Ora buca

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Capra felice che sorride.jpg
Il soggetto del seguente articolo può causare

FELICITÀ!

La lettura può quindi causare pensieri liberi, voglia di correre allegramente per i campi di margherite, voglia di sovvertire l'ordine costituito, passione per la chitarra e per i fiori e... non ho più voglia di continua...
La scuola uccide.jpg
NonIstruzione

Ambra guadagna un sacco di soldi:
perché io devo andare a squola e studiare?
Orologio con buco.png

Tipico esempio di ora buca.

Quote rosso1.png Ragazzi, la prof non c’è quindi fate i bravi e autogestitevi! Quote rosso2.png

~ La bidella di turno pronuncia le leggendarie parole, preludio dell'ora più felice della loro vita

Dicesi ora buca quell’esatto momento in cui ogni studente, dopo aver udito la suddetta esclamazione, ricomincia a credere in Dio. All’occorrenza di questo evento di giubilo, si può spesso notare gente che piange o si butta per terra, altra che abbraccia la povera inserviente o spalanca spettacolarmente le finestre, per gridare al mondo là fuori la gioia di vivere con urli di liberazione da vittoria dei mondiali.

[modifica] Analisi sociologica del fenomeno

Dopo il momento della benedizione, gli studenti cominciano a cercare i modi più fruttuosi per passare questi dolci 60 minuti.

[modifica] L’angolo della Bisca

Anziani che giocano a carte.jpg

Quello studente ti sta guardando. E pensa che TU gli abbia appena fatto perdere la mano.

Li vedi lì, in un angolo della classe, non più di 4-5 giocatori concentratissimi, contornati da una serie di spettatori e commentatori degni di un circolo per anziani d’alto ospizio. In ogni classe che si rispetti c’è sempre lo studente munito di mazzo di carte da briscola che, precipitosamente, si accanisce sullo zaino, ne svuota l’anima e, dopo aver tirato fuori il materiale, lo piazza su dei banchi come fosse il mercatino della droga urlando come un fruttivendolo per attirare clienti/partecipanti. Le molteplici partite vanno avanti a suon di bestemmie[1] e aneddoti dialettali senza senso, ma non è difficile imbattersi in improvvisi scatti d’ira durante i quali un giocatore rovescia il banco o comincia a lanciare le carte come fossero coriandoli nel disperato tentativo di interrompere la partita.

[modifica] I fumatori

Classe vuota.jpg

Classe di fumatori durante un'ora buca.

Di qualsiasi (dubbia) composizione sia il tabacco nella sigaretta[citazione necessaria], al suono dell’ultima parola di via libera pronunciata dalla bidella, questi individui si stanno già precipitando fuori dall’edificio con molta nonchalance. Li puoi ammirare dalla finestra in una coltre di fumo impenetrabile, mentre inquinano il giardino come una ciminiera nucleare o si perdono nel cielo fra i diamanti.

[modifica] I nulla facenti

I primi, ugualmente soprannominati “senzaddio”, probabilmente se ne staranno tutto il tempo a fissare il vuoto annullandosi anche più che durante le lezioni. Sono capaci di entrare in coma farmacologico risultando più inutili (e sicuramente meno belli) di una decorazione vacante, incapaci di focalizzare su qualsiasi cosa/frase/pensiero poiché i loro neuroni (previa certificazione di tale presenza) hanno dato le dimissioni.

[modifica] I saggi

Sono una sottospecie di nullafacenti in quanto l'impatto ambientale delle loro attività è lo stesso. Sono coloro che si recano nella porzione di stanza più libera dalla luce delle finestre, uniscono i tanti banchi quanto basta per farli stare comodi e vi si stendono per poi abbandonarsi alla più comoda variante di perdita di coscienza in classe. Ebbene sì, questa gente, che ha capito tutto della vita, si ricongiunge al mondo dei sogni che poco prima aveva dovuto tragicamente abbandonare, ricreando il loro agognato lettino con giacche per simulare le coperte. Dormitine leggendarie che anche i professori di rientro alla fine dell’ora faticano a interrompere.

Esultanza di Cristiano Ronaldo.jpg

Cristiano Ronaldo ha appena scoperto di avere un'ora buca.

