Senza titolo

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Senza titolo è un film di guerra del 1992, diretto da Stanley Rubik. Esso è il primo della cosiddetta "saga della guerra", proseguita con Brown Thunder, Veritaserum e Satanazismo, del 2007. Esso è ambientato durante la prima guerra mondiale.

[modifica] Trama

Il generale McLee risiede alla corte d'Inghilterra, tra numerose ragazze dai seni di fuori e culi al vento. Un giorno viene richiamato dall'ordine perché è iniziata la Prima Guerra Mondiale. Un rapporto di spionaggio delle spie sovietiche dimostra intanto che i tedeschi hanno intenzione di stroncare gli aiuti che stanno arrivando dall'Atlantico mandando dei sottomarini-spia che distruggeranno la flotta statunitense. McLee, il francese Godard e il russo Sergej si imbarcano allora in una controffensiva mirante a stroncare la minaccia tedesca. Ma, purtroppo, le azioni non finiranno come previsto.

[modifica] Produzione

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La locandina di "Senza titolo"

Il film è l'esordio alla regia di Stanley Rubik. Stanlio decise di girarlo in tutta Europa, per renderlo più realistico. I set vennero tutti ricostruiti all'Athenam Amphitreatrum Infernus di Stoccolma, in Brasile. A proposito del film, Gizi ha dichiarato: «Era il mio primo film. Decisi che nel primo film doveva esserci un mix di violenza inaudita, di sesso esplicito e di belle donne. Amavo i film di guerra sin da piccolo. Ero cresciuto assistendo alla guerra dei Semiti nel 46 a. C.: ma non per scherzo, sul serio!».[1]

[modifica] Sceneggiatura

Per scrivere la sceneggiatura, Rubik lesse il libro I'm The Man di Juskan Rivaport, un autore albanese che descriveva con accurata meticolosità i disastri che la guerra dei governi aveva portato nel suo paese. Il regista, attratto dalla potenzialità esplosiva della trama decise di scrivere la sceneggiatura del film. Ispirato anche alla poesia L'uomo proletario, Rubik scrisse quello che è stato definito nei secoli un documento di denuncia.[1] Rubik affermò che «Leggere quello che avveniva in Albania nel 1990 mi fece riflettere sulla situazione che si doveva vivere durante le guerre. Pensai quanto fossero ricompensati soldati che si giocavano anche il culo per salvare la loro patria! E quindi decisi di dover denunciare questo. C'è una denuncia in ognuno dei miei film. Qui parlo di quelli invisibili, gli uomini che agiscono senza essere poi ricompensati, quelli "senza titolo"». [1]

[modifica] Cast

Dopo aver terminato la sceneggiatura, questa venne rifiutata per un anno dagli studi cinematografici di mezzo mondo. Per risolvere questo inconveniente, Stanlio effettuò una rapina alla National Bank of America promettendo di restituire il denaro appena riacquistato nei cinema di mezzo mondo.[2] La rapina di Stanlio venne poi immortalata in Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco di Steven Soderbergh.

Nel cast di partenza c'erano Fred Williamson, Robert De Niro e Peter Stormare. «Williamson era uno dei miei eroi nel periodo dei film di guerra italiani. Collaborò anche con il mio regista preferito, Theodor Von Schubertpe. De Niro è De Niro: arruolai anche Stormare perché era un gran nome nell'industria cinematografica mondiale, ma allora era solo nascente. Penso sia stata la sua unica grande parte. Gli altri sono quasi cammeo»[1]. Dato che rifiutarono arruolò la coppia che avrebbe reso celebre, ovvero Maccio Capatonda e Riccardino Fuffolo.

