Simbiosi

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Mutualismo animale.jpg

Sopra: un esempio di mutualismo animale.
Sotto: un esempio di paraculata felina.

Per simbiosi in ecologia si intende un'interazione biologica di lungo termine fra due o più organismi. Per essere più chiari, una sveltina in discoteca non rappresenta simbiosi, e nemmeno una gang bang (anche se ovviamente può andare per le lunghe). Le interazioni possono essere positive, negative e neutrali. Trattandosi nella maggior parte dei casi di un rapporto tra due specie, abbiamo tre tipi di simbiosi:

  • Commensalismo, in cui un organismo ci guadagna e l'altro "ci va pari" (come lo sciacallo, che si nutre degli avanzi di altri animali);
  • Parassitismo , in cui uno ci guadagna e l'altro ci rimette (come nel rapporto tra politico ed elettore);
  • Mutualismo, in cui entrambi rimediano qualcosa (come tra politico e corruttore).

Per capire meglio, ci viene in aiuto l'immagine a lato: nel primo caso l'uccello caga sul bufalo per mantenerlo fresco col suo guano e, nel frattempo, è al riparo dai serpenti; la gatta invece allatta due cuccioli di pitbull nella speranza che, una volta cresciuti, non ne facciano una polpetta.

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«La simbiosi umana, in campo psicologico, determina un comportamento di stretta dipendenza. Si parla di relazione interpersonale simbiotica, quando una persona arriva al punto di stare male se l'altro ha problemi. Un esempio concreto è rappresentato dal rapporto tra i deputati del PDL e il presidente Silvio Berlusconi
(Il prof. Ignazio Cantalacapra durante una lezione all'università di Manubrio (TT).)
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«Mi scusi professore, non potrebbe semplicemente essere paura di perdere potere e privilegi?»
(Uno studente che fa una domanda pertinente.)
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«COMUNISTA! COMUNISTA!»
(Il prof. Cantalacapra in preda ad una crisi isterica di impronta "brunettiana".)

[modifica] Concetti generali

Squalo e tartaruga con pesci.jpg

Simbiosi SI, simbiosi NO.
Nel primo caso il pesce pilota e lo squalo traggono reciproco vantaggio, nel secondo i due squaletti stanno solo scroccando un passaggio alla tartaruga.

Nel rapporto di simbiosi si parla in genere di un organismo ospite e di uno simbionte. Molto semplicisticamente, l'ospite è l'organismo più grande, mentre il simbionte è quello più piccolo. L'unica eccezione è rappresentata da Giuliano Ferrara, che è sicuramente un parassita, ma non è più piccolo di niente.
In base alle caratteristiche dell’associazione si possono distinguere due tipi di simbiosi: quelle cicliche e quelle permanenti, le prime vanno sempre in bicicletta e le seconde spesso dal parrucchiere.
Uno dei massimi studiosi del fenomeno fu Heinrich Anton de Bary (detto Nicola) che, nel 1879, dimostrò esserci un'associazione fra un'alga e un fungo. In particolare notò che l'alga diminuiva alcune apprezzabili proprietà del fungo, i due organismi vivevano in perfetta simbiosi, ma il risultato di questa unione nuoceva ad un terzo organismo, il suo.
Egli definì la simbiosi (dal greco: συν = insieme; βιος = vita) come: "zusammenleben ungleichnamiger Organismen" cioè il "vivere insieme di organismi con diverso nome", o "comune hippie". Poi si affrettò a scrivere al suo fornitore di materiale da studio.

Quote rosso1.png Caro Wolfgang, se non la pianti di mettere i funghi nei posti umidi, i prossimi li prendo da Günter. Quote rosso2.png

~ Heinrich Anton de Bary, Lettere ad un amico dimenticato, Gasthaus 1888.

La simbiosi permette in genere di acquisire nuove funzioni, sia metaboliche che non. In un recente esperimento è emerso che: dall'unione di un pene ed una bocca, può scaturire un Ministero per le Pari Opportunità.

[modifica] Simbiosi (ecologia)

La distinzione tra mutualismo, parassitismo e commensalismo non è sempre così ben definita. In effetti, una interazione simbiotica può cambiare durante il corso della vita dei simbionti, a causa di variazioni nello sviluppo o anche solo per cambiamenti ambientali. Di esempi se ne potrebbero citare a iosa, a saperli. Analizziamo invece alcuni tra i rapporti simbiotici più conosciuti.

