Telenovela

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Quello delle Telenovelas è un genere nato in America Latina. In un numero di puntate che si aggira in media intorno alle 6500-7000, narrano minutamente di piccoli nuclei familiari di cui generalmente a nessuno importerebbe. Le vicende di codeste famiglie si evolvono con la densità di avvenimenti che caratterizzano altri grandi opere e manoscritti del XX secolo quali Dragon Ball, i Teletubbies, i fantomatici Power Rangers e chi più ne ha più ne metta, con il risultato che alla fine di ogni puntata se ne sa sempre o meno o quanto se ne sapeva prima circa un dato personaggio o situazione. Questo provoca negli individui femminili grande ansia, emotività, angoscia e pianto liberatorio e negli individui maschili soltanto un altro grosso giramento di palle.

Uomo e donna.jpg

Notare lo sguardo peccaminoso di lui e quello adirato di lei. Questi parrebbero proprio essere due attori di telenovelas...

[modifica] Nascita

Le telenovelas nascono ("stranamente" oserei dire) nei principali paesi esportatori di droga quali Colombia, Brasile, Argentina, Bolivia e Venezuela. Ciò spiegherebbe come mai questo tipo di programmazione riesca a fare breccia anche nel cuore del telespettatore più giovane. Ad ogni modo, abbiamo la prima testimonianza di telenovela attorno all'Anno 0, quando una donna partorì il 29 settembre a Milano un bimbo destinato a fare grandi cose con il popolo di Dio. Queste è la prima grande telenovela di cui si abbia prova ed ebbe, come quelle odierne, lo scopo di fottere soldi e tempo alla povera gente.

[modifica] Target

Il target è costituito soprattutto da vecchie nonnine, ragazzi con turbe e malcontenti sessuali, lavoratori assenteisti (resi così sfaticati per l'appunto dalle stesse telenovelas), mariti scontenti, casalinghe disperate per niente gnocche che si sentono partecipi di quella vita rendendosi estranee alla propria.

Rosa Russo Jervolino che stira.jpg

Questa signora di belle speranze potrebbe essere uno dei target della produzione... potrebbe?

Esaminiamo singolarmente gli appassionati:
  • Vecchie nonne: in tarda mattinata, quando le strade sono popolate da vecchie e docili nonninne intente a contrattare con il fruttivendolo sotto casa, la Telenovela ha il mistico potere di svuotare le strade e i banchi di frutta e verdura facendo rientrare le dolci ottuagenarie in casa in fretta e furia, sacchetti ancora in mano, e sodomizzare letteralmente il piccolo nipote che sta guardando i cartoni in TV, impossessandosi di quest'ultima. Negli minuti che precedono l'inizio della trasmissione, corrono alla porta per invitare la compagna di pianerottolo a condividere l'esperienza con il solo fine di menarsi a colpi di verga stabilendo chi abbia torto e chi ragione sul fatto che Guanita sposi José o che Pamela Gonzalez faccia cornuto il padrone di casa.
  • Ragazzo con turbe esistenziali e malcontenti fisici: il tempo che non impiega davanti il pc a farsi le seghe su un videogioco, lo passa a farsi le seghe sulla nobile Padrona di Casa Ramirez. Ella ha una moltitudine di Schiavi Neri, dei quali abusa un giorno si e l'altro pure, e che il ragazzo invidia terribilmente date le disfunzioni del proprio pene. Egli assiste al programma solo in assenza dei familiari e comunque sempre di nascosto.
  • Lavoratori assenteisti: è noto ai più che l'assenteismo italiano sul lavoro è causato da mercatini appena fuori gli uffici si, ma soprattutto dalle programmazioni di telenovelas proposte da Mediaset. Gli stessi impiegati della rete privata timbrano il cartellino in anticipo sull'orario di uscita, con grande furbizia tralaltro, per tornare alla propria dimora e guardare, tra un'ora di pubblicità e l'altra, le loro amate soap.
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Due intrepide casalinghe. Probabilmente stanno guardando una Telenovela, oppure hanno contratto la Febbra.

  • Casalinghe Disperate: Questa particolare tipologia di telespettatore è la più equivoca. Esse infatti, per niente gnocche come si potrebbe pensare, si interessano a tal punto da piangere e commuoversi, credendosi partecipi di quella vita da Telenovela, dei dubbi di Elvira, le passioni di Rodrigo, le unghie incarnite di nonna Gutierrez. Generalmente guardano il programma con un bel gelato in mano e gli occhi spalancati verso la tv, in attesa del colpo di scena che sappaimo benissimo non arriverà mai e che le tiene lì, sulla loro sedia a gustare.

[modifica] Trama

Parte fondamentale in ogni storia da raccontare, nelle telenovelas è visto dall’autore come qualcosa di inutile al fine dell'intrattenimento. Cosa esiste di più scontato di una trama delle suddette? La famiglia è il centro dell’Universo, questa parola magica viene pronunciata per contratto ogni 7 minuti: tutto ruota intorno ad essa, gli amori, il lavoro, gli sguardi languidi e quelli di odio. La famiglia è sempre molto numerosa, roba di 20 persone tra sorelle, zii lontani, cugine di decimo grado morte ammazzate e risorte, fidanzati in coma da 10 anni, fratelli che crescono di un giorno ogni 5 anni. TUTTI i membri di sesso opposto (per adesso, ma tra qualche anno vedrete) devono baciarsi e/o fare sesso tra loro a rotazione, a prescindere dal grado di parentela o differenza di età. Quando scoppia un amore tra due delle suddette persone, le altre 18 si scandalizzeranno e tenteranno con ogni mezzo di impedire il vergognoso sentimento, urlando che la famiglia è importante e che non esiste futuro per loro. Esistono sempre invece un bello mascellone o una bella semi protagonista che è eternamente indeciso/a tra due grandi amori della sua vita e non riuscirà in dieci anni di episodi a sceglierne uno solo.

Anche il tempo delle telenovelas è qualcosa di unico nel sistema solare. Una conversazione può arrivare a durare una settimana ininterrotta senza cibo, acqua o altri bisogni fisiologici. Nella maggior parte dei casi i protagonisti hanno un lavoro in teoria ma in pratica non fanno un cazzo dalla mattina alla sera e sono mantenuti dalla rendita di famiglia. Questi soldi però non vengono spesi mai in oggetti o divertimenti ma solo in viaggi e cene romantiche (l'industria delle candele ha l'80% del suo fatturato nelle cene romantiche delle telenovelas che durano in media 3 notti, ovvero 72 ore di buio).

Non avendo altri stimoli, senza televisione, cinema, fumetti, Internet, amici di scuola, amici di lavoro, serate a ubriacarsi, teatro, sport, concerti, giochi da tavolo, videogames, lavoro, poker con gli amici, diarrea fulminante, black out, traffico, i nostri protagonisti sono costretti a pomiciare tra loro come unico rimedio al suicidio. Non bisogna quindi giudicarli troppo severamente!

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