[modifica] Regia

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Rubik sul set di "Senza titolo"

La regia di Senza titolo venne ovviamente affidata a Stanlio. «Mi credete se vi dico che la cosa che più adoro è girare un film? Oggi come oggi ne ho girati una ventina. Ma ogni volta è un'esperienza nuova. Ero stufo di firmare solo sceneggiature di film che avrei girato in una maniera totalmente diversa. Prendi Spielberg: senza la mia sceneggiatura dove sarebbe arrivato? E Martin Scorsese? Scrissi per lui "Alice non abita più qui"..era venuto il momento di fare anch'io il grande passo!».[1]

Con il denaro ottenuto dalla rapina alla NBA[2], Stanley comprò otto telecamere professionali, unidici treppiedi mobili e quaranta luci e fari di diverse dimensioni. Inoltre rubò alla 20th Century Fox un montatore professionale, con il quale riuscì a creare il viaggio oltre la vita finale e la sequenza della sparatoria vissuta tramite le voci e i suoni del nostro cervello.[2][1] «Quel viaggio finale, in cui i tre uomini riescono a giungere in un'altra dimensione oltre tutte le guerre e tutte le immaginazioni e giungono al puro bianco silenzio della nostra mente è fenomenale! Penso sia stata la scena più difficile da girare di tutta la mia vita. Sì, penso sia proprio così, anche perché allora non avevo tantissimi mezzi».[1][3]

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L'effetto distorsione dei bombardamenti

[modifica] Fotografia

Per ricreare l'effetto di confusione, ansia, battaglia, scalpiccìo, demolizione ed esplosione, Gizi ricorse a una sfocatura della lente. In molti si domandarono a cosa fosse dovuta questa sfocatura che sembrava tanto difficile: Rubik lo rivelò in un'intervista: «Fu una cazzata, una delle più grosse mai realizzate. Sapete che ho fatto? Ho bruciato con un accendino la lente di una delle telecamere...era la cosa più semplice e più economica da fare..ma alla fine avete visto che cosa ho sollevato? Un gran polverone!».[4]

Il direttore della fotografia del film fu lo stesso Gizi, che seguiva le orme di Stanley Kubrick e altri famosi registi che ricoprivano la carica di fotografo.

[modifica] Accoglienza

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Il premio Pulitzer dato al giornalista Steve Roer per la sua critica a Rubik

Il film venne distribuito negli Stati Uniti, in Giappone e in Canada per la CineMaxx, mentre in tutto il resto del mondo dalla 20th Century Fox, che ne acquisì i diritti dopo aver scoperto il furto del montatore professionale.

Lo stesso anno il film si trovò a fronteggiarsi con Le Iene - Cani da rapina di Quentin Tarantino, Die Hard: 58 minuti per morire di Johnatan Demme, La mala va in bagno: la polizia tira l'acqua di Enzo G. Castellari e Profondo sonno di Wim Wenders. Al botteghino, risultò un disastro, come riporta un giornale dell'epoca:

[Senza titolo] è il peggior risultato della storia moderna. Ma che film é? Un film dove la guerra è spettacolo, le esplosioni sono gioia e le teste mozzate della gente sembrano le pennellate d'autore di Pollock! Non è un film: se vogliamo tornare ai tempi di 'Cazzibal Holocaust' che si faccia pure, ma almeno lo si ammetta e non si mascheri il tutto come un film impegnato![5]
Il giornalista venne poi ucciso, qualche giorno dopo, da misteriosi uomini in bianco che, una vecchietta definì come "angeli". Gizi definì questo un aiuto di alcuni suoi colleghi dell'alto Nord.[6] Solo ultimamente è stato rivalutato, dopo i grandi successi di Il ladro del Natale e Brown Thunder. Una critica più recente è stata scritta dal giornalista Paolo Parlò:
Il film di Stnaley non è un film: è la guerra. La guerra non è rappresentata tramite una distorsione, tramite una storia d'amore, tramite una missione segreta, tramite un impegno civile o di qualsiasi altro valore utopistico e buonistico. La guerra di Rubik è sottile, esplosiva come una miccia caricata e sul punto di detonare da un momento all'altro, violenta, eruttiva, che non guarda in faccia nessuno. Basti pensare alla scena in cui un bambino viene fucilato mentre corre nei campi, da una granatiera. La sua mano che scoppia è un pugno che va' dritto allo stomaco e solo Rubik riesce a fare le cose in questo modo. Chi aveva mai mostrato la guerra così prima di lui? Ditemelo, e negherò che sia un genio.[3]

Il giornalista si meritò un anno dopo il premio Pulitzer alla carriera, a soli 29 anni.[6]

[modifica] Colonna sonora

Colonna sonora Senza titolo.PNG

La copertina della colonna sonora

La colonna sonora consta di 13 tracce, che spaziano dal Bel Danubio blu di Strauss sino alla Cavalcata delle Valchirie, celebre composizione sulla guerra che cita direttamente il capolavoro di Frenzis Ford Koppola, Apocalipse Nau.

