Romanzo cardinale (serie TV)

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San Pietro.jpg
Cosa succede dentro quelle mura?
Quali intrighi vengono consumati nell'ombra?
Al riparo da sguardi indiscreti, alcuni loschi individui gestiscono una delle organizzazioni criminali più grandi e potenti del pianeta.
Potere, soldi, sesso, crimini, potere dei soldi, crimini sessuali, sesso per soldi, soldi dal crimine, potere del sesso. Tanta roba davvero!
Non perdete questa straordinaria saga!
Angelo Bagnasco Sith.jpg
Romanzo Cardinale
Romanzo cardinale logo.jpg
"La carità se stecca para pe' tutti!"
Paese: Italia
Regista: Giuseppe Aloisi Razzi
Casa produttrice: Rai Fiction
Sceneggiatura: Autori vari
Anno: 2016, in produzione
Genere: Drammatico, noir, gangster
Colore: Porpora
Suono: Dolby Seculorum
Interpreti e personaggi
Non professionisti
Quote rosso1.png Prennemose Roma! Quote rosso2.png

~ Tarcisio Giugiaro detto "er Tenaja"
Quote rosso1.png Guarda che è già robba nostra! Tra l'altro, nemmeno ce pagamo l'IMU! Quote rosso2.png

~ Angelo Gabinasco detto "er Finezza"
Quote rosso1.png T'ho dato cinque chili de Ave Maria! Se nun sartano fòri entro du' minuti, te giuro sul Padre Nostro che t'ammazzo pure se me sei fratello! Quote rosso2.png

~ Tenaja minaccia Bufalotto.
Quote rosso1.png Nun me pijà pe' 'r culo! Confessa che è mejo! Quote rosso2.png

~ Er Finezza chiuso nel confessionale con Claudia.

Romanzo Cardinale è una serie televisiva italiana basata sul libro Ostia alla puttanesca, scritto da monsignor Guido Dal Pulpito, detto "zagaja", un ex appartenente alla banda di criminali della quale si narrano le gesta.
La serie è stata prodotta da Rai Fiction, in collaborazione con Sky Hot Club. I responsabili sono al momento irrintracciabili, ma l'improvvisa espansione del colonnato di San Pietro ha sollevato inquietanti teorie riguardo la loro scomparsa. Se tutto va bene, e se va bene a tutti, andrà in onda in prima visione sul canale satellitare Sky Primafili Mejoè.
La serie ha sorpreso per la qualità dei costumi e del trucco, tanto che gli attori somigliano come gocce d'acqua ad alcuni alti prelati. Questi ultimi, ovviamente, non farebbero mai quello che viene mostrato nel corso delle puntate[citazione necessaria]. Il regista ha tenuto a precisare che è pur sempre un'opera di fantasia, quindi: ogni riferimento a persone esistenti, o a fatti realmente accaduti, è da ritenersi mediamente casuale[1].

[modifica] Trama

Romanzo Cardinale locandina.jpg

La locandina della serie.

Tenaja : Quote rosso1.png Quel cojone de Bufalotto s'è fatto becca'[2] co' 'na minorenne! Quote rosso2.png
Finezza : Quote rosso1.png Spostamolo da n'antra parte. A Torre Maura ce mannamo Scarpetta finché nun se calmeno le acque. Quote rosso2.png
Panzanella : Quote rosso1.png Er Lombrico s'è allargato troppo, damo a tutti 'n esempio! Quote rosso2.png
Verano : Quote rosso1.png Lo devo da leva'[3] o je 'ncricco[4] solo li ginocchi? Quote rosso2.png

La vicenda si svolge a Roma, dove la banda opera indisturbata da tempo immemorabile. La strategia vincente è sempre stata la stessa: assecondare il potere e spartire la torta senza dare troppo nell'occhio. In passato, dopo aver appoggiato il Clan dei marsigliesi, si erano alleati con la banda della Magliana, facendo in seguito affari anche con quelli di Mafia Capitale. Mai sotto i riflettori, mai indagati, tuttavia sempre presenti nel tessuto criminale della città.
Molti ritengono che l'organizzazione abbia varcato i confini della capitale, che siano praticamente ovunque. Tra essi il commissario Vito Scalogna, trasferito a Roma dopo aver rotto i co assestato duri colpi alla malavita grazie a due fortunate indagini, denominate: Ostia Connection ed Operazione Rosario, da lui stesso ideate.
Amori, nevrosi, amicizie e rancori, fanno da contrappunto a questa vicenda principale, nella quale ruotano personaggi spesso imprigionati nel loro ruolo, altre volte imprigionati e basta.

