Sofia Loren, nome d'arte di Veronica Ciccone, è un'attrice napoletana, premiata con l'Oscar per il miglior paio di poppe nel 1962. Conosciuta negli States come Sophia Loren, Shopia Loren o Sophia Lhoren, fu la prima a intuire che se non hai almeno una h nel nome non sei una vera star. Negli anni recenti ha abbandonato le scene per dedicarsi anima e corpo alla filantropia, togliendo dalla strada un gran numero di chirurghi plastici che facevano la fame.
Sofia Loren ai tempi d'oro. Le fa compagnia l'imperatore d'Egitto Ramsete IV.
Giovincella procace cresciuta a pane e fotoromanzi, Sophia Loren esordisce nel mondo dello spettacolo a diciassette anni, abbandonando a malincuore gli studi. In terza elementare. I primi passi li muove in passerella, aggiudicandosi numerose manifestazioni quali Miss Eleganza 1950, Miss Succhia succhia che mai si consuma 1951, Miss Maglietta bagnata 1954 e Miss Teenager 1997 (Sophia confesserà poi di aver truccato la data di nascita per partecipare). Il suo sogno rimane il cinema, ma pare destinato a restare una chimera dato che Sophia ha un forte accento napoletano, si mangia le parole, ha le movenze sceniche di un camion rimorchio e una lieve incontinenza urinaria ogni qual volta si trova davanti a una macchina da presa. Nel 1955, dopo essersi sposata con Carlo Ponti, allora unico produttore cinematografico italiano, Sophia ottiene la meritata consacrazione.
Negli anni 60 Sophia Loren incarna la figura di popolana ingenua, ignorante, di buon cuore, intelligente quanto basta per imparare ad andare in bicicletta ma non abbastanza per imparare a frenare. Quando i critici le chiedono se non si sente sottostimata a dover recitare in un ruolo così stereotipato, Sophia risponde:
«Recitare? E chi recita?»
Divisa tra Cinecittà e Hollywood, lavora con i più grandi registi: Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Ettore Scola, Dino Risi, Charlie Chaplin, Sidney Lumet, in film ambientati sempre in motel di quart'ordine e che prevedono sempre un piano sequenza di almeno un quarto d'ora sulle sue tette. È la vedova analfabeta in La ciociara, la prostituta analfabeta in Matrimonio all'italiana, la pizzaiola analfabeta in L'oro di Napoli, il trans che ricatta il governatore del Lazio in Ieri, Oggi, Domani, e ancora la vedova nei sequel La Ciociara colpisce ancora e La Ciociara III - La vendemmia.
Rappresentazione artistica del rapporto fra Sofia Loren e Carlo Ponti.
Dopo anni di standing ovation e di finti premi ricevuti da direttori di festival che cercavano solo un modo per vederla in abito da sera senza reggiseno, negli anni '80 Sophia Loren comincia ad accusare i segni dell'età. D'improvviso le gambe diventano zamponi, e il fisico mozzafiato lascia spazio a un flaccido budino tremolante; i registi che prima la idolatravano e le baciavano i piedi, adesso si negano al telefono con scuse puerili:
«Pronto, chi parla? Sophia Loren? Ah... ha sbagliato numero. Come? No, no, questo non è lo studio del regista Robert Altman, questo è... umh... lo studio dentistico Artman, sì! Adesso mi scusi ma devo andare, non la sento più... (finta interferenza fatta con la bocca)»
(Telefonata tra Artman e la Loren)
Persino il marito Carlo Ponti, pur di non dover dividere il talamo con lei, pensa bene di farsi venire un colpo apoplettico! Nonostante abbia perso l'unica dote che la differenzia da Alvaro Vitali, Sophia non si arrende: si abbassa a recitare nei ruoli di nonne, bisnonne e badanti, si lancia in disinibite marchette per la TIM, prende parte a produzioni indipendenti come Peperoni ripieni e pesci in faccia: che colazione di merda. Tra la convergenza mensile alle labbra e il tagliando annuo al décolleté, la Loren ha trovato il tempo per posare per il Calendario Pirelli, che le ha fruttato il plauso da parte dell'Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti e un secondo Oscar, stavolta per i migliori effetti speciali.
Uno dei pompieri impegnati a spegnere le candeline della torta di compleanno della Loren.
La prorompente bellezza e gli spogliarelli su Youtube hanno reso Sophia Loren un vero e proprio patrimonio nazionale. Nessun'altra diva ha raggiunto una così solida popolarità internazionale, e ha saputo dare lustro al popolo italiano. Escludendo Ilona Staller, ovviamente. Eletta sex symbol del millennio (di questo, ma molto probabilmente anche del prossimo), Sophia è riuscita a liberarsi di acerrime rivali come Gina Lollobrigida, Sandra Milo e il divino Otelma, e a farsi amare da una nazione intera, esclusi i grafici che la mandano affanculo per le nottate passate a cancellarle le rughe su Photoshop. Neppure qualche occasionale peccatuccio veniale è riuscito a scalfire la sua immagine pubblica: a Sophia Loren si perdona tutto, non importa che si sia fatta beccare all'aeroporto con mezzo chilo di marijuana nascosto nelle mutande, che abbia investito con la macchina un critico che l'aveva stroncata, che si sia dimenticata di pagare il fisco per quarant'anni o che abbia convinto la nipote Alessandra Mussolini a ricalcare le sue orme. Sophia è un idolo delle masse, un trionfo del made in Italy, un punto di riferimento per le aspiranti showgirl con qualche difficoltà nel risolvere puzzle per bambini dai 2 ai 3 anni.
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