Olbia

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Olbia
Cozza.jpg

(Stemma)

""Finché la barca va...lasciala andare""

(Motto)

Posizione geografica Ad est di Paperino
Anno di fondazione 1000A.C./D.C.
Abitanti "majè" sboroni ( gente che si vanta esageratamente)
Etnia principale penicia-romanica-troiana
Lingua "lunga"
Sistema di governo "ladro"
Moneta Berlusca(faccia)di bronzo
Attività principale cozzaro giogheddadore(arsellatore) mandrone(scansafatiche) sbafare a scrocco in tutte le feste campestri
Quote rosso1.png Oh ascò masciò, forse non hai capito che tu non hai capito un cazzo. Quote rosso2.png

~ Majè su riproduzione in cartone di Ronald McDonald che continuava a fissarlo
Quote rosso1.png Mi sento già un cittadino di questa città. Quote rosso2.png

~ Majin Bu su Olbia
Quote rosso1.png Bel palo! Quote rosso2.png

~ Olbiese su visione mistica di magnifico palo luminoso.
Quote rosso1.png Ascòòò se non me ne stai uscendo mìììì Quote rosso2.png

~ Olbiese che invita gentilmente un altro concittadino a levarsi dai cosiddetti attributi.
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Per quelli che non hanno il senso dell'umorismo, su Wikipedia è presente un articolo in proposito. Olbia
Interno di un edificio.jpg

interno della sede del Palazzo di Giustizia che Olbia non possiede

Olbia (in sardo Olbia, per gli amici Olbia, dal celtico Olbia, significa Olbia) è il nome greco di una città a nord della Sardegna di origine Penica, anziché Fenicia come molte altre sull'Isola, poiché fondata da cazzoni.
È nota sopratutto come località nella quale sorge l'aeroporto che serve la Costa Smeralda.
Il nome Olbia significa in greco felice. È oscuro agli studiosi il perché sia stato messo un nome del genere a una città così estremamente pallosa.
Secondo le ultime stime demografiche ufficiali è la quarta città sarda per importanza, ma siccome Cagliari ha ormai scelto di essere annessa all'Africa, Olbia guadagna un posto divenendo la terza. Sono in atto tentativi da parte dei politici locali di portarla in prima posizione facendo in modo che Sassari sia inglobata nella Corsica e Nuoro nel Paraguay, ma le speranze non sono troppe.

[modifica] Origini

Un tempo colonia romana, i Romani lasciarono in dono agli olbiesi il Codice del burino, una raccolta di leggi che ancora oggi costituisce la base della civiltà in città.
Tra il 60 e il 65 d.C. Cornelia Poppea, la favorita di Nerone, fu l'animatrice delle estati olbiesi insieme a Marta Marzotto che, anche dopo la morte di Poppea, ha continuato a rinnovare la tradizione fino ai giorni nostri; questa la premessa di ciò che ancora è Olbia oggi: una fucina di ragazze di facili costumi che se la tirano in maniera sovrumana come se fossero ancora le compagne di Nerone.
Essendo un porto di mare[citazione necessaria], essa fu oggetto di ripetuti tentativi di colonizzazione da parte di varie etnie. Leggendaria è la vicenda che vide gli invasori napoletani arrivare a bordo di navi bianche con la scritta Tirrenia sul fianco ed instaurare una breve tirannia detta del colera, alla quale la resistenza olbiese mise fine il giorno in cui sviluppò una porzione di encefalo sufficiente a dominare il congiuntivo.
Uno dei riti dell'antichità consisteva nel dare in sposa ai conquistatori le donnine più allegre (meglio note come bagasse), molto gradite in quanto celebri per le loro capacità sotto le lenzuola. Tale usanza ha permesso di sfornare la maggior parte della popolazione femminile con un solo stampino, quello della velina. Nel programma di approfondimento culturale Veline è frequente vedere l'archetipo della femmina olbiese sgambettare per ottenere una parte che però, quasi sempre, le viene soffiata dalle professioniste sassaresi e cagliaritane.

[modifica] Piano urbanistico

Vomito.jpg

Tipica reazione davanti alla maggior parte delle case

Il severissimo Piano Regolatore di Olbia prevede la costruzione di case dovunque: secondo l'ultima ordinanza anche il deretano è da considerare terreno edificabile. Sebbene altre città della Sardegna possano vantare opere d'arte o reperti archeologici, Olbia ha una marcia in più: le vetuste e noiose costruzioni dell'epoca romana sono ben poca cosa di fronte all'aggraziata architettura gallurese, sgombra di qualsiasi inutile arzigogolo e generosa nel donare spigoli. L'unità di misura della bellezza architettonica qui è lo squallore (Sq), ma per evitare numeri troppo grandi si usa spesso il Mega squallore (MSq): ogni costruzione dev'essere esteticamente deprecabile, guai a creare abitazioni gradevoli alla vista. Una leggenda locale narra del Genio degli Architetti che andò a far visita al primo costruttore olbiese offrendosi di esaudire uno fra i seguenti desideri:
A) padroneggiare i metodi di costruzione delle antiche case di Atlantide;
B) diventare il più saggio tra i filosofi estetici;
C) avere come sposa una donna con quoziente intellettivo pari a una tavola di legno ma vogliosa quanto una scrofa.
Non siete sicuri della risposta? Beh allora fatevi un giro nella città!

