Tascapane

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Pane in tasca e tascapane.jpg

Concetti in apparenza simili.

Per tascapane si intende la sacca a tracolla del soldato atta a tenervi il pane. Tuttavia, specialmente in tempo di guerra, veniva utilizzato per portare granate, posate, bustine di cordiale, spazzolino e le calze di nylon per le invasioni dei paesi dell'Est. In tempi più recenti, soprattutto andando allo stadio, ottimo per introdurre all'interno della struttura molotov, oggetti contundenti, passamontagna e Caffè Borghetti.
Il tascapane è di fatto una borsa di tela di forma generalmente rettangolare, con un lembo della faccia superiore che ricopre parzialmente la faccia anteriore, tipo la panza di una cicciona che ricopre la una cinghia permette di portarla su una spalla a tracolla. Se osserviamo l'abbigliamento femminile nel corso dei secoli, ci rendiamo conto che non sono mai esistite le borse da passeggio, quindi si giunge alla conclusione che oggi le donne (e anche molti uomini) vanno in giro con un tascapane, seppur mutato nella forma e nelle dimensioni.

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«Questa è un'affermazione priva di prove attendibili!»
(Un lettore pignolo.)
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«Se sei qui per rompere i maroni fai un favore ad entrambi, levati dalle palle
(L'autore di questo articolo che disapprova la critica sterile.)
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«In effetti però aveva ragione.»
(Un fiancheggiatore del lettore pignolo.)
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«Ho appena aperto un cartone di vaffanculo, c'è qualcun altro che ne vuole?»
(L'autore (mentre pensa che questo articolo poteva anche evitarlo).)

[modifica] Storia

Bassorilievo di gente col tascapane.jpg

Un bassorilievo assiro testimonia l'utilizzo del tascapane in epoche remotissime.

L'invenzione del tascapane si perde nella notte dei tempi e sta ancora cercando di orientarsi. Stando al vangelo secondo Ugo, Caino uccise Abele con un tascapane, nel quale aveva messo dentro inavvertitamente un ferro da stiro in ghisa. Ugo però era un noto cazzaro e la sua versione fa acqua da tutte le parti, in primis perché vestendo con pelle di pecora il suddetto utensile non trova applicazione pratica, in secu in saecula saeculorum perché a portare i pacchi pesanti era sempre quel "soggetto" di Abele.
La prima reale testimonianza, della presenza del tascapane, la troviamo su un bassorilievo assiro del periodo di Salmanassar I (1274-176 a.C.) detto "il longevo". Si nota chiaramente l'oggetto a tracolla di alcuni sacerdoti in pellegrinaggio al tempio di Addaven-Hi (dio dei fenomeni celesti e delle focacce col sesamo).
Durante l'impero romano il suo uso era proibito, perché ritenuto "da frocetti". Come noto, i legionari romani tenevano lo stipendium in una sacchetta attaccata allo scroto. Nei villaggi gallici era invece molto usato, sia dai druidi (per metterci dentro prataioli divinatori ed erbe medicamentose, sia dalle donne (per andare al magna emporium a fare la spesa). Per qualche secolo l'umanità dimenticò questo praticissimo accessorio, dovemmo attendere fino al 1800 per vederlo ricomparire in America. Ogni cowboy lo teneva attaccato al suo cavallo, conteneva tutto l'occorrente per un uomo del suo tempo: pallottole, tabacco da masticare, carne essiccata e gli orari dei treni da assaltare. Da allora il suo uso si è diffuso anche in Europa, ed è entrato nel quotidiano.

Tascapane militare.jpg

Un oggetto trasversale e sempre al passo con i tempi.

Durante i conflitti mondiali ogni soldato ne aveva uno in dotazione, assieme allo zaino, il fucile d'assalto, la giberna, la pistola, le granate, il kit medico, la maschera antigas, un impermeabile, una coperta e il termos col caffè[1]. Insomma, un soldato in assetto da combattimento pesava circa 170 kg, alcune azioni come: guadare un fiume, camminare su un lago ghiacciato, violentare una vietcong e correre, erano sconsigliate o dal manuale militare o dal cardiologo.
Negli anni della contestazione studentesca il tascapane era al quarto posto nella classifica degli "oggetti più usati dai giovani", esattamente tra: droga e sampietrini. Durante i terribili anni di piombo, in cui scoppiava una bomba ogni 6-7 minuti, la sola vista di un ragazzo con un tascapane gettava nel panico. Nell'immaginario collettivo era come la tasca di Eta Beta e dentro poteva esserci di tutto: un revolver, una lupara, una bomba atomica, un nano sanguinario armato di Miracle Blade, una ciriola col salame, o addirittura accendino e sigarette.

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«AIUTOOOOO!! Guardate, quello ha un tascapane!»
(Una signora in autobus negli anni '70.)
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«Ma è scema?! Sono il controllore.»
(Un tizio perplesso armato di obliteratrice.)

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ quel curioso cilindro delle forze armate tedesche cos'altro potrebbe essere?!

[modifica] Voci correlate

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