Settebagni
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“Mi ha fatto passare la fame.”
- Ghandi su Settebagni
Settebagni è una nazione da poco formatasi alla periferia di Roma.
L'idea di rendere indipendente il quartieretto-paesotto è stata di Giulio Andreotti, che in una fredda notte di novembre vide il posto e affermò che "solo colui che è squallido dentro può apprezzare tutto ciò". Settebagni è diventata immediatamente una tirannia, dopo libere elezioni dove i settebagnesi hanno liberamente espresso il loro rifiuto della libertà . Ma purtroppo nessuno se la sente di governare il gruppetto di tristi casette, e così il popolo aspetta ormai da tempo l'arrivo di qualcuno che si degni di governarli. Nel frattempo hanno dichiarato una guerra sanguinosa alla nazione confinante, l'odiata Settecamini.
La geografia di Settebagni è abbastanza elementare: un baretto, una piazzetta intitolata a Massimo Giletti, una fontanella intermittente, nove case, una via, una curva e un negozio porno, che però recentemente ha chiuso. Di bagni neanche uno, a discapito del nome, e questo obbliga i settebagnesi a bussare alle porte dei romani ogni dieci minuti.
L'economia si basa essenzialmente sull'esportazione di burini, una razza di ominidi dalla forma a caciocavallo, e motorini modificati, per la verità neanche tanto bene. Il piatto principale è lo Squallido, un piatto vuoto con sopra una crosta di pane ricoperta di maionese e senape.


