Paolo Villaggio

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Il ragionier Fantozzi, matricola 1001/bis dell'Ufficio Sinistri,
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Firmato: Ugo Fantozzi
Paolo villaggio fracchia.jpg

L'estetica del grande Paolo Villaggio celebrata in una tipica posa con mutande ascellari rinforzate.

Quote rosso1.png Ma quali amici inseparabili! Quel ciccione spilorcio è trent'anni che mi deve ventimila lire! Ma me le pagherà, dovessi crepare! Quote rosso2.png

Villaggio ragionier Paolo (Genoa, 25 dicembre 0) è uno sceneggiatore, scrittore, critico, trasformista, collaudatore di materassi e centometrista italiano. È celebre per la creazione di numerosi personaggi televisivi e per aver fatto credere a tutto il mondo di essere un bravo attore.

[modifica] Giovinezza

Paolo Villaggio nacque. E fin qui siamo tutti d'accordo. Il suo fu un parto difficile: viste le dimensioni del cucciolo, si dovette optare per un cesareo rinforzato per creare un varco sufficientemente ampio per farlo passare. Con questo avvenimento si guadagnò immediatamente l'ira della madre, circoncisa come un glande, e delle ostetriche, che lo punirono immediatamente obbligandolo a pulire lo schifo che aveva lasciato in sala parto.
Crebbe forte e vigoroso e fin dai primi istanti di vita dimostrò un amorevole attaccamento per il fratello Pierino, con il quale era praticamente inseparabile: con lui andava a scuola, con lui tornava da scuola, con lui giocava ai soldatini, con lui dormiva, mangiava e defecava. E soprattutto con lui risolse un giorno il loro problema di siamesismo.
Molto attivo nell'apprendimento, frequentò numerose scuole, senza portarne a termine nemmeno una, fino a trovare finalmente in un liceo classico un'aura particolare, a misura della sua persona, che lo aiutò a giungere al diploma: era la scuola più vicina a casa sua.

[modifica] La vita lavorativa

[modifica] Da precario

Come ogni eclettico che si rispetti, l'esimio Villaggio seppe guadagnarsi la pagnotta senza dover chiedere nulla a nessuno. In fondo i genitori erano morti da un pezzo, lasciandogli una villa, una rendita ingente e una colossale fortuna, quindi non avrebbe avuto nemmeno il bisogno che muovesse uno zigomo. Ma il cuore genovese che era in lui non era d'accordo e sapeva che volere era potere, potere era governo e governo era danaro facile. Una possibilità troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Ed ecco che il neo-diplomato venne catapultato nel mondo del lavoro, cadendo malamente e procurandosi lesioni permanenti alla spina dorsale.
Il primo approccio lavorativo fu in una chiatta turca che pescava gamberi e zucchine. Il compito del Paolo era quello di staccargli la testa con un morso per poterli servire immediatamente in qualche bettola costiera. Fu proprio il contatto con questi curiosi animaletti (i gamberi, non i turchi), a ispirare in chissà qual modo la sua vena comica. Il suo primo incarico da intrattenitore lo ottenne per la prima volta proprio in quell'umile barcone. Coi gamberi.

[modifica] Da mendicante

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Il periodo pre-depressione di Villaggio, qui immortalato mentre vende la dignità per un pacchetto di grissini.

Stufo di divertire crostacei morti, Villaggio decise di cambiare totalmente attività e tentare il successo componendo melodia da strada, nel senso che strimpellava e cantava sul marciapiede per racimolare spiccioli. Fu proprio all'apice della sua carriera da menestrello che incontrò il compaesano, futuro collega e poveraccio Fabrizio de André, con il quale compose i mitici Il ciambellone e Carlo Bordello torna dalla spanciata di Foie gras. Poi però il Faber morì e Paolo si ritrovò in mezzo alla strada (prima era sul marciapiede).

[modifica] Da merdaccia

Ebbene sì, una notizia più sconvolgente dell'atomica su Hiroshima e della non esistenza di Babbo Natale. Il nostro Paolo Villaggio visse veramente il suo periodo da "merdaccia", precisamente quando, stanco di nutrirsi di mozziconi di sigaretta e bitume, decise di compiere un gesto estremo, chiedendo l'assunzione nella Megaditta italpetrolcemeterdesossiribonuchimica di Roma, dove si stabilì con la famiglia[1].
Qui comincia il periodo più educativo della vita di Villaggio, all'insegna dell'apprendimento della vita. Egli imparerà che:

  • Filarsi una collega sgorbio per vent'anni non serve a un beato cazzo se lei non te la dà nella prima settimana di collegio;
  • A sostituire l'intero personale dell'azienda per coprirne l'assenteismo si guadagna una gogna pubblica in ginocchio sui vetri rotti;
  • Seguire le iniziative di un folle mezzo ciecato produce solo una marea di guai;
  • Ribellarsi al capo produce solo una marea di guai;
  • Prendere iniziative personali produce solo una marea di guai;
  • Proporre il "lancio dello stronzo" a un tizio che è appena stato nominato Mega Direttore Naturale Gran. Farabut. non è esattamente una buona idea;
  • Sbrigare il lavoro dei colleghi non ti rende gentile e disponibile ma semplicemente un coglione;
  • Leccare il culo ai superiori è l'unica garanzia di successo nella carriera personale.

Fu proprio quest'esperienza che lo ispirò nella creazione del suo più riuscito personaggio realmente esistito: il mostro di Loch Ness il ragionier Fantocci.

