Parallasse
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“La parallasse annua si calcola prendendo come base la lunghezza del pene di Dio e moltiplicandola per la vagina di Eva cagna”
- Germano Mosconi sulla parallasse annua
La parallasse, spesso detta parallasse annua perché viene aggiornata ogni tre giorni, è quella particolare misura astronomica che si utilizza al fine del fornire agli studenti un ulteriore spunto per un pasticcio dei propri genitali. Essa è definita come la lunghezza d'onda vettoriale per slasti della frequenza dei battimenti che si provocano dalla caduta di un grave sulla crosta lunare che si riperc(q)uotono sulla cappella di tutti i docenti di scienza naturali di ogni liceo di ogni parte del mondo di ogni tempo di ogni universo e spazio parallello esistente e/o ipotizzato.
[modifica] Un Po' (fiume) di storia
La conoscenza dell'esistenza della parallasse annua si perde nell' alba dei tempi. Antichi scritti assiro - babilonesi parlano di un "npharosshiank" (pronuncia: 'mbatrava) da cui il DIO NANOS traeva il suo infinito potere smaronante. Gli antichi babilonesi, fedeli al culto del dio di cui sopra, erano completamente assoggettati al volere svirgolante dei moti astrali: prova ne sono le infinite ziqqurat a smerdolìo che ogni sette miliardi di anni™ (7.000.000.000 ---> infinito) si trovano allineate lungo la mitica linea della Vagiolia, parallela al dodicesimo parallelo di Phnistia, a sua volta parallelo all' asse della parallasse. In seguito i cristiani™ ripresero il culto della parallasse, riformandala ai propri standard religiuosi. Nelle sacre scritture, infatti, ritroviamo più volte citata la parallasse come punto d'incontro tra il demonio, la bestia e Cristiano Malgioglio per una partita a poker.
[modifica] Gli oscuri influssi della parallasse annua
Citazione dalla Bibbia, Ezechiele 14,08: " Prima che la parallasse sia entrata in risonanza con le sfere armoniche celesti tre volte, tu già tre volte avrai invocato invano LA MADONNA™". Da questa citazione si può già intuire quanto i cristiani™ temessero l'allinemaneto austro-tropicale della parallasse prendendola quale metro di misura del proprio membro, che era risaputo essere minuscolo e bitorzoluto (nonché puzzolente e sporco)


