Romolo Augustolo

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Questa voce soffre di passatismo (... e di matusità).
Nel leggerla non stupirti di tutte le convenzioni storiche e temporali che sono state violate e fregatene. Ormai rivedere in chiave fantastica i fatti storici è una pratica accettata anche dal Vaticano.

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~ Romolo appena diventato imperatore

Romolo Augustolo è il nome con cui è conosciuto il fantoccio usato dal famoso ventriloquo ravennate Oreste.

[modifica] Biografia

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Romolo Augustolo all'apice della sua carriera

Nacque nel 475 d.C all'età di 16 anni a Virgatae Mentulanae, l'attuale Vergate sul Membro dalle mani dell'imperatore Oreste. Se vi chiedete il perché sia nato a 16 anni, la risposta è semplice: fu costruito da Oreste che, ormai sull'orlo del fallimento come generale, decise di fare fortuna dedicandosi all'arte del ventriloquio. Creò così un pupazzo che fosse simpatico al pubblico in modo da recuperare il favore popolare, e incarnasse il personaggio del tipico principe giovane, viziato e imbranato: tale pupazzo fu poi "battezzato" con un nome davvero consono al suo ruolo: Romolo Augustolo. Augustolo appunto perché piccolo e deficiente. Da questo personaggio sembra inoltre che diversi secoli dopo sia stato ispirato il baronetto Jean Claude.

Oreste soleva esibirsi all'interno della reggia di Ravenna mostrando Romolo Augustolo al pubblico, vestendo il pupazzo di porpora e di corona e facendolo parlare come fosse un imperatore. La gente di Ravenna non faceva che ridere, ma anche la gente non di Ravenna rideva. Tutta la gente meno una persona: Odoacre. Non si sa se Odoacre non ridesse perché non si divertisse o solo perché l'odore acre dei suoi piedi (da cui il suo nome) era talmente pungente da far schifo perfino a sé stesso.

[modifica] La rivolta di Odoacre

Il numero di Oreste e il suo mitico fantoccio Romolo Augustolo si ripeteva ormai da un sacco di tempo, e sempre uguale. Il barbaro Odoacre era un tipo molto ambizioso nonostante gli puzzassero i piedi, così, stanco di vedere un ventriloquo sul trono, si adoperò in tutti i modi per farlo fuori. Possiamo immaginare dunque la fine che fece il povero Oreste: una volta che il barbaro gli fu vicino, gli bastò togliersi gli stivali per far morire asfissiato il comico ravennate. Una volta che Oreste era morto, restava il problema di Romolo: egli infatti era un pupazzo talmente lezioso e patetico, che chiunque si fosse ancora permesso di usarlo avrebbe mandato ancora più in rovina il già rovinatissimo impero d'occidente. Allora Odoacre caricò il fantoccio su un tir diretto all'autostrada del sole, e il pupazzo finì così i suoi giorni in mezzo alla mondezza di Napoli. Era il 476 d.C

[modifica] La vita dopo Odoacre

Nessuno sa cosa il povero Romolo Augustolo passasse in mezzo alla mondezza di Napoli, nè la storia ce lo fa sapere, perché del resto le discariche non sono popolate da storici, ma al massimo da S(t)OR(i)CI, Ed e mafiosi, i quali, come tutti sanno, non sono capaci di scrivere. Qualcuno ipotizza che il poveraccio si sia semplicemente decomposto all'istante. Qualcun altro che sia stato raccolto da monaci pietosi e si sia decomposto in un convento. Qualcun altro che sia stato raccolto da qualche sfigato e sia diventato re di Svervegia, e si sia comunque decomposto su un qualche sasso ammuffito che lui spacciava per trono. In ogni caso si è decomposto: non importa se in mezzo alla mondezza o meno.

[modifica] Voci correlate

Preceduto da:
Giulio Nepote
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Imperatore Romano

475 - 476
Succeduto da:
Paperino
fine Impero romano d'Occidente


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