Provincia di Catania

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Per Provincia di Catania si intende un vasto territorio che inizia appena fuori dall'omonimo comune, per estendersi fino a dove termina l'orizzonte.

Essa è caratterizzata da ogni tipo di ambiente: campagne, città, valli, vulcani, deserti, ghiacciai e persino campi di fragole compresse. In pratica ce n'è per tutti i gusti, tranne che per i celiaci, in quanto è una provincia ricca di glutine.

[modifica] Storia

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Uno dei tanti eventi storici avvenuti nella Provincia di Catania di cui non parleremo.

Le prime occupazioni del territorio, secondo i ritrovamenti archeologici, risalgono agli atlantidei che fondarono qui un paio di loro colonie, in particolare presso il contado di Caltagirone. In epoca preistorica vi nacquero numerose culture avanzatissime che a paragone gli egizi vivevano ancora nelle grotte. Il loro sistema sociale, comune a tutte, si basava su una condivisione del sapere che giungeva in ogni estremità del territorio in tempo reale. La loro esistenza cessò di esistere a causa di un virus telematico trasmesso da ogni singola persona a tutti i suoi contatti su Facebook. L'area, trovata semideserta, venne occupata dai greci che vi fondarono anch'essi delle colonie. In quest'epoca vi furono alcuni cataclismi, come le eruzioni dell'Etna, alcuni terremoti e la 42° stagione del Grande Fratello; furono anche combattute parecchie guerre tra gli antichi abitanti del territorio, detti Siculi dal nome dell'Isola in cui si trovavano, e i coloni greci; furono altresì modificati i confini del territorio in più occasioni mediante importanti trattati e matrimoni di convenienza... Tuttavia di tutti questi interessanti spunti storici non vi parleremo affatto, perche habiamo stiudatto ha CEPU.
In epoca romana la Provincia diventa Colonia - allora è un vizio! - e si uniforma all'Impero; dal Medioevo in poi nulla di realmente saliente, fino all'Unità d'Italia con la conquista garibaldina e la costituzione ufficiale della Provincia, confermata dalla Costituzione. Nella forma prevista dallo stato italiano la Provincia perdette parecchie estensioni territoriali, tra cui la Dalmazia e la Cecenia.

[modifica] Ambiente naturale

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I confini naturali della provincia di Catania ad est; ad ovest comprende invece tutto il resto del mondo.

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La fascia montana della Provincia di Catania, con la localizzazione dell'"Orso Etneo".

L'aspetto del territorio della Provincia di Catania, dicevamo, è piuttosto vario e articolato. A nord si erge maestoso l'Etna, vulcano attivo usato come pista da scii ad ostacoli (molto apprezzato lo slalom tra gli zampilli lavici); al di là di esso i monti Nebrodi, celebri per il famoso suino nero, un maiale che viene fatto abbronzare al sole; a est si estende il golfo del Mar ionio, caratterizzato da ogni tipo di costa, dalla spiaggia di sabbia alla scogliera di roccie vulcaniche, dai ciottoli di fiume ai fiordi, fino alla costa crociera e alla costa assai; a sud comprende la Piana, i monti Iblei, i monti Erei e i monti Pigmei; a ovest invece comprende tutto il resto del mondo.

[modifica] Orografia

Caratterizzato da un ambiente vario ed esteso, l'ambiente orografico[1] si può dividere in un'area prettamente collinare, un'area montagnosa ed infine un'area di tutto il resto. L'ambiente collinare è quello che ha subito maggiormente l'opera dell'uomo, in particolare per l'agricoltura, il pascolo, la costruzione di città o, più semplicemente, per le stragi di mafia. Il paesaggio montano invece - vuoi per la "sacralità della Montagna", vuoi per il carattere impervio del terreno, vuoi perché motivo non ce n'era - non ha subito modifiche di rilievo. Per tutto il resto c'è mastercard.

[modifica] Idrografia

Il carattere idrografico del territorio della Provincia di Catania è caratterizzato da fiumi, laghi, mari e piscine. Ogni tanto anche di gebbie[2]. Il fiume più importante è il Simeto, noto per aver partecipato a parecchi quiz a premi e non averne vinto nemmeno uno, la cui attività preferita è riposare nel suo letto, il letto del fiume si intende. Esso sfocia sul Mar Ionio, le cui acque hanno causato l'umidificazione della costa e talvolta l'hanno persino bagnata.

[modifica] Flora e Fauna

Il territorio provinciale di Catania presenta numerose specie di piante, costituenti la celebre Macchia Mediterranea, tanto apprezzata che spesso chi abita in provincia si dà appunto "alla macchia". Tra gli arbusti più noti il castagno (il cui più antico è il Castagno dei Cento Cavalli, mentre il più burocratico è il Castagno dei Cento Cavilli), il leccio, la betulla, il faggio e il faggiolino; tra gli alberi da frutto i meli, i peri e i fichi.
La flora della provincia è altresì l'habitat ideale per una gran varietà di animali, tra cui numerosi volatili, diversi tipi di pesci e tra i mammiferi i più comuni sono gli elefanti, specie nel capoluogo, dove sono venerati nella pubblica piazza. Altre specie di animali, fortunatamente a rischio di estinzione, sono i Mammoriani, esseri a metà strada tra un gorilla e uno scarabeo stercorario senza lo scarabeo.

[modifica] Ambiente Antropico

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Ipotesi ricostruttiva dei primi abitanti del luogo.

La presenza dell'Uomo si nota nelle coltivazioni, negli allevamenti, nelle discoteche all'aperto che caratterizzano il paesaggio, ma soprattutto negli ambienti urbani. La Provincia di Catania è caratterizzata infatti da numerosi ambienti urbanizzati, costituenti per lo più la periferia di Catania. Collegati tra loro con un fitto reticolo viario che, visto dal satellite, crea il disegno della Natura Morta di Caravaggio. Molti di questi ambienti hanno acquisito il titolo di comune - non è ancora chiaro in quale circostanza - nonostante abbiano ancora una vocazione fortemente rurale. In pratica ancora vi abitano i Ciclopi, per come li descriveva il buon Omero nella sua Odissea:

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«Sono superbi e senza legge, fidando negli dei immortali non piantano né arano mai, non conoscono assemblee né consigli, comandano alle mogli e ai figli, non si curano gli uni degli altri»
(Odissea, Canto IX, 105 – 115[3])


[modifica] Elenco dei Comuni nella Provincia di Catania

Ecco in sintesi i comuni che costituiscono, dopo la sua creazione, la Provincia di Catania, ordinati secondo un preciso criterio logico-geografico ben ponderato.

