico, le sue regole ed i campioni più famosi che lo hanno reso celebre in tutto il mondo? Bravo ! Continua la lettura, fratello Leghista!

Ti sei invece annoiato o peggio ancora schifato del contenuto? Niente paura! Per farci perdonare, partecipa al concorso. Complimenti: sei il milionesimo lettore. Non è uno scherzo: premi qui e vinci una BMW!

[modifica] Storia ed evoluzione

Cacciatore con fucile.png

Tiratore con carabina. Ti sta puntando e non gli piaci per niente, Terun!

Questo gioco ha nobili origini. Si dice che Asterix e Obelix ci giocassero coi romani. Infatti, appena sentivano l'accento burino dei soldati di Giulio Cesare bevevano la loro pozione magica (costituita da acqua di fogna di Milano, allora capitale dei celti) e con sommo gaudio si divertivano ad appallottolare i romani e lanciarli contro dei birilli di legno, fabbricati artigianalmente. Vinceva chi riusciva ad abbattere il maggior numero di birilli con un singolo lancio. Una folla numerosa si radunava per assistere all'evento e per scommettere sulla vittoria del proprio campione. Il vincitore riceveva in premio dieci legionari, con i quali poteva allenarsi per le successive sfide o per giocarci con la famiglia.

Del gioco non si hanno più notizie sino al XVII secolo, con l'introduzione delle prime armi da fuoco. Le regole tuttavia mutano radicalmente rispetto a quelle antiche: il terrone viene legato ad un palo e sulla testa gli viene posta una mela. I concorrenti tirano al bersaglio usando il moschetto e vince chi riesce ad abbattere con un solo colpo il terrone senza che la mela riporti neppure un graffio.

Gli svizzeri tenteranno in seguito di introdurre una versione modificata, detta alla Guglielmo Tell. Ma, dimostrando di non avere capito un cazzo, tirano con arco e frecce alla mela anziché al terrone sottostante: proprio non si sanno divertire, questi Svizzeri.

Nel XIX secolo, analogamente a quanto capita con il calcio ed il rugby, questo gioco si scinde in due separate specialità, ognuna avente le proprie regole e federazione:

  • nel 1841 nasce la FPLT (Federazione Padana Lancio del Terrone);
  • nel 1843 nasce la FPTT (Federazione Padana Tiro al Terrone).

Dopo alti e bassi, nella seconda metà del XX secolo, con l'abbondante rifornimento di materia prima dal Mezzogiorno d'Italia, attirata dalle prospettive di lavoro nei grandi centri urbani del Settentrione, il gioco riprende notevole slancio.

Purtroppo attualmente, pur essendo lo sport preferito di tutti i votanti della Lega Nord, la scarsità di terroni autentici, per i motivi che verranno in dettaglio analizzati in uno specifico paragrafo, ne rende difficile e costosa la pratica.

È facile oggi fare dietrologia e gridare allo scandalo[citazione necessaria]: resta il fatto che attualmente il lancio del terrone è uno sport riservato alla sola élite e le giovani leve faticano a praticarlo per i notevoli sacrifici economici che esso comporta.

[modifica] Regole

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L'area di gioco destinata al lancio del terrone.

A causa di eccessi sfociati in arbitraria violenza sugli animali, il regolamento della disciplina sportiva è oggi rigidamente sancito dalle apposite normative federali.

[modifica] FPLT (specialità lancio)

Molto simile alla versione classica giocata nell'antichità. Forse meno spettacolare ed appassionante del tiro[citazione necessaria], conta anche un minor numero di praticanti. Le regole sono molto semplici e simili a quelle del lancio dello stronzo.

Si gioca in tre: due campioni padani ed un terrone. A fini di eco sostenibilità, per favorire la nascita e lo svezzamento di nuovi esemplari, il terrone deve essere uomo (maschio) ed avere un'età minima di 18 anni. A fini agonistici deve inoltre presentare le seguenti caratteristiche:

  • il peso complessivo dell'attrezzo deve essere compreso tra 54,500 kg e 87,250 kg;
  • il diametro della testa tra 11 cm e 13 cm;
  • la distanza tra la testa e l'impugnatura delle gambe tra 137,5 cm e 172,5 cm.

I campioni sollevano il terrone, uno per le braccia ed uno per le gambe, posizionandosi sulla pedana di lancio. Fatto roteare l'attrezzo per tre-quattro volte, lo scagliano il più lontano possibile. La zona di arrivo è cosparsa di vetri rotti e chiodi arrugginiti per aumentare lo spettacolo. Non esiste limite al numero di lanci, purché il terrone presenti ancora segni di vita. Vince ovviamente chi scaglia l'attrezzo il più lontano.

[modifica] FPTT (specialità tiro)

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I partecipanti alla Caccia Grossa scendono in campo

Si tratta di una serie di varianti accomunate dal fatto che per il gioco si utilizza un'arma da fuoco e che l'obiettivo finale è costituito dall'abbattimento di uno o più capi di allevamento. Si suddividono:

  • in base all'arma usata: moschetto o carabina o fucile a canna singola o doppia;
  • in base al bersaglio: a distanza fissa (legato) o in movimento (libero);
  • al numero di giocatori: singolo o doppio oppure a squadre.

A far data dal 14/5/1998, con l'entrata in vigore del nuovo Regolamento Federale, deve ritenersi vietato fare uso di armi da fuoco diverse da quelle sopra elencate, pena la squalifica dalla competizione.

