Paolo Di Canio

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SVBITO!
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Paoletto saluta amorevolmente sua Madre che è venuta a prenderlo a scuola

Paolo Di Canio è stato un calciatore italiano nato nel 1925, figlio del Duce, dopo che egli aveva avuto un rapporto segreto con la sorella del Sergente Hartman.

È l'icona di tutti i poser fascisti e di tutti gli ultras della Lazio.

[modifica] La carriera

È famoso per aver [1]giocato nella Juventus: essendo impedito nel gioco del calcio, il suo ruolo principale era quello di allacciare gli scarpini ai calciatori molto più forti di lui. Purtroppo era un inetto anche con gli scarpini e fu cacciato dalla squadra. Emigrò in Inghilterra in cerca di lavoro e, dopo essere stato venditore di torba, tornò a giocare a calcio. Non essendo migliorato affatto, capì che avrebbe dovuto compiere qualcosa di grandioso per essere ricordato: tentò più volte di resuscitare delle persone, di portare a termine rivoluzioni, di scovare criminali e di crocifiggere musulmani, invano.


[modifica] La breve fama in Inghilterra

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Paolo poco prima di un amplesso.

Durante una partita però, riuscì a diventare famoso. Un hooligan lanciò in campo una testa di alce, colpendo il portiere della squadra avversaria di quella di Di Canio, facendolo svenire. Lui (che stava assistendo dalla tribuna), si accorse di quanto era successo, al contrario dell'arbitro. La prima cosa che gli venne in mente (la più logica) fu quella di lanciare un vibratore acceso in faccia al direttore di gara per richiamare la sua attenzione. Quest'ultimo fermò il gioco, proprio mentre la squadra di Di Canio stava per segnare. Quella stessa sera Martin Luther King, tifosissimo del West Ham, pestò a sangue il povero Paolo, che nonostante questo vinse il premio "fair play", il premio Oscar, il premio strega, la coppa dei campioni e il premio Nobel per la pace, che tuttavia non ricevette mai; la sera della consegna infatti, un hobbit riuscì a intrufolarsi tra il pubblico grazie all'aiuto di un anello e urlò che quella partita il West Ham la stava conducendo 3-0. Nelson Mandela, che stava consegnando il premio, disse:-Ma allora grazie al cazzo!- e fece evacuare la sala. Tutti i premi vinti gli furono revocati e in compenso vinse il trofeo "Grazie a sta ceppa, lo sapevo fare anch'io!".

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Paolo Di Canio dopo essersi guardato allo specchio.

[modifica] Il ritorno in Italia

Dopo l'avventura inglese Paolo decise di ritornare in Italia e di giocare con la Lazio. In Gran Bretagna però si era preso una brutta abitudine: essendo Londra una città nebbiosa, per evitare che gli uccelli defecassero sulla sua crapa pelata, dato che non si vedeva un cazzo, protendeva la mano destra per sentire se le scorie dei pennuti erano in prossimità del calciatore. Fu così che dopo un derby del 2005 (in cui incredibilmente aveva giocato), Paolo fu sanzionato dalla FIFA e dalla FIGC per Apologia del fascismo. Lui però non fu molto contento dei provvedimenti presi dalle società, anche perché quando tornò a casa da sua madre gli riferì che Mi hanno messo la nota, giustificandosi però con perché cercavo di non farmi cacare in testa dai piccioni. La madre però non gli credette, e lo sculacciò.

[modifica] Il vizio di Paolo e l'addio al calcio

Nonostante le numerosi sanzioni, il difetto di Paolo persisteva nel suo essere. Addirittura fu penalizzato per aver scostato con la mano destra un orso bruno che voleva sbranare la sua famiglia, e gli fu imposto di pagare 70.000 euro in banconote del Monopoli. Fu multato anche quando salutò un suo amico: il giudice sportivo affermò che il povero Di Canio stava salutando (tramite un gesto che deve essere considerato assolutamente apologia di fascismo) Benito Mussolini in persona. Il giocatore si rifiutò di credere di aver salutato suo padre, che a quei tempi viveva nel Mondo dei Loacker, e decise di andare a giocare con la Cisco Roma, dove i suoi gesti non sarebbero stati resi noti. Ma la sua carriera alla Cisco non era destinata a durare: si è ritirato definitivamente dal calcio uno o due mesi fa, quando ha litigato con un suo compagno che non voleva prestargli la macchinetta. Morirà domani.

[modifica] Note

  1. ^ non



[modifica] Voci Correlate


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