Strage di Erba

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Strage di Erba, l'avevo detto io di non calpestare le aiuole

Tagliaerba1.jpg

Una vicenda che nessuno potrà mai dimenticare.

Quote rosso1.png Se i vicini fan schiamazzi, chiama Olindo e Rosa Bazzi. Quote rosso2.png

~ Antico proverbio lombardo
Quote rosso1.png Voi come reagireste se vi rendessero il frullatore tutto rigato? Quote rosso2.png

~ Angela Rosa Bazzi

La strage di Erba è stato un party finito male, l'11 dicembre 2006. Coinvolti nella tragedia Raffaella Castagna, il figlio Youssef Marzouk, la nonna Paola Galli, la vicina di casa Valeria Cherubini e suo marito Mario Frigerio, che erano in casa mentre Olindo Romano e la consorte, Angela Rosa Bazzi, andavano su e giù per il condominio a fare i testimonial Miracle Blade.

Il 26 novembre 2008 il portavoce della Corte d'Assise di Como ha fatto sapere che si tratta di omicidio.

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Articolo della Settimana
dal 8 giugno 2009 al 15 giugno 2009.

[modifica] La strage

Sono le 20.30 quando i pompieri ricevono una chiamata. Uno degli appartamenti della vecchia corte ristrutturata ha improvvisamente preso fuoco. Dopo aver classificato la cosa come un falso allarme, aver finito la partita a briscola e aver capito che magari non era un falso allarme, i vigili del fuoco si sono precipitati sul luogo della tragedia.
Una volta superata l'anziana custode, che strepitava che si pulissero gli stivali visto che aveva dato la cera, arrivano all'appartamento in fiamme. Suonano il campanello una volta, due, tre. Alla quarta si accorgono che l'incendio ha bruciato via la porta di casa; entrano. La drammatica scoperta dei quattro cadaveri. Morti.
Mario Frigerio, però, è ancora vivo:

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«Ohi, ohi, ohi... questo è vivo. Signore! Signore... disturbo? C'è stato un incendio... Signore mi sente? Sono 53,70 €, le lascio la ricevuta?»
(Il vigile del fuoco)

Al che il povero Mario Frigerio cade in coma. Si risveglierà solo un mese più tardi, per colpa di un pisello sotto il materasso dell'ospedale.

Bambino con una castagna.jpg

Il piccolo Youssef tiene in braccio il corpo esanime della madre poco prima di essere ucciso.

Dopo esser stato riconosciuto come una vera principessa, dà poi il suo fondamentale contributo alle indagini. Viene fatto l'identikit dei responsabili, e il disegno mandato poi in tutte le centrali di polizia. Distrattamente però, nella fretta, avevano reclutato per ritrarre i sospettati un giovane studente dell'accademia di Brera, che non sapendo come fare due volti così, su due piedi, aveva fatto invece un bel canestro di frutta. Il racconto del signor Frigerio permette di far luce sul mistero. È pomeriggio inoltrato quando Olindo Romano e Rosa Bazzi citofonano alla porta dei Marzouk. Raffaella Castagna apre la porta:

- Raffaella Castagna: “Sì?”
- Olindo Romano: “Salve signora, è interessata al nuovo set di coltelli Miracle Blade?”
- Rosa Bazzi: “C'è persino un tagliere in omaggio!”
- Raffaella Castagna: “Mah, non saprei... funzionano?”
- Rosa Bazzi: “Se vuole le facciamo vedere!”

Nella foga colpiscono anche il figlio di Raffaella, Youssef, che continuava a strillare che non era possibile tagliare un'ananas in volo, e la nonna Paola Galli, che inveiva contro le vendite porta a porta.
La lucidità torna quasi subito: i due coniugi capiscono la gravità di quello che hanno fatto, e che ormai si sono tirati in ballo in un casino giudiziario. Non possono lasciare testimoni; si dirigono verso Mario Frigerio e senza troppi problemi gli ficcano un coltello in gola. Ma Mario Frigerio non è morto, il coltello ha colpito un osso. I due coniugi però non se ne avvedono, anzi appena gli chiedono: "Scusi, è morto?", questi risponde: "Sì". Convinti quindi di non avere più problemi, raccolgono i cadaveri in una sala e danno fuoco a tutto.
Sulle scale, però, si accorgono di non aver ancora provato il coltello per tagliare il pane, l'unico ancora senza alcuna macchia di sangue; entrano quindi in casa della vicina, Valeria Cherubini, che in quel momento stava guardando Forum, e la fanno fuori.