[modifica] Comuni prossimi al capoluogo

La vicinanza con Catania ha reso queste località dei veri e propri "quartieri-satellite" del capoluogo, sfruttati per lo più come località di villeggiatura atti a prendere refrigerio durante le calure estive che paralizzano la città. In alcuni casi fanno anche da ponte con l'area montana, disturbando non poco l'accesso alla cima dell'Etna in quanto sorgono lungo le principali vie di comunicazione rendendo ardua qualsiasi impresa di escursione in tal direzione.

[modifica] Città di Castello

Città di Castello[4] è nota per la stupidità dei suoi fondatori. Essa infatti conserva appollaiato su uno scoglio un castello medioevale che il mare si sta mangiando pezzo dopo pezzo. Che geni.
A breve distanza sorge invece Acitrezza, borgo di pescatori jellati: qui infatti si svolgono le vicende dei Malavoglia di Giovanni Verga in cui muoiono tutti soli e poveracci.

[modifica] Grave, ma non troppo

Questo abitato è celebre anche per un avvenimento di cronaca nera accaduto in un'altra cittadina. Deve il nome[5] alla fondatrice del borgo, probabilmente la stessa Anastacia ritenuta altrove morta. Ammalatasi, inizialmente la si riteneva in gravi condizioni fisiche, finché i medici garantirono che non era proprio grave grave, ma con un buon margine di miglioramento.
Concludiamo ricordando che il ruolo di questo abitato è di rendere perennemente impossibile l'accesso da Catania all'Etna da questo versante, a causa delle stradine eternamente intasate dal traffico.

[modifica] Omino Bianco

Noto anche col nome di Mr. Bianco[6], questo piccolo borgo subì anch'esso la devastazione di cui prima e di cui non parleremo. I Mr. Bianchesi, il cui villaggio venne totalmente distrutto, trovarono rifugio presso la periferia di Catania, dove rimasero e i cui discendenti sono proprio quei Mammoriani che infestano la città. Per cercare di sfrattarli il comune creò un nuovo paesino dove potessero rifugiarsi, nei pressi dell'antico abitato, ma i Mr. Bianchesi non vollero andarci. Furono costruite chiese per le loro anime, ma essi continuarono a non spostarsi. Furono erette scuole e biblioteche per la loro istruzione, ma essi declinarono qualsiasi offerta. Finché non venne inaugurato il primo polo commerciale: la zona periferica al nuovo villaggio venne invasa dagli antichi abitanti del luogo, attratti dai saldi e dall'ex Città Mercato - oggi Auchan - che insieme al McDonald's costituirono una grande attrattiva per i Mr. Bianchesi.

[modifica] È Morta Santa Anastacia

Un tempo, nei territori a est di Catania, esisteva un villaggio molto amato dalla celebre cantante Anastacia e chiamata affettuosamente Santa dalla popolazione indigena. Poi però si diffuse la notizia che la cantante si era spenta e i cittadini, per onorarla, battezzarono il villaggio con il suo nome attuale: Morta Santa Anastacia[7].
In seguito si scoprì che era solo un bluff e che la cantante aveva solo avuto un colpo di tosse, ma ormai il villaggio aveva un nuovo nome ed era tardi per cambiarlo. Ogni anno viene rievocato l'accaduto con una rappresentazione in costume, nei pressi dell'antica torre medioevale, per lo scampato pericolo e per l'affetto che i Mortini provano nei confronti di Anastacia.

[modifica] La Punta

Paesino di passaggio, come specificato dal nome stesso[8], in quanto all'ora di Punta non è più percorribile. La sua economia si basa essenzialmente sulla trasmissione dei film in seconda visione (con appena un mese di ritardo rispetto agli altri cinema nazionali) nel celebre Cinecentrale, le cui basse tariffe sfiorano lo stipendio di un anno dei bambini che cuciono i palloni in Corea (cioè non supera i 2 ), giustificate forse dal fatto che tale struttura sia totalmente priva degli altri confort che caratterizzano i cinema italiani: Dolby Surround, schermo a 3D, Multisala, Proiettore Olografico, Poltrone Vibromassaggianti e Hostess seminude.

[modifica] Caselloville

Altro paese utile solo per intasare il traffico in direzione per l'Etna, questo villaggio[9] sorse intorno al casello autostradale della A-18, inizialmente per offrire ristoro ai casellanti, poi agli automobilisti, in seguito divenne un paesino che gode di una sua autonomia. Le cose che lo rendono più celebre sono il perenne traffico, i sensi obbligatori a casaccio, la pericolosità dell'accesso alla tangenziale e infine la gran quantità di grotte ivi presenti che rendono ancora più pericolosa l'autostrada in questo tratto, perennemente a rischio di crollo.

[modifica] San Pettru Cca' lenza

Tanto tempo fa, all'epoca degli apostoli, il pescatore di anime San Pietro giunse nella Sicilia dell'epoca degli apostoli e, in cammino verso l'Etna, sostò nei pressi di un laghetto su cui si diceva si pescava da Dio. L'apostolo, con gli attrezzi del mestiere, si appostò sulla riva del laghetto e attese per anni vi abboccasse qualcosa. Da qui il nome di questa località: San Pietro con la lenza[10]. Tuttavia nessun pesce abboccò mai, così, infuriatosi, l'apostolo decise di darsi alla pastorizia. La storia insegna che non si può fare affidamento alle leggende metropolitane. In seguito, per ricordare l'avvenimento, il nome del santo venne messo al pesce più sfuggevole di tutti, il famoso Pesce San Pietro, proprio per ribadire l'incapacità del povero apostolo nel catturare pesci.