[modifica] Personaggi principali

Personaggi principali
Cardinale Bagnasco parla con altro cardinale.jpg Angelo Gabinasco: detto "Finezza" per la sua eleganza e per le sue sottili ed astute strategie. È dotato di una naturale propensione alla paraculata, nonché di una parlantina che lo mette in grado di vendere bastoncini di pesce surgelato agli eschimesi. Si occupa di mantenere buoni rapporti con il resto della criminalità, che comprende: Mafia, Camorra, 'Ndrangheta e Politica. Calmo e riflessivo, non perde mai la testa davanti ai problemi, evitando per quanto possibile il ricorso alla violenza gratuita "Meglio servirsi di un buon killer a pagamento". Si innamora perdutamente di Claudia, finendo per rimetterci soldi e lucidità. Cardinale Bertone al telefono.jpg Tarcisio Giugiaro: detto "er Tenaja" perché mena come un fabbro. Totalmente privo di scrupoli è, assieme a Finezza, una delle figure di spicco della banda. Dotato di un carattere fumantino, che lo rende affabile come un Salvini che trovasse la madre a letto con un negro, sopporta poco chi sgarra, gli infami e i soffia. Praticamente metà della popolazione della città. Si occupa degli investimenti immobiliari della banda; si finge un pezzente per sfuggire al fisco ma abita segretamente in un lussuoso attico.
Cardinale George Pell.jpg Giorgio Pelliccia: detto "Panzanella" perché dargli del ciccione sarebbe oltremodo pericoloso. Possiede un suo personale codice d'onore, basato essenzialmente sulla regola "occhio per occhio", solo che uno dei suoi ne vale circa ventordici. Un giorno, dopo che un tizio gli aveva rigato per sbaglio la fiancata, ha noleggiato un carro armato e gli ha spiaccicato la macchina. Mettendola in controluce si poteva ancora distinguere chiaramente il fegato dell'imprudente e sfortunato soggetto. Si occupa delle "questioni legali", tipo far sparire le prove, trovare alibi convincenti, far evadere qualcuno o farlo accoppare in galera alla bisogna. Cardinale con fucile di precisione.jpg Mimmo Nocella: detto "Verano" perché con la conta dei cadaveri se la gioca alla pari col cimitero della città. Freddo e spietato, è il braccio armato della banda. Di solito, se qualcuno prova a farla fuori dal vasetto[5], riceve una telefonata da Verano che gli dice: "Ahó, è tempo che nun se vedemio. Prepara er caffé, che passo a salutatte!". I pochi sopravvissuti hanno raccontato in seguito di aver avvertito immediatamente un forte odore di crisantemi.
Cardinale Claudia sexy.jpg Mafalda Zellosi: conosciuta nell'ambiente come Claudia "Du' scudi"[6] per via dell'iniziale tariffa praticata nel suo lavoro. Da allora i tempi sono cambiati, oggi entrare nelle sue grazie per una notte costa molto. Lo testimonia la presenza del direttore di banca che prende i suoi appuntamenti, nonché l'incremento del 75% dei mutui stipulati dallo stesso da quando lavora per lei. Per Claudia si perde la testa facilmente, è capace di numeri erotici così elaborati che tentando di rappresentarli con un disegno verrebbero fuori solo scarabocchi. Maurizio Merli di profilo.jpg Vito Scalogna: commissario di Polizia. È l'eroe senza macchia e senza paura, a parte quella di sugo sulla cravatta e un disturbo fobico per i ragni a tratti invalidante, tanto che la presenza di uno di quei cosi lo fa regredire a quando aveva 6 anni. Sebbene il suo aspetto lo faccia somigliare ad un gay dal ciuffo platinato, è cintura nera 3° dan di Aikidō e 5° dan di Insulto. Sa dire "Li mortacci tua e de tu' nonno in carriola" in sedici lingue, compreso il cabardo, cosa che lo rende simpatico ai suoi superiori come un brufolo sul cornicione della minchia. Lui e Finezza si invaghiscono entrambi di Claudia, finendo per inzuppare il biscotto nella stessa ciotola.

[modifica] Personaggi secondari

[modifica] Prima stagione

[modifica] Episodio 1: Bufalotto viene beccato cor sorcio in bocca

Vescovo statunitense sotto processo.jpg

Ultimora: uno dei Cardinali adesca minore e viene arrestato.

Scarpetta entra trafelato nel covo. Dei capi è presente solo Tenaja, intento a giocare a zecchinetta con Fra Gaetano e Fra Roberto, i fratelli Borzacchini. È sotto di duecento euro, interromperlo in un momento così delicato può costare la pelle, ma la notizia è veramente importante.

- Scarpetta: “A Tenà, le guardie so' ite a casa de Bufalotto e se lo so' bevuto. Stava co' 'na regazzina, c'aveva ancora le "mani in pasta"... ce semo capiti!”
- Tenaja: “Pezzo de mmerda malato! Co' Finezza ce parlo io, tu dillo a Panzanella. Dije pure de tené pronto Bottarella, nel caso lo dovessero trasferì dentro a 'n blindato.”
- Tenaja: “Regà devo scappà, quanto ve dovevo?”
- Fra Roberto: “Ma che stai a scherzà?! Ma nun stavamo a giocà pe' finta?”
- Tenaja: “Pe' finta un par de palle! Pijateve 'sti du' spicci e levateve dai cojoni, peppiacere!”
- Fra Gaetano: “Tranquillo Tenà, nun t'aggità! Noi nun semo mai venuti!”

Tenaja riporta la cosa a Finezza, quest'ultimo consiglia di aspettare che gli eventi evolvano. Nel frattempo, la zona rimasta sguarnita viene affidata a Scarpetta, che è felice di occuparsi della scuderia di Bufalotto: circa venti manze ucraine ancora "de ciccia tenera"[7]. La banda di San Basilio, anch'essa nel ramo mignotte, ha saputo dai giornali che Bufalotto è fuori gioco, quindi tentano una sortita per rapire le ragazze.
L'incauta concorrenza non sapeva però dell'avvicendamento e quindi si trovano davanti Scarpetta, che ha guadagnato il suo soprannome pulendo uno dei suoi "lavori" con un'intera pagnotta di pane. Lo scontro è inevitabile, come pure un cospicuo dispendio di caricatori, cosa che infastidisce l'unico superstite: Scarpetta, che è anche piuttosto spilorcio.

- Finezza: “Tutto a posto Scarpé?! Ho sentito che c'hai avuto 'na serata movimentata.”
- Scarpetta: “Ma no, le solite ragazzate! Pittosto dovresti avvisà Verano de trovà un posto pe' parcheggià[8] quelli de San Basilio, quello solito oramai trabocca.”

