Saladino

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Saladino con 3 kg di esplosivi nel turbante, in procinto di attentare la civiltà occidentale, decadente e immorale.

Quote rosso1.png Durante le carneficine, le guerre, le battaglie, ho imparato una cosa che va oltre le questioni territoriali, oltre le leggi di conquista, un messaggio di speranza e fiducia: l'Occidente deve essere distrutto. Quote rosso2.png

~ Saladino

Saladino (Taranto, 1138 - Damasco أيّوب), noto anche come "Il Sultano Cracker", fu un condottiero curdo del XII secolo e compagno di giochi di Maometto. Fu il precursore della barba alla pascià, notevole letterato e primo terrorista ufficialmente riconosciuto nell'albo.

Il sultano Saladino ebbe anche il merito di aver conquistato una buona parte del territorio asiatico e di aver fondato la dinastia più buffa del Medioevo: successero a lui, infatti, i sultani Codino, Comodino e Crodino.

[modifica] Biografia

[modifica] Infanzia e giovinezza

Saladino nacque in una famiglia di mercanti: il padre fu un vu cumprà senegalese, un tale Accendino; la madre, Dina Mite, smistava esplosivi in tutto il Medio Oriente. Furono scintille.

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Un giovane Saladino con sua moglie, Lawrence d'Arabia.

L'infanzia di Saladino è oltremodo travagliata, in quanto rischiò diverse volte, fra gli 8 e i 15 anni, di essere barattato o ceduto come omaggio nella stagione dei saldi. Durante la gioventù studiò a fondo la letteratura: imparò a leggere l'arabo, apprese come far giustiziare un kazako al posto suo e scoprì perché gli ebrei avevano il naso adunco.

A 18 anni fu mandato in guerra presso un non ben definito popolo arabo stereotipato di scimitarre, cammelli, turbanti e motti iracondi in una lingua incomprensibile. Avendo Saladino un animo letterario, durante le più estenuanti battaglie preferiva mettersi in disparte e dedicarsi allo studio della sintassi corrente.

[modifica] Età adulta, il successo politico e mediatico

Essendo l'unico superstite della sanguinosa guerra, fu assoldato dal califfo Kha Liffo e fu nominato visir, per gestire i rapporti tesi fra sunniti e sciiti. Saladino rischiò pesantemente il licenziamento, in particolare quando propose che sciiti e sunniti si convertissero al culto di Salad, l'unico vero creatore, signore nel cielo e trota nell'acqua, giunto in terra sotto la forma fisica di un sasso.

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La condanna del cuoco che propose a Saladino un'insalata indigesta.

Dopo numerosi insuccessi e apparizioni sporadiche nella rubrica politica di La7, Saladino ottenne la sua opportunità, e giungendo secondo in un concorso a premi ottenne il sultanato dell'Egitto, perdendo per un soffio il televisore al plasma del primo premio.

Dopo anni di governo stabile, Saladino si dedicò alla conquista dell'area sirio-palestinese, una campagna sanguinosa e distruttiva che lui amava definire un "hobby". Imperversavano a quei tempi buffi ominidi di carnagione biancastra intenti a saccheggiare mezzo continente alla ricerca di un bicchiere, ma Saladino riuscì in ogni caso a conquistare Damasco, Mossul e il posto parcheggio di Federico Barbarossa.

Nel 1183 debellò l'esercito del Regno di Gerusalemme e in un'insolita battaglia presso Copenaghen sottomise una tribù pellerossa. Nel 1187 caddero Giaffa e Beirut, nel 1188 Medina e La Mecca. Nell'89 si dedicò al bricolage.

Decapitò Rinaldo de Champignòn, condottiero francese, colpevole di aver tentato di rimuovere un tarlo dalla barba del sultano, durante un convegno. È suo il merito se l'intera comunità cristiana è stata estromessa dal Medio Oriente, con la conquista di Acri, e oggi abbiamo ancora qualcuno con cui prendercela.

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Il sultano, titubante, si accinge ad affettare un melograno - miniatura di un antico libro di ricette.

Morì strozzato da una foglia d'insalata fra marzo e aprile del 1193; l'agonia durò più di 2 settimane e, dopo i tentativi di estrazione della foglia d'insalata, si decise per l'eutanasia.

[modifica] Morte

Dopo la sua morte l'impero si spezzettò in più di 50.000 stati, ognuno di essi comprendente un villino arabeggiante, una piccola moschea, un negozio d'armi e un giardino di 30 mq. Fu inserito come comparsa nella Commedia dantesca, nel girone degli "arabi miscredenti del cazzo". La sua salma è tuttora conservata al museo di Damasco, sorvegliata da 500 fedeli mamelucchi per volere dello stesso Saladino, che temeva che gli ebrei gli rubassero i denti d'oro dal cadavere.

[modifica] Fede e politica

Nonostante fosse una persona mediamente intelligente, Saladino credeva ad Allah, e si riferiva al Corano per ogni scelta politica: indeciso se conquistare o no la zona mesopotamica, racconta un aneddoto, consultò a lungo il Corano e, dopo un'attenta lettura, si recò alla sua dimora e iniziò a picchiare incessantemente la moglie.

Sotto il suo dominio l'Islam ebbe una forte espansione, anche in zone improbabili come le Canarie o Cracovia. Fece costruire in ogni città conquistata una moschea sgargiante e ripristinò il baratto, confermando la sua natura aperta alle innovazioni.

Essendo troppo costosa la rimozione di tutte le chiese cattoliche, scoraggiò il cristianesimo sostituendo i liquidi presenti nelle acquasantiere con litri di nitroglicerina. Inoltre determinò che dovessero essere apposti dei turbanti a ogni raffigurazione dei re Magi e che Gesù fosse rappresentato con una folta barba simil-musulmana. Queste impercettibili modifiche persistono tuttora nella cultura cristiana.

[modifica] Una figura eclettica

Dai testi contemporanei di Saladino, rileviamo alcune anomalie nel carattere del sultano:

  • Saladino aveva una passione morbosa per l'arte. Si diceva che avesse incaricato un pittore a rappresentare ogni fase della sua giornata. Attualmente sono 1243 i ritratti di Saladino, la maggior parte presenti al museo di Damasco, alcuni invece in ricette di cucina islamica, altri nel "Grande libro del Kamasutra".
  • Saladino ospitava nella sua reggia un numero sconsiderato di tappeti, che rivestivano anche l'interno degli armadi, il frigorifero e il copriwater.
  • Saladino teneva molto al suo aspetto e in particolar modo alla sua abbronzatura, e spesso ricorreva alla leggendaria "lampada di Saladino".
  • Nel testamento, Saladino cedeva tutti i territori a est della Mesopotamia al suo ultimogenito. Si tratta in realtà di una clamorosa svista o di una battuta di pessimo gusto, considerato che Saladino non possedeva territori a est della Mesopotamia.
  • La barba di Saladino non obbediva alle leggi di gravità perché non esplicitamente consigliato nel Corano.

[modifica] Voci correlate

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