[modifica] Sant'Agata di Battiato

Da questa ridente località[11] proviene la famiglia di Franco Battiato, da cui il nome. Sant'Agata non c'entra nulla, ma ci piaceva tirarla fuori ogni tanto, giusto per non dimenticarla.

[modifica] Tre Lavori

Questo sperduto villaggio è considerato il luogo col più basso tasso di occupazione al mondo: difatti il nome lo si deve proprio al fatto che esistano in paese solamente tre persone che lavorano - da cui il nome, Tre Lavori[12] - mentre tutti gli altri stanno a guardare.

[modifica] Comuni che sono bagnati dal mare o quasi

Paesi orbitanti tra due nuclei principali - Jaci e Giara - e anch'essi località di villeggiatura, nonché paesi di forte intralcio per il libero trasporto verso la città di Messina. Sono caratterizzati dal fatto che si affacciano sul mare, dalla presenza di numerosi porti e qui e là da qualche sparuta sirena che si affaccia sugli scogli.

[modifica] Aci Bonaccorti

Aci Bonaccorti[13] è un villaggio nato nel XVII secolo, deve il suo nome ad Enrica Bonaccorti che lo fondò in collaborazione con l'Automobil Club Italia, da cui il nome "Aci Bonaccorti".
Nel 1991 si verificò nel piccolo centro la famosa Disfida, nota come Truffa di Non è la Rai, celebrata tradizionalmente ogni 25 dicembre.

[modifica] Catena

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Il protettore sia di Catena che di Aci Sant'Antonio

Le origini del nome di tale comune[14] rimangono oggi un mistero: c'è chi sostiene che la Catena cui ci si riferisce sia quella da mettere alle ruote quando c'è troppa neve, chi ci vede la sorella di Fiorello, chi quella della bicicletta... Un tempo, prima di chiamarsi così, il paese si chiamava Scarpe, evidentemente l'ultima ipotesi è quella più realistica: dapprima si camminava a piedi e si consumavano le scarpe, in seguito ci si spostava in bicicletta e si iniziarono a consumare le catene.

[modifica] Jaci

Jaci[15] (pronuncia fonetica /*Gghiaci/) è il sobborgo più grosso di Catania, tanto grande da volersi ritenere "Città"... Fondato nel XIV secolo col nome L'Aquila e affacciato su un terrazzo lavico di notevoli dimensioni, detto La Pimpa, il comune è noto per gli impianti termali, per il carnevale, per il barocco, per la granita, ma soprattutto per la gran quantità di gnocca.

[modifica] Aci Sant'Antonio

Città d'origine delle celebri catene, un tempo formava un unico comune con Catena. Una volta che i due comuni si separarono i santantonioni si sentirono soli, così decisero di gemellarsi con l'Automobil Club D'Italia, come fece a suo tempo la Bonaccorti.

[modifica] Abbìanu dâ calata

Abbìanu dâ calata (Lo hanno buttato dalla discesa), detto anche dâ Calata abbìanu[16], è il nome di un paesino sorto in una vallata con i resti di un castello che si trovava sul monte che la domina. Per costruire l'attuale abitato quello vecchio fu gettato dall'alto della rupe e da qui il nome. La calata cui si fa rifermento è tutt'ora usato dai cittadini per ricordare l'evento: costoro infatti ridiscendono ogni anno la via che unisce i ruderi del castello al villaggio a gran velocità, con un simulacro del Patrono Filippo caricato a spalla, come evidente necessità di un miracolo per rimanere in vita.

[modifica] Castiglione di Sicilia

Località di origine medioevale, mantiene ancora il suo antico aspetto. Tutto è come allora: le vie, le piazze, gli abiti, la moneta corrente. Nota per alcuni interessanti ruderi Bizantino-musulmana - tra cui la Cuba, espressione femminile del Cubo - conserva, tra le altre cose, il primo parrucchino di Pippo Baudo, sinonimo dell'antichità del paese.

[modifica] Fiumefreddo Cuorecaldo

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La residenza di don Corleone a Fiumefreddo.

La grande fantasia di coloro che danno i nomi alle città trova in questo paesino il suo apice! Fiumefreddo[17] infatti è detto così perché sorge all'estuario del freddo fiume Fiumefreddo, attorno a cui - inutile dirlo - sorge l' Oasi Naturalistica del freddo fiume Fiumefreddo di Fiumefreddo. Per la gioia degli amanti degli scioglilingue.
Il paese è inoltre famoso perché residenza di don Michael Corleone, che vi abita nel Castello degli Schiavi, rappresentato qui a lato.

[modifica] Giara

Giarre è la città natìa della mia ragazza. Sotto il fascismo era chiamata Ionia, come il caffè da cui prese il nome. Città piena di cultura e tradizione, è stata recentemente eletta Cavallo dell'Anno 1995. Gli abitanti di questa meravigliosa perla del sud sono dotati di grande spirito di imprenditoria, infatti le imprese si sprecano. Affacciata placidamente sul golfo l'importanza di tale cittadina sta proprio nel fatto che vi risieda la mia ragazza. Punto.

[modifica] Masculi

Le informazioni provenienti da questa ridente cittadina[18] non sono state pervenute, probabilmente per un guasto al telegrafo del villaggio o, in alternativa, i paesani sono morti tutti. Di vecchiaia.

[modifica] Riposto, con cura

Un tempo, insieme a Giarre, formava l'abitato di Ionia, dove nacque Franco Battiato. Ora vai a capire in quale dei due comuni corrisponda. Quelli che stavano a mare si sentirono offesi dal fatto che quelli che stavano in collina buttassero i loro scarichi inquinanti verso il basso e, offesi, chiesero l'autonomia. Tuttavia gli abitanti di Giarre non vedevano la cosa di buon occhio e rubarono in gran segreto l'atto di indipendenza del nuovo abitato. Scoperto il furto coloro che abitavano vicino al mare ripresero l'atto di indipendenza e lo conservarono nel municipio. Da allora l'abitato fu chiamato, appunto, Riposto.
Una curiosità. Riposto è anche noto per essere l'unico comune nella Provincia ad avere una pista ciclabile. Poco importa poi che passi in mezzo ad una tangenziale, che sia attraversata da binari senza barre o che sia usata in prevalenza da automobilisti che vogliano fare il percorso in contromano.