[modifica] Episodio 2: Folletto c'ha 'na bella pensata

Simone Pucchioni, chiamato "Folletto" perché aspira più polvere di quelli usati per pulire casa, non può essere definito sicuramente un genio. Forse nemmeno con buona approssimazione. È in possesso di un'intelligenza che rientrerebbe nella media, se fosse un allevatore di capre somalo del 200 a.C. Da lui puoi quindi aspettarti che sia in grado di fare il risvoltino ai pantaloni, magari anche di mettere calzini appaiati, non certo un'idea. Ma la natura ama sorprendere.

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"Senti che robba! "Folletto" l'ha fatta arrivà ieri dar Marocco."

- Folletto: “Stateme a sentì. M'è capitata 'na partita de hashish che me dovete aiutà a di' "quanto è bbono". Voi in Marocco c'avete 'na fracca[9] de preti giusto?! Allora, ogni settimana ne accoppate uno de quelli più vecchi e poi: co' la scusa de riportà la salma a casetta sua, annisconnemo[10] la robba nella cassa der morto. Nel frattempo mannate un sostituto, vecchio pure lui, scelto tra quelli più rompicoglioni. Che ve ne pare?”
- Panzanella: “A Follé, ma che te sei magnato pane e volpe?! La cosa me sfaciola[11] parecchio.”
- Finezza: “Ma er fornitore è sempre Jamal El Fattoui? L'ultimo carico faceva schifo.”
- Tenaja: “Preciso! C'ho dovuto mischià i broccoletti che pianta mi' zia e 'na sarciccia pe' sballamme 'n pochetto!”
- Folletto: “Maddeché, è 'na sciccherìa! Inoltre, ne portamo trenta chili a viaggio, contro i due che mettemo de solito nella valiggetta diplomatica.”
- Panzanella: “C'ho già er primo candidato. Ve lo ricordate quel prete che bazzicava i rave party a Milano? Lesto... Lesbo... Ah, no! Lesmo! Manco a farlo apposta l'avevamo spedito a Rabat, quanno se dice culo... Me pare un segno divino, per me è sì!”
- Finezza: “Anche per me.”
- Tenaja: “Follé, c'hai tre sì!... ... Vabbè, 'llalléro! Era 'na battuta Follé!”

L'improvviso arrivo sul mercato di tutta quella merce mette però in agitazione la concorrenza. Presso la villa di Ciro Tapparella, a capo del clan Scellone di Caserta, si incontrano anche i rappresentanti di Cosa nostra e 'ndrangheta. Alla fine, dopo aver parlato a lungo della situazione, sembrano tutti d'accordo: I Cardinali hanno cacat' o' cazz!"
C'è da aspettarsi il peggio.

[modifica] Episodio 3: L'affare Bengasi

Nel covo è una giornata senza sussulti, una di quelle in cui rischi pure di annoiarti. Quel cervellone di Saponetta, come sempre gobbo sui pezzi di carta, stava cercando di venire a capo dei conteggi dell'ultima settimana. Gli introiti erano stati soddisfacenti, seppur di poco avevano superato il PIL della Spagna.

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Pur di far soldi la banda tratta qualsiasi merce.

Panzanella e suo cugino Franco "er Cotica" avevano fatto venire le sorelle Foderafava, con lo scopo di venire anche loro. Per "rompere il ghiaccio", i quattro si erano messi a giocare a strip-rubamazzo, l'unico gioco che Marika aveva capito dopo tre mesi di corso serale. Verano nel frattempo spalmava d'olio Magda, il fucile a pompa che gli avevano regalato per i suoi cinquant'anni. Fu quest'ultimo ad alzarsi, sbuffando, per rispondere al telefono.

- Voce al telefono: “A Panzanè, so' Riccardino. Te devo chiede...”
- Verano: “Ahó zitto 'n'attimo, so' Verano. Panzanella è un momento impegnato... no, nun po' venì... er problema è che sta a cercà de venì, ma no ar telefono... ah, finalmente l'hai capita! Spiega a me, che poi je lo dico.”
- Riccardino: “A Verà, sto a chiamà dalla Libia. Al porto de Bengasi avemo trafugato du' conteiner pieni de preservativi, l'avemo fatti sparì a quelli de medici senza frontiere. È robba che trattamo? Ce po' servì pe' qualcosa? Chiedi e famme sapé.”
- Verano: “Vabbè, quanno finisce de trombà sento che dice e te richiamo. Ciao bello!”
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"Che hanno detto quelli a Roma?"

L'improvvisa comparsa di Marika, seguita subito dopo da Gina, annuncia che i giochi sono oramai conclusi. Verano raggiunge la stanza di Panzanella e lo trova messo "a 4 di spade", tipica posizione del corpo disposto a croce di Sant'Andrea, che denota piena soddisfazione ed assoluto rilassamento.

- Verano: “Panzanè, ha telefonato Riccardino. C'ha du' conteiner de preservativi da piazzà. Che je dico?”
- Panzanella: “Intanto che mi prendo un minuto per riflettere, spiegami una cosa: MA CHI CAZZO È 'STO RICCARDINO?!”
- Verano: “È quello che c'ha combinato er casino co' l'ebrei, Riccardo er fijo de Guglielmo. Ma che nun te ricordi quando ha svarvolato[12] e ha detto che quei bastardi hanno buttato giù le torri gemelle?! O quando ha detto che nei campi de sterminio ne erano morti solo sei de polmonite?! Hai capito de chi sto a parlà?”
- Panzanella: “Sì, l'ho capito. Ma nun ce l'eravamo levato dai cojoni spedendolo in culo alla Luna?”
- Verano: “Infatti ha chiamato dalla Libia. Che je dico?”
- Panzanella: “A Verà, pure te sei bello che rincojonito. Ce lo sai come adoperamo quella merce: in primis ce rifornimo le mignotte pe' lavorà; in secundis li impacchettamo alla fabbrica sulla Bufalotta e poi li mettemo, a du' euro l'uno, nei distributori automatici dei cessi all'Autogrill; in terzis vattene affanculo, che me vojo fa 'na pennichella!”

