Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santísima Trinidad Ruiz y Annibali Picasso

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QUESTO ARTICOLO È FRUTTO DI UN ATTACCO D'ARTE!!!
Giovanni Muciaccia e Neil, il grande artista, raccomandano di munirsi di abbondante colla vinilica, anime dei rotoli della carta igienica e, soprattutto, di non dimenticarsi le forbici dalla punta arrotondata prima di intraprenderne la lettura... ffatto?


Quote rosso1.png Dopo aver imparato a dipingere come Raffaello, ora voglio dipingere come un bambino di cinque anni con il morbo di Parkinson. Quote rosso2.png

~ Picasso giustifica la sua "arte" di fronte alla stampa di regime
Quote rosso1.png Non avendo mai imparato a dipingere come Raffello, continuerò a dipingere come un bambino di cinque anni con il morbo di Parkison. Quote rosso2.png

~ Picasso dopo essersi rifugiato in Francia


Pablo Diego José Francisco de Paula Juan Nepomuceno María de los Remedios Cipriano de la Santisima Trinidàd Martyr Patricio Clito de lo Sacro Corazon A La Izquierda DeLos Evangelistos Tomas Antueno Benedicto Carmelo La Pia Magdaléna Nesucheno Miguel Rafael Gabriel Uriel Arcangelos Tronos Potestad Angelos Custodes Iperspazios Martianos La Sagrada Casa Involada a Loreto Brígida Jeronimo Afrodisia Grigorio Policarpo Cico Alejandro Felipe Cayetano Lopez Martinez y Gonzales y Rodriguez y Ramirez Ruiz y Posada y Ibanez y Montonez y A Sabier La Hora y Chi Dico El Nom da Stamane y Ayayay y Los Elencos Telefonicos y Batista y Velazquez y Paquita y Ho Sueno y Continuo y Nohopiùfiatòn y La Vega y Picasso, passato alla storia ed a miglior vita come Pablo Picasso (per non dover sempre scrivere tutta la tiritera), fu un pittore comunista vissuto a cavallo tra il 18° ed il 20° secolo nella Spagna Antica.

È divenuto famoso in tutto il mondo per il particolare gusto delle sue opere. Fatta eccezione per l'Italia, dove la sua fama è totalmente dovuta all'assonanza del suo cognome con il sostantivo più usato dalla popolazione.

Il suo motto era: "Se non sai fare qualcosa di bello, cerca di fare qualcosa di davvero brutto e stupido, e la gente si interesserà a te per quello, come se avessi fatto qualcosa di molto bello. La gente è strana."
Questo stesso principio (peraltro vecchio come il cucco) sarà ripreso più tardi da molti e molti altri, fino a Piero Manzoni, fino a Maurizio Cattelan e oltre.

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Pablo Picasso nel suo periodo cubista.

[modifica] Biografia

Nasce all'età di 5 anni da un rapporto occasionale ed inaspettato (come già sottolineato), e rimane presto orfano della sua unica madre, poiché all'età di 6 anni le regala uno specchio, ma la donna, come ci si specchia, decide di suicidarsi. Picasso, di ritorno dall'asilo, apre la porta di casa e trova uno pozza di sangue con figure geometriche asimmetriche sparse qua e là.

Inizia quindi un'infanzia molto travagliata e segnata dalle continue prese per il culo da parte dei suoi compagni di scuola, che lo scherniscono chiamandolo Picazzo o Bicazzo. Grazie a questi appellativi Picazzo, cioè, Picasso, riesce comunque a mantenere un buon giro di amiche curiose, ma con il sopraggiungere dell'adolescenza la depressione e lo scoglionamento prendono il sopravvento e decide di lasciarsi andare alle sue perversioni.

Dopodiché si butta nella pittura.

[modifica] Il periodo blu

In questo periodo Picasso dipinge quadri abbastanza decenti, ma tutti in blu.

[modifica] Il periodo rosa

Per rinnovare il giro di amiche,[citazione necessaria] in questo periodo Picasso dipinge quadri ancora decenti, ma tutti in rosa.

[modifica] Il periodo marrone

Iniziando a dare i primi segni di cedimento, in questo periodo Picasso dipinge quadri mediocri, ma tutti in marrone.

Il motivo sembra che il giovane Picasso, potesse permettersi un barattolo di vernice alla volta, e talvolta neanche quello.

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Il celeberrimo dipinto che ritrae le atrocità perpetrate dai nazicomunisti ai danni di una fattoria.