[modifica] Santa Venerina

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Attrattive turistiche in Santa Venerina.

Santa Venerina, un villaggio di appena 153 abitanti in tutto e collocata tra l'Etna e il Mar Ionio, non è una città. E nemmeno un villaggio. Si tratta di un insieme di infiniti agglomerati che puntellano le campagne, ognuno con la sua chiesa, la sua piazza, il suo campetto sportivo, il suo anfiteatro estivo, il suo ufficio postale, il suo anagrafe e il suo municipio. La gran quantità di borgate che si autoproclamano città si deve alla produzione tipica del posto: il liquore. Ci sono più distillerie a Santa Venerina che molecole nell'Universo, in pratica la sola Santa Venerina riesce da sola a coprire circa il 576% del fabbisogno globale di liquori.

Anche il nome del paese fu posto sotto i fumi dell'alcool. Al momento della formalizzazione infatti si scelse tra i nomi delle migliaia di contrade che lo costituiscono (tra cui Dagala del Re, Bongiardo, Sacro Cuore, Cosentini, Linera, Maria Vergine, Badia, Monacella) e la selezione si fece appendendo i nomi - scritti su appositi fogliettini di carta - ad una parete e tirando una freccetta che avrebbe selezionato il nome. Dopo tre tentativi falliti (una freccetta colpì il cappello del notaio, un'altra andò a conficcarsi sulla parete di una botte di vino, un'altra la stanno ancora cercando), la freccetta colpì il calendario appeso nella parete opposta, dov'era il santo del giorno, Santa Venerina, appunto. A quel punto, scambiato il calendario per uno dei nomi candidati, partirono i festeggiamenti. Pare siano in corso tutt'ora.

[modifica] Comuni che girano intorno alla Montagna

L'Etna, montagna per eccellenza, ha da sempre attirato villeggianti estivi in cerca di frescura durante l'estate. La storia di questi paesini si può riassumere semplicemente con queste origini. Il più delle volte si tratta di villaggi eretti interamente con la pietra lavica, altrimenti si sono preferite rocce vulcaniche. La popolazione che caratterizza questi comuni ha mantenuto molto più marcatamente l'aspetto e le usanze ciclopiche. Tranne la domenica che è festivo.

[modifica] Adrano

Questa località fu un'antica gloria del corollario urbano di Catania, ma in epoche recenti venne quasi del tutto abbandonata fino a diventare una ricca comunità di pastori. L'aria che si respira è ancora quella agreste, così spesso gli uomini sembrano tanti satirelli metà uomo e metà capra, mentre le fanciulle ricordano vagamente le menadi: metà fanciulle e metà zoccole.

Monumenti, luoghi di interesse e altra roba simpatica

Il territorio di Adrano è famoso per le curiosità naturali e antropiche che lo rendono un comune fuori dal comune. In città si ammirano il castello medioevale - oggi museo, pinacoteca, sala ricevimenti e piano bar - che la leggenda vuole fosse un castello medioevale, la chiesa madre apparentemente antica e invece è stata invecchiata di proposito mettendola a bagno in una soluzione speciale, il monumento a Garibaldi che ce ne è sempre uno in ogni città. Fuori dall'abitato sono noti - dal punto di vista naturalistico - i "boschi periodici" così chiamati perché sorgono periodicamente sulle ceneri di quelli incendiati nella stagione precedente, mentre anche gli speleologi più attenti sapranno che la zona è invasa da grotte e cavità ricche di micro habitat cavernicoli che - cosa assai perniciosa - non sono state ancora ostruite, demolite o riempite di cemento, come invece hanno ben provveduto in altri comuni della provincia. Inoltre importanti siti archeologici quale il Ponte dei Saraceni, chiamato così perché spesso chiuso con un sistema di saracinesche, e la contrada Mendolito che ha restituito un intero villaggio preistorico ancora in buone condizioni, compresi il parcheggio del centro commerciale e il mercatino delle pulci. Ovviamente il villaggio è ancora abitato. Dagli stessi indigeni preistorici. Il che è piuttosto strano, se si considera che le rovine erano sepolte da due metri di terra.

[modifica] Malpasso

Detta anche La scacchiera dell'Etna, a causa della gran quantità di pedine che si credono re e regine, andando in giro a cavallo o con l'alfiere, o vivendo in torre, Malpasso[19] è una famosa località di musicisti, dove lo strumento maggiormente apprezzato e usato è senza dubbio la campana. Secondo un detto popolare essere cchiù stunatu dâ Campan'i Marpassu[20] indica appunto l'elevata qualità artistica e le doti musicali dei Malpassoti nell'adoperare tale strumento. Di recente anche Malpasso si è voluto dotare di un polo commerciale, Etnapolis, eretto sopra la bocca di un cratere avventizio dell'omonimo vulcano, ancora attivo, per avere il piacere della spesa in tutta tranquillità.

[modifica] La Casa Bianca

Dell'antico villaggetto che sorgeva nei pressi di una grande casa che[21] rimangono solo casupole desolate e residenze vuote, a seguito della prematura scomparsa di tutti i cittadini che l'abitavano. Qui infatti per generazioni i tetti vennero costruiti con gli ondulati di amianto, sostanza cancerogena che ha falciato intere generazioni di questo paesino, ormai ridotto a un villaggetto fantasma.

[modifica] Bronte

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Il Santo fondatore di Bronte, di Nonciclopedia e della Salerno-Reggio Calabria, mai compiuta per un suo capriccio.

Celeberrima ed importante città per un natale di tutto rispetto. Da qui infatti proviene il famoso San Pistacchio, fondatore supremo di Nonciclopedia. Deve il nome al celebre Ciclope Bronte, di Bronte, Sterope e Arge, trio cabarettista noto per i famosi spettacoli sull'Etna, sempre accompagnati da divertenti fuochi d'artificio. Da qui anche il nome "Nonciclopedia", dal latino "non dare da mangiare al ciclope".