L'affare "guanti libici", come fu chiamato in seguito, frutta alla banda seicentoquintordicimila euro. Riccardino riceve dai suoi capi i complimenti e un soprannome, perché ci voleva mezza giornata per capire di chi si stesse parlando. Da quel momento viene chiamato "Fascio", soprannome che batte per pochi voti "Zio Adolfo".

[modifica] Episodio 4: Un maiale di troppo

Nella penombra del crepuscolo, una figura misteriosa si aggira per il palazzo. Sotto la veste si scorge un rigonfiamento sospetto e da quelle parti, almeno di solito, significa che presto servirà un nuovo capo. Invece non è così, e non si tratta nemmeno di un'erezione: Tarcisio Giugiaro, detto "Er Tenaja", reca in grembo un porcellino di ceramica, un salvadanaio contenente i fondi previdenziali complementari per truffatori e malandrini affiliati all'associazione. Trovato un solido tavolo, prende un martello e fracassa l'innocente porcello, con frastuono fragoroso. Attirato dal rumore, sopraggiunge Angelo Gabinasco, detto "Er finezza".

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"Il protagonista della puntata."

- Finezza: “Ahó, ma che cazzo stai a fà? Quelli so li sordi der fondo!”
- Tenaja: “Evvabbè, ma ce stanno solo questi de sordi boni! L'altri so zozzi, li dovemo da ripulì. C'avemo la T.A.S.I. da pagà, che altro potemo fà?”
- Finezza: “Ma te sei rincoionito?! Noi semo esenti, l'edifici de culto mica pagano 'e tasse!”
- Tenaja: “Ma c'avemo 'a villa su 'a Tiburtina, tre attici e quattro ristoranti de lusso.”
- Finezza: “Embè? Io nella villa e nell'attici ce dico 'e preghiere, quindi so' luoghi de culto, nun ce piove. Nei ristoranti ce spacciamo, ma co' 'sta legge che sta a propone "Zio Mommo" diventa robba terapeutica, quindi passeno come opere de bene. Nun c'avemo da pagà nemmanco un centesimo.”
- Tenaja: “Li mortacci tua che capoccia che c'hai! Ma co sti sordi mó ce famo? Oramai er porcello l'ho rotto...”
- Finezza: “Ce famo un bel puttan tour!”
- Tenaja: “Ma sono ventordici mila euro! Pe' du puttane... nun saranno un po' troppi? ”
- Finezza: “Che te frega?! Mica so sordi tua! Vorrà dire che te porto da Claudia "Du' Scudi", n'amica mia. È un po' cara, ma fa certi servizi che te pare de sta in Paradiso e te compare pure 'a Madonna!”
- Tenaja: “Ammazza! Stasera se divertimo forte!”

I nostri eroi si mettono il vestito della festa, si agghindano e profumano. Indi escono dal covo a braccetto, pregustando una serata lieta, all'insegna del sesso e del vizio più sfrenato.

[modifica] Episodio 5: Quelli der Ghetto nun se piegano

Ebrei mentre usano cabine telefoniche.jpeg

"Ahó, er Rabbino ha detto de fanculalli!"

- Lombrico: “S'è sparsa la voce che l'ebbrei nun pagano er pizzo. Se lo permettemo a loro finisce che nun scuce più nessuno, dovemo fa quarcosa!”
- Bottarella: “E magari sei stato tu a mette 'n giro 'sta voce! Sei proprio infame dentro, mica sarebbe tanto strano!”
- Lombrico: “A Bottarè, uscimo e ridimmelo 'n faccia!”
- Saponetta: “Boni... nun litigate. Er Ghetto è sempre stato un probblema, pure i marsigliesi ce sbattevano er grugno. Dovemo convocà er consijo e trovà 'na soluzione.”

Il Gran Consiglio dei Vicari, convocato segretamente con la frase in codice "Regà, stasera famo er mucchio", riunisce tutti gli esponenti di spicco della banda. Viene indetto solo per gravi emergenze, per quelle situazioni che non possono essere risolte o decise da una sola persona. Di solito queste comprendono: guerre con altre organizzazioni; omicidi illustri; vino giusto da accompagnare all'ostia durante la Messa; costruzione di un nuovo covo ed elezione del suo vicario.
Quegli sfrontati affaristi andranno messi a posto, una volta per tutte.
Stavolta ci sono davvero tutti, compresi quattro delegati apostolici inviati direttamente dalla Cupola.

Incontro segreto di preti cattolici con il vescovo.jpg

"Allora è deciso, famo così!"

  • S.B. Giulio Maria Strignitubi, detto "Mezzopollice", da San Crisogono;
  • Mons. Gualtiero Colonna Sforza, detto "Cacarella", da Sant’Andrea delle Fratte;
  • S.em. Orazio Doria Pinaroli, detto "Margherita", da San Gioacchino in Prati;
  • S.ecc. Ulderico Della Sleppa, detto "Mozzicapiedi", da Santa Maria in Traspontina.
- Tenaja: “Rapimo er fijo del Rabbino, poi lo infilamo dentro a 'na Ritmo e lo mannamo ar Creatore col gas de scarico!”
- Cacarella: “Sai come la pensa "EsseEsse": basta col gas, sennò salta tutta la faccenda der negazionismo. Già c'è stato er casino de Don Floriano, quello cor nome da russo, che poi era pure amico suo e j'è dispiaciuto assai.”
- Mozzicapiedi: “Senti che t'ho pensato: perché nun mannamo li zingari a spaccaje qualche vetrina?! Noi così nun comparimo, ma loro capiscono che semo stati noi e se ammorbidischeno!”
- Mezzopollice: “Questa me piace! Pure "EsseEsse" sarà contento. Mettemola ai voti!”