  1. Sul bel Danubio blu (Richard Strauss)
  2. Hell Gate (Steven Seagal - in assolo di chitarra)
  3. Once Upon a Time in France (Cthulhu & The Immortal Ones)
  4. Storia di un soldato (Ennio Mollicone)
  5. La cavalcata delle Valchirie (Richard Mousse)
  6. History of a Former Killer (Ouardo Spiaggia - nipote italoamericano di Howard Shore)
  7. The War, pt. I (Ouardo Spiaggia)
  8. A Flower in a Hand (Ouardo Spiaggia)
  9. The War, pt. II (Ouardo Spiaggia)
  10. A Child in the Fog (Ouardo Spiaggia)
  11. Atom Heart Mother Suite (Pinky Floyd)
  12. The Mission (Ouardo Spiaggia)
  13. Yellow Submarine (Li Scarafaggi)

[modifica] Ispirazioni, influenze e raffreddori

  • La scena dello scoppio della granata nella mano del bambino verrà riprodotta in Salvate quel soldato chiamato Ryan di Stiven Spilberg e in Salvate il soldato Ryan, remake non ufficiale di Steven Spielberg.
  • Lo stupro di Dennis Frank è una citazione ad Un tranquillo week-end di paura di Boorman e sarà ripreso in Pal Ficcio di Quentin Tarantino.

[modifica] Home video

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Una delle scene tagliate, in cui il soldato Edwards viene ferito vicino a un mortaio tedesco e la gamba salta sull'obiettivo

Nel 2007 il film è stato rimontato nella Sanley Rubik Extended Director's Cut che include tutte le scene di violenza eliminate dalla censura originale, tra cui la fucilata nei testicoli di Robert De Niro, la slinguata sulla faccia di Vanna Marchi (nel ruolo di una soldatessa tedesca in calore) e la testata fracassa stomaco ai danni di Keir Dullea. La nuova versione del film dura 211 minuti - al confronto della precedente - che ne durava solo 187. Il film è stato distribuito dalla Del Bradipo per la Mr. Gizi DVD Collection.

[modifica] Contenuti speciali

  • Making Of: Senza titolo (documentario sulla lavorazione del film);
  • Libro, sceneggiatura, film: il percorso di un regista (documentario sulla fase di sceneggiatura e regia del film);
  • Stanley su Stanlio (intervista a Stanley Rubik durante la premiére della pellicola a Los Angeles);
  • I senza titolo: documentario sui soldati 'inutili' della prima guerra mondiale
  • Featurette;
  • Colonna sonora alternativa.

[modifica] Note

  1. ^ 1,0 1,1 1,2 1,3 1,4 1,5 1,6 Fred Hougly & Robert Alfred. Stanley su Stanlio. New York, 2001. ISBN 111111000202010.
  2. ^ 2,0 2,1 2,2 Jan De Bont & Kan Worlong. I fondi segreti di Stanley Rubik, ovvero: come ho dilapidato mezzo mondo e girato i miei film. Nassirya, 2003. ISBN 110S9AJFSA-X.
  3. ^ 3,0 3,1 Paolo Giammai. Il viaggio nella mente di Gizi: da 'Senza titolo' a 'Il ladro del Natale': rivisitazione accurata dei sogni e dell'immaginazione. Roma, 2001. ISBN X-0123203-FX.
  4. ^ Intervista su Mr. Rubik DVD Collection, fascicolo allegato al DVD del film.
  5. ^ Ernesto Luperini. Il mio nome è Stanley, ed è il gatto che fa come me!. Dallas, 2005. ISBN O012231289A-X.
  6. ^ 6,0 6,1 Luca Gastaldi. Gizi e il regno di là da lì. Vaticano, 2006. ISBN 992P23-K.
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