Olio d'oliva

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Olio annata 1928, ottimo anno.

L'olio d'oliva, alimento che ha origine nel III secolo a.p. (avanti prima), nient'altro è se non spremuta di cachi (altresì detta cachata), condimento essenziale per ogni piatto, specialmente per il semifreddo al salmone affogato al caffè e per il pizza&fichi.

Può inoltre essere utilizzato come pregiata bevanda al gusto di noce.

[modifica] Preparazione e storia

L'olio d'oliva è tradizionalmente preparato dalle popolazioni nomadi della Lapponia sfregando i sopracitati cachi contro la schiena di una mucca isterica.

Anche i popoli mediterranei hanno cercato per millenni di ricreare la tanto pregiata bevanda sfregando però erroneamente i cachi sulle capre, assai più abbondanti delle vacche; il risultato ottenuto, sebbene pregevole, non è paragonabile al gusto intenso di vacca lapponica dell'originale olio d'oliva.

Recenti studi dell'illustre Paolo Limiti, hanno riscontrato la presenza dell'olio d'oliva in molteplici culture: gli egizi ad esempio lo usarono per costruire le piramidi per far scivolare meglio i blocchi di granito, i fenici lo usavano per costruire le navi, i greci infine lo usavano per cucinare le patatine fritte.

[modifica] Ricette popolari

Molteplici sono le ricette popolari che utilizzano come ingrediente privilegiato l'olio d'oliva. Tutte le ricette consigliano comunque una produzione diretta dell'olio d'oliva che va utilizzato fresco e, per così dire, appena munto, perché come tutti sanno, non c'è niente di meglio di un bicchiere d'acqua quando si ha sete.

Wrestler scivola con la faccia sul ring.gif

Più l'olio è buono più le sue modalità di utilizzo spaziano. Visti i 190 cm di "sguillo", questo doveva essere un vergine-lampante.

  • Rognoni di capra in umido: inducete una capra al suicidio, oppure se adorate il brivido di mangiare della cacciagione fresca aggregatevi alla prima caccia alla capra organizzata da qualsiasi mandria di cacciatori, che, come sempre, adorano sfidare animali pericolosi e aggressivi. Dopodiché estirpategli reni e testicoli e conservateli per due mesi in olio d'oliva e sale. Quando il piatto ha raggiunto una sana consistenza gelatinosa riscaldate 2 minuti a 95 gradi Celsius e servite con ombrellino da cocktail.
  • Filetto di toporagno arrosto: piatto prediletto dai bovari di ogni etnia e tribù, di facile esecuzione, basta infatti sobbollire in un calderone un toporagno, spellarlo, disossarlo e desquamarlo. Alla fine otterrete 25 grammi di carne, da condire con olio di oliva e acciughe.

[modifica] Altri oli

  • Olio di ricino, quello che fa cagare.
  • Olio di glicino, dall'effetto contrario all'olio di ricino, infatti questo fa vomitare.
  • Stanlio e Olio.
  • Olio di cozza.
  • Analube, leggendario olio lubrificante inventato e utilizzato dal Pube per moderare l'attrito del suo carrube.

[modifica] Curiosità

  • Napoleone Bonaparte amava visceralmente questo alimento, tanto da utilizzarlo come bevanda al gusto di noce; fu però, purtroppo per lui, l'olio d'oliva la causa della diarrea fulminante che lo uccise per avvelenamento durante la prigionia nell'Isola di Pasqua.
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