La mozione Rom passa all'unanimità. La serata evolve poi in un orgia culinaria senza precedenti, durante la quale: coratella e coda alla vaccinara rubano la scena a mignotte e chierichetti, convocati d'urgenza da Panzanella. Quello che non sanno è che sono spiati. In seguito ad un'indagine riguardante alcuni trans brasiliani, e all'arresto di numerosi clienti tra cui il Pinaroli, quest'ultimo aveva patteggiato la sua condanna indossando un microfono nascosto.
Il commissario Scalogna, ascoltata la registrazione, non può fare a meno di chiedersi: "Chi è questo fantomatico EsseEsse?"

[modifica] Episodio 6: EsseEsse se sente solo

Papa Ratzinger Amica Chips.jpg

"A Panzanè, ce fai o ce sei?! Quanno te dico de portamme du' patatine me devi capì ar volo!"

"EsseEsse", acronimo di Sua Santità, in realtà chiamato così per via dei suoi trascorsi nelle Schutz-Seminarist, è l'amministratore delegato della Kiesa S.p.A., la società "di facciata" della banda. Nessuno può affermare con certezza che sia al corrente di tutto quello che accade nella multinazionale, già il solo pensarlo potrebbe costare la vita, è comunque uno che può dare la propria opinione essendo certo che sarà rispettata.
Dietro l'apparente immagine da vecchio depravato si nasconde in realtà un anziano vizioso, che non disdegna affatto la compagnia del gentil sesso. Che poi, quando lo paghi è l'unica occasione in cui è gentile.

- EsseEsse: “Stasera me andrebbe 'na doppietta. Però basta co' 'sti pinguini, ce l'ho davanti tutto er giorno. Ce la fai a rimediammene una vestita da Sailor Moon e una da Lara Croft?”
- Panzanella: “Me possino cecamme se capisco de che stai a parlà! Scrivime 'sti nomi su 'n fojetto che passo l'ordinazione a quella che sai.”
Soldatessa sexy.jpeg

Wyborowa Černiutkša, lituana, conosciuta meglio come "Rambuska: quella che la fava te l'abbrusca".

La fornitrice di "ciccia a nolo" di Panzanella è da sempre Claudia, l'unica di cui si fida. La tecnica è oramai consolidata: le sue ragazze arrivano sul posto bendate, mandate a prendere da una macchina con i vetri oscurati. L'autista è sempre diverso, quello che non cambia è il modo in cui si sbarazzano del suo cadavere. D'altra parte, che un senzatetto ubriaco vestito Gucci finisca annegato nel Tevere è normale, la gente ne parla per qualche giorno e poi torna ad occuparsi dei rigori regalati alla Juventus. Stavolta però lo sfizio di EsseEsse era complicato. La divisa alla marinaretta di Sailor fa parte del corredo base di una mignotta, ma quella da sexi-tombarola egizia non è che la trovi dietro l'angolo. Una delle zoccole ha messo la divisa dei reparti assaltaminchia, uno dei corpi speciali delle amazzoni di Gheddafi. EsseEsse appare leggermente infastidito dalla cosa.

- EsseEsse: “A Panzanè, nun è che t'ho chiesto la Luna?![13] Vuoi che te rimanno in Australia a spaccià santini all'abboriggeni? Nun t'è abbastata la volta che t'ha mozzicato er ragno dei cunicoli e c'è mancato poco che finivi dar Principale?”
- Panzanella: “Veramente avevo pensato che tanto...”
- EsseEsse: “Te nun devi pensà, nun è mestiere tuo! Sei talmente scemo che annavi a scuola co' Gasparri e copiavi er compito da lui.”
- Panzanella: “Allora che faccio, le porto via?”
- EsseEsse: “Maddeché?! È pur sempre grazia de Dio, se farebbe peccato. Lèvate dalle palle, che me scade l'effetto e me se rovina 'a poesia.”

Panzanella esce nel cortile e si accende una paglia. Nota un tizio vestito da Arlecchino che lo osserva, a quel punto non può fare a meno di pensare: "Ma come fanno a prenderci sul serio?" Poi si ricorda il divieto di farlo impostogli da EsseEsse, cancella il pensiero e uscendo saluta quella specie di pupazzo.

[modifica] Episodio 7: Un favore per Zio Mommo

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"Per questa cosa è meglio sentire Saponetta"

L'On. Mauro Dell'Otre, chiamato dalla banda "Zio Mommo", è uno che per gli amici si farebbe in quattro. Forse anche per gli amici degli amici, per le conoscenze occasionali e magari per quelli che gli stanno sulle palle, a patto che sborsino il suo compenso. Grazie alla sua posizione politica, a metà tra un pendolo e una banderuola, mantiene buoni rapporti con tutti. La sua agenda telefonica è divisa in 28 volumi ed occupa tre interi scaffali della libreria, per evitare che i tomi continuino ad aumentare ricicla le posizioni dei morti col bianchetto. Tempo fa ha sostituito Ciampi Carlo Azeglio con "Ciampicone", un goffo ma affidabile sicario consigliatogli dal capubastuni della 'ndrina Culignudi, una delle più feroci della Locride.

