Problemi del millennio
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Siete masochisti incalliti? Avete perso una scommessa? O magari cercate nuove attrazioni per il vostro campo di concentramento? Ebbene, per qualsiasi evenienza questi sette enigmi sono QUELLO CHE FA PER VOI!
Indice |
[modifica] Storia
I problemi del millennio sono esistiti da sempre. Si tratta di entità a sé stanti; nessuno li ha inventati, sono loro che inventano TE!
Pochi coraggiosi hanno tentato di risolverli finora. E, udite udite, i nonciclopediani sono riusciti a ricostruire le testimonianze di DUE di loro (Alla facciaccia tua, Wikipedia!).
[modifica] Testimonianza I
Questa testimonianza risalente al 4967 a.C. è stata rinvenuta a nord-est del mar Nero. Parla di un eroe leggendario, Gyzzak Muthalaar, che con baldanza e sprezzo del pericolo si cimentò nelle sette prove divine. È qui riportata la ricostruzione del testo originale in antico dialetto tocario meridionale. Pare che Gyzzak l'avesse realizzata appiccicando denti di topo e peli del petto, prima di perdere definitivamente le sue facoltà psicofisiche.
Wu'uka mahllakytrja phok Drakfaath, tugkiryooma Ekh-bar o'yrdha wotha baylakka'ulakh.
La seguente traduzione ci è proposta dal famoso linguista Arcibaldo Viaggiamotori:
Che pirla che sono! Perché ho fatto quella scommessa con Bykh e Dhru'ja? E poi, cazzo, la mia lumaca era in testa, stava per vincere! Doveva farla Bykh, la penitenza! Che colpa ne ho io se il muflone chiazzato di Twokka l'ha schiacciata prima dell'arrivo?? E poi, avessi vinto io, mai li avrei costretti a una simile pena! Al massimo, gli avrei fatto arare la vigna di nonno Grukh con la lingua. Comunque, poiché ormai sono sulla soglia della follia, vorrei esprimere le mie ultime volontà... Porco schifo, ho finito i denti di topo.
[modifica] Testimonianza II
Questa testimonianza risale al 396 d.C.
Il protagonista, Caius Valerius Lucretianus, adorava bruciarsi le dita dei piedi. Quando, malauguratamente, scoprì di averli carbonizzati fino alle caviglie e di non provare più alcun dolore, pensò bene di trovare un altro sfogo per la sua perversione masochista. La traduzione è di Gertrude Ciapalabaionetta.
A Roma vi era un uomo di grande follia di nome Caio. Egli si diresse oltre le rive del Reno, affinché cercasse i famigerati enigmi che spesso ebbero tormentato gli animi degli uomini. Ma quando, trovati e visionati i problemi, tentò invano di porvi soluzione, fu preso da grande furore e desiderio di morte. Allora, la matrona ordinò alle ancelle di immolare vittime sull'altare di Giunone, ma esse le risposero davanti a lei: «Se Caio, o matrona, è preso da grande furore e desiderio di morte, per quale ragione dovremmo noi immolare queste vittime?» e dunque la matrona scoppiò in pianto, e tante ne furono le lacrime che ne riempì un lago, detto perciò il lago di Como. Ancora oggi, i Romani odono piangenti la narrazione del folle Caio.
Va detto che Gertrude Ciapalabaionetta non è mai stata la prima della classe, in latino.
[modifica] Avvertenze
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[modifica] ALLA LARGA!
Beh? Perché stai ancora leggendo? ... ...come dici? VUOI LEGGERE I PROBLEMI DEL MILLENNIO??? TU??? Santa polenta, dico, non hai letto quello che ho scritto finora? Scappa, fuggi, vai via prima che sia troppo tardi! CAPITO? VIA!!! VIA!!!!!!!!
...ancora qui? Beh, devo riconoscere che hai un bel coraggio.
OK, OK, se proprio vuoi conoscere i problemi del millennio vai qui


