Questioni di cuore

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Se non ti frega nulla, continua pure a leggere, ma ricorda che per me sarai sempre uno zozzone.
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Tipica lettrice di Questioni di cuore

Questioni di Cuore è una rubrica presente su un giornalino parrocchiale della Svervegia (appunto, La Repubblica). Nel porno-inserto del venerdì tra le varie pagine che trattano dei temi più interessanti, dalle auto a benzina alla cannabis fino ai conigli ricchioni della Nuova Papua Guinea. In mezzo a queste pagine troviamo la nostra rubrica per eccellenza: Questioni di Cuore detta più semplicemente QdC.


[modifica] La curatrice della rubrica

QdC è gestito da una zitella maniaca che non sa nulla d'amore e che risponde alle lettere (Che peraltro sono inventate e scritte dalla sua segretaria, che dopo un anno con questa pazza ha dovuto inventarsi lettere a limite del credibile). Prima di un esaurimento nervoso ha fatto scrivere al proprio cane la lettera aiutata da una bottiglia di assenzio e da alcuni esperti d'amour conosciuti come Pietro Taricone e Rocco Siffredi. Questa zitellaccia, la cui età è inferiore solo a quella di Rita Levi Montalcini e Matusalemme messi insieme, risponde, se chiamata al nome di merda, ed è consociuta all'anagrafe come Natalia Aspesi(Naty dal suo unico amico, l'omino sentenzioso).

[modifica] La Rubrica

La Rubrica è una delle più seguite in Svervegia e nell'Isola di Pasqua. Le lettere giornaliere inviate alla rubrica sono circa un milione e duecentomila. La Aspesi rispondeva ubriaca alle lettere, sparando sempre le solite quattro cagate con citazioni scontate quanto su Wikipedia. ma il continuo arrivo di lettere ha insospettito gli studiosi di telenovelas e gli appassionati di Beautyful. Così studiarono la rubrica e cercarono la soluzione dell'enigma tra le seguenti persone:

  • Nessuno, tra le persone normali, sarebbe così stupido da mandare una lettera a una che dice stronzate.
  • Un metallaro, se sa scrivere, come unico problema ha che birra scegliere
  • Un punk, se sa scrivere, non ha tempo da perdere.
  • Uno skinhead: ma stiamo scherzando?
  • Il maggiordomo: troppo banale.
  • La Signora White col Candeliere nella sala da pranzo: quella vecchiaccia
  • Gli Emo: ultima ipotesi, scartata.
  • I truzzi: nonostante quello che si apprende qui, ovvero che i truzzi sono intellettuali, si dubita che uno di essi possa avere una storia seria, ergo non scriverebbe a QdC.

Al termine di questa immagine due persone sono rimaste: tu e La Signora in Giallo. Ma tu hai fatto capire con un rutto di non essere stato e Jessica Fletcher ha risolto l'enigma: la colpa era della segretaria (si non guardatemi con quell'aria attonita ora). Ma perché una segretaria dovrebbe scrivere lettere alla sua datrice per una rubrica squallidissima? La risposta potrebbe essere che per una convergenza pisonica ella si è ritrovata lesbica e innamorata della sua datrice di lavoro e quindi per descrivere la sua frustrazione ha iniziato a scrivere lettere alla Aspesi. No, la verità era che la segretaria aveva tempo da perdere.

[modifica] Analisi di una lettera

Analizziamo quindi una delle lettere della Aspesi scritta dalla sua segretaria. Tutto ciò che leggerete NON potrà essere usato contro di me. Questa lettere è stata presa dal periodo in cui la Aspesi stava iniziando a intuire chge forse le lettere erano una presa per il culo:

Sono un docente universitario(la segretaria cerca un'apertura standard con una persona normale per mostrare che la sua integrità mentale non è del tutto peduta), tre anni fa fui lasciato dalla mia donna che ha avuto come conseguenza il ricovero in una clinica per problemi nervosi(piccola sbandata, ma ancora accettabile). Per risollevarmi ho scritto un libro, ma neppure quel piccolo successo è bastato a ricomporre i frantumi del mio spirito. Per uscire dal baratro ho ripreso la vita accademica e ho accettato di partecipare a un convegno di studi in Ungheria, stringo amicizia con una collega, una semiologa ungherese, una ragazza bella, intelligente, colta e simpatica. In seguito lei viene in italia e la presento con orgoglio a parenti, amici e colleghi, ho fama di intenditore di bellezza e suscito una certa invidia perché ho sempre avuto donne molto belle. Credo quindi per invidia, due miei amici mi segnalano di aver visto la mia fidanzata in edicola, ritratta sulla copertina di una videocassetta porno;Siccome gli amici continuavano a darsi di gomito e fare risatine, sono andato in edicola a controllare di persona: È vero che era esposta una videocassetta per adulti che in copertina ritraeva un'attrice con lo stesso nome della mia fidanzata e che a lei assomiglia molto, ma è proprio questa la prova che non può trattarsi della stessa persona, secondo lei una che decide di girare un film porno mantiene il proprio vero nome oppure sceglie un nome d'arte? Catullo-Roma

Premesso che penso che la storia sia inventata, per chiarezza la informo che la masima pornostar di culto, Moana Pozzi, si chiamava proprio così anche all'anagrafe, o meglio Anna Moana Rosa Pozzi. Era una donna intelligente, che aveva studiato, simpatica, segretamente sposata: è morta a 33 anni diventando un'icona della femminilità. Ricorderà certo che la famosa Cicciolina entrò in Parlmaneto come deputato radicale e in piena attività professionale divenne moglie del celebre artista americano Jeff Koons, che la immortalò in numerose statue esposte alla biennale veneziana. Lei e i suoi amici avete quindi argomenti su cui discutere e divertirvi. Spero che la sua ingenuità sia fasulla come credo questa lettera: perché è ovvio che se mai a qualcno capitasse questo simpatico diversivo, prima lo chiederebbe alla collega se davvero passa il tempo tra semiologia e pornografia (veda i film anni 70 con Edwige Fenech, tipo l'insegnante o Dottoressa del Distretto Militare), poi correrebbe a comprare la videocassetta per approfondire le virtù della ragazza, terzo non scriverebbe a me, ma farebbe morire di invidia i suoi amici con le prove inconfutabili di quale tesoro erotico le è capitato

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