Ruud Gullit

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Ruud Gullit ai tempi del Feyenoord, con il colore di capelli originale ("Grigio Vileda").

Ruud Dil Gullit (Amsterdam, 1 settembre 1962) è un allenatore di calcio wannabe ed ex calciatore olandese. Pallone d'oro 1987 quando indossava la maglia del Milan e si faceva chiamare Marco Van Basten, fu campione d'Europa 1988 con la Nazionale olandese. Ha giocato anche nel Feyenoord, nel PSV Eindhoven, nella Sampdoria, nel Chelsea e con gli amici a Subbuteo.

[modifica] Inizi

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Mamma e Papà Gullit mentre dilapidano i soldi del primo contratto del figlio.

Figlio di Joost Gullit (un meccanico di origini svedesi affetto da polio lieve) e la donnona di razza ariana Anke Vileda (sorella di Mocio), eredita dal padre le giunture compromesse e dalla madre la capigliatura a sospensione variabile.
La carnagione invece è dovuta ad una allergia ai tappeti persiani (di cui la madre era entusiasta collezionista). Quando la madre stava per fare un nuovo acquisto (dall'ambulante di turno), il piccolo Ruud veniva mandato a giocare a palla nel cortile. Questi lunghi e quotidiani allenamenti lo portarono presto a perfezionare le sue doti di calciatore in erba.
A 11 anni palleggiava per 2 ore con il libro di religione, a 13 riusciva a farlo con il dizionario Olandese-Inglese e, mentre lo faceva, era in grado di sfogliarlo.
A 15 anni parlava discretamente 8 lingue: olandese, francese, inglese, tedesco, arabo, turco, somalo e napoletano.
Durante una partitella all'oratorio "Gemolesteerd kinderen" di Haarlem, fu notato dall'allenatore della squadra locale. Oltre al dribbling fulmineo, il tiro forte e preciso, il palleggio sopraffino, la caratteristica che lo rendeva veramente unico era il sorriso alla "ma io non c'entro niente", che gli faceva scampare tutte le ammonizioni dell'arbitro.
Durante la partita di calcio Haarlem-Sparta Rotterdam (finita 2-1), con un intervento a gamba tesa, frantumò tibia e perone al difensone avversario Barry van Gastel (chiudendogli prematuramente la carriera), poi convinse l'arbitro a farlo espellere per simulazione.
Nel 1982, il contratto con la Haarlem era in scadenza. Sua madre, nel frattempo diventata suo manager, contattò la dirigenza del Feyenoord e, dopo due mesi di trattative notturne, riuscì a fargli ottenere un ottimo contratto.
Joost e Anke Gullit festeggiarono per 28 giorni con gli amici, ma furono interrotti e arrestati dalla polizia perché, a loro insaputa e causa, il Governo aveva varato una legge d'urgenza che vietava alcool e schiamazzi dopo le 22. Quel poco che restava dei soldi, fu usato da Ruud per pagare la cauzione dei genitori e la nuova tinta per i capelli ("Nero Vedova").
Al Feyenoord disputa tre stagioni collezionando 85 presenze e 30 gol nella Eredivisie olandese, vincendo uno scudetto e una Coppa d'Olanda nel 1984. Oramai è un calciatore che attrae le migliori società di calcio dei Paesi Bassi.
Nel frattempo i genitori sono attratti dal panfilo "Christina" appartenuto all'armatore greco Onassis e la signora Anke decide che è tempo di fare il salto di qualità e si stabilisce per un mese in un albergo di Eindhoven.