[modifica] Campo sportivo

Una città di quelle che nascono intorno ad una piazza centrale, in questo caso un campo[22]. Il campo, un polisportivo da millemila spettatori, per un errore di progetto spuntò fuori in forma arrotondata, così che risultò irregolamentare e non venne più utilizzato. Così le tribune, gli spalti, il box office e la sala stampa vennero riadattati a edifici abitativi, donde il nome. Etneo era invece il nome dello stadio.

[modifica] Lingua grossa

Questo ridente paesino di montagna deve il nome[23] alle dimensioni delle lingue dei suoi abitanti, particolarmente imponenti, pare perché gli antenati dei cittadini fossero i rivoti (devoti) a Sant'Alfio, di quelli che portavano la lingua a strascicuni: cioè coloro che per devozione camminavano leccando il suolo del santuario (probabilmente un sistema escogitato dai parroci per far pulire il pavimento gratis...). Da qui poi l'evoluzione della specie ha portato ai linguaggiuti linguaglossesi.
Molto rinomata, in questo villaggio, l'ottima acqua di ruscello, divenuta celebre sicuramente perché usata per dare sollievo alle povere lingue dei rivoti.

[modifica] Piccolo male

Famosa per la produzione di fragole, si ritiene vengano da Maletto le fragole compresse che costituiscono il suolo di molti paesi del mondo. Il paese prende il nome dal monte sotto cui sorge, Monte Maletto, che a sua volta prende il nome dal paese che sorge ai suoi piedi.

[modifica] Maniaco

Piccolo villaggio satellite di Bronte, deve il nome ad un celebre condottiero bizantino[24] che la fondò, famoso per le sue manie di grandezza nonostante fosse alto poco più di un palmo. Famoso per essere eterna rivale della cittadina a cui fa riferimento, questo villaggio sembra aver ereditato le manie di grandezza dal suo fondatore.
Nel territorio di codesto paesino emerge la Ducea di Nelson, impressionante dimostrazione di come la laicità abbia soppresso antichissimi ordini sacerdotali e tradotto le antiche e sacre abazie in più pratici e lucrosi parchi di divertimento. La cosa che maggiormente lascia sbigottiti di tale ducea è che appartiene legalmente al "comune" di Bronte. In pratica è considerabile una vera e propria ambasciata dei brontesi e per questo conserva ancora l'efficiente sistema di difesa.

[modifica] Lucia Masca

Lucia Masca, nota anche come Masca Lucia, fu una fanciulla vissuta tanto tempo fa, ai tempi dei miti. La fanciulla, amata dal solito Zeus, venne tramutata dalla solita Era addirittura in un villaggio. Non contenta di ciò la moglie del padre degli dèi scatenò un'improvvisa eruzione[25] che devastò interamente il villaggio, tranne un pezzettino, una grotta, che il padre degli dèi stesso tenne a proteggere: Mompilieri, che in etrusco significa... be'... non fatemelo dire... diciamo che significa quello che è stato linkato. Per la gioia di tutti il buon Zeus diede a tutti la possibilità di... ehm... penetrarvici. Tuttavia, con l'avvento del Cattolicesimo al di sopra della... ehm... grotta vi si costruì un santuario a "preservare" il sito.

[modifica] Milo

Milo è un nome comune di persona, oltre che di personaggi di fantasia. Milo è per esempio il cane nel film The Mask, come Milo si chiama il principale protagonista del film Disney®©™ Atlantis®©™ (in culo se viene pronunciato Mailo come se si avesse un elettrostimolatore in gola... si scrive Milo e si legge Milo), Milo è pure uno dei protagonisti di Alias (qui, una sorta di parodia di Leonardo da Vinci) ed è pure presente un Milo in Second Life. Cosa c'entri con una città non si è ancora capito. Si sospetta che possa mettersi in relazione con le varie Grammichele e simili: forse Milo era il secondo nome del soldato Michele.

[modifica] Nicolosi

Chiamata anche Porta dell'Etna è una località piuttosto fredda poiché qualcuno deve averla lasciata aperta. Deve il nome alla gran quantità di persone che fanno Nicolosi di cognome e che vi abitavano un tempo. Il cognome Nicolosi è, nel versante sud dell'Etna, il secondo più diffuso, dopo Zappalà, cognome questo diffusosi per la pessima qualità delle mozzarelle prodotte.
Sorge ai piedi di un antico monastero, alle spalle dei celebri Monti Rossi[26], sul fianco di una pista di pattinaggio nonché sulle palle di chi vorrebbe salire in montagna senza dover percorrerne le strette viuzze piene di boutiques di souvenires. Da qui infatti parte la principale via per giungere in vetta al famoso vulcano, transitabile solo con l'obbligo d'acquisto.
I gadget in mostra sono i più disparati: dalla palla di neve a forma di Etna al posacenere in pietra lavica, dal televisore in magma fuso al liquore di lapillo, fino alla novità di quest'anno: immergere la persona più cara, la suocera per esempio, nel magma vivo e renderla una statua in lava solida fatta per durare in eterno!

[modifica] Palo dell'Agonia

Palo dell'Agonia[27] è un paese della piana di Catania fondato per far agonizzare i suoi residenti e chiunque casualmente vi passi. I pali dell'agonia, sono stati piazzati al centro di rotonde enormi, che come funghi son spuntati un po' ovunque nelle strade del comune. Il solo e unico lor scopo è avere al centro i pali.

L'80% degli abitanti lavora negli agrumeti raccogliendo arance, il restante 20% nei magazzini delle arance. Il prodotto tipico è l'Arancia Tarocco Gallo di Palagonia, divenuto IGP grazie alle potenti carte del Mago Otelma.

Alcuni residenti - ahiloro! - hanno il poco felice nome di "Febronia", ancora da capire se è riferito alla patrona del paese o è realmente l'ottava delle sei "cinque malattie esantematiche" (un misto tra morbillo varicella e rosolia). A questo nome sono talmente legati che chi all'anagrafe è Febronia o Febronio magicamente si trasforma in Bunuzzu, Bunedda, Bona, Bonina, Brunella, Nella o Nelly[28]. Da qui il detto:

Quote rosso1.png Sudd'è Bona è Palaunisi Quote rosso2.png

~ Se è Bona è di Palagonia

Palagonia è anche famosa per la sua vita notturna: i giovani escono il mercoledì, sabato e domenica, rigorosamente per farsi giri in auto a ritmo di musica House finché, quando la benzina è del tutto esaurita, parcheggiano all'ERG e fanno un giro alla "Bambinopoli".

