Planet Manga

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Quote rosso1.png La Planet Manga fa schifo! Quote rosso2.png

~ Un qualunque otaku poco prima di comprare un manga della Planet.
Carta moschicida.jpg

La materia prima dei manga della Planet.

Quote rosso1.png Noi abbiamo il manga di Sailor Moon e voi no! Gnegnegnegnegnè! Quote rosso2.png

~ La Gp Publishing sulla Planet Manga.

La Planet Manga (Planet Merda da chi ha toccato un suo manga) è una casa editrice creata allo scopo di diffondere il sacro credo dei fumetti giapponesi per dislessici. Ha il merito[citazione necessaria] di aver portato in Italia capolavori creati allo scopo di far credere che il Giappone sia il paese migliore di tutti[1], come Death Note, Naruto e Bleach.

[modifica] Origine

In Italia stava aumentando sempre più il sacro culto che venera i fumetti che si leggono al contrario, soprattutto grazie alle sempre più frequenti e affollate fiere dei fumetti che fino a quei tempi erano riempite solamente di roba Marvel come Spiderman, Superman e Topolino, ad opera della specie protetta dal WWF, gli otaku. Così si decise di far approdare questo culto in Italia, e quindi nacque la Planet Manga che ha tre parole chiavi: Death Note, Naruto e Soul Eater.

La società nacque quando si notò che in Giappone stava aumentando sempre di più il numero delle vittime del pericolosissimo morbo degli otaku.

Analizzando bene alcune cavie da laboratorio la scienza ha formulato alcune teorie a riguardo: il morbo colpisce già dalla tenerà età, ma si sviluppa in modo preoccupante a partire dalla pre-adolescenza e adolescenza; quando i non affetti incominciano a farsi una vera vita sociale, ad uscire il sabato sera, ad andare in pizzeria ecc ecc... gli affetti dal pericoloso morbo non fanno altro che stare dietro ad uno schermo a guardare anime e a comunicare con gli altri affetti tramite i blog e Twitter, e la loro massima aspirazione sociale è mandarsi richieste d'amicizia su Facebook cambiando il loro nome con uno di un personaggio di un anime/manga: per esempio "Francesca Mello Yagami", o "Alberto Otaku Sasuke" e talvolta creando veri e propri profili di personaggi[2].

E da qui, gli studiosi hanno accertato, altri pericolosi sintomi, tra i quali:

  • Comprare i manga che si rovineranno qualche giorno dopo e ricomprarlo per poi ricomprare e ricomprare ancora la stessa copia, fino a quando non si precipita nel vortice del collezionismo più assoluto, culminato nel comprare sempre la stessa serie in diverse edizioni, spesso indifferenti tra di loro.
  • Andare alle fiere di fumetto a travestirsi da un personaggio di anime e manga (con scarsa somiglianza all'originale);
  • Mettersi a sedere come L;
  • Minacciare gli altri comuni mortali di scrivere il loro nome sul Death Note;
  • Comprare cose assolutamente inutili quali peluche, pupazzetti, figurine di anime e manga.

Da non confondersi con i Giappominchia, altra specie, un quarto otaku, un quarto persona normale e metà bimbiminkia. Per differenziarli, i Giappominchia hanno le stesse caratteristiche, solo che conoscono una decina di anime/manga circa, osannano il Giappone non conoscendo una beneamata mazza del suddetto Paese e amano autodefinirsi otaku e andarne orgogliosi, ignorando che in Giappone per otaku si intende un recluso sociale a metà tra un nerd e uno sfigato.

E, grazie a questi accurati studi, la Planet ha deciso di sfruttare il morbo a proprio vantaggio.

[modifica] Storia della casa

Otaku.jpg

Un otaku, felice di aver comprato un manga della Planet.

Dopo la sconfitta del malefico Godzilla, il magico regno chiamato Tokyo sembrava oramai al sicuro. Ma non era così. Durante il dopoguerra, infatti, incomincia a partire la crudele e spietata malattia dei manga e degli anime, la cui forza incomincia a svilupparsi in maniera sorprendente a partire dagli anni '90. Ne nascono strani esseri le cui abitazioni sono invasate di carta straccia, oggetto di venerazione dei suddetti individui, che rimangono ore ed ore ad osservare l'oggetto di venerazione e controllano con un intervallo di 2 petosecondi che non si formi né una piega, né si macchi la carta, né che si strappino le pagine. Sono nati i Nippomani, religione che considerano i fumetti stampati al contrario più sacri della Bibbia e della Divina Commedia.

