Profumiere

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Il profumiere è un fabbricante di profumi, un lavoro strettamente dipendente da quello del cessaiuolo.

[modifica] Storia

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Nei paesi musulmani, arretrati in tutto, il profumiere non ha ancora perso il suo antico legame con i deretani.

Nell'antichità l'alcool non era conosciuto e quindi i principi profumati venivano inclusi nella cera che veniva poi spalmata sul corpo. I profumieri dell'antichità, a rigore, dovrebbero essere detti antipuzzieri perché il compito dei profumi era allora quello di coprire le puzze: non sempre vi si riusciva perché il profumiere, per rafforzare la durata delle essenze, le miscelava in un vaso da notte, dando così un tocco di originalità al bouquet; ma anche perché nell'antichità puzze e fetori erano davvero insuperabili.

Al fine di migliorare l'odore dei luoghi, il profumiere era solito introdurre una palla di cera profumata nell'ano dei clienti (da qui ebbe poi origine la pomata di vasellina, noto lubrificante per l'amore sodomico). Spesso però accadeva che queste palle, per effetto della pressione petica, volassero da tutte le parti e finissero nel piatto degli altri commensali durante di banchetti. I Romani utilizzarono questi effetti per giochi gladiatori, prima, e in seguito come armi da guerra (una tecnica che precorre l'invenzione della bombarda), la cui efficacia, però, si rivelò scarsa contro i Galli che, con la stessa tecnica, tiravano loro contro veri e propri pezzi di merda o, addirittura, stronzi interi.

Nel Rinascimento furono celebri i profumieri papali; essi, tra l'altro, dovevano provvedere a coprire le puzze cardinalizie durante i conclavi. Una volta, per un errore nella formulazione dei composti profumati, le puzze divennero blu e il popolo in attesa scambiò quella nube scura con la fumata nera e acclamò Papa Callisto XVIII. Per riconoscenza il nuovo Papa esentò dal pagamento delle tasse i profumieri, purché non rivelassero il segreto della colorazione delle scorreggie.

Ma talvolta anche i profumieri sono impotenti, e nulla poterono contro il tremendo siluro loffico sganciato da Germano Mosconi nel corso di un Conclave e che fece sanguinare il naso a tutti i 74 cardinali presenti.

In quel tempo divenne famoso Jacques Fietemerd de Loff, profumiere di Maria dei Medici, che confezionava profumi purgativi, velenosi o che provocavano fuoriuscita di emorroidi in chi li annusava.

Nell'800 fu famosissimo Papele a'Fetamma (Raffaele il profumato), famoso profumiere della casa di Borbone di Napoli, che preparava profumi afrodisiaci dall'odore di sperma equino, di urina di cormorano, di rosa canina, di tabacco turco, ecc.

Ai nostri tempi è divenuto famosissimo profumiere un certo Alfonso Pecoraro Scanio, detto "a' pupata", capace di produrre loffe in grado di abbattere contemporaneamente tre puzzole, cinque mastini napoletani e un cavallo da tiro.

[modifica] Materiali, metodi e repertorio delle essenze

Con la scoperta dell'alcool cambiò tutta la tecnica di preparazione dei profumi; al stesso tempo, l'abilità raggiunta dai cessaiuoli nel recupero della parte aerea delle cacate fornì le nuove essenze per lo sviluppo dell'arte. L'alcool inoltre permise di estrarre gli oli essenziali da molte piante e sostanze, con effetti sorprendenti per le preparazioni. Venne estratto per primo l'olio della Curcuma foetida una pianta dal vago sentore di caccole putrefatte, e divenne famoso percvhè fu utilizzato come essenza base per notti d'amore. Amedeo Quagliarulo, profumiere pompeano, preparò il famosissimo "fuoco del Vesuvio", un profumo molto intenso dall'odore di peperoncino, che provocava piacevoli, ma molto intensi, bruciori alle parti intime. Nella composizione vi si trovava pepe nero, peperoncino, paprica, essenza di ortica, acido prussico e un tocco di merda di cavallo. Ma la preparazione più acclamata fu quella dell'Alloffatus (Pietro Fetusio da Preperzano (AV), detto) che riuscì a fabbricare un profumo che, miscelandosi alle loffe, scoppiettava a ritmo di tango.

Un'essenza molto ricercata è quella del profumo "notti d'oriente" dall'incredibile effluvio di peto di cammello. Per produrlo di obbliga il cammello a nutrirsi di fagioli borlotti e datteri acidi; poi si applica una povetta all'ano dell'animale e si raccolgono le emissioni. Attualmente, però, questo lavoro di raccolta è fatto in vivo dal cessaiuolo, il più importante fornitore di essenze profumate. Un bravo cessaiuolo riesce a raccogliere più di 500 tipi di odori provenienti dalle merdi più svariate che, altrimenti, andrebbero perduti.

[modifica] Profumieri e profumatori contemporanei

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Un profumo sempre di moda: la cazzonaggine si veste sempre, in tutte le stagioni e a tutte le età.