[modifica] Pater Nostro

Località abitata essenzialmente da pecorai, pecore e Ignazio La Russa. Deve il suo nome[29] all'unica attività degna di nota dei suoi abitanti: la continua e imperterrita litania del Padre nostro, recitata instancabilmente per chiedere un miracolo e uscire finalmente dallo stato di discarica in cui vessa la città da secoli. O perlomeno da quando la famiglia La Russa se ne è impossessata.

[modifica] Pedata

Il ridente paese di Pedata[30] si trova direttamente nella falde dell'Etna: è ancora in uso infatti la raccolta di acqua di falda con vasi sfaldati, in abiti a falde, alle falde dell'Etna.

Deve il nome ad una antica usanza legata al prodotto tipico del posto: la mela dell'Etna. Chiunque osi mettere in discussione la superiorità della mela dell'Etna su quella del Trentino viene amorevolmente accolto dai pedatesi con sonori calci nel didietro. Giustamente, aggiungiamo.

[modifica] Ai Piedi del Monte Etna

Nel 1650 si fondò il nuovo casale Ai piedi del Monte Etna[31], chiamato così per mancanza di fantasia. In precedenza vi fu un altro villaggio, dove è oggi il paesino, che si affacciava su un bel vedere della costa. Tanto per non andare lontani - non si sa mai, magari ci si confondeva - questo villaggio prendeva nome di Belvedere. Uno dei maggiori prodotti del villaggio è il vino, sin dal sorgere dei due casali, dobbiamo immaginare, per via dei nomi.

[modifica] Ragalna

[modifica] Andazzo[32]

[modifica] Sant'Alfio

"Cittadina" nota principalmente per un enorme castagno, a giudicare dall'incisione sulla corteccia "Adamo CUORE TRAFITTO Eva" il più antico conosciuto, rubato nella notte dei tempi a Trecastagni, che come potrete intuire prima del fatto si chiamava Cinquecastagni. Come, non vi tornano i conti? Riprovate con la mano sinistra. Altra attrattiva sono i due ristoranti posti a 20 metri l'uno dall'altro, noti al mondo per fare la pizza solo ogni notte di luna piena del primo mese spari di secolo bisestile (congiunzione di Marte in Saturno permettendo!).

[modifica] Santa Maria di Licodia

[modifica] Tre Alberi

L'antica Cinquecastagni[33], chiamata così perché da che si ha memoria vi esistevano solo cinque alberi di castagno, perse un castagno ai dadi col comune di Zafferana Etnea (il castagno La Nave, chiamato così perché fu vinto durante una bisca in crociera), mentre un altro, come già detto gli fu rubato dal comune di Sant'Alfio. Fu così che da cinque divennero tre soli alberi, donde il nome. Per vendetta il 10 maggio di ogni anno gli abitanti di codesto paesino a Sant'Alfio gli fanno la festa.

Monumenti di interesse

Tre Alberi è nota a tutto l'hinterland catanese per i suoi tre monumenti principali, sorti dove un tempo vi furono i tre alberi ormai non più esistenti[34]:

  1. il santuario di Sant'Alfio, celebre per la stragrande quantità di ex-voto ivi custoditi, vi è rinchiuso un simulacro di Sant'Alfio, cui i cittadini esprimono spesso il loro rancore con le manine giunte e recitando fastidiosissime litanie;
  2. la chiesa madre di San Nicola, dall'imponente e faticosa scalinata, in cui si pratica uno sport tanto atteso, cioè il rotolamento della sposa, evento che accade puntualmente ad ogni conclusione di matrimonio;
  3. Piazza Tre Palle, in quanto essendo tre il numero perfetto, tre i castagni, tre i monumenti, tre le palle che ci si fanno in questa piazza.

Sono al vaglio i progetti per dotare di altri monumenti tale comune, ma finché sarà il tre il numero portafortuna del comune non verrà ancora deciso nulla.

[modifica] Valleverde

Valleverde[35], rinomata per la produzione delle omonime scarpe, si presenta come una piacevole località caratterizzata da dolci collinette, due ruscelletti, una chiesetta medioevale e una vallata in cui vivono i bucolici abitanti di questo paesino di Heidi versione siciliana. Altro da dire non ci sarebbe se non che ho finito il fumo.

[modifica] Strada Larga

La grande originalità che caratterizza coloro che mettono i nomi alle città trova in questo comune[36] il suo apice. La città, sorta ai bordi di una via grande, prende il nome da essa - appunto Strada Larga - senza troppi sforzi di fantasia. Il paese conserva ancora lo spirito dei vecchi tempi, quando non esistevano le regole della guida civile, così non è inusuale imbattersi nel celebre parcheggio traverso, nella famosa quinta fila o nell'apprezzatissimo taglio della strada dallo stop per fermarsi in mezzo alla strada, tutte attività che costituiscono una grande attrazione turistica. Dopo la grande via, ovviamente, che peraltro è contromano.

[modifica] Risotto allo Zafferano

Località tutta gialla a causa del massiccio uso dello zafferano usato per dipingere le facciate degli edifici, Zafferana Etnea è celebre anche ad un altro elemento in giallo: il miele. Si dice che ci sia più miele in un qualsiasi appartamento di questo paese che in tutti gli stabilimenti della Ambrosoli. In questo comune inoltre esiste un altro grande castagno millennario, il Castagno Nave, chiamato anche Arrusbigghiasonnu in quanto fa anche da sveglia al mattino.
Il paesino è celebre anche per la sua incredibile fortuna, giacché un'eruzione dell'Etna stava per coprirlo per intero, distruggere ogni singola abitazione, bruciare ogni singola cosa quando, all'improvviso, alle porte del villaggio si esaurì il magma riversato. Il fatto che non fosse un caso si capisce perché per tutto il paese - sia dentro che fuori città - è tutta una serie di altarini, capitelli, edicole votive e santuarietti che ringraziano Dio, la Madonna e tutti i Santi del Paradiso per lo scampato pericolo. Che culo, diremmo più prosaicamente noi.

