Padova

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Quote rosso1.png Un padovan, un musso e un can xè tre fradei! Quote rosso2.png

~ Saggio e veritiero proverbio veneto sui padovani
Quote rosso1.png Chi che ga visto Padova no poe scordarla pì. Quote rosso2.png

~ Padovano su Padova
Quote rosso1.png Anca massa...! Quote rosso2.png

~ Neolaureato padovano appena brutalizzato su citazione di prima
Quote rosso1.png Tanto 'ndemo su st'ano che vien! Quote rosso2.png

~ Tipico motto del tifoso di calcio speranzoso dopo l'ennesima stagione fallimentare
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Una delle attrazioni turistiche della città.


Glorioso gioiello veneto, Padova è universalmente nota come la capitale mondiale dell'alcolismo molesto. Meno laboriosa (a causa della forte presenza di studenti universitari) ma se possibile più ubriaca di ogni altra città veneta, Padova è localizzata nel bel mezzo della nebbiosa pianura veneta, a metà strada tra Bratislava e Cosenza. Padova vanta un'Università molto antica, una popolazione di larghe vedute e, seppur per poco tempo, è stata il luogo ove l'Anello di Sauron era custodito. Ora l'Anello non si sa dove sia, però le malefiche bestie incaricate di proteggerlo ci sono ancora e vivono nel colorito quartiere di via Anelli, dove resistono stoicamente agli attacchi dei malvagi nemici.

[modifica] Origini

La storia di Padova ha radici antichissime, e anche un po' fradice. La leggenda vuole che dopo la distruzione di Troia ad opera dei greci le abitanti di Troia (le troie, appunto) guidate dal loro magnaccia Antenore, si stabilirono lungo il Bacchiglione, allo scopo di stabilire un bordello di successo e al sicuro dalle onerose tasse locali. Il piano riuscì perfettamente ma, forse per le immense ricchezze così accumulate da Antenore, Padova fu oggetto svariate volte di incursioni da parte di altri popoli, tra cui ricordiamo i Romani, gli Unni, i Veronesi e i Mongoli.

A causa delle sue nobili origini, Padova ha da sempre suscitato le mire evangelizzatrici della Chiesa, che in mille diversi modi ha tentato di prendere possesso della città, riuscendo addirittura a infiltrare nelle case del centro una borghesia devota e ostile all'istituzione universitaria e alle selvagge pratiche in vigore nella città. Ma a dispetto della pervicacia moralizzatrice, con eroica tenacia Padova è riuscita a mantenersi nei secoli fedele al suo ruolo di puttanaio del Veneto, luogo di perdizione alcolica nonchè polo culturale della bestemmia.

[modifica] L'università

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Il Magnifico Rettore dell'ateneo patavino.

In qualsiasi parte di Padova e a qualsiasi ora del giorno e della notte i gruppi di universitari fanno sempre parte dello scenario urbano locale. Grazie a una sapiente delocalizzazione che ha portato a creare isituti, laboratori e aule un po' dappertutto (sottoterra, su dirigibili Zeppelin, nel Piovego) a Padova gli studenti sono considerati alla stregua di arredo urbano caratteristico seppure un po' molesto e spesso sbronzo. L'Università patavina, vanto e maledizione della città allo stesso tempo, è la seconda d'Italia per prestigio dietro l'irraggiungibile ateneo di Campobasso, e tra le sue strutture compaiono costruzioni modernissime, palazzi medievali, caverne, e molto spesso baracche e chioschetti, e vanta tra i suoi ex docenti personaggi della statura di Galileo Galilei e Mauro Marin.

[modifica] Lo spritz, sovrano incontrastato della città

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Un tipico studente padovano in un momento di rilassatezza.

Cocktail o elisir? Difficile a dirsi. Quel che è certo e che a Padova lo spritz è d'uso comune a qualsiasi ora, da qualsiasi persona, a prescindere da ceto sociale, etnia e fede religiosa. Infatti a Padova lo spritz trova utilizzo non solo come bevanda, ma anche come propellente per motorini e automobili, e naturalmente principale, e in taluni casi unica, attività studentesca in città.

Non è infatti facile per lo straniero comprendere il valore dello spritz in città, dal momento che questo funge infatti anche da moneta corrente nella città patavina, da mezzo privilegiato per il compimento del desiderio sessuale di ognuno e parametro con cui valutare negativamente ogni altra città.

L'aperitivo tipico ha una funzione da aggregante sociale che non trova riscontro in nessun'altra attività cittadina: ogni categoria, emo, ultrà, boari e perfino ingegneri trova una momentanea pace interspecie durante il famoso Mercoledì Universitario. Unica categoria che non prende parte al rito cittadino sembra quella dei papaboy, che generalmente preferiscono trascorrere il mercoledì sera a evangelizzare la folla festante, finendo solitamente per otturare con le loro teste i cessi di Piazza delle Erbe.