Simbiosi tra animali.jpg

Alcune tra le più conosciute forme di simbiosi animale.

  1. Paguro e attinia. Le attinie, che sono urticanti, proteggono il paguro dai predatori. A loro volta, mentre approfittano del servizio taxi, raccolgono i residui del pranzo dell'ospite. Possibili problemi: il paguro può decidere di cambiare conchiglia in qualsiasi momento, l'attinia potrebbe venir abbandonata in un posto di merda dove non c'è cibo.
  2. Formica e afide. Gli afidi, parassiti della pianta, producono una sostanza zuccherina di cui sono ghiotte le formiche. Di contro, vengono protetti dai predatori e trasportati su piante e germogli non attaccati. Possibili problemi: il contadino, per salvare la coltura, potrebbe ricorrere ad un pesticida, quindi sarebbero "cazzi" anche per le formiche.
  3. Ape e fiore. L'insetto atterra sul fiore attratto da profumo, colore e forma. Porta via il nettare ma si inzacchera di polline, che poi trasferisce su un altro fiore. Possibili problemi: l'ape potrebbe essere attratta da un tizio profumato come una checca, che indossa una camicia hawaiana e con in mano una racchetta elettrica, appena comperata dai cinesi.
  4. Pesce pagliaccio e anemone di mare. Il pesce protegge l'anemone... vabbè, tanto avete visto sicuramente Alla ricerca di Nemo. Possibili problemi: non avete visto il cartone animato e allora vi manca una spiegazione.
  5. Scorfano e pesce pulitore. Il primo protegge il secondo dai predatori, di contro viene pulito e mantiene le sue splendide sembianze[eh?!]. Possibili problemi: lo scorfano, che è notoriamente una "buona forchetta", si accorge che di pesci pulitori ce ne sono in giro molti, uno più uno meno...
  6. Coccodrillo del Nilo e piviere egiziano. Il coccodrillo tiene le fauci spalancate per farsi pulire i denti dall'uccello che, così facendo, ha una fonte di cibo sicura e uno scudo contro i predatori, che mai si azzarderebbero ad avvicinarsi al rettile. Possibili problemi: il piviere va a beccare proprio l'unico dente cariato in bocca al coccodrillo.

[modifica] Simbiosi (psicologia)

Berlusconi vespa baciamano.jpg

Mutualismo: entrambi gli organismi ottengono quello che vogliono. Il primo un canale in cui parlare, il secondo uno in cui lavorare.

Di simbiosi in termini psicologici ha incominciato a parlare Margaret Mahler nel 1950. La psicoterapeuta ungherese era interessata allo sviluppo normale del bambino, ma impiegava la maggior parte del proprio tempo con bambini che avevano turbe psichiatriche e attacchi di panico. Aveva già scritto due libri sui bimbominkia ed era alla ricerca di nuovi stimoli. La maggior parte delle donne avrebbe comperato un vibratore, ma lei si ostinò a lavorare su quei piccoli dementi. Il frutto di tanto impegno non tardò a concretizzarsi nei punti cardine della sua teoria.
La mentalità simbiotica:

  • si instaura nelle fasi precoci dello sviluppo infantile;
  • si forma a causa di una mancata differenziazione del dalla madre;
  • si può acquistare alla COOP ma l'offerta è riservata ai soci.
Triade moggi giraudo bettega.jpg

Raro esempio di simbiosi à trois.

Le conseguenze della simbiosi, in età adulta, sono problemi di tristezza, legati al sentirsi mancanti di una "parte vitale"[1]. Questo genera ansia di fronte a problemi anche semplici e scarsa attitudine a superarli da solo.

Wikiquote.png
«Chiunque si riconosca nel precedente profilo può iscriversi a Forza Italia
(Messaggio di servizio pagato a nero.)

Il concetto poc'anzi esposto sembra comprendere tutti gli individui con una certa propensione al leccaculismo, in realtà non è così, quelli sono già tesserati.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ non stiamo parlando di impotenza, quindi smetti di guardarlo

[modifica] Voci correlate

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