[modifica] Le indagini

Mastro Olindo.jpg

Siete dei giovani assassini senza esperienza e ogni volta lasciate tracce di sangue in giro? Mastro Olindo: e nessuna scena del crimine porterà più a voi!

Le indagini, condotte dal procuratore di Como, si concentrano inizialmente su Azouz Marzouk, originario della Tunisia e già noto alla polizia per spaccio di droga e per la rarità dei suoi contatti col sapone. Azouz era infatti uscito di galera grazie all'indulto. I carabinieri, però, confermano quasi subito il suo alibi: Marzouk Senior si trovava per l'appunto in Tunisia al momento della tragedia. Non potendo incastrare Azouz, la polizia comincia a sospettare di un regolamento di conti con lui, tesi che sembrerà esser confermata dal ritovamento di una fattura fiscale sulla scena del delitto.
Una vera svolta arriva il 9 gennaio 2007, quando Olindo Romano e Rosa Bazzi vengono arrestati. Contro di loro ci sarebbero tracce di DNA di Valeria Cherubini trovate nella macchina di Olindo, che sarà quindi accusato di omicidio plurimo pluriaggravato insieme alla moglie, che invece subirà un'accusa per concorso.
A mettere sulle loro tracce la polizia sarebbero state le frequenti discussioni fra i Romano e i Marzouk, di cui una sfociata in cazzotti, su quale erba fosse più verde. I due coniugi tentano di provare la loro innocenza mostrando uno scontrino che avevano conservato, che, a loro dire, avrebbe provato che durante l'efferato crimine loro si trovavano in un fast-food a chilometri di distanza. Dopo accurate analisi con il RIS di Parma, (il Carnaroli, per intenderci), dopo test ai raggi ultravioletti alla ricerca di macchie di sangue e molteplici esami del DNA, la polizia cade in uno stato confusionale. L'Afghanistan, per esempio. Non sanno che pesci pigliare, finché un agente fa notare che lo scontrino è del 1998, pagato in Lire, facendo quindi crollare l'alibi della coppia.

L'11 gennaio l'inaspettata confessione: Olindo e Rosa si dichiarano colpevoli, esecutori della strage. Il 10 ottobre colpo di scena! I due coniugi si dichiarano innocenti.

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«Ma io scherzavo! Guardi: sono stato io. No, non è vero! Confesso di averli uccisi io. Ah, no, scherzo! Ma.. non ridete? Ahahaha, divertente!»

In aula scoppia il finimondo. Azouz, che evidentemente non condivideva il lato umoristico della vicenda, chiede la pena di morte per i due, che però, essendosi dichiarati innocenti, vengono rinviati a giudizio. Col cinque e mezzo.

[modifica] Il processo

Rosa e Olindo ridono in carcere.jpeg

La sai quella dei due che ammazzano i vicini di casa perché fanno rumore?

La prima udienza si tiene nei centri Amplifon il 28 gennaio 2008; nel frattempo Rosa e Olindo erano già morti e risorti tre volte, e rinviati a giudizio anche da Dio in persona. La folla che si raduna per assistere è enorme, ma solo in sessanta sopravvivono allo shock della vista di Rosa Bazzi presentatasi in tribunale con un completo rosa e verde che nell'insieme era un affronto al pubblico pudore. Poche le telecamere ammesse, con l'assoluto divieto di utilizzare le immagini registrate dopo il processo.
Il 18 febbraio Rosa Bazzi accusa i carabinieri, spiegando che l'avevano indotta a confessare promettendole un pacchetto di ciambelle senza buchi, ma che lei non aveva ceduto; l'inganno aveva però indotto alla confessione il marito Olindo, al quale i carabinieri avevano ingegnosamente proposto alcuni buchi senza ciambella. Di seguito, poi, le testimonianze dei vicini, che erano spesso stati testimoni di liti violente fra i Marzouk (interisti) e i Romano (milanisti), e che innumerevoli volte avevano visto Rosa Bazzi sgattaiolare nel cuore della notte nell'appartamento delle vittime per fare il sacco al letto di Raffaella Castagna, che si vantava di fare la pasta alla carbonara più buona del quartiere.
La testimonianza più importante è però quella del sopravvissuto, il 26 febbraio. La difesa parte con un interrogatorio pressante, il centravanti ribadisce la sua innocenza, l'accusa completa cruciverba. C'è tanto di quel caos che il povero Marco Frigerio se ne va indispettito gridando agli avvocati di vergognarsi. Come si sarebbe poi scoperto in seguito si riferiva alle tre dita di fondotinta al quale il difensore dei coniugi non riusciva a fare a meno.