[modifica] PSV Eindhoven

Approda al PSV Eindhoven nel 1985-1986, in due stagioni si impone alla scena internazionale con 68 partite e 48 gol in campionato, vincendo due scudetti e entrando a far parte della Nazionale olandese. Nel 1986, disputa proprio con l'Eindhoven il "Trofeo Gamper" a Barcellona, in cui partecipa pure il Milan allora appena acquistato da Silvio Berlusconi. Il premio è una specie di enorme calice (tipo santo Graal) in ottone e alabastro, del peso approssimativo di mezza quintalata; gli spuntoni presenti sul bordo lo rendono inutile anche per berci il chinotto: gli unici usi possibili sono come sputacchiera o cesso d'emergenza.
Durante il torneo, la signora Anke viene avvicinata da un buffo ometto italiano, che la invita a passare una vacanza in Sardegna.

[modifica] Milan e Sampdoria

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Ruud Gullit in rossonero, sorridente ma molto contrariato: voleva sostituire la scritta "Motta" con "Potta"!

Viene acquistato dal Milan nell'estate 1987, per la cifra, all'epoca record per la squadra rossonera, di 13,5 miliardi di lire (giusti giusti il "Christina"), diventando subito la stella della squadra allenata da Arrigo Sacchi. Il suo nuovo Presidente gode di ottimi appoggi in Lega Calcio, gli arbitri chiudono spesso un occhio sui falli dei giocatori del Milan. Questo, unito alla tecnica eccelsa e al suo sorriso da imbonitore, lo rende più potente di Pikachu.
Giocherà altre sei stagioni in rossonero, costellate da numerosi successi ma anche qualche infortunio grave come nella stagione 1989-1990, quando resterà fuori quasi tutta la stagione per un problema al ginocchio (come afferma la proverbiale saggezza contadina: "da un pesco non ci nasce una pera").
Passa dai trionfi della squadra di Sacchi a quelli del nuovo corso di Fabio Capello, approdato sulla panchina rossonera nel 1991. Col nuovo mister Gullit vincerà due scudetti e una Supercoppa italiana, prima di passare alla Sampdoria nel 1993-1994. Anche coi blucerchiati si impone come uomo-squadra, contribuendo alla vittoria in Coppa Italia. Torna al Milan la stagione successiva, il rapporto con Capello però è oramai logoro, Gullit era andato a Genova dopo aver "marcato il territorio" sul sedile lato guida della Mercedes del friulano. Gioca appena 3 mesi, racimolando 8 presenze e 3 gol, prima di tornare alla Sampdoria in cambio di Alessandro Melli.
Praticamente un "Tulipano Nero" per un "Carciofo Violetto".
Lo scambio "no profit" contrariò molto la signora Anke che, nel frattempo, aveva adocchiato un attichetto a Londra.

[modifica] Chelsea

Dopo l'esperienza italiana si trasferisce in Inghilterra al Chelsea di Londra, nello stesso tempo arretra il suo raggio d'azione, giocando da difensore centrale. Nel nuovo ruolo (che ricopriva ad inizio carriera) colleziona: 32 ammonizioni, 8 espulsioni dirette e circa 130 richiami verbali.
Ai suoi avversari va peggio: 16 costole rotte, 3 zigomi, 9 tibie e 7 peroni. Decide di passare al ruolo di allenatore, prima che le vendette trasversali colpiscano la sua famiglia.
Sostituisce Glenn Hoddle sulla panchina dei londinesi e porta i blues alla conquista della FA Cup.

[modifica] Nazionale

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Ultima apparizione in Nazionale di Ruud Gullit e Marco Van Basten, due Orange spremuti.

Ha esordito con la Nazionale maggiore olandese nel 1985 collezionando 66 partite e 17 gol. Ha disputato in maglia oranje l'Europeo nel 1988 (vinto in finale contro l'URSS), la Coppa del Mondo nel 1990 e l'Europeo 1992. Nella sua ultima apparizione con la Nazionale nel 1994 (incontro amichevole con la Scozia), saltando in area per colpire di testa, le sue treccine (con annesse palline) ruotando hanno colpito il difensore Willie Boyd negli occhi, causandogli un danno permanente alle retine.
Tre anni dopo, quando era allenatore del Chelsea, Gullit è andato a trovare Boyd al ricovero per ciechi "Angry Blind Institute", il vendicativo Willie si è finto cordiale e si è fatto dare una foto con dedica da Gullit. In seguito ha assoldato uno stregone Voodoo e, invocando il Baron Samedi, ha gettato una terribile maledizione sul tecnico a seguito della quale:

  • ha perso i capelli
  • ha perso le chiavi di casa
  • gli si è bruciato il polpettone
  • la centrifuga della lavatrice gli ha rovinato il boa di piume di struzzo

[modifica] Allenatore

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Ruud Gullit mentre prepara l'esame da allenatore e studia tattiche innovative.

Dopo il primo anno fra panchina e campo al Chelsea, Ruud è incoraggiato (dalla vittoria della FA Cup) a continuare la carriera di allenatore.

  • viene esonerato dal Chelsea la stagione successiva (1997-1998),
  • allena il Newcastle United nella stagione 1998-1999 ma fallisce la finale della FA Cup,
  • il secondo anno al Newcastle, colleziona un solo punto nelle prime 5 gare e rassegna le proprie dimissioni,
  • nel 2003 viene scelto come selezionatore per la Nazionale Under-19; capito l'enorme errore la Federazione lo sposta l'anno dopo,
  • nel 2004 è co-allenatore della Nazionale maggiore, col compito di scrivere sul blocco notes, gli appunti dettati dal c.t. Dick Advocaat,
  • nella stagione successiva è allenatore del Feyenoord, vince un peluche al tirassegno e lascia l'incarico a Erwin Koeman,
  • nel novembre 2007 diventa il tecnico dei Los Angeles Galaxy, ad agosto 2008 è ricercato dai tifosi assetati di sangue e si dimette,
  • nel gennaio 2011 viene ingaggiato dal Terek Grozny, team della capitale cecena, con l'obiettivo di centrare la qualificazione all'Europa League. Il 14 giugno la squadra si trova al penultimo posto in classifica, i sicari Ceceni sono sulle sue tracce e il provvidenziale esonero gli salva la vita.

[modifica] Palmarès

  • Campionato olandese B: 1 (Haarlem: 1979-1980)
  • Campionato olandese: 3 (Feyenoord: 1983-1984, PSV: 1985-1986, 1986-1987)
  • Coppa d'Olanda: 1 (Feyenoord: 1983-1984)
  • Campionato italiano: 3 (Milan: 1987-1988, 1991-1992, 1992-1993)
  • Supercoppa italiana: 3 (Milan: 1988, 1992, 1994)
  • Coppa Italia: 1 (Sampdoria: 1993-1994)
  • Coppa d'Inghilterra: 1 (Chelsea: 1996-1997)
  • Coppa dei Campioni: 2 (Milan: 1988-1989, 1989-1990)
  • Supercoppa UEFA: 2 (Milan: 1989, 1990)
  • Coppa Intercontinentale: 2 (Milan: 1989, 1990)
  • Campionato d'Europa: 1 (Con la Nazionale 1988)
  • Calciatore dell'anno del campionato olandese: 2 (1984, 1986)
  • Pallone d'oro: 1 (1987)
  • World Soccer: 2 (1987, 1989)
  • Inserito nelle "Leggende del calcio" del Golden Foot (2011)
  • Coppa d'Inghilterra: 1 (da Allenatore del Chelsea: 1996-1997)
  • Inserito nelle "Oscenità del calcio" del Worst Coach (2012) come "peggior allenatore europeo del millennio"
  • Miglior testimonial involontario Mentadent
  • Testimonial di BetClic più pagato
  • Scommettitore di BetClic più sfigato
  • Clickatore di sfiga più scommesso
  • Sfigatore di scommesse più clickato
  • Secondo alla XIII mostra canina olandese dopo essersi spacciato per un pastore bergamasco
  • Scommet (ho esaurito le possibilità)

[modifica] Voci correlate


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