Somalia

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La Somalia è una colonia italiana uno stato dell'Africa Italiana orientale, noto per essere uno dei luoghi di vacanza preferiti dagli italiani negli anni '30, nonché uno dei posti più tranquilli del pianeta.

[modifica] Geografia

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La tecnologica stazione ferroviaria di Mogadiscio.

La Somalia fa parte della coda del continente nero, altrimenti detta corno d'Africa. Dà sull'Oceano Indiano a Sud, sull'AbissiniaEtiopia a Nord, mentre la punta della coda, nonostante non sia bagnata dall'Oceano, fa l'indiana perché bagnata dal Mar Rosso.
È uno stato semidesertico, anche perché non appena il povero contadino sfida la siccità e le locuste per far crescere anche solo una rapa arrivano o le milizie controcontrocontrorivoluzionarie a espropriare l'agricoltore dei suoi raccolti portando una misteriosa motivazione della quale il povero zappatore non capirà mai la vera natura, o le forze militari dell'ONU che bombardano tutto il villaggio perché qualche "nemico della pace o della democrazia" potrebbe essere nascosto lì.
Ai confini con l'Ab... ho capito! L'Etiopia (scusate, quelli lì son fiscali) si trovano diversi gruppi montagnosi, abitati da caprari o predoni che, trincerandosi dietro il nome di Allah (o di Dio, se sono copti), depredano delle ultime foglie di lattuga rimaste in possesso al contadino di cui sopra. Ecco spiegate fame e carestie, così frequenti nella regione.

[modifica] Storia remota

La Somalia non ha storia sino all'arrivo, alla fine dell'Ottocento, degli Europei e principalmente degli indomiti Italiani che l'hanno levata dal sonno della Storia; poco importa di ricchi sultanati islamici e di poderose migrazioni di popoli. Son solo storielle da mille una notte! Eia eia alalà!

[modifica] Storia recente

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Una delle tante opere di bene che i paesi occidentali hanno fatto per la Somalia.

Nonostante i galletti francesini e i figli della perfida Albione (perennemente sotto l'effetto del tè) si fossero presi alcune parti del territorio somalo, il grosso spettò, per meriti storici, di sangue e di ROMANITÀ(!) ai figli di Romolo (e anche a quelli di Remolo).
Nonostante alcuni fastidiosi briganti che non volevano accettare il governo tricolore, briganti che si riuscì a far tornare, assieme a familiari e amici, a più miti consigli, l'Italia seppe lasciare la propria impronta in quella terra selvaggia, come poi s'è visto all'epoca della decolonizzazione.
Furono creati villaggi, strade, case, infrastrutture per i colonizzatori di cui usufruì tutto il popolo. Mogadiscio divenne un importante scalo internazionale, pari a Buone Arie, Nuova York e Tochio e gli indigeni, di loro spontanea volontà, impararono la lingua di Dante e Manzoni.
Piuttosto che continuare per tutta la loro esistenza a pascolare capre in un remoto villaggio, ai Somali fu offerta la possibilità di emigrare nella nuova madrepatria, per guadagnarsi qualche soldo facendo il cameriere o la donna delle pulizie: questo movimento causò la prima ondata di immigrati verso lo Stivale[1].

[modifica] La Somalia durante la seconda guerra mondiale

Dopo che nel '36 il Duce spezzò le reni agli Abissini, la Somalia si trovò a confinare a nord... con un altro dipartimento controllato dagli italiani. Sempre nel '36, l'Italia si scelse un pessimo alleato per controbattere alle infamanti e infondate accuse dello straniero di non aver rispettato gli accordi internazionali, infondate accuse che portarono a quel felice periodo storico in cui dominava l'autarchia. Così cominciò lo sfruttamento delle risorse del suolo delle colonie: quanto era prodotto era requisito per il bene e la gloria nazionali: si può ben dire che è da qui che parte la simpatica abitudine di cui abbiamo già parlato nel paragrafo sulla Geografia. Se il popolo osava protestare gli àscari, le divisioni militari formate da indigeni rinnegati, davano sfogo alla loro passione per la musica coi loro clarinetti a 16 colpi.
Ciò spiega perché, al momento dello scoppio della seconda guerra mondiale, gli infidi Britannici ebbero la meglio sugli Italiani che, dopo qualche piccola vittoria a briscola, persero diverse mani prima a poker, poi letteralmente con le granate modello Churchill's cigar speditegli affettuosamente dal nemico: secondo voi, da che parte stava la polazione?
Così, dopo nemmeno un anno dallo scoppio del conflitto, sembrò che l'Italia dovesse dire "ciao ciao", anzi "bye bye", alla vecchia colonia. Ma...