In quegli stessi giorni su Canale 5 va in onda una fiction sulla strage, nella quale Raffaella si è uccisa in seguito al presunto rifiuto di Olindo, che amava, non sapendo che Olindo era in realtà Rosa Bazzi travestita che ordiva contro i Marzouk per gelosia nei confronti di Azouz, che non si trovava in Tunisia bensì era andato a trovare la giovane amante a Rimini, che si scoprirà in realtà essere il figlio Youssef. Quando Azouz in seguito scoprirà la cosa, andrà a confessarsi in chiesa per l'orribile peccato commesso, ma nello stesso istante Raffaella Castagna, che aveva una grande passione per i pettegolezzi, sentirà tutta la confessione e minaccerà Azouz di dir tutto alla madre badessa, Paola Galli (che si capirà più tardi essere la nonna di Youssef), costringendolo così alla fuga.

Il 28 febbraio Olindo e Rosa cambiano tattica difensiva, sostenendo di essere alieni venuti da Alpha Centauri, ospitati per il momento nel corpo dei due coniugi innocenti. Rosa Bazzi testimonia in seguito che l'unico contatto avuto da parte sua con Raffaella Castagna sarebbe stato quando questa, mentre lei era intenta a stendere i panni, le avrebbe detto per tre volte: "Ricordati che devi morire", e che lei senza scomporsi avrebbe semplicemente reagito dicendole: "Mo' me lo segno".
Un momento di svolta è quando vengono chiamati a testimoniare gli stessi Raffaella Castagna, Youssef Marzouk, Valeria Cherubini e Paola Galli: trascinati di peso davanti alla corte, non avrebbero infatti proferito parola, portando grande imbarazzo nell'ala d'accusa.

Rosa e Olindo.jpg

Rosa Bazzi prima e dopo l'interrogatorio della polizia.

Il 31 marzo la difesa chiede di spostare l'udienza lontano da Como, a causa delle insopportabili formichine di cui Rosa Bazzi aveva una paura folle e che avrebbero avuto la stessa funzione di una tortura psicologica. La risposta dei giudici è: "E la marmotta confeziona la cioccolata". Olindo e Rosa, quindi, convinti di aver trovato un modo di farla franca, cercano di corrompere testimoni e membri d'assise con una stecca di cioccolato con le mandorle milka. L'idea è un totale insuccesso, il PM, allergico al latte, sfiora uno shock anafilattico.
Il 17 novembre la Cassazione respinge la ricusazione dei giudici fatta dalla difesa, il PM Massimo Astori chiede il massimo della pena: ergastolo senza attenuanti con isolamento diurno per tre anni, e l'obbligo di vedere per due sere alla settimana la prima stagione completa dei Cesaroni.
Il 19 novembre Olindo rilascia una dichiarazione spontanea, dicendo di aver recitato fino a quel momento e di averli uccisi ma per scherzo. Poi nega di aver detto di averli uccisi. Poi annuncia il ritorno di Geova per giudicare i peccatori. Il 24 novembre la difesa chiede l'assoluzione totale dalle accuse con un rimborso spese per lo sfinimento: Youssef all'inizio del processo aveva appena due anni, ora faceva l'esame per la patente. Alla fine, il 26 novembre, la Corte d'Assise dichiara i due coniugi colpevoli, condannandoli all'ergastolo con isolamento diurno per tre anni, risparmiando loro però la visione obbligata dei Cesaroni, rispettando se non altro la dignità umana dei due.

[modifica] Voci correlate

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in data 31 maggio 2010
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