[modifica] Caratteristiche demografiche e strutturali

Negli anni Sessanta, come le frustate che meriterebbe l'ideatore, venne costruita Porco Rotondo, ridente imitazione di un Saint Tropez. La località è oggi talmente ben frequentata che una certa persona da quando ne è diventata cittadino onorario ha smesso di andarci: neanch' egli sopporterebbe di essere proprio concittadino.

[modifica] Abitanti

Olbia è una delle città italiane con la più alta carenza di neuroni e i suoi abitanti sono rinomati per l'arte nella quale eccellono: l'ignoranza.
Essi si applicano in questa disciplina sin dalla tenera età, con un esercizio simile al modellamento dei piedi delle donne cinesi, solo che lo fanno col cervello che, i più stakanovisti, riescono a portare alle dimensioni di una noce.
La professione di insegnante è talmente ambita da richiamare moltitudini di preparatissimi professori[ma de che?] ben lieti di aiutare le giovani menti ad accrescere la loro ignoranza.
Altra pratica diffusa e assai rinomata della città è la classica seratina tra amici, consistente nel bere una Ichnusa da 75 cl a canna mentre si gioca a carte fumando più sigarette possibile (col minimo sindacale garantito di 20) e si inventano fandonie su mitologiche ragazze di facili costumi incontrate nelle discoteche del circondario.

[modifica] La Crema

I cremini, detti majè di piazza, sono una sottospecie del tamarro. Nell'accezione comune del termine, la crema,perché si mischiano abilmente tra loro. è una tipologia di ragazzi che hanno in comune, oltre al modo di vestire, una sola cosa: mezzo neurone.
Degli scienziati dell'Università del Bangladesh, analizzando alcuni esemplari, hanno infatti scoperto che essi possiedono un tipo di mente chiamata alveare. Studiando i comportamenti degli sciami degli insetti ed equiparandoli ai cremini si è vista la grande analogia che intercorre tra i due gruppi: ogni insetto, da solo, possiede una intelligenza limitata, ma quando si ritrova in mezzo allo sciame tende a compiere delle azioni in armonia con la volontà del gruppo, aumentando a livelli inconsueti le sue capacità atte alla sopravvivenza. Così i majè, possedendo soltanto un insieme di gangli nervosi laddove dovrebbe essere presente un cervello ben formato e da soli, con il solo mezzo neurone a disposizione, non potrebbero sopravvivere ma, unendosi in gruppi, creano la loro cosiddetta mente alveare,con il fatto che loro non producono niente e sono solo scassa maroni mentre almeno le api producono qualcosa. Nelle loro compagnie è presente anche una sorta di modello ideale per ogni individuo appartenente al gruppo; ogni oscenità è inesistente di fronte alla volontà generale del gruppo. Le regole del buon senso perdono valore di fronte al modello ideale, quindi teoricamente potremmo benissimo vedere in giro i majè vestiti tutti quanti in stile Walt Disney, con cerchietti aventi finte orecchie di topo e maschere nasute per simulare i lineamenti dell'eroe disneyano Mickey Mouse, se solo il modello del gruppo fosse quello. Interessante notare anche il fatto che ogni tamarro consideri la sua moto un'estensione del suo corpo, pimpandola[1] sino all'inverosimile con inutili accessori. Niente è superfluo nella moto di un majè, nemmeno gli alettoni delle macchine da corsa o le cassette di Roger Rabbit a mò di decorazione.Passano ore e ore seduti sulle loro moto come se stessero aspettando di partire con il moto gp, Per le ragazze majettine è un privilegio e un sogno sedere su una moto di uno della compagnia.==== ==== Si dice che i cremini si siano evoluti dai majettoni, esseri leggendari che teorizzarono le regole della "rozzuria". Al giorno d'oggi si pensa che i majè abbiano creato una sorta di complotto internazionale chiamatoIl protocollo dei savi di Olbia, secondo il quale prima o poi riusciranno a conquistare il mondo.

[modifica] I punk/metallari/emo

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"Fauna" del pub frequentato dai punk/metallari.