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La stanza nella quale Zio Mommo tiene gli spiccioli per le sigarette.

Un suo collega al Senato, alle prese con una considerevole donazione volontaria irrintracciabile da monetizzare, si rivolge a lui per avere un consiglio. In questi casi "Saponetta" è l'uomo giusto. Negli ultimi tre mesi, ossia da quando gli è stato affidato lo IOR (Istituto Occultatori di Refurtiva), ha gestito un traffico di denaro pari al PIL dell'Inghirlanda. La tariffa è quella standard: 25% per il "lavaggio", di cui il 18% alla banda e il 7% a lui per la mediazione.

- Zio Mommo: “Saponé, ce sarebbero 'na decina de mijoni da centrifugà. L'amico c'ha un conto in Lussemburgo, je li potemo mette llì?”
- Saponetta: “Ahó, certo che sei capoccione assai! Come te lo devo di'?! L'Europa oramai è bruciata, pe' 'ste cose se dovemo move all'estero.”
- Zio Mommo: “Allora che deve da fare?”
- Saponetta: “Dije da aprisse un conto in Andokazzostan, noi je li depositamo in Lats lettone e lui li ritira nella moneta locale: le capre. Ar cambio attuale je ne dovrebbero venì fòri circa diciassunomila.”
- Zio Mommo: “E poi che ce deve fa' co' 'ste bestie?”
- Saponetta: “Ammazza che palle! Ve devo proprio 'nsegnà tutto. Le capre so' commodity quotate ar mercato asiatico, prima le cambi in farina de soia e poi rivendi er titolo attraverso i futures al NYBOT americano. Se poi nun te va de pijà l'aereo, li converti in zinco e piazzi i derivati al Metal Exchange de Londra. A quer punto te fai uno swap in valuta e appizzi[14] er conquibbuse sul conto in Euro.”
- Zio Mommo: “Nun c'ho capito 'na mazza!”
- Saponetta: “Vabbè, faccio tutto io sennó ce famo notte. Ricordate che me devi un favore!”

Saponetta è buono di cuore, ma è anche molto pragmatico. Il cervello dei politici gli consente di articolare l'indice durante le votazioni, qualcuno arriva anche ad arrotolare gli spaghetti da solo, ma qui stiamo parlando di alta finanza e nessuno di loro è andato oltre la tabellina del sette. Dopo aver dato un ultimo sguardo al computer Saponetta si stiracchia sulla sedia, poi si alza e si avvia verso la camera da letto, sorridendo, per addormentarsi ha deciso che conterà le capre.

[modifica] Episodio 8: L'intuizione del commissario Scalogna

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La sobria palazzina che ospita il bordello di Mafalda Zellosi.

Esiste un momento nella vita di ogni poliziotto che ricorderà per sempre. Per qualcuno è la prima pistola, per altri il primo arresto, per altri ancora la prima ferita. Il commissario Scalogna ne ha solo uno in mente: il giorno che era in servizio all'aeroporto di Ciampino ed era atterrato un aereo con tutte le concorrenti sudamericane di Miss Universo. Aveva dovuto perquisirle accuratamente una per una, perché erano sospettate di portare cocaina nascosta in alcuni ovuli infilati da qualche parte. Era una falsa pista. Non fu rinvenuto nemmeno un grammo di droga e non si seppe mai chi fece la soffiata al telefono. Tra l'altro, da una cabina appena fuori dello scalo romano. Quel ricordo era lì da anni, beandosi di una sicurezza oramai acquisita, del tutto ignaro che stava per essere spazzato via.
Vito esitò nel suonare al citofono, stava probabilmente pensando: "un commissario di polizia che frequenta un bordello...", poi si affrettò ad aggiungere "...embè?!" e la chiuse lì. Qualcuno avrebbe avuto sicuramente da ridire, ma era uno di quei periodi nei quali non desiderava una storia complicata, solo avere accanto una donna con la quale parlare e trovare complicità, un po' di calore umano... vabbè: era ingrifato come un muflone del Caucaso rinchiuso allo zoo di Boston, voleva quindi trombare abbestia.

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Sloblinka, Marija e Čalěvska: principale causa d'infarto nel quartiere.

Fortunatamente da Claudia era accettata la convenzione Blue Friends, che riconosceva agli agenti di pubblica sicurezza uno sconto del 20% sulle prestazioni normali, il 10% sul sadomaso e addirittura il 30% sulle ammucchiate. Quella settimana era in vigore anche l'offerta 3x2, solitamente non cumulabile con le altre promozioni, che gli fu comunque applicata. Difficile resistere a tanta generosità, soprattutto se le tre in questione sono Sloblinka, Marija e Čalěvska, chiamate nell'ambiente "Il trittico delle delizie". Esiste chi afferma, dopo essere stato due ore nelle loro mani, di aver incontrato la Madonna di Medjugorje e di averci parlato di meccanica quantistica in serbo. Tra essi: un assiduo frequentatore pelato, laureato in fuorigioco, con grosse difficoltà a parlare perfino l'itagliano.
Alla fine del terzo round Scalogna si era concesso una sigaretta, farlo prima sarebbe stato imprudente, o comunque sconsigliato dal suo cardiologo. Dalla parete gli giunse chiara la voce di Claudia, la titolare, che stava parlando con qualcuno.