[modifica] Da doppiatore

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Il nostro eroe alle prese col suo primo doppiaggio da professionista: uno sbadiglio.

Trancio relativamente breve della vita di Villaggio, dovuta a una scarsa propensione per questo mestiere. Ciò è ben dimostrato dal fatto che l'unico personaggio che gli è stato permesso di doppiare è stato un infante odioso.

- Osservazione: “Tonto, gli infanti manco parlano!”
- L'autore di questo articolo: “Appunto...”

[modifica] Da conduttore

L'idea di fare il conduttore avvenne in maniera piuttosto casuale: dopo essere stato colpito da un fulmine, notò la sua predisposizione naturale ad attirare e condurre elettroni. Ricevette immediatamente numerose proposte di lavoro nel campo dell'elettrotecnica, dell'elettronica e della Nutella. Le proposte erano talmente tante che il fortunato si permise di scegliere a caso, beccando l'unica opzione che non c'entrasse nulla con la conduzione: Striscia la notizia. Inizia così un periodo buio per il buon Villaggio, ridotto a umiliarsi dietro una scrivania di cartone e costretto a sgolarsi ogni sera per sovrastare quelle maledette risate finte.
Le cose migliorarono un pelo nelle conduzioni di altri programmi:

  • Affiancò Baudo nella conduzione del Festival di San Romolo, nonostante in tutte le oltre 600 edizioni del festival le uniche parole che pronunciò furono prova... prova....
  • Condusse Quelli della domenica, nel quale nacque un altro, amatissimo personaggio: il buontempone meteorologo professor Kranz Giuliacci.
  • Sempre in mano sua anche È domenica, ma senzo impegno, versione censurata di È domenica, tu sfiora quel campanello e vedrai che ci faccio con i tuoi opuscoli.
  • Fece un breve periodo anche in Domenica in, dopodiché lasciò di propria volontà poiché stanco delle battutine idiote di Baudo.

[modifica] Gli anni 2000: tra teatro, letteratura e liposuzione

Paolo Villaggio con fumetti.jpg

50 anni a Roma non bastano a estirpare un cuore genovese.

Negli anni 2000, nonostante i comprensibili acciacchi dovuti ad anni di bastonate sul set di Fantozzi, che naturalmente erano tutte reali, l'indistruttibile Villaggio non si è ancora arenato nel dimenticatoio dei personaggi famosi, preferendo sblusarsi in una poltrona di pelle di tarantola[2]a scrivere.
Lavora innanzitutto per sè stesso, scrivendo la sua biografia e, visti i magri sviluppi, comprandosela. Nel 2002 inizia a collaborare anche nell'ambito scolastico, pubblicando il libro per bambini Vita, fianchi e sciacquone di un pezzo di merda: fisiologia alimentare spiccia.
Nello stesso periodo avviene uno spiacevole avvenimento in famiglia: il figlio settantenne Pierfrancesco ricade nel gorgo della tossicodipendenza, da dov'era stato ripescato vent'anni prima. La cosa segna profondamente Pierfrancesco, soprattutto per via delle vergate nei lombi che gli somministrò il padre. Nello stesso periodo, precisamente allo scocco della 45esima frustata, la vena scrittrice si scioglie nuovamente e i suoi nuovi capolavori letterali si materializzarono in un batter di cinghia: Il fumo è grigio, nel 2003; Il tomacco fa schifo, nel 2004; L'ultima peperonata, nel 2005; Francesi di merda! nel 2006. Il successo dei libri però declina in fretta, costringendo Villaggio ad andare sullo schermo solo per pubblicizzarsi e per approfittare dei buffet omaggio offerti dalle produzioni.
Il 2012 vede il Villaggio lanciato nelle nuove avventure di Fantozzi puccettone Ugo, nelle sue ultime, malinconiche sfighe.

[modifica] Filmografia

  • 1911 - Fantossi (ruolo: capufficiopacchi)
  • 1911 - La Corazzata Potëmkin (ruolo: corazzata)
  • 1969 - Fantozzi ragionier Ugo (ruolo: parafulmine dell'azienda)
  • 1972 - Fantozzi nitrisce ancora (ruolo: Ragionier Ugo Fantocci)
  • 1978 - Fracchia contro Dracula (ruolo: bara)
  • 1981 - Fantozzi va in purgatorio (ruolo: terzino sinistro)
  • 1987 - Le coliche (ruolo: rene sinistro)
  • 1988 - Fracchia la merdaccia umana (ruolo: merdaccia)
  • 1999 - Io speriamo che me la Chievo (ruolo: Gigi Del Neri)
  • 1999 - Io speriamo che me la chiavo (ruolo: Fantozzi impotente)
  • 1999 - Fantozzi 2000: la Colazione (ruolo: Tiffany)
  • 2000 - Ho vinto la lotteria di capodanno: un portachiavi... (ruolo: botta di culo)
  • 2001 - Fantozzi contro Totti (ruolo: Cassano)
  • 2010 - L'ennesimo tragico Fantozzi (ruolo: Jolly)
  • 2011 - Fantozzi ha rotto il chezzo! (ruolo: Lino Banfi)

[modifica] Opere letterarie

  • Fantossi.
  • La corazzata.... Si, insomma, i film qui sopra in versione cartacea per i piromani.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ Certo che aveva una famiglia, solo che loro se ne stavano tranquilli nel villone a sollazzarsi con la colossale fortuna e la rendita ingente.
  2. ^ Per gli impiegati di dodicesimo grado questo passa il convento



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