Ormai nessuna città può fare a meno delle sue gang di metallari, punk ed emo. Olbia, che pure non è una città, non ha voluto fare eccezione e nell'estate 2007 ha bandito un concorso pubblico.
Gli olbiesi sono per natura amanti del genere melodico con rari sconfinamenti nel pop, ma pur di essere catalogati in una qualsivoglia sub-etnia urbana, si sono presentati numerosi. Alla fine di un duro colloquio sono stati selezionati una trentina di ragazzini dei sessi più disparati a cui è stato consegnato il kit del giovane minchione da studiare per bene per evitare di far cazzate una volta sguinzagliati per le strade cittadine.
Come ben sapete anche voi lettori, i vademecum non li legge nessuno oltre la prima pagina ed è così che a Olbia si trovano degli incroci di razze che vanno oltre l'immaginazione umana.
Quelli vestiti da emo che dovrebbero ascoltare musica emo, bere bibite emo, tifare squadre emo, fra la frutta preferire il pompemo, in realtà tifano squadre metal, bevono bibite punk e ascoltano Avril Lavigne senza capire bene se è emo o punk. Lo stesso accade a quelli vestiti da metallari che per assonanza sanno di dover ascoltare i Metallica, ma preferiscono la carne di pollo che è punk alla più appropriata scaloppina di maiale che sarebbe appunto metal, e spesso sono sorpresi a bere acqua (emo-punk) invece che birra (puramente metal).
Solo sulla politica sono conformi alle linee guida: gli emo votano Fassino, i metallari Brunetta e i punk Schifani.
Il miscuglio inopportuno tra queste fondamentali categorie della nostra civiltà ha portato i giovani olbiesi a soffrire di alcune curiose sindromi che elenchiamo qui sotto:

  • Ingrossamento dei testicoli
  • Eczema oculare
  • Gonorrea a fischio
  • Singulto parossistico antiperistaltico
  • Elevata schizofrenia maniacale con crisi di rabbia narcisistica involontaria accompagnata da deliri di onnipotenza riguardanti crisi ossessivo compulsive e paranoie legate alla sfera della sessualità oltre alle comuni allucinazioni derivante dallo stato psicotico indotto da musiche di merda che favoreggiano la nascita di episodi di epilessia
  • Spleen permanente derivante dal fatto di aver compreso la propria nullità esistenziale (tipico degli emo-metallari)
  • Puzza corporea altamente concentrata (tipico dei punk e dei pesci dimenticati nella borsetta)

[modifica] Politica

La politica a Olbia è più propriamente una pollitica e ha come slogan

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«Dai POLLI per i POLLI»
(Francesco Amadori, sindaco di Olbia)

Diversamente che da altre parti, a Olbia le elezioni non hanno scadenze ben determinate, ma si tengono quando ogni qualsiasi libero cittadino è stufo della Giunta, vuoi per antipatia personale, vuoi perché la Magistratura ficca il naso nei supposti abusi edilizi della sua casetta al mare.
Il cittadino qualsiasi non deve far altro che sollevare la cornetta del telefono e ordinare le dimissioni immediate della Giunta comunale, proponendo allo stesso tempo - per il principio della sfiducia costruttiva - il candidato secondo lui più capace.
È ovvio che una democrazia così avanzata sia l'orgoglio della cittadinanza che addirittura rinuncia a recarsi alle urne[locuzione necessaria] tanto sa che tanto ha già deciso tutto Berlusconi si fida dei propri amministratori. Nei giorni precedenti le elezioni, è uso comune far cominciare i festeggiamenti con frizzi, lazzi e bombe nelle case dei candidati.

[modifica] Luoghi di ritrovo

[modifica] Il bowling

In inverno, una stagione che vede la totale assenza di VIP[2] in zona, Olbia diviene una citta fantasma dimenticata dal mondo intero, Dio compreso. Le uniche luci che un eventuale alieno curioso potrebbe scorgere se si sporgesse dal suo pianetino, sarebbero quelle del Bowling, un locale grande pressappoco come l'aeroporto e come l'aeroporto con due sole piste, peraltro sempre libere non essendo la maggior parte degli olbiesi dotata di pollice opponibile atto a lanciare la palla.
Tutto si fa al Bowling, meno che giocare a bowling.

All'interno di questo locale possiamo trovare:

  • L'angolo sbugnometro, ossia il punto in cui risiede il punchingball, una palla di cuoio contro la quale vengono riversati cazzotti e manate al solo scopo di dimostrare la propria virilità a beneficio delle eventuali ragazze di passaggio.
  • Il "Pump it up": una pedana con luci colorate che si muovono a tempo di musica, nella quale i meno timidi si sfidano, sognando tristemente di essere notati da qualche talent-scout di Amici di Maria De Filippi.
  • I videogiochi, tra i quali il più recente è Space invaders e il più tecnologico il calcio balilla.
  • Il cesso, dove si possono acquistare a prezzi competitivi numerose qualità di droga, tutte con la caratteristica comune di essere tagliate con il borotalco o con le merendine Pinguì..

[modifica] Devil Kiss Rock Club

Ritrovo di metallari, punk, emo e tutto il resto degli olbiesi alternativi, è famoso per