[modifica] I creativi

I creativi o artistici o personcine originali o poveri pazzi, sono quel gruppo casuale di studenti che in uno sprizzo di schizofrenia si mettono a disegnare con convinzione e professionalità sulla lavagna. Gente che a fine lezione è più sporca di polvere di gesso che un cancellino di 30 anni. Quelli che non si dilettano nell’arte del disegno invece cominciano a scrivere sentenze imbarazzanti su chiunque, soprattutto sui professori. È stato possibile estrapolare due leggi statistiche riguardo questo fenomeno:

  1. La probabilità[2] che il prof citato nell’illazione appaia all’improvviso e legga, è direttamente proporzionale alla gravità dell’insulto scritto.
  2. Il tempo e la difficoltà impiegata per cancellare la scritta compromettente è inversamente proporzionale al voto che il professore citato[3] vi darà alla prossima verifica o interrogazione.

[modifica] I secchioni

Persone terribilmente tristi e sole che si nascondono in un angolino e fanno i compiti per l'ora, il giorno o per tutta la settimana dopo. Individui che non conoscono i piaceri della vita ma che per questo non devono essere discriminati[4]. Ammettiamolo, a inizio ora buca tutti almeno una volta si sono riproposti in modo convincente di fare la stessa cosa, almeno di leggere sul diario quali compiti non avevamo fatto per quel giorno. È solo che poi….oh guarda! Una farfallina!

[modifica] L’angolo Beauty Farm

Fenomeno abituale nei licei linguistici ad alta concentrazione di oche in cui un gruppo delle suddette, che se ne fregano del loro aspetto esteriore[citazione necessaria], tira fuori trucchi su trucchi tanto da fare impallidire i più celebri centri estetici d’Italia. Così, per un’intera ora, si installano con la loro attrezzatura e cominciano a ricoprirsi di brodaglie e polverine dai profumi più svariati e soffocanti. C’è chi giura di aver visto qualche studentessa tirare fuori dallo zaino una bacinella per la pedicure. Ad ogni modo, nella peggiore delle ipotesi, queste arpie catturano i viandanti senza meta e senza famiglia di sesso maschile per sperimentare su di loro le idee più malate e traumatizzanti dell’estetica femminile. Il risultato, la maggior parte delle volte, è un qualcosa che farebbe rabbrividire perfino Moira Orfei o Platinette.

[modifica] Quando il sogno diventa incubo

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Studente medio mentre vede la prof varcare la porta.

Come la vita ci insegna, purtroppo non tutto è rose e fiori. Infatti esistono anche altri vegetali. Tipo le teste di cavolo. Nel nostro caso, esse sono rappresentate da due categorie di persone:

  1. Le segretarie che, molto benevolmente, sono preoccupate che alunni senza professore muoiano di solitudine e quindi impiegano tutte le loro forze per trovare una sostituzione. Nella migliore delle ipotesi arriverà in classe un insegnante che non vi conosce, non ha voglia di interagire con voi o almeno non vi chiederà di fare i compiti. Nella peggiore arriverà un vostro professore che non solo è insegnante di matematica o latino, ma lo stesso giorno avrà con voi anche le altre due ore seguenti come da orario prestabilito.[5]
  2. Tutti i professori che dovevano mancare ma che poi si presentano a un quarto d’ora dall’inizio del periodo esordendo con un
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«Anche se avevo la broncopolmonite, la salmonellosi e un principio di meningite, mi sono imbottita di plutonio impoverito per venire a scuola da voi!»

Al che gli studenti rassegnati cominciano a raccogliere con dolore i frammenti dei loro sogni infranti e si dirigono al proprio banco, eventualmente per svegliare il compagno che vi russa sopra ancora ignaro di tutto.

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Cosi sonore da essere sentite persino dalla prof di religione che fa lezione al terzo piano.
  2. ^ O meglio, la certezza.
  3. ^ E che sta leggendo.
  4. ^ Se no poi chi ci fa copiare gli esercizi? Tu? Non credo proprio!
  5. ^ Sappiate che con ogni probabilità è stato Pisapia a mandarlo.


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