[modifica] Comuni che si trovano sperduti da qualche parte

L'area a sud della città per eccellenza ruota intorno a Giarruni. In realtà non essendoci nulla di interessante da queste parti i villaggi sorsero a casaccio per i fatti loro, pertanto ci riserbiamo il diritto di ignorare eventuali paesini di cui sconosciamo l'esistenza.

[modifica] Ceramic city

Giarruni, Jarùn, Cattagiarruni o più semplicemente Ceramic city[37] è il luogo da cui provengono le ceramiche di tutto il mondo. Persino quelle cinesi. Fondata da ceramisti anonimi del V secolo a.C. su un preesistente villaggio preistorico caratterizzato da una cospiqua produzione ceramica, conobbe il suo massimo sviluppo nel Medioevo, dopo un periodo di grossa crisi in epoca Romana, a causa della spietata concorrenza della ceramica d'importazione francese: a seguito della conquista della Gallia, infatti, si intensificò una produzione ceramica senza pari per equilibrare l'economia del nord Europa, a scapito di Ceramic city, la città della Ceramica per antonomasia, che dovette attendere la fine dell'Impero per tornare in auge. Da allora fino ad oggi ha prodotto più vasellami questa cittadina che sparato cazzate il premier italiano. Il che è tutto dire.

Da vedere, comprare o rubare

Si consiglia un giro delle ceramiche in città, col monumento al vaso fondatore nella piazza centrale, la scala composta da centinaia di gradini caratterizzata dal fatto che il panificio e la farmacia stanno sempre giù, il cimitero monumentale in cui sono sepolti i più famosi vasi spezzati della città. In centro vale la pena fare acquisti presso le boutique che vendono qualsiasi tipo di prodotto in ceramica: dalle penne ai vestiti, passando per dentifrici e liquori alla ceramica. Fuori città il bosco di San Pietro, chiamato così perché per preservarlo dal suo utilizzo per alimentare i forni delle officine ceramiche venne inventata la solita leggenda di un santo a caso che vi ci avesse operato un qualche miracolo e in questo caso il miracolo è stato appunto preservare almeno una decina di alberi, e le grotte preistoriche, preda ambita dai tombaroli di mezza Europa, da cui provengono buona parte delle ceramiche per collezzionismo in giro per il mondo.

[modifica] L'Altro Castello

Iudica[38], insieme a Modica e Pudica, è un villaggio nato per giustificare nomi srani. Per intenderci: il castello del nome nemmeno esiste. Il paesino conta circa 128 anime, che salgono alla folle cifra di 132 d'estate, quando la famiglia Fresulini vi soggiorna per le vacanze.

Da cercare
  • Il castello, che non esiste. Ma è divertente verdervelo cercare.
  • Il Monte Iudica, che si affaccia sul fiume Iudica che bagna la valle dello Iudica, ricoperto dal bosco Iudica, in cui persistono le rovine di Iudica antica città fondata dall' ecista Iudica, proveniente da Iudica Cicladica, e a pochi chilometri dalla città di Iudica.
  • Infine la fontana al centro della piazza centrale. Così, giusto perché ci piace farvi cercare qualcosa di diverso.

[modifica] Grande Michele!

Questa cittadina[39] nasce dopo il terremoto del Val di Noto - evento cataclismatico le cui infauste conseguenze furono l'aver distrutto metà Sicilia, ucciso oltre un terzo della popolazione e vedere l'affermarsi di Bruno Vespa quale cronista d'assalto - a pochi metri di distanza dal sito originario, l'antico abitato di Occhiolà. Il nome del vecchio paesino lo si deve proprio al terremoto sopradetto, in quanto ogni volta che si cercava di restaurare qualche maceria si esclamava "Occhio là!", indicando un edificio che a sua volta crollava. Il nome del nuovo abitato, invece, lo si deve al fondatore del paesino, tale Michele appunto, che si rese conto che non c'era più nulla da salvare di Occhiolà e convinse gli altri abitanti a costruire un nuovo abitato, a pochi metri di distanza. I cittadini, entusiasti, gridarono insieme "Grande Michele!", donde il nome.

[modifica] Eubea

L'Eubea si trova in Grecia. Ecco una delle prove dell'immane estensione della provincia catanese. Il termine Licodia invece è un attributo, legato alla figura di Lico, figlio di Poseidone, famoso per aver giaciuto con quella fedifraga della moglie di Eracle, Megara. Eubea[40] quindi ottennne il titolo di "Licodia" per intendere che codesta cittadina è altamente sconsigliabile da visitare senza aver posto alle gentili consorti le dovute precauzioni.

[modifica] Lazzarone

Detta anche Marrazzone[41], questa località è nota per essere la copia in grande scala del quasi omonimo paesino nisseno, Mazzarino, a sua volta la copia in miniatura del feudo di verghiana memoria, Mazzarò, celebre proprietario di pensioni, comunicazioni, cromosomi e ninne-nanne. Lazzaro non c'entra, ma ci sembrava giusto ricordare ogni tanto qualche riferimento biblico.

[modifica] Piccolo Milite

Il nome di questo villaggio deriva sempre dal famoso Grande Michele! di cui prima che, prima di fondare città o diventare Santo, fece il militare in Val di Catania. Essendo piuttosto piccino - di età, ma anche di statura - veniva deriso dai suoi commilitoni che lo chiamavano Piccolo Milite o Militello[42], da cui appunto "Militello in Val di Catania". Questa località è divenuta in seguito famosa grazie al ritrovamento effettuato nel 1943 di un fossile vivente del Cambriano, chiamato dagli scienzati col termine latino Pippus Gaudio, dal latino Pippa Felice. Tale fossile è presto diventato famoso, grazie all'eco che gli hanno fornito i media, portandolo al successo televisivo. Molto apprezzato in particolare dagli altri fossili che guardano i suoi programmi. Da questo paesino viene anche il primo presidente della Provincia di Catania, tal Nello Musumeci, un essere metà AN e metà no.