Profumiere e profumatore sono due cose diverse: il profumiere fabbrica i profumi, il profumatore, oltre che fabbricarli, li eroga. Molte confusioni avvengono per il mancato discernimento tra le due funzioni.

Un tipico profumatore è il D'Alema, che ha sempre il vuoto alle sue spalle (nessuno è così temerario da mettersi lì). Si dice che siano state le sue loffe a far dimettere sia Alessandro Natta che Achille Occhetto, oramai prossimi all'enfisema polmonare a causa dei suoi fieti. Si dice anche che negli ultimi tempi del loro mandato andassero alle riunioni col D'Alema indossando maschere antigas e portandosi a carrello la bombola di ossigeno.

Profumiere famoso, e meritevole, è senz'altro Silvio (il Silvio Nazionale) che è stato capace di raccogliere i più formidabili puzzoni e portarli in Parlamento: da allora, anche per l'emulazione dell'altro schieramento, le tapezzerie delle aule parlamentari devono essere sostituite ogni settimana; sui sedili si notano strane macchie di bruciatura e i fetori raggiungono livelli mortali, incrinando le vetrate e provocando torsioni nei legni del mobilio. Per tale ragione sono state perdute molte opere d'arte di arredo al Parlamento: i quadri si tingevano di grigio e si scrostavano, gli arazzi sono stati infine distrutti con fuoco, in quanto irrimediabilmente impregnati dalle flautulenze parlamentari.

Celebre specialista di appuzzature pare sia un certo Bertinotti, che suona a sproposito il campanello per mascherare il rumore dei suoi peti. Sotto la sua poltrona è stato necessario installare una potente turbina di aspirazione.

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Uno dei profumi più venduti, il suo successo è dovuto al contenuto di nicotina (pari all'85% del volume).

Le deputate e senatrici, per conformarsi al costume, si dice di allennino parecchio e si nutrano esclusivamente di fagioli borlotti e uova sode alla paprika.

È d'obbligo citare il Pannella, cinico sfruttatore delle loffe parlamentari, artatamente emesse durante i suoi discorsi al fine di tarmortire gli avversari.

Il teorico del movimento profumatorio è unanimemente riconosciuto nel Pera (che ha liquidato per asfissia non meno di 12 tra commessi del Senato e corazzieri di scorta, morti boccheggiando).

Si è stati costretti a ricorrere all'antica tecnica dei profumieri romani (la palla di cera, vedi sopra) per gli incontri internazionali, al fine di non compromettere i rapporti diplomatici, anche se tutti gli esponenti e ambasciatori degli altri paesi cercano di evitare incontri con esponenti dell'Italia, accampando scuse. La Russia ha dovuto scegliere accuratamente la sua delegazione diplomatica in Italia in base alla resistenza ai profumi; sono stati scelti gli ambasciatori Fanaloff e Nataloff, in patria non molto amati.

È significativo che per il costituendo Partito Democratico si sia stabilito che il simbolo debba essere una molletta da bucato (per il naso) e l'inderogabile obbligatorietà della palla di cera (vedi sopra); qualcuno, più rigoroso o timoroso, ha proposto tappi ermetici, ma si è spiegato che il recupero a fini produttivi dei gas è la prima e più importante forma di finanziamento del nuovo partito e che il tappo potrebbe danneggiare gli effluvi, attesi dai profumieri, o provocarne la perdita per emissione in forma di rutto.

[modifica] Aromoterapia: profumazioni e alloffature

Il loffiere o alloffatore (alloffateur in francese), una volta considerato un semplice produttore di loffe pressocchè ininterrotte, è oggi rivalutato grazie alla scoperta che i profumi hanno effetto terapeutico. Le prestazioni di un abile alloffatore, al giorno d'oggi, costano moltissimo, circa 18 euri a loffa e, tenendo cornto del fatto che una loffa comporta l'emissione di almeno 1500 cc. di gas a varia densità fetogena, di comprende bene che il costo è ragionevole. Per la cura il paziente, dopo avere saggiato a quale tipo di profumi è più ricettivo, viene posto in una cameretta a vetri della grandezza di una cabina telefonica (affinché i gas rimangano concentrati) collegata mediante una valvola di non ritorno a un tubo saldamente infisso nell'ano del loffiere. Il trattamente viene mantenuto finché il paziente non diventa cianotico. A volte viene immessa nella cabina una scodellina contenente feci fresche, a fini corroboranti. Il profumiere presiede a tutte le operazioni, giudicando a naso le varie fasi del trattamento, e stabilisce il tempo di trattamento e lo sforzo di emisssione del loffiere. Talvolta l'aromoterapia viene praticata incatenando alla sedia il paziente del loggione degli ospiti delle aule parlamentare. Pochi, però, riescono a sopravvivere a questo trattamento.

[modifica] Curiosità

  • Il Santo Protettore dei profumieri è S. Joseph Alloffateur: si narra che il Santo, in un primo tempo mandato all'Inferno, ne fosse poi espulso per l'insopportabilità delle sue esalazioni fetogene, e che fosse poi fatto Santo sub conditione di darsi all'eremitaggio al centro del deserto del Sahara, peraltro in una zona poco ventilata.
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