Fu proprio allora che la Planet Manga si fece avanti, portando in Italia questo morbo rapidamente diffusosi. Stampò così fumetti formati dal 99% di merda e il restante 1% di acqua. E l'acqua è evaporata.

I primi ad avvistare questi esseri sono i popoli dei blog e di Facebook. I Nippomani non riuscirono a confondersi fra la gente normale che denunciarono la comparsa di questi esseri alle autorità, quali l'FBI per portare i nippomani in una specie di quarantena. Fu così che venne chiuso Megavideo. Tuttavia, il tentativo di fermare l'avanzata dei nippomani si dimostrò da subito vana e addirittura controproducente. Infatti, il numero dei nippomani aumentò in una crescita ancora più rapida rispetto al passato.

I Nippomani, ragione del successo della casa editrice, da quel momento in poi, andranno in giro per la città a svaligiare le fumetterie e le fiere di fumetto, e tutto questo grazie alla Planet Manga!

[modifica] Membri

Il movimento è composto dai seguenti membri:

Ricordiamo inoltre che il MOIGE ha avuto una relazione con il Centro Culturale San Giorgio, e recentemente hanno avuto un figlio, il piccolo 4Kids[7]

Carta igienica appesa con delle mollette ad un filo .jpg

Un tipico manga, messo ben in mostra, della Planet.

[modifica] Scopi e finalità

La situazione è molto semplice, tanto che anche un bambino potrebbe capirla. Il mondo è oramai distrutto a causa dello scioglimento dei ghiacciai e a breve si ricostruirà, dal dopoguerra fino a noi, (e anche prima) dominato dalla potentissima macchina da guerra chiamata comunemente "manga", che governa tutti tramite i mangaka, esseri scesi in Giappone solo per noi. Questi manga, poi riportati sotto forma degli ancora più nocivi "anime", ci controllano e ci governano dall'alto del cielo e decidono tutto della nostra vita.

E questo è tutto.

... ma ecco che arriva la Planet Manga che si batte duramente ogni giorno per noi allo scopo di portare qui in Italia le armi suddette, e cercano di salvare l'umanità incitando a bruciare i fumetti occidentali e a combattere i letali cartoni animati occidentali. Via da Ben 10, Teletubbies, i Gormiti, o dalle Witch e dai Due fantagenitori!

[modifica] Filosofia

Nonostante tali premesse, il vero scopo della casa è diffondere la sua filosofia.

La filosofia del movimento era: non comprare mai un manga occidentale di nessun tipo. Mai. E, cosa più importante, non si devono leggere solamente le scans online. Mai. È blasfemia! La Planet Manga sostiene infatti che è eretico non comprare i manga, ma non solo: la filosofia impone di prendere anche le edizioni di merda, altrimenti non potrei rovinare un manga e ricomprarlo una decina di volte. In tal modo, più compri manga e più sarai ammesso al sacro pantheon degli otaku.

Un altro insegnamento importante è quello di dare delle piccolissime donazioni, durante il rituale liturgico degli otaku. Quest'ultimo impone di celebrare la messa in una chiesa con dei poster al posto dei santi, la statua di uno Shinigami o un Evangelion al posto della croce, dove la messa sarà celebrata da un cosplayer che leggerà un numero della Shonen Jump, e i fedeli dovranno cantare le canzoni di Cristina D'Avena e al posto dell'ostia del sushi o delle polpette di riso (talvolta ramen). Voci di corridoio affermano inoltre dell'esistenza di un nuovo messia per questa nuova religione, ovvero il leggendario uomo dei fumetti.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Ponendo come scopo secondario quello di conquistare Pearl Harbour.
  2. ^ Oltre che cantare (abbastanza stonatamente) sigle degli anime.
  3. ^ Credevate fosse un caso che la casa si comportasse come la Mediaset, eh? Eh? EH? Illusi.
  4. ^ Credevate fosse un altro caso, eh? Eh? EH? Illusi.
  5. ^ Ancora, eh? Eh? EH? Illusi.
  6. ^ Da dove credevate che venisse tutta quella carta maleodorante? Eh? EH?
  7. ^ Ancora?! Dovresti averlo capito ormai!
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