Peppino Impastato

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Questo articolo tratta di cose e/o persone che non hanno nulla a che fare con la mafia
(che non esiste), quindi in caso notiate qualcuno in giro mentre chiede il pizzo facendosi chiamare Don, tranquilli, è tutto normale.

L'ho detto, l'ho detto, adesso mi puoi togliere quella pistola dal collo ché se no mi lasci il segno?

   Ti rifiuti di leggere? Ti costringiamo noi!?
Peppino Impastato in fondo al mare.jpg

Peppino visto dagli occhi del padre Luigi.

- Peppino: “Sai contare?”
- Giovanni: “Sì, so contare...”
- Peppino: “Sai camminare?”
- Giovanni: “So camminare...”
- Peppino: “E contare e camminare insieme, lo sai fare?”
- Giovanni: “Sì, penso di sì”
- Peppino: “E il gomito te lo sai leccare?”

Giuseppe Kaboom Impastato (Cina, 31 gennaio 1948 - Un po' dappertutto, maggio 1978) è stato un rompipalle siculo-cinese che fino all'ultimo istante della sua vita credeva di poter fare il suoi porci comodi in un paese non suo.
Loro gli dicevano non creare problemi. E lui li creava, perché non voleva restare con le mani in mano.
Loro gli dicevano non calpestarci l'erba. E lui la calpestava, perché non voleva restare con i piedi in piede.
Loro gli dicevano di stare zitto e buono. E invece lui fondò una radio satirica e cominciò a riempire di pernacchie l'etere di tutto il circondario.

Quote rosso1.png Quel ragazzo è pura dinamite! Quote rosso2.png

~ Anziano cinisino su Peppino Impastato.
Quote rosso1.png Puoi dirlo forte! Quote rosso2.png

[modifica] Biografia

Nato con l'uovo in camicia, appena venuto al mondo rifiutò l'aiuto dell'ostetrica che tentava di ripulirlo dal sangue che lo ricopriva, sostenendo che il rosso gli donava un botto.
Crebbe forte e vigoroso e fin dai primi tempi dimostrò il suo attaccamento ai diritti civili organizzando campagne di protesta contro la cucina insipida della sua scuola elementare e crociate contro i bulli che lo chiudevano nell'armadietto perché stanchi delle sue ciarle.
Studiò in seguito in un liceo per la mediazione linguistica in modo da aumentare il suo karma e avere un +4 di bonus in carisma. Grazie ai suoi apprendimenti poté finalmente trovare il coraggio e le parole adatte da usare contro suo padre, verso il quale nutriva forti risentimenti per via di ragioni troppo orribili per essere nominate:

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«Babbo, con la riga in mezzo fai troppo schifo!»
Binari deformati per una frana.jpg

Come si può notare, quell'incapace di Impastato non riuscì nemmeno nel suo ultimo intento di distruggere una semplice rotaia.

Dopo essere stato ripudiato e cacciato di casa dal babbo, Giuseppe continuò la sua vita da anticonformista riuscendo a sconvolgere la sonnacchiosa vita di un tipico paesello siculo del quale tutti ignorano l'esistenza finché non ci ammazzano qualcuno, tornando comunque a essere ignorato nel lasso di un paio di giorni.
Tra il '68 e il '77 il buon Peppino diede sfogo alla sua passione e ne combinò di tutti i colori, in particolare tutte le sfumature del rosso: nel giugno del '70 si buttò in una rocambolesca lotta contro un esercito di ruspe che volevano spianare una collina di rifiuti dietro casa sua, rimediando una sconfitta e un cingolo in culo. Nel novembre dello stesso anno si iscrive a un gruppo di comunistoni perdigiorno, i famigerati B.U.R.P.S, acronimo di Associazione Cattolica Ragazzi. Ma a loro piaceva più B.U.R.P.S., perciò così s'intitolarono.
Venne il settantuno, Peppino e il suo mordente fondarono una radio piena di bolscevichi che ogni sera tesseva le lodi di Tano Seduto, un tizio che si faceva molto spesso risuolare le chiappe. Per la prima volta qualcuno cominciò a sentirsi piccato da pensieri, parole, opere e omissioni del giuovine, che si credette dal suo canto un gran figo a pigliare per il culo uno che si faceva chiamare Tano Seduto[1]. Purtroppo per Peppino colui che finiva nelle sue frecciatine satiriche era uno a cui non era affatto il caso di pestare i piedi, uno che ripagava i colpi subiti con moneta più pesante assai. Peppino non se ne rese conto subito, lo apprese un secondo prima che un barilotto di dinamite lo coriandolizzasse sulla tratta ferroviaria Cinisi-Barcellona Pozzo di Gotto. Era una triste sera di maggio. Rosso di sera, morto s'avvera.

[modifica] Il post homicidium

Il suicidio di Peppino non se lo cagò di striscio nessuno perché lo stesso giorno si era suicidato anche Aldo Moro, noto showman della politica italiana, per cui lo speciale di Vespa su Peppino fu spostato in terza serata, quando rimangono svegli a guardare la tv solo gli alcolisti e i portieri di notte. Soltanto nella piccola Cinisi la morte di Peppino scatenò un gran putiferio, principalmente a causa dei ritardi dei treni.

Fantozzi nella polenta.jpg

Un giovane ammiratore di Peppino, mentre s'allena a diventare "Impastato".

In realtà non era ben chiaro cosa successe la notte tra l'8 e il 9 maggio del '78, anche perché gli sbirri assegnati alle indagini erano tutti in malattia. I più sostenevano l'ipotesi del suicidio doloso:

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«L'ipotesi del suicidio è avvalorata dal fatto che in camera di Giuseppe fu ritrovato un pezzo di carta con scritto "voglio abbandonare la politica e pure il mio cane e andarmene al mare": probabilmente il rimorso, il pensiero del suo chihuahua spiaccicato sull'A29 lo ha stroncato, deviando le sue intenzioni vacanziere all'insano gesto: ed ecco lo vediamo acquistare un candelotto di dinamite, sdraiarsi su un binario e spararsi in testa»

Altri patteggiavano per il suicidio colposo:

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«Lo sapete in quanti muoiono ogni anno per un banale mal di denti? Si è totalmente inesperti, ma il dolore ti spinge a giocare al "dentista fai da te". Si acquista una micro-carica odontotecnica, si abbonda per non rischiare che il dente maledetto resista, si cerca un posto tranquillo - e nessuno può giudicare la scelta di un binario ferroviario - si fa partire la carica e patatrak!»

Solo qualche scioperato di sinistra se ne andava farneticando che la situazione non era chiara e puzzava:

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«L'hanno ammazzato come un chihuahua, quei luridi fascisti

La storia diede ragione agli anti-fascisti, che furono premiati per la loro circoncisione.
Quello che avvenne in seguito fu solo un domino di conseguenze che portarono nel 2002 all'arresto di Don Tano Seduto[2] con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al maltrattamento di chihuahua.

[modifica] Dediche

Giuseppe impastato non passò inosservato né per le sue prediche né per il suo aspetto oranghico: dopo il suo trapasso ci fu chi ebbe quel briciolo di voglia che serve per ricordare qualcuno. E non fu solo una scialba preghiera o una reminiscenza, di quelle che si fanno attorno a un tavolo con una birra in mano per far passare il tempo:

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Come sparare sulla Croce Rossa
  2. ^ beccato dal pool antimafia con le mani in pasta
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