- Claudia: “Come sarebbe che me ami e che devo scopà solo co' tte?! Quanno m'hai conosciuta lo sapevi che mestiere facevo!”
- Sconosciuto: “C'hai ragione, t'avevo promesso de nun facce caso. Però certe cose è difficile digerille!”
- Claudia: “Te la sei presa pe' quella vorta che ho fatto er senduicce coi du' politici? Quello gobbo e quello nano, pe' capisse.”
- Sconosciuto: “Ma te pare?! C'è pure servito pe' faje le foto pe' ricattalli! No, nun è questo...”
- Claudia: “Allora è quanno me so' vestita da pecora e l'ho fatto co' tutta la giunta del Comune de Sassari?!”
- Sconosciuto: “No, macché! Quello era un favore pe' Zio Mommo, so' giochi innocenti.”
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"Sotto c'è qualcosa di grosso, me lo sento!"

- Claudia: “Ho capito! È quanno ho fatto er mucchio co' la Nazionale di calcio della Zingaria!”
- Sconosciuto: “No, figurate! Ai zingari j'avemo affidato er controllo della zona Est, so' amici nostri.”
- Claudia: “Ma allora, che è che t'ha dato fastidio?!”
- Sconosciuto: “Te ricordi quanno t'è rimasto sotto er vescovo de Macerata? Quello che pippava forte e noi ce semo occupati de fallo sembrà un incidente?”
- Claudia: “Sì, 'mbè?!”
- Sconosciuto: “M'hai detto che te sei accorta che era cadavere perché hai sentito che era diventato freddo!”
- Claudia: “Ancora nun te seguo...”
- Sconosciuto: “A me 'sta cosa m'ha fatto leggermente senso, soprattutto perché me l'hai detto mentre te stavo a leccà la passera.”

Lo sconosciuto era Angelo "Finezza" Gabinasco. Scalogna non lo riconosce, ma il suo infallibile fiuto da segugio gli suggerisce che è stato commesso qualche reato. Forse è solo un'intuizione, ma ne parla il giorno dopo in ufficio. "Dobbiamo tener d'occhio quel bordello!"

[modifica] Episodio 9: La cresta sulle offerte

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"Ahó, mancano un fottìo de sòrdi! Qualcuno ce sta a fregà!"

Tenaja continuava a guardare quei numeri, non riusciva davvero crederci. Chi poteva essere tanto stupido da fare una cazzata del genere?!

- Tenaja: “Saponé, ma sei sicuro? C'hai 'na certa età, nun è che te stai a rincojonì?”
- Saponetta: “Guarda che se cerchi un vaffanculo oggi ce l'ho in offerta speciale!”
- Tenaja: “Ma almeno riuscimo a capì andó sta l'ammanco?!”
- Saponetta: “La zona è quella de Casal Palocco. Lì c'avemo Santa Melania, San Timoteo e quello de Sezze che nun me ricordo come se chiama!”
- Tenaja: “La chiesa de San Carlo?!”
- Saponetta: “Sì bravo, quella llì.”
- Tenaja: “È zona de Lumachella, ce vado a parlà!”
- Saponetta: “Tenà, vacce leggero. Dopo l'ultima chiacchierata che te sei fatto, nella tomba de Sant'Apollinare nun c'entra più manco 'na scatola de cerini. Se ce la fanno riaprì dovemo spostà tutto 'n'antra volta.Figurina di Pizzaballa nella tomba di De Pedis.jpg

Filippo Vandalini, detto "Lumachella" perché la madre è francese e le cucina spesso, si occupa della raccolta delle offerte in quella zona. Prima stava all'Infernetto, ma in quel posto non si sentiva a suo agio per ovvi motivi. La cosa era strana parecchio, quel tipo aveva sempre rigato dritto. Era pure uscito pulito dall'indagine su un prete amico suo, uno che approfittava sessualmente dei boy scout, roba successa in Francia diversi anni prima, dalle parti di Lione. Lumachella vede arrivare Tenaja in compagnia di Verano, sa bene che può significare solo una cosa: qualcuno sta per rimetterci le facoltà motorie, se va bene, oppure avrà presto un'intossicazione letale da metalli pesanti.

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"MADDECHEAHO?! NELLA BUSTA C'ERANO 5 PIPPI![15]"

- Tenaja: “Ciao Lumachè, sei contento che te semo venuti a trovà?!”
- Lumachella: “Bella regà! Che ce fate da 'ste parti?”
- Tenaja: “Semo venuti perché ce devi svelà er mistero de certi numeri.”
- Lumachella: “Che numeri?! Er banco der Lotto mica lo gestisco io!”
- Verano: “Nun fa' er vago che ho lasciato la pazienza a casa de mi' madre.”
- Lumachella: “Ahó, state a parlà cinese, mica ve capisco!”
- Verano: “La busta delle offerte è arrivata troppo leggera, dentro c'erano meno de due pippi.”
- Lumachella: “E 'sta cosa come se spiega se quanno è partita ce ne stavano più de cinque?!”
- Tenaja: “Questo ce lo devi spiegà te, sinnó che semo venuti a fa'?!”
- Lumachella: “Me possino cecamme se ve dico 'na cazzata! Io la busta l'ho data a Fantino, c'avevo la febbre alta e nun potevo venì de persona.”
- Tenaja: “Allora lo vedi che sei un cojone?! Secondo te perché lo chiamano "Fantino"? Quello c'ha preso casa a Capannelle, se giocherebbe pure er bianco dell'occhi se potesse.”
- Lumachella: “Porca zozza! Pensavo che fosse pe' via der fisico da sollevatore de questioni.”
- Verano: “Lumachè, c'hai tempo fino a domani sera pe' recuperà, altrimenti è mejo che nun te trovo.”
- Lumachella: “Tranquilli, la risolvo!”

Mentre i due si allontanano, Lumachella sente un brivido freddo correre lungo la schiena. Probabilmente sarà la febbre che torna a farsi sentire, ma la sua mano corre istintivamente al rosario e sente nell'aria uno strano odore di crisantemi.

