Pista ciclabile

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Pista ciclabile

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~ Ciclista in una pista ciclabile.
Ciclista fuori pista ciclabile.jpg

Questo saggio ha deciso di evitare il pericolo.

La pista ciclabile è un insidioso percorso di guerra che attraversa le città e che permette ai ciclisti estremi di sperimentare il brivido della sopravvivenza urbana. Sul percorso vengono distribuiti pericoli e trappole mortali dagli operai comunali. Visto l'alto rischio di infortunio la pista è dipinta di rosso e delimitata da paletti o guard rail per proteggere l'incolumità degli automobilisti. Riuscire a completare una pista ciclabile senza ferirsi o peggio è motivo di grande vanto per ogni biker che si rispetti. Un 720º nel sottopasso? Un Wall Ride sulla vetrina di Zara? Un Rail sulle sbarre del passaggio a livello? Un Tail Whip sul ponte della tangenziale? Roba da dilettanti.


[modifica] Come è fatta

Spazzini 2.jpg

Alcuni tecnici del comune impegnati a cospargere la pista di resti organici.

La pista ciclabile è una stradina in terra battuta, asfalto, cemento, ghiaia o tutte queste cose insieme che solitamente costeggia strade, fiumi, ferrovie, piste da sci. A volte le piste ciclabili sono parte della strada stessa, delimitate solamente da una striscia di vernice gialla, che di solito vengono adoperate come parcheggio per autovetture, ma ottime anche per sfidare la morte. Le più evolute sono isolate dalla strada tramite paletti deformati da forti impatti e ripiegati verso l'interno della pista per aumentare la difficoltà. La più lunga d'Italia è quella della via Emilia, con più di 900 ostacoli potenzialmente letali, percorrendola per intero è possibile respirare più di due litri di idrocarburi e fino a 15 grammi di piombo. La pista ciclabile è ad uso esclusivo di pedoni e velocipedi (anche elettrici), sono perciò vietati veicoli a quattro ruote, anche se a pedali, ma anche imbarcazioni e velivoli. I trasgressori, colti in flagranza di reato, saranno puniti in loco dalle forze dell'ordine con una sonora sgridata.

[modifica] Ostacoli, trappole e trabocchetti

[modifica] Ostacoli

Segnaletica a terra di pista ciclabile.jpg

I ciclisti più esperti segnano gli ostacoli con geroglifici sconosciuti: questo potrebbe significare terreno sconnesso o rapimento alieno.

La pista ciclabile è cosparsa di ostacoli bastardissimi. La vegetazione che delimita il percorso viene cresciuta appositamente in modo da lasciare grossi rami sparsi qua e là ma perfettamente mimetizzati e rigorosamente ad altezza occhi. Il fogliame secco che si ammonticchia sulla pista viene bagnato ogni mattina dalle macchine lava strada per mantenerlo sdrucciolevole. Gli ostacoli più pericolosi rimangono comunque quelli umani. All'alba alcuni furgoni comunali prelevano dai ricoveri e scaricano su ogni percorso decine di vecchi in bicicletta che vengono poi prelevati al tramonto. Il vecchio in bicicletta è un ostacolo in apparenza insormontabile: è impossibile stare in scia poiché egli viaggia senza muoversi zigzagando, quindi per stare in equilibrio da fermi occorre montare una BMX o un monociclo. Il campanello è inutile poiché il vecchio è dotato di default con apparecchio acustico spento. I vecchi sono stati ultimamente upgradati con biciclette elettriche scariche, ancora più lenti. Nelle strettoie vengono posizionati a distanze regolari vecchi appiedati. Un altro terribile ostacolo è il moccioso in triciclo con la nonna in bici. Il moccioso col triciclo e la nonna in bici procede in linea retta fino a quando non viene affiancato. A quel punto virerà alla velocità della folgore finendovi con la testa fra i raggi, ma non è ciò che deve spaventare, bensì la nonna che estrarrà dal cestino della bici alcune granate al fosforo. Per i gruppi di studenti con MP3 disposti a falange optate per biciclette pesanti e tentate lo speronamento. Non essendo la pista ciclabile percorribile da qualsivoglia mezzo, potrete incontrarvi scooter, autoarticolati o aerei monoposto in fase di decollo.

[modifica] Trappole

Ciclista a terra.jpg

Questo ciclista, aggredito da un cespuglio, è spacciato nonostante l'eroismo dei compagni.

Le trappole si formano naturalmente sulle piste ciclabili per aumentare il livello di sfida e tendono a bloccare il ciclista per non farlo proseguire. Le più frequenti sono le classiche buche, crepacci, voragini e crateri che si trovano solitamente alla fine di una discesa o dopo una curva, a volte sono precedute da mattoni auto bloccanti inclinati a trampolino. Il fascio di rovi, micidiale, aggancia saldamente la caviglia o si attorciglia irrimediabilmente alla ruota, fatale l'aggancio della ruota anteriore. I ricci degli ippocastani bombardano dall'alto, di conseguenza si consiglia un caschetto, ma non perdono la loro pericolosità nemmeno a terra squarciando gli pneumatici. Impegnativo anche lo slalom tra i bidoncini della raccolta differenziata.

[modifica] Trabocchetti

Attraversamento ciclabile con incidente.JPG

Alcuni ciclisti investiti da un'ambulanza sono stati abbattuti dai vigili per aver toccato i quadrati.

I trabocchetti possono essere davvero infidi, ingannano il ciclista e lo eliminano. Il peggiore, quello che sicuramente ha mietuto più vittime, è il famigerato attraversamento ciclabile. Ne esistono due versioni, semplice o con semaforo. Il primo è di solito segnalato sulla strada come un normale zebrato ma con quadrati bianchi ai bordi. Per gli automobilisti sono disposte due file da quattro cartelli ognuna, a 200 m di altezza e con totalizzatore di punteggio. L'attraversamento ciclabile è dotato di una funzione letale per il ciclista: il diritto di precedenza. L'attraversamento con semaforo è solo per i più temerari e a volte è munito di pulsante di chiamata, un buco nel palo con due cavi elettrici scoperti. Per attivarlo basta chiudere il circuito con il proprio corpo. Appena scatta il verde bisogna essere particolarmente lesti poiché appena in strada sarà subito arancione. La miglior tattica, se verrete sorpresi dal rosso, è tuffarvi nella piazzola blindata di mezzeria e aspettare che il prossimo ciclista chiuda il circuito; purtroppo nella piazzola non c'è un pulsante. Il trabocchetto più crudele rimane comunque l'attraversamento pedonale. Questo zebrato sprovvisto di quadrati laterali inganna il ciclista spingendolo a credersi in posizione di precedenza. Se il ciclista scende dalla bici rischiando un prolasso emorroidale e attraversa è salvo. Se il ciclista attraversa col mezzo, allora l'automobilista è obbligato per legge a spappolarlo, anche se fermo in sosta.

[modifica] Altri pericoli estremi

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