[modifica] Luoghi caratteristici

[modifica] Piazza delle Erbe

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Un tranquillo e sobrio mercoledì sera in Piazza delle Erbe.

Il luogo di ritrovo degli sbandati padovani per eccellenza. Ivi inoltre è consuetudine consumare il primo spritz della serata. Un po' simile a Gerusalemme durante le crociate Piazza delle Erbe è il solo posto in Veneto dove razza, numero di gambe e colore della pelle conta poco o almeno meno che di solito. Costituisce inoltre l'unica oasi ecologica cittadina protetta, oltre ai centri sociali, per la vita del punkabbestia, esemplare molto comune in città comuniste e decadenti come Bologna ma ancora piuttosto raro a Padova al di fuori delle riserve dove vive.

Solitamente, i frequentatori della piazza si muovono in branco per andare al PAM, il supermercato poco lontano, per fare rifornimento di vini di prestigio, vodka alla pesca e panini alla mortadella. Non è insolito vedere gruppi di metallari, trascinati dall'ebbrezza o dallo shopping o più probabilmente da entrambe le cose, andare in giro masticando rosei marshmallows o con un comodo prosciutto sottobraccio.

Inoltre, il costante affollamento per via del mercato mattutino e delle serate etiliche ne determina i caratteristici ornamenti del selciato, che a seconda dell'ora possono variare da cadaveri di arance a bottiglie vuote a prodotti di digestioni inverse.

[modifica] Il Duomo

È il ritrovo truzzo per eccellenza a Padova. Da "duomo" deriva il verbo duomare, utilizzato per indicare il passare tutti i sabati pomeriggio seduti su un muretto, insultando chi non è parte dell'esclusivo ambiente dei figli di papà per poi dileguarsi al minimo accenno di rappresaglia.

Tali personaggi, abbigliati e riforniti dai munifici genitori in un modo che farebbe la fortuna di ogni rapinatore che si rispetti, sono soliti ostentare in questo modo la loro superiorità sugli altri, e nei momenti in cui non si trovino sul muretto ghiaccia-culi del Duomo a cazzeggiare (va ricordato che nessuno di loro produce alcunché per la società nella sua vita) si spostano in massa verso i locali più in della dolce vita patavina a bordo delle umili Audi TT e Porsche Cayenne del paparino. Se non ancora 18enni si accontentano di uno scarabeo o di un husqvarna sempre regalatogli da paparino.

[modifica] La stazione delle FS

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Uno dei gentiluomini che bazzicano i dintorni della stazione.

Secondo molti esperti la vera stazione dei treni padovana non esiste e quella attuale altro non è che la stazione di Bucarest (o di Nairobi), portata in città nottetempo in un convoglio maledetto. Questa convinzione radicata nasce dalla considerazione che la zona della stazione non è in effetti un luogo molto bello da vedere, anche se a dir il vero assai variopinto: si va dal vicino corso del Popolo divenuto ormai simile a una via di Pechino, alle zone retrostanti i binari sempre pullulanti di gentiluomini, signore altolocate e in cui non è raro assistere a suggestivi giochi e manifestazioni di sommo senso civico per strada, per finire al vicino tempio McDonald's, dove ogni sera viene immolato un boy scout vergine, immerso nell'olio idrogenato vecchio di un mese. Il tutto senza un motivo. Recentemente è stata abbellitta da due bombe a mano giganti realizzate dallo scultore Massimo Bitonci come monito per i kebabbari della zona.

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Trenitalia si diverte a creare nuove lettere dell'alfabeto

[modifica] I tre senza

La città di Padova è celebre per alcune lacune:

[modifica] Personaggi più o meno famosi legati a Padova

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Il Santo senza nome.

  • Galileo Galilei, ex insegnante di Fisica all'Ateneo. La cattedra da cui insegnava, ancora oggi visibile al Boh, palazzo sede dell'istituzione universitaria, riporta numerose incisioni di stampo sacro, sembra opera dello stesso Galileo quando durante il processo che subì si raccomandò più volte a San Germano da Verona.
  • Enrico Berlinguer, che qui perse la vita in seguito all'incontro con la nota intellettuale e futuro sindaco Giustina Destro.
  • Alessandro Del Piero, che nel Padova esordì da professionista. L'anno successivo alla sua cessione alla Rubentus, il Padova soffrì grandemente la sua partenza, ottenendo la promozione in Serie A.
  • Niccolò Ghedini, avvocato prediletto di Silvio Berlusconi, è padovano, anche se da integerrimo uomo di legge qual è dichiara di risiedere a Montecarlo, dove possiede un lampione.
  • Giancarlo Galan, Ministro dei Beni Culturali (no, non avete letto male), è di Padova, ma Padova sostiene di essere pronta a pagare pur di liberarsene.
  • Andrea Palladio, che stanco di venir considerato un misero scalpellino sottopagato dai concittadini padovani decise di trasferirsi a Vicenza, dove riuscì ad affermarsi come architetto di fama mondiale: nient'altro che un banale errore di valutazione...