[modifica] Episodio 10: Dio perdona... noi no!

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"No, oggi a Capannelle nun s'è visto!
Se te interessa c'ho 'na dritta sicura su 'sto purosangue. Lo danno a settemila ma fidate, te faccio pijà li sòrdi a carriolate!"

La caccia a Mauro Tagliabrodo, detto Fantino, era cominciata molto presto. Lumachella aveva sguinzagliato i suoi uomini ovunque: la zona Est era coperta da Carestia, Buzzichetto e Favamoscia; a Sud erano andati Er Chirurgo, Pennarello e due ragazzotti appartenenti alla bassa manovalanza; della zona Ovest se ne occupava Sonaglietto, che aveva portato con sé Lombata, Er Marchiciano e Tartufo; a Nord si era recato solo Scucchione, il territorio era controllato dal parroco di Santa Barbara, un certo Crostatina, che si era offerto di fornire in appoggio due dei suoi, un energumeno chiamato Bisarca e Danilo Er Casertano, due professionisti delle confessioni estorte a cinghiate. Fantino aveva scelto proprio la zona Nord per nascondersi, d'altra parte era anche logico: era la più lontana dall'ippodromo delle Capannelle, il primo posto dove lo avrebbero cercato. Purtroppo era logico anche per gli inseguitori.
Dopo aver parlato con due informatori, confessato qualche mignotta e rotto una dozzina di costole, il nascondiglio del fuggitivo viene fuori. L'elemento sorpresa in questi casi è fondamentale. È come quando sei appostato fuori casa tua e il garzone del fornaio ci mette più di tre minuti ad uscire, perdere tempo a cercare la chiave giusta potrebbe essere fatale e quindi: sfondi la porta, la cassa toracica dell'infame e la testa della troia. Subito dopo inizi a chiederti: "Dove minchia teneva la roba per pulire?!".
Bisarca attraversa la porta come farebbe Hulk con una parete di cartongesso, per poi restare paralizzato dalla scena che gli si para davanti.

Cavallo seduto su un uomo.jpg

:- Fantino: “E voi chi cazzo siete?!”
- Scucchione: “Fantì, ma nun te fai schifo da solo?!”

- Er Casertano: “Anvedi 'sto lurido!”
- Fantino: “State facendo un errore, non è come sembra!”
- Scucchione: “Fantì, qua se c'è uno che ha fatto un errore sei te!”
- Fantino: “Ma che siete gente mandata da Lumachella?!”
- Scucchione: “No, macché! Semo Testimoni di Geova che se so' stufati della gente che nun ce fa entrà, allora da oggi buttamo giù le porte.”
- Fantino: “Ah, meno male! Per un attimo mi ero preoccupato.”
- Er Casertano: “Oltre che depravato è pure deficiente!”
- Bisarca: “Ahó, che ne pensate se j'ammollo du cazzotti sulla capoccia? Così vedemo se je riparte er cervello!”
- Scucchione: “Bono Bisà!... Fantì, c'hai tre secondi pe' fa comparì li sòrdi, altrimenti Bisarca te monta le ossa a neve!”
- Fantino: “I soldi li ho investiti in questo cavallo, ma datemi una settimana e ve li raddoppio!”
- Scucchione: “Queste so' decisioni che nun ce riguardano, aspetta un attimo...”
- Scucchione: “Ciao Lumachè, avemo trovato l'infame. Dice che te raddoppia la cifra se je damo 'na settimana... boh, dice che ha 'nvestito su 'n cavallo... ah, occhei! Je stavo pe' sparà, ho fatto bene a telefonatte. Ciao!”
- Fantino: “Hai visto che non mi devi sparare?! Che a detto Lumachella?”
- Scucchione: “Che te devo scuoià, cosparge de benzina e datte fòco mentre ancora sei vivo!”

La serata continua in un luogo appartato dietro al Gasometro e vi partecipano tutti gli uomini coinvolti nella missione. Fantino resta giusto il tempo di ardere, il cavallo invece si trattiene finché non è ben cotto. Si beve e si ride, era parecchio che i ragazzi non facevano una festa assieme. Lumachella appare comunque soddisfatto, dovrà mettere i soldi di tasca propria ma dopotutto: tenere alto il morale della truppa val bene qualche migliaio di euro.
Nel frattempo, dal suo attico, Tenaja chiama Finezza al telefono.

- Tenaja: “Te devo parlà, stavolta er guaio è grosso assai!”
FINE DELLA PRIMA STAGIONE

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ che Dio ce la mandi bbona, possibilmente già senza mutande
  2. ^ farsi beccare: essere colti sul fatto, cor sorcio in bocca
  3. ^ levare: depennare dall'elenco "viventi"
  4. ^ incriccare: incrinare seriamente a sprangate
  5. ^ cagare fuori dal vasetto: espandere le proprie mire al di fuori dei confini stabiliti
  6. ^ 2 scudi=10.000 lire (o 10 euro) secondo il sistema monetario romanesco
  7. ^ da poco sulla strada
  8. ^ nel gergo della mala: far sparire in via definitiva, seppellire
  9. ^ una fracca: quantità notevole, svariati assai
  10. ^ nascondiamo
  11. ^ andare a fagiolo, a genio
  12. ^ Svalvolare: uscire di testa, dalla grazia di Dio
  13. ^ Anche se tecnicamente Sailor Moon sarebbe... vabbè, niente!
  14. ^ Appizzare: appoggiare, puntare, mettere
  15. ^ 1 pippo= 1.000 euro (ma anche 1 milione di lire) secondo il sistema monetario romanesco

[modifica] Voci correlate

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