[modifica] Bombeo

Fondata dal capo di una tribù indigena, conserva il suo aspetto primitivo e trogloditico nelle architetture, nell'impianto urbano, nella presenza degli orsi delle caverne. Da questo villaggio[43] partivano spesso le incursioni indigene a scapito delle poleis greche, spesso scemate poi nelle campagne, giacché le poleis più vicine si trovavano a centinaia di kilometri i distanza.
Questa località è inoltre nota per ospitare la più vasta comunità di statunitensi sul suolo italiano, tutti concentrati in una cittadella satellite del tutto identica ai paesini della periferia americana dei soliti film o telefilm, oppurtunatamente celata al satellite di Google Earth, ma che grazie ai nostri potenti mezzi di conoscenza e di spionaggio potete trovare facilmente alle coordinate 37175096N14382132E48761124S31589370W13, semmai vorreste lanciarvici sopra in aereo.

[modifica] Mirabella Imbaccari

Patria del toffolo, di Salvatore Aranzulla e del Dash. Questo avanposto è famoso per la gran quantità di gente famosa che non vi è nata.

[modifica] Ragusa[44]

[modifica] Ramacca

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«Prima ti sfianca e poi t'ammacca»

Paesino molto apprezzato soprattutto per la produzione di carciofi. Si pensa che i Supersayan siano originari di questi luoghi, perché anziché nati da sotto i cavoli sarebbero nati sotto i carciofi. Da qui avrebbero preso la loro ridicola capigliatura. Nel paese si celebra anche la relativa festa, la Sagra del Carciofo, con produzioni tipiche a base di tale elemento:

  • Carciofini sottolio
  • Ravioli di carciofo in salsa di carciofo
  • Carciofi grigliati
  • Mousse di carciofo alla alsaziana
  • Tortino di carciofi novelli con contorno di insalata di carciofi
  • Carciofi al forno
  • Moussaka al carciofo
  • Cuori di carciofo impanati
  • Paella al carciofo
  • Carciofi fritti
  • Soufflè di carciofini
  • Pepata di carciofi
  • Carciofi, melenzane e funghi in salsa di carciofo
  • Maccheroni con panna e carciofi
  • Gnocchetti di carciofo in salsa rosa al carciofo
  • Carciofi gratinati
  • Cinar
  • Caffè al carciofo
  • Crostata di carciofi dolci

[modifica] Gelato Sacro[45]

[modifica] San Michele di Ganzaria

Il famoso fondatore di Grande Michele!, in cerca di fama e gloria al di fuori della sua cittadina, vagò in pellegrinaggio fino a Ganzaria - un'amena località il cui nome probabilmente non significa nulla, ma ci piace pensare abbia un'origine straniera, come etrusca, araba o australiana - dove si fermò ad operare diversi miracoli. Una volta santificato anche il paesino mutò nome in onore al Santo.
Tra i prodotti tipici di questo paesino ricordiamo la Cuccìa, che ancora nessuno è riuscito a capire cosa diamine sia, ma pare che sia particolarmente saporita. I suoi abitanti odiano tutto ciò che riguarda evidentemente l'archeologia e la storia, cogliendo varie occasioni per buttare giù le ultime inutili pietre che sono rimaste. La gente si fa chiamare "Sammecelisi" e si imbattono in numerose battaglie inutili e controproducenti per cambiare la scuola, secondo loro inutile.

[modifica] Scordati[46]

[modifica] Vizzini

Paese natio di Giovanni Verga che qui vi ambientò la Cavalleria Rusticana, storia di onore in mezzo alle campagne. In pratica un altro racconto di mafia. Celebre la conceria, ancora oggi in funzione, in cui le pelli di tanti giovani generosi vengono lavorate per ricavarne borse, astucci, scarpe e televisori. Sempre in pelle.

[modifica] Notarelle

  1. ^ Non mi dite che non sapete cos'è l'Orografia!!! Cercatelo su Wikipedia, visto che non lo sapete!
  2. ^ Non sapete cosa sono le gebbie?! Ma che volete, una testa mozzata di cavallo recapitata a casa vostra via posta celere, per caso, ah....?
  3. ^ È vera, che vi credete?
  4. ^ Aci Castello
  5. ^ Gravina di Catania
  6. ^ Misterbianco
  7. ^ Motta Sant'Anastasia
  8. ^ San Giovanni La Punta
  9. ^ San Gregorio di Catania
  10. ^ San Pietro Clarenza
  11. ^ Sant'Agata Li Battiati.
  12. ^ Tremestieri Etneo
  13. ^ Per venire incontro alle vostre ridotte capacità mentali vi proporremo in nota il nome alternativo di detti comuni. Ad esempio: Aci Bonaccorti = Aci Bonaccorsi
  14. ^ Aci Catena
  15. ^ Acireale
  16. ^ Calatabiano
  17. ^ Fiumefreddo di Sicilia
  18. ^ Mascali
  19. ^ Belpasso
  20. ^ Traduzione per i diversamente Siculi: "più intonati della campana di Belpasso".
  21. ^ Biancavilla
  22. ^ Camporotondo Etneo
  23. ^ Linguaglossa
  24. ^ Maniace
  25. ^ Sì, proprio quella che si vede raffigurata in alto, nella sezione "Storia"
  26. ^ Celebri per la forma ginecea.
  27. ^ Palagonia
  28. ^ Eh, sì... secondo alcuni questi nomi sono migliori di Febronia! Ma vabbe'...
  29. ^ Paternò.
  30. ^ Pedara
  31. ^ Piedimonte Etneo
  32. ^ Randazzo
  33. ^ Trecastagni
  34. ^ Ci si chiede tuttora se sia il caso di rinominare nuovamente il comune in Zerocastagni...
  35. ^ Valverde
  36. ^ Viagrande
  37. ^ Caltagirone
  38. ^ Castel di Iudica
  39. ^ Grammichele
  40. ^ Licodia Eubea
  41. ^ Mazzarrone
  42. ^ Militello in Val di Catania
  43. ^ Mineo
  44. ^ Raddusa
  45. ^ San Cono
  46. ^ Scordia

[modifica] Voci coordinate

etc.

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