Discorso a parte riguarda la modalità, altamente spettacolare[citazione necessaria], denominata: Gran Prix Caccia Grossa. La si gioca una sola volta ogni quattro anni, durante le Olimpiadi. Vi partecipano in contemporanea tutti i campioni iscritti, divisi per regioni. L'evento viene trasmesso in radiocronaca diretta da Radio Padania Libera. Cento terroni di ogni varietà, sesso, età e colore, vengono introdotti insieme nell'arena e lasciati liberi si scorrazzare per la gioia del pubblico padano che assiste dagli spalti. Quindi entrano i padani campioni i quali, stavolta senza limitazioni o restrizioni all'uso delle armi, abbattono quanti più bersagli possibile. Vince la rappresentativa della Regione che abbatte più vittime capi. Nell'ultima Olimpiade ha trionfato la Lombardia con 55 centri, seguita dal Piemonte con 27. Medaglia di Bronzo al Veneto, con 14 terroni centrati.

[modifica] Olimpiadi

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Momenti di contagiosa allegria tra la folla che assiste la tanto attesa Olimpiade

Oltre ai campionati regionali e nazionalpadani, ogni quattro anni si svolgono le Olimpiadi di questo gioco appassionante. Sede della manifestazione è Verona, nell'apposita arena. La cerimonia di apertura dei giochi è particolarmente suggestiva:

  • sfilano tutti i partecipanti, divisi per Regioni: Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Veneto, Trentino e Friuli Venezia Giulia;
  • ogni atleta viene benedetto mediante aspersione di acqua sulla testa del fiume sacro Po;
  • incoraggiati da colpi di scudiscio fanno il loro ingresso i protagonisti della manifestazione, per la gioia della gente;
  • viene dato fuoco a due terroni legati al palo rituale e cosparsi di benzina purificatrice, quale segnale di inizio dei giochi (un tempo le fiere sacrificali erano non meno di otto, ma per colpa della crisi[citazione necessaria] oggi non è possibile replicare i fasti di un tempo);
  • segue la distribuzione tra il pubblico pagante, senza economia, di ritagli di polenta;
  • il segretario della Lega Nord dichiara quindi ufficialmente aperti i giochi, tra gli applausi del pubblico festante.


[modifica] Progetti per il ritorno in auge dello sport

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Uno tra i tanti demagogici tentativi di risollevare le sorti di questo sport: l'utilizzo di immigrati al posto dei terroni doc

Si è già fatto cenno al triste fatto che questa disciplina, a metà strada tra sport e gioco, tra divertimento e momento di aggregazione ed accrescimento culturale, attraversa un momento di stagnazione dovuto alla scarsità di terroni. Le cause:

  • la crisi industriale del settentrione, con contestuale diminuzione nell'afflusso di materia prima (non nascondiamoci la triste realtà, fratelli Leghisti[citazione necessaria]);
  • una Legge irresponsabile e liberticida votata dalle amministrazioni locali del centro sinistra, che vieta l'utilizzo di mezzosangue per lo svolgimento delle gare.

A fronte di questa delicata situazione, le risposte dal mondo politico si rivelano per lo più sterili e populiste, comunque incapaci di risolvere la situazione. Qualche esempio:

« si sarebbero dovuti evitare i matrimoni misti dagli anni '60 del XX secolo »

oppure

« usiamo negri e cinesi in sostituzione dei terroni »

o ancora

« allettiamo con promesse di lavoro finte i terroni, di modo da farli tornare nei nostri boschi e praterie »

In questo desolante scenario, una nota positiva arriva dalla città di Torino, che ha creato due riserve, denominate Falchera e Vallette, in cui i terroni vivono liberi ed allo stato brado, nella speranza di ripopolare le riserve faunistiche.

[modifica] Curiosità

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L'abuso della sezione «Curiosità» è consigliato dalle linee guida di Nonciclopedia.

Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse ti incuriosisce sapere com'è dormire coi pesci?

  • Nessun terrone lanciato ha mai rotto il silenzio stampa degli amici rilasciando un'intervista, a riprova della padana efficienza nel portare a termine un lavoro;
  • Il senatore Mario Borghezio è stato in gioventù un campione di questa disciplina, piazzandosi al primo posto nelle graduatorie padane per tre anni consecutivi e vincendo la medaglia d'oro nell'Olimpiade del 2004, nella specialità del tiro al terrone singolo con carabina;
  • Alle Olimpiadi è stata invitata a partecipare, in molteplici occasioni, anche una rappresentativa dell'Alto Adige. Gli altoatesini tuttavia declinano ogni volta l'invito sostenendo di preferire dedicarsi al loro gioco tradizionale: il lancio dell'italiano.

[modifica] Il Gran finale

Che meraviglia, non è vero? Adesso sogni anche tu la gloria di calcare l'arena e distinguerti nella prossima Olimpiade? Sono aperte le iscrizioni. Fai il test per verificare se hai i requisiti per partecipare.

Sei un terrone masochista? Vuoi partecipare anche tu come concorrente? L'idea di essere sacrificato per rallegrare le folle Leghiste ti eccita? Beh,sono cazzi tuoi! Non spetta a me cercare di farti cambiare idea. Vai pure qui per iniziare l'allenamento.

[modifica] Voci correlate

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Ciao bambini, io sono la mascotte della XXXII Olimpiade!


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