[modifica] Principali paesi della provincia

  • Limena: graziosa cittadina alle porte di Padova sulla strada per Cracovia, è famosa per le antichissime e pregevoli costruzioni che ne ornano lo splendido quartiere denominato Zona Industriale.
    Inoltre, se Padova è nota come il puttanaio del Veneto, Limena è il puttanaio di Padova: qui la densità di mignotte per chilometro quadrato raggiunge picchi secondi solo a Budapest e a casa tua. È presente anche un grazioso cinema, dove i prezzi modesti ti costringono ad accendere un mutuo per vedere un film di 2 mesi fa.
  • Piazzola sul Brenta: pura leggenda per alcuni e luogo dimenticato da Dio da chiunque sia dotato di cervello, Piazzola sul Brenta tutt'oggi è considerata da Google Maps sotto la provincia di Vicenza. Presenta una graziosa villa, Villa Contarini, la quale si pensa sia stata progettata dall'architetto Andrea Palladio, il quale deve aver pensato di essere a Vicenza dopo essere entrato sulla homepage di Google. Piazzola vanta inoltre una serie di spledide frazioni, fra queste Tremignon (Tremignotte),che putroppo non vanta più un vasto assortimento di puttane dopo che gli unici due cessi ambulanti hanno proveduto a trasferirsi nella vicina e più rinomata Limena. Punto di forza del paesino sono le 4 pizzerie presenti per sfamare le 1100 anime ivi residenti, il cui consumo di pizza li ha resi nel tempo simili alle tartarughe Ninja, soprattutto per quanto riguarda l'odore proveniente dalle loro abitazioni.
  • Ponte San Nicolò: comune molto figo. Solo che le ragazze lì non la danno. Anche perché non ce l'hanno.
  • Legnaro: cittadina salita agli onori delle cronache qualche anno fa, allorché il parroco per alcuni mesi fu irreperibile in paese, finché alcuni abitanti non lo rinvennero, visibilmente provato e in condizioni poco edificanti. Per festeggiare l'avvenuto ritrovamento, i cittadini legarono l'uomo con spago per salami e lo gettarono nel vicino lago. Quando, nove mesi dopo, il parroco venne tratto fuori dall'acqua, esclamò con decisione che simili scene non avrebbero più avuto a ripetersi.
  • Grantorto, Gazzo Padovano e San Pietro in Gù: paesini dell'alta padovana che si sono recentemente fusi in un unico comune, denominato Gran Gazzo in Gù.
  • Carmignano di Brenta: paesino limitrofo a Gran Gazzo in Gù, famoso per l'allevamento di maiali in mezzo alle strade. Nei paesi confinanti c'è un detto: "Quando che te senti spussa da mas-cio te si rivà a Carmignan!".
  • Cadoneghe: vero gioiello della periferia patavina, in questo luogo la gente è così sobria da addobbarsi l'albero di Natale in giardino attraverso l'ausilio di una gru. Farsi un giro da quelle parti serve a capire quant'è bella la vita in qualsiasi altra parte d'Italia.
  • Sant'Urbano: è difatti una frazione della "città" di Rovigo. Paesino di poco più di 2000 abitanti, ospita nella sua nebbia ben il 90% della popolazione del capoluogo polesano, costituita prevalentemente da vedovi che praticano la disciplina dello sputo all'immigrato (termine riferito a chiunque provenga dal di fuori della nebbia).

[modifica] Curiosità

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L'abuso della sezione «Curiosità» è consigliato dalle linee guida di Nonciclopedia.

Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

NonNews

NonNotizie contiene diffamazioni e disinformazioni riguardanti Padova.

  • Secondo alcuni studi, un bagno nel piovego corrisponde a 30 radiografie al secondo, ecco perché nessuno (neanche i piccioni) tenta di avvicinarsi all'acqua.
  • Per i pedoni i semafori non servono.
  • Per i ciclisti i sensi unici non esistono.
  • Per gli automobilisti, i sensi unici al contrario meglio prenderli in retromarcia.
  • Da pochi anni i padovani possono scegliere di viaggiare sul FortunaDrago, che ha la capacità di fare il giro della morte in curva [1], è alimentato a spritz, e offre la compagnia di interessanti conversatrici di giorno, e di intellettuali alla sera.
  • Indovinate perché Piazza delle Erbe si chiama così, spesso c'è qualche pattuglia cinofila...
  • Gli automobilisti padovani, che in città guidano come dei boari, sorpassando a destra e a sinistra, strombazzando ai pedoni che attraversano col rosso e parcheggiando in doppia e tripla fila, sono in realtà molto gentili ed educati: infatti sono gli unici automobilisti che, quando vanno ad Asiago, segnalano la svolta ad ogni tornante mediante l'uso dell'indicatore lampeggiante di direzione.

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ http://www.tgpadova.it/index.cfm/hurl/contenuto=161511/cronaca/deraglia_il_tram_terrore_a_bordo_nessun_ferito.html


[modifica] Voci correlate

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