[modifica] Guernica

L'11 settembre (98 brumaio) 1935 un evento tremendo sconvolge l'isola spagnola e la vita di Picasso.

Adolf Hitler e Gabriele d'Annunzio dirottano un volo di linea della Lufthansa e vanno a lanciare palle di cacca sulla città di Guernica (una prostituta locale che li aveva ricattati). Poche ore dopo sopraggiunge l'aviazione militare nazisovietica che scarica tonnellate di miniciccioli e due cisterne di piscio, che, a contatto con la cacca, causano esplosioni puzzolenti dando luogo ad uno scenario di morte e di merda.

Picasso, che passava di lì per andare a mignotte, viene assalito da un senso di disgusto, di schifo e di disprezzo, e decide subito di fare un nuovo dipinto, intitolato "Merda" (successivamente ribattezzato "Guernica" dal suo team manager). Ancora oggi chi vede questo quadro viene assalito dalle stesse sensazioni che assalirono Picasso.

Nonostante quella città fosse abbandonata da decenni a causa dell'AIDS e delle carestie, quell'episodio passò alla storia, ed alla città di cui nessuno ricordava il nome fu dato il nome della prostituta che ne causò la distruzione, benché nemmeno lei quel giorno si trovasse lì. Recenti studi americani e 2 puntate di Voyager hanno infatti confermato che quel giorno Guernica era a Milano in un outlet di Pinko. Fu poi staffetta partigiana e morì di malaria dopo un viaggio in Africa con Fausto Coppi.

Poche persone perverse sono riuscite ad intravedere un cavallo nel mezzo del dipinto. Quel cavallo fu il segno che Picasso volle lasciare, ormai ossessionato e devastato dall'assonanza del suo cognome con l'importante sostantivo italiano.

[modifica] Discoteche e Cubismo

Dopo il bombardamento di Guernica (come lo chiamano ora) la Spagna si trovò in ginocchio ed il presidente Zapatero dovette abdicare in favore di un giovane energico e motivato: Tito Caio Flavio Briatore.

Grazie all'intraprendenza di Briatore tutta la Spagna rinasce, piena di figa e di discoteche, ed è proprio nelle discoteche che Picasso trova la sua realizzazione definitiva: il cubismo.

Nelle notti folli di Ibiza, Picasso si lascia andare a performance sempre più spinte ed inizia ad essere richiesto ovunque per intrattenere il popolo della notte. Con i suoi balli sensuali in perizoma di ecopelle e anfibi diviene un'icona trash della nuova Spagna, finché una sera fuori da un discopub di Barcellona viene aggredito da un gruppo di ultrà della Lazio che lo riducono in fin di vita a suon di calci e pugni. Picasso si risveglia con 152 fratture scomposte e resta 15 anni in ospedale, dove viene ricomposto usando le tecniche dell'epoca e alcuni pezzi di Playmobil.

Decide quindi di tornare a dipingere, o almeno ci prova, ma ormai è un uomo a pezzi e tutti i suoi quadri sono brutti uguali e risentono profondamente delle fratture da lui subite.

In Spagna nessuno lo caga più, per cui deve cercare rifugio in Francia, dove, grazie all'amicizia (e forse altro) con Carla Bruni, si assicura un posto al caldo e può continuare a fare i suoi dipinti di merda nel silenzio dell'Eliseo.

Dopo la sua morte, avvenuta in circostanze misteriose dopo l'ascesa al trono di Sarkozy, è stato avviato un lungo e contorto processo revisionistico a suo favore. Alcuni dei suoi ammiratori, come il presidente della Cina Mao Tse Tung e l'attore che faceva il verme gigante nel film "Tremors", gli hanno dedicato le vie principali di alcune città fantasma.

[modifica] I partigiani della pace

Negli ultimi anni di vita, Picasso decise di organizzare una gita di una settimana a Bruxelles con un paio di amici di sinistra, un gruppo di sessantottini repressi, una dozzina di circoli Arci dell'Italia Centrale, Nanni Moretti, e quattro pullman carichi di nerd radical chic.

Mentre si ammazzavano dalla noia in un parco per tossici, decisero di fondare i "Partigiani della pace", una setta religiosa le cui esatte finalità sono ancora oggi sconosciute, ma vagheggiavano intorno alla conquista del mondo da parte del Sermig.

Pochi giorni dopo quella sbornia, nessuno si ricordava più di 'sta cazzata, ed ognuno se n'è tornato sulla propria BMW.

