Tartaro

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Il tartaro è un famoso collante multiuso lanciato sul mercato dalla pattex per contrastare lo strapotere della Vinavil.

La denominazione tartaro ha origini antiche. Si narra che sia ricollegabile all'ultima invasione barbarica ai danni dell'Impero romano, cioè quella dei tartari.

Una famosa scrittrice dell'epoca, Oriana Fallaci, li descrive come dei buzzurri alti più o meno così, con la capacità di petare a comando. Numerosi suoi scritti li indicano inoltre come gialli, crostosi e incapaci di aprire bocca a causa di una sostanza abominevole che escresceva dalla loro bocca.

Si è poi scoperto che questa brutta patologia poteva essere risolta tramite l'uso di uno stereopazzetto.

[modifica] Coltivazione ed estrazione

Il contadino del tartaro è il nostro dentista.

Un buon dentista che vuole fare affari sa che non deve prendersi cura dei denti dei pazienti. La ricetta del successo è molto semplice. È sufficiente impiantare il seme del tartaro nelle gengive del paziente. Tuttavia bisogna prendersi cura del proprio tartaro dandogli nutrimento ogni giorno. A questo scopo sono state create le zigulì, note come fertilizzante per alghe.

La raccolta del tartaro.

Dopo un anno dalla semina, il tartaro si sarà diffuso a tal punto che i denti stessi hanno aumentato il loro diametro chiudendo gli interstizi tra i denti. In certi casi si può addirittura parlare di monodente. Con una pulizia dei denti il dentista raccoglie il prezioso carico che verrà poi spedito alla Pattex S.p.A.

[modifica] Usi

Gli usi del tartaro sono molti, triplici e ambigui. Se nell'ambito odontoiatrico serve principalmente a far marcire i denti con conseguente guadagno del dentista, in quello edilizio è utile come sostituto del cemento. Il tartaro di migliaia di cinesi è stato usato per costruire famose città come Bagdad e Beyruth, note per essere state rase al suolo da un salto di Giuliano Ferrara.

[modifica] Curiosità



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