Priapo

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Rocco Siffredi in piscina.jpg
Rocco Siffredi approva questo articolo in tutta la sua dimensione artistica!

Indi per cui l'autore di questo articolo sarà comunque inculato a sabbia,
ma avrà la fortuna di saltare i preliminari.
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Una rappresentazione del dio Priapo, in cui spiccano le orecchie artisticamente modellate.


Quote rosso1.png Non avrai altro dio all'infuori di me. Quote rosso2.png

~ Il primo comandamento di Priapo, rivolto alle donne


Priapo è l'antica divinità greca del sesso, il cui culto è stato riscoperto in tempi recenti, soprattutto grazie ad Internet e ad Asia Argento. Si può dire che sia proprio un dio del cazzo.

[modifica] Infanzia e adolescenza

Priapo nasce a Creta in una data imprecisata, sicuramente a cavallo tra l'inizio del mondo ed oggi, dall'unione tra un padre e un sacchetto di Viagra. Il bimbo ha un'erezione già a venti minuti dalla nascita, e nei primi mesi di vita, tra lo stupore generale, scopre con allegria tutto ciò che può ottenere con il semplice movimento avanti e indietro quella sua parte del corpo: fama, ragazze, partecipazione al Grande Fratello...

Stanco della vita da scolaro (ha la sufficienza solo in educazione sessuale), all'età di 18 anni Priapo si imbarca per la Grecia. Questa era infatti diventata una terra di grande opportunità e ricchezza soprattutto dopo l'invenzione della pornografia e l'ascesa al governo di Pericle, grande promotore dello sviluppo di questo genere letterario, che considerava altamente educativo per il popolo. Colta l'occasione data dalle sue doti naturali, Priapo fece grande carriera nel settore fino ad ottenere le agognate fama e ragazze, anche se purtroppo non la partecipazione al Grande Fratello con la motivazione che un certo Pietro Taricone "dava più audience".

[modifica] Priapo entra nella leggenda

Dopo questa delusione, sotto il peso della quale gli sembrava insopportabile la vita, Priapo attraversa un periodo di crisi, nel quale non riesce ad avere erezioni di più di 28 cm. Un bel giorno, però, incontra per caso delle ninfe: ammirate della sua dote di intrattenitore, esse iniziano a parlare in giro di lui (si sa, le ninfe sono molto pettegole). Priapo ha ormai conquistato il cuore e la figa di tutte le ninfe e di tutte le dee più importanti dell'Olimpo che, a loro volta, gli propongono in cambio di diventare re degli uomini e degli dèi: oltre a un potere assoluto, gli dicono, c'è anche la possibilità di leggi ad personam. La voce arriva fino a Zeus che, sdegnato che qualcuno osi prendergli il posto, lo caccia via dall'Olimpo. Ammirato però anche lui delle sue doti, lo rende un semi-dio part time, con buona paga e ferie mensili. Priapo può così iniziare a predicare il suo culto in tutto il mondo.

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La Villa di Arcore, il principale luogo di culto del Priapismo: per migliaia di fedeli è sacra meta di pellegrinaggio.

[modifica] Il culto

Il culto di Priapo si è diffuso molto velocemente in Grecia e dintorni, dato che i Greci erano grandi apprezzatori delle belle arti e cercatori del Nirvana. Una parte importante nella predicazione della dottrina priapista la ebbero i mezzi di comunicazione, per la gioia di Pericle, che aveva così raggiunto il suo scopo di diffondere la cultura nel proprio popolo.
Come nell'Islam, ogni luogo poteva servire da luogo di culto del priapismo. La preghiera mattutina della domenica era però considerata fondamentale, più del derby da vedere allo stadio, e così si articolava:

  • Raduno dei fedeli ovvero preliminari;
  • Lettura di alcuni brani dal libro sacro, di cui ogni priapista doveva tenere a mente gli insegnamenti per arrivare al Nirvana;
  • Lettura del Πενις ἡμῶν (in latino Penis noster (trad.: Pene nostro che sei nel pube, sia santificato il tuo nome, venga la tua donna, sia fatta la tua ragazza, così in casa come fuori. Dacci oggi la nostra figa quotidiana, e rimetti a noi i nostri crediti come noi li rimettiamo ai nostri creditori, e non ci indurre in astinenza, ma liberaci dal profilattico. Amen)
  • Cantata di alcuni brani, con accompagnamento di coro orgasmico;
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Le armi dei due schieramenti.

  • Tutti i fedeli che hanno ricevuto la deflorazione si mettono in fila e ognuno di essi riceve in bocca dal sacerdote il sacro pene.

Queste dottrine furono duramente messe in discussione da un certo Gesù di Nazareth, che le definiva blasfeme e contro la morale. Egli perciò, forte della sua diplomazia, dichiarò guerra ai priapisti.

[modifica] La Guerra contro Gesù

I Cristiani, con il pretesto di "civilizzare", mandarono una schiera in Grecia sotto la guida di Papa Gallo I col compito di farli fuori tutti. Ma non andò proprio tutto secondo i piani, poiché, quando i Priapisti ottenevano una vittoria provvisoria, i seguaci di Cristo porgevano subito l'altra guancia e in questo modo venivano fatti fuori definitivamente. Come umiliazione per i vinti, fu fatta un'orgia anale di gruppo, e così ogni Cristiano ricevette la sua punizione. Ma l'odio sopravvisse, e tuttora infatti ogni sacerdote ammonisce di vivere secondo regole morali e non farsi indurre in tentazione; ma si sa, amor omnia vincit.

[modifica] La morte di Priapo

Priapo morì in una data imprecisata a cavallo del 1500 e a piedi del 1800, per cause sconosciute. Sì, le testimonianze che abbiamo sono molto esaustive.

[modifica] Il culto oggi

Nonostante i ripetuti ammonimenti e interventi della Chiesa, i riti in onore di Priapo sono tra i più praticati al mondo. I praticanti sono oltre 6.000.000.000, e praticano onorificenze in suo onore, in posti come:

  • Sedili delle auto
  • Bagni delle discoteche
  • Toilette degli aerei
  • Camere dei genitori
  • Vicoli bui
  • Internet
  • Luoghi di culto

[modifica] Il Codice di Priapo

È stato recentemente ritrovato un antico codice, risalente al periodo della predicazione, in cui vengono illustrate le sacre leggi cui deve sottostare un adepto di Priapo:

  • Una figa non si rifiuta mai.
  • La figa non è mai troppa.
  • La quantità è meglio della qualità, ma avere entrambe è meglio.
  • Desidera la donna d'altri.
  • Scopala.
  • Priapo castiga chi non ama la figa
  • Priapo perdona chi ama la mona.
  • Ne lungo che tocca, ne grosso che stroppa, ma duro che dura...
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