[modifica] Il caso Citroen

Alcuni anni dopo la sua morte è stata immessa sul mercato nero dell'auto una vettura di dubbio gusto e dalle dubbie finalità: la Citroen Xsara firmata Picasso. Secondo il figlio di Piero Angela non c'è nessun documento che provi che quell'auto fu disegnata da Pablo Picasso (che aveva invece collaborato nei disegni della Fiat Ritmo), per cui i legali di Picasso - dopo aver visto e rivisto alcune puntate del figlio di Piero Angela - hanno deciso di aprire un procedimento contro la Citroen. Tale procedimento è tuttora in sospeso perché quegli stessi legali sono stati travolti dalla bufera del caso Marrazzo. Nel frattempo la Citroen, nel pieno della filosofia gnorri, ha fatto uscire un nuovo modello firmato Picasso, ma stavolta ancora più brutto per cercare di rendere più credibile un'improbabile collaborazione col cubista morto.

Secondo la tizia che dirige quel programma di Rai Tre che va in onda quando tutti dormono e gli altri guardano i porno, il Picasso della Citroen non c'entra niente col famoso cubista. Si tratterebbe infatti - dice lei - di un operaio della Citroen, tale Hercule Picassò, che essendosi reso conto del proprio cognome, ha deciso di aerografarlo su tutte le Xsara monovolume per dar luogo alla più grande burla del secolo, dopo quella del Codice da Vinci.

[modifica] Critica

Nel 1937 il famoso critico d'arte H. P. Lovecraft affermò che i quadri di Picasso erano realistici. Nel senso che i suoi modelli avevano realmente quell'aspetto. Dopodiché contattò il professor van Helsing e i due partirono alla volta di Parigi, dove lavorava Picasso. Non furono mai più rivisti.

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Il suo dipinto di maggior successo, riprodotto in milioni di copie collocate ovunque per commemorare il grande cubista.

[modifica] Opere famose

  • Guernica
  • Guernica II - La vendetta
  • Guernica III - Armageddon
  • Guernica IV - Salvation
  • Donna che si masturba sul divano
  • Le donnole algerine
  • Autoritratto (postumo)
  • Les putaines d'Avignon
  • Scomposizione di un motociclista schiantato contro il parabrezza di un tir

[modifica] Curiosità

  • Picasso inventò il pigreco. Per creare confusione sulle origini del suo cognome.
  • L'ex tastierista dei Bluvertigo, di cui tutti ricordano l'ambiguità e la capigliatura sofferente ma non il nome, viene indicato come il figlio segreto di Picasso. Dal padre avrebbe preso l'estremo cattivo gusto, e pare che sia stato intercettato sui forum di MSN con il nick "Piculo".
  • Il rapper nigeriano P-square dichiara continuamente di non conoscere Picasso e di non conoscere l'inglese.

[modifica] Voci correlate


[modifica] Onomastica picassiana

Il cognome a noi pervenuto - Picasso - è in realtà un banale soprannome identificativo che sta per "pittore del cazzo"[citazione necessaria] (dallo slang artistico "pi"="pittore" e l'iberico antico "casso"="cazzo").

A seguito della più recente ed ulteriore degenerazione della pittura, alcuni revisionisti[citazione necessaria] hanno rivalutato il nome Picasso e sostengono che questo sia il risultato di "pi"=lettera P e "casso"="cazzo", probabilmente un cognome acquisito a causa della particolare forma del suo pene (e di quello di tutti i suoi antenati). Purtroppo non esistono testimonianze dirette riguardo all'esatta forma del suo pene, in quanto tutte le sue ex-amanti sono morte quando è caduto il muro di Berlino.

Dan Brown - l'autore di Zanna Bianca e del Codice da Vinci - ed il noioso[citazione necessaria] figlio di Piero Angela sono intervenuti più volte a favore del revisionismo picazziano. Alcuni salumieri napoletani sostengono inoltre di possedere diversi dipinti ritraenti falli asimmetrici, e tutti firmati "Picasso".

Questa teoria è invece fortemente avversata dalla Chiesa, dalla Santa Sede, dal Vaticano, e dal ministro per l'integrazione dei diversamente qualcosa.

Per quanto riguarda il nome Pablo, tutti i mercanti spagnoli ed i membri dell'ONU sono concordi sul fatto che sia stato "ereditato" da un ex-trans brasiliano, l'unico uomo che riuscì ad avere un rapporto eterosessuale con la futura madre di Picasso, una donna triangolare con seni trapezoidali, culo quadrato e vagina convessa. Nonché perennemente immobile nella stessa posizione: in piedi storta.

[modifica] Collegamenti esterni

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