The Revenant

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ATTENZIONE!!! DISTACCAMENTO DEI BULBI OCULARI!!!
Gli incauti spettatori che decidono di vedere il seguente film sappiano che esso è stato VIETATO dalla Convenzione di Ginevra per la sua inguardabilità!
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La locandina del film.

Quote rosso1.png Ma quando si tromba? Quote rosso2.png

~ Leonardo Di Caprio sfogliando il copione.
Quote rosso1.png A Leonà...un è il Titanic questo. Quote rosso2.png

~ Il regista puntualizza.
Quote rosso1.png La scena che più mi ha colpito? L'intervallo. Quote rosso2.png

~ Spettatore appena uscito dal cinema.


The revenant - The redidivo - The chi cazzo me lo ha fatto fare, è un lungometraggio del 2015 co-scritto, co-diretto, co-prodotto dal registra messicano Alejandro Gonzàlez Iñárritu (co.co.co. per gli amici) sotto l'effetto di funghi allucinogeni. Il film ha riscosso notevole successo da parte della critica ancor prima di uscire nelle sale per il semplice fatto che il protagonista (Leonardo Di Caprio), in 2 ore e mezza, apre la bocca in tre occasioni per parlare. Il resto del tempo lo passa a bere, mangiare, ruttare, grugnire e fare le linguacce. Basato su una storia parzialmente vera, viene narrata la vita di un cacciatore di pelli, Hugh Glass detto Vetro, vissuto a cavallo (ma anche dentro se qualcuno ha visto il film) tra Settecento e Ottocento nel nord Dakota: regione così desolata che la rivista "Touring" la mette come luogo meno visitato al mondo.


[modifica] Trama

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Hugh senza barba.

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Forse questo lo hanno messo dopo.

Nord Dakota, 1823: Hugh Vetro, rappresentante di Greenpeace per il nord America, viene assunto come guida per una battuta di caccia alla ricerca di pelli e pellicce da vendere su Ebay. Durante la spedizione il gruppo riceve la visita poco amichevole degli indiani Arikara, incazzati più per il nome che portano che non per vedere depredato il loro territorio: i primi 10 minuti del film lo testimoniano con sparatorie, accoltellamenti, esplosioni e incontri di boxe senza arbitro. Hugh si salva, e con lui una dozzina di uomini compreso il figlio avuto dopo una trombata storia d'amore con una indiana della tribù Pawnee, altro nome ridicolo...altra tribù incazzata. Quando il peggio sembra essere passato, sulla via del ritorno, avviene quello che non ti aspetti: l'incontro ravvicinato con una femmina di orso Grizzly, incazzata pure quella. In un contesto normale lo scontro con un animale grosso quanto un Suv in pelliccia non avrebbe storia, ma se muore il protagonista finisce tutto e non avrebbe senso portare nelle sale un film che dura appena venti minuti. Così, dopo un corpo a corpo abbastanza turbolento, Hugh ha la meglio riportando lievi ferite mortali. Il capitano della spedizione intuisce che ben presto la loro guida potrebbe divenire concime per il terreno, e per facilitarne il processo, ordina a due volontari sotto compenso (tali Bridger bimbominkia e Fitzgerald detto "u traditore") di scavare una bella buca e aspettare il processo di decomposizione.

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«Hugh, sei d'accordo se ti lasciamo qua a marcire fino alla fine dei tuoi giorni?»
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«Gnngngngnngngn»

Ma Vetro resiste, i giorni passano, la rata del mutuo sta per scadere e Sanremo sta per cominciare; Fitzgerald comincia a spazientirsi: riferisce al compagno bimbominkia che l'uomo nero si avvicina dopodichè ripone per sbaglio il coltello nello stomaco del figlio di Hugh. Tutto questo sotto gli occhi dello sventurato che, legato come un arrosto pronto a entrare in forno, si lascia andare a un disperato

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«Gnngngngnngngn»
di 2 decibel.
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Il figlio di Hugh: tutto suo padre.

Bridger e Fitzgerald tolgono il disturbo e si incamminano verso il campo base, mentre l'immortale guida preferisce strisciare anche perchè nel frattempo ha perso l'uso delle gambe. Generalmente a questo punto della visione chiunque comincia a cercare su Gugol la parola ipotermia, ma torniamo alla trama:

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L'orso durante una pausa delle riprese.

Dopo aver percorso numerosi millimetri, Vetro incontra un altro orso (magari) un indiano solitario... e incazzato ovviamente. Quest'ultimo però anzichè prenderlo a calci nel culo decide di aiutarlo: dapprima sputandogli addosso del cicatrene e, in un secondo momento, costruendo in 6 minuti netti una capanna con caminetto, sauna e centro benessere. Nel corso della nottata il paziente migliora riuscendo persino a dormire sognando i bei tempi passati con la propria compagna, le compagne di scuola, le prime avventure e quella volta che voleva uscire a tutti i costi con la tipa conosciuta alla sagra della marmotta . In poche parole: vaneggiava. La mattina seguente l'indiano rimane incastrato con il collo attorno a una fune nell'intento di salire su un albero, e muore. Vetro è di nuovo solo, ma adesso, grazie alle cure ricevute e sessanta lattine di redbull, di nuovo in forma. Poco distante, un gruppo di cacciatori francesi, parcheggiati i propri cavalli, organizza una festicciola con tanto di indiana legata all'albero pronta per essere violentata. Hugh li nota e rimane interdetto di fronte a una scena simile: tutti quei cavalli pronti per essere rubati, occasione da non perdere. Detto fatto, libera la ragazza per attirare l'attenzione e si fotte un cavallo per scappare veloce verso la base. Mentre pregusta la vendetta chi compare? Loro, sempre loro, gli indiani incazzati.

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«Gnngngngnngngn»

traduzione: ma porca troia! Possibile che in settordicimila chilometri quadrati incontro sempre questi cazzo di pellerossa?

Nasce un rocambolesco inseguimento con tanto di base jumping da un burrone, con il cavallo al posto del paracadute. L'equino si spezza l'osso del collo mentre Vetro atterra dolcemente dopo essere rimbalzato un centinaio di volte tra i rami di un albero (scena questa che ricorda vagamente un altro lungometraggio). Di nuovo a piedi, ed esclusa la possibilità di fare l'autostop, Hugh continua il suo cammino quando, al limite delle due ore di film, incontra finalmente il capitano della spedizione. Giusto il tempo di raccontare come sono andate le cose...

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«Gnngngngnngngn»

... e il protagonista si lancia alla ricerca di "u traditore". Lo trova e lo concia per le feste, ma quando sta per sferrare il colpo mortale lo lascia andare lungo un torrente lasciando la sua vendetta agli indiani incazzati che, manco a dirlo, stanno passando di lì per caso.

[modifica] Screenshot

[modifica] Curiosità

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  • Per risparmiare inutili e costose ore di trucco, pare sia stato usato un orso vero.
  • Qualora Di Caprio vincesse l'Oscar, difficilmente lo ritirerà causa punto 1.
  • La montagna più alta del Nord Dakota misura circa 1000 metri, mentre il film pare ambientato su un altopiano tibetano.
  • Nel cast manca un negro.


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