[modifica] La Somalia nel dopoguerra

Ormai sotto prottetorato britannico, il Somaliland (nuovo padrone, nuovo nome) era destinato a infoltire i possedimenti dei Windsor, senonché gli spocchiosi inglesi, col loro cazzo di the alle cinque in punto, ora del Big Ben, arrivarono a far rimpiangere addirittura quei fanatici col braccio teso che li avevano dominati precedentemente. Nel frattempo, dopo l'8 settembre, improvvisamente lo Stato Italiano, a partire dal suo capoccia Sciaboletta, come al solito campione di coerenza e di amor patrio, divenne allealto degli Angloamericani e così, al tavolo delle trattative, Herr De Kasperi, pretese che i vecchi possedimenti tornassero sotto il controllo tricolore. Alla fine, tira che ti tira nonché daje e ridaje[2], lasciata la Libia a Re Idris e l'Eritrea all'Etiopia (cosa per cui gli Eritrei sarebbero stati eternamente grati all'ONU), tornò al Patrio Lido[3] proprio la nostra Somalia: i primi a far festa furono ovviamente gli àscari, stufi di prendere ordini in inglisc e poi la popolazione, che in fondo, data la posizione geografica di buona parte dell'Italia, vedeva nei dominatori parenti non troppo lontani.

[modifica] La decolonizzazione

Ma il vento impetuoso della decolonizzazione si fece sentire anche da quelle parti: e così i Somali volevano muoversi, ingrati, con le loro gambe, dimenticando tutto il Bene che l'Italia aveva portato in quelle terre. In fondo stavamo solo scherzando quando, negli anni '30, dicevamo che le popolazioni di colore fossero inferiori, no? Dai, per un paio di saggi pseudoscientifici sulla razza e alcune piccole dep...ehm, vacanze!
Ma i Somali non vollero sentire ragioni e, assieme ai colleghi della Somalia Britannica, divennero indipendenti nel luglio del 1960.

Il giorno dopo stavano già dichiarando guerra all'Etiopia.

[modifica] Gli ultimi anni

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Un somalo mentre arringa la folla prima delle elezioni

Dopo le solite, stupide rivendicazioni territoriali con lo stato confinante più importante (anzi, no, m'informano che sarebbe il Kenya, ma intendevo la solita Etiopia), il neo-stato finì, inaspettatamente, nelle mani di un dittatore, Siad Barre[4], ex àscaro che voleva seguire le orme della sua guida spirituale e avviare una dittatura fascistissima nel Paese. Contento per la nuova (o vecchia, fate voi) situazione creatasi, il popolo dimostrò il suo affetto per il neo-duce un po' troppo calorosamente, tanto che scoppiarono[5] alcuni disordini.
Inoltre, l'ex Somalia Britannica, rimpiangendo le abitudini imparate dai vecchi colonizzatori come il the at five o' clock, e non accettando quelle dei cugini, che avevano imposto in tutto il paese l'espresso all'italiana, nonché sentendosi i suoi abitanti superiori al resto dei connazionali perché vivevano al nord e consideravano terroni tutti gli altri, volle proclamare la secessione. La successiva guerra civile, a cui i Guns N' Roses dedicarono una loro celebre canzone, fece arrivare in Somalia numerosi amici della democrazia inviati dall'ONU che, stranamente, s'interessarono innanzitutto della parte più ricca (allora!) del Paese, quella del Sud a economia agricola. Qualche furbacchione mise di mezzo un po' di religione per mascherare le reali intenzioni delle due parti in conflitto e... cazzo, lo sapete tutti come vanno a finire queste cose, Cristo d'un Dio, che cazzo le ripeto a fare?
Comunque sia, i Caschi Blu dovettero fuggire davanti alla furia dei cosiddetti Signori della Guerra, che terminarono quanto incominciato dalle Forze ONU nel Sud del Paese (vedi sopra, come al solito). Però poi, arrivarono gli islamici che... e basta!

[modifica] Economia

L'economia somala si basa sul contrabbando d'armi (vera risorsa primaria del paese), sull'uccisione (non si è ancora capito a che pro) di reporters che compiono il loro lavoro e sui soldi spediti dalle badanti emigrate, solitamente in Italia (ma va?), alle famiglie rimaste a casa. Inoltre, la Somalia trae benefici dal passaggio di aiuti delle Nazioni Unite, che solitamente, forse grazie a qualche magia di qualche stregone locale, scompaiono, per poi ricomparire miracolosamente appena in tempo per essere rivenduti al mercato nero[6] al doppio del prezzo. Alla fine, chi sono i veri benficiari di tale situazione economica? Boh!

[modifica] Curiosità

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Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

  • I nostri soldati, in missione di pace tra il '92 e il '94 per conto dell'ONU, sono entrati nella memoria della popolazione locale per la loro squisita gentilezza.
  • I bambini somali son talmente poveri e denutriti che son costantemente presi in giro dai loro coetanei del Biafra.
  • Il detto "si stava meglio quando si stava peggio" l'hanno inventato i vecchietti somali rimpiangendo i gloriosi tempi in cui il tricolor sventolava sui domati territori patrii.
  • Grazie alle mine antiuomo, il calciobalillabiliardino è forse più diffuso del calcio tradizionale...

[modifica] Note

  1. ^ e ciò spiega perché i leghisti, pur essendo razzisti, si considerano -almeno a parole- antifascisti
  2. ^ de tacco e de punta, bona bbona 'a sora Assunta
  3. ^ credo che sia il Lido d'Alghero, presso la pineta
  4. ^ niente a vedere col quasi omonimo primo leader dei Pink Floyd; almeno non risulta che prendesse LSD e suonasse la chitarra
  5. ^ ancora una volta inaspettatamente
  6. ^ risparmiamoci battute scontate, va'!

[modifica] Voci correlate

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