Subbuteo

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Il Subbuteo è un gioco da tavolo a imitazione del calcio inventato nel 1893 da un nanerottolo per poter competere con avversari alla sua altezza.

[modifica] Storia

Un calciatore dell'Inghirlanda dopo l'impatto con il vaso cinese di vostra madre

L'idea dalla quale nacque il Subbuteo fu quella di riprodurre in scala 1:100 le azioni tipiche di una partita di calcio per la nota trasmissione radiofonica Il Brocess del Luundì, condotta da Aldo & Bisgardi.

Successivamente il gioco venne codificato sotto l'egida dell'UEFA, della FIFA e della FIGA; la produzione dei "microcalciatori" venne affidata a una cantina della Magliana nella quale 563 cinesi lavoravano fino a trentasette ore al giorno per produrre manualmente i figurini.

Il grande fascino di cui ha goduto il gioco negli anni '80 derivava dal fatto che fossero presenti un gran numero di squadre, praticamente tutte (anche la Sanremese e il Boca Senior)

Non è raro che durante un tiro ad effetto un calciatore superi la staccionata di bordo campo e vada a sbattere contro il vaso cinese di vostra madre.

[modifica] I primordi

Le prime squadre di Subbuteo erano vendute in scatole di cartone sulle quali era raffigurata una papera di Mattolini, successivamente vennero impiegati, come supporto per i figurini, il polistirolo e le caccole espanse.
I primi giocatori avevano le magliette a maniche lunghe e dipinte con colori assolutamente innaturali; l'Inter era color "scarrafone", il Napoli color "azzurro differenziato", la Roma color "rosso glande", il West Ham color "Intrasù" e così via.

I primi campionati mondiali si tennero ad Austerlitz (CT), mentre gli Europei vennero organizzati a Calcutta quattro anni dopo.
Vinse - incredibilmente - la Germania, battendo in finale il Brasile per quattro trans a due.

Attualmente il Subbuteo è praticato in alcune regioni del terzo mondo nelle quali viene spacciato per Play Station.

[modifica] Le dimensioni

I calciatori utilizzati nel Subbuteo sono alti più o meno come Brunetta, mentre il pallone è a grandezza naturale (a dir la verità anche Brunetta): è più o meno come se un calciatore vero giocasse con una palla che arrivi al primo piano di un palazzo.

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