Pettenedda

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Samara davanti al pozzo.jpg

Una pettenedda inglese: lo si capisce dal tipico ambiente soleggiato.

La pettenedda è una creatura leggendaria sardo-malvagia il cui nome si pronuncia bene quando si ha il naso chiuso.

[modifica] Descrizione

La pettenedda è una creatura così grottesca che più che descriverla è meglio rifarla direttamente da capo.
Secondo la tradizione folklorica sarda questa creatura avrebbe delle sembianze femminili molto aggraziate e dolci, addirittura acquee, ma abitando in fondo ai pozzi è piuttosto normale. Il problema è che suddette forme non apparterrebbero all'Homo sapiens, ma a una famiglia di invertebrati della quale ora non mi sovviene il nome. Va da sé perciò che non siamo ad alti livelli di seducenza.
Angela merkel malefica.jpg

Potrebbe costei, secondo quanto riportato in descrizione, essere una pettenedda? No: le culone per i pozzi non ci passano.

Ma non disperiamoci, magari la pettenedda ha due fianchi da urlo...
Dunque, dicevamo: nonostante la forma base di donna la pettenedda ha subìto un secolare modellamento dei lineamenti dovuto alle correnti, come un sasso in fondo al letto d'un fiume, facendole perdere i tratti umani e avvicinandola anzichenò alle forme di vita del genere Brambilla. La leggenda la vede irsuta e bitorzoluta, con i tipici bubboni purulenti sul naso "a iperbole", pelle filante e della tonalità del vomito alcolico e una voce che s'avvicina a un gessetto strascicato sulla lavagna. È inoltre risaputo che il celebre Max Caria ha organizzato in passato una spedizione alpina per raggiungere la sommità della sua gobba. Conclude con piedi piatti e ginocchia vare, talmente pronunciate che quando porta la gonna sembra che abbia un sederone da far invidia alla Marini.

[modifica] Comportamento

La pettenedda passa le sue giornate a pettinarsi. Si pettina continuamente, maniacalmente, precipitevolissimevolmente. Continua a farlo anche dopo aver perduto completamente i capelli, insistendo sui peli ascellari, e dopo aver vaporizzato anche quelli si accanisce sulle sfilacciature delle sue mutande di lana, che quelle non mancano mai.
Insomma, è più inutile di una donna borghese. In effetti non si capisce perché dovrebbe far paura ai bambini, ma gira voce che quando rutta sembra di sentire il boato del Niagara.

[modifica] Cugine

Pozzo nella savana con cartello strano.JPG

La marabbecca, cugina siculona della pettenedda, ha deciso che un po' di decoro non avrebbe danneggiato la sua lugubre immagine.

[modifica] Marabecca

Detta anche marabbecca per chi ha il labbbiale energico, è la parente siciliana. Attacca i bambini cattivi a schizzi di limone negli occhi e li obbliga a ingurgitare cucchiai su cucchiai di olio di fegato di merluzzo. Invece che i pozzi preferisce i serbatoi dei trattori e le cisterne, meglio se piene di Cerasuolo di Vittoria.

[modifica] Burda

« Quant l'è brutta sta burdella
zaza zaza parapapà
che n't'la lecca fé comunella
sa le mignatt' che vai a magnà!
Burda! Burda! Burda!
Ven' otra, t'ha da crepà!
[fischio]
BUM! »

Presente in tutto il territorio padano e anch'essa associata a luoghi pericolosi quali distese di melma, paludi e case di riposo, si riconosce dalla benda sugli occhi con la quale gira di notte e dai bernoccoli sul capo e il naso rotto conseguenti a questa insalubre abitudine.

Denti di mostro superiori.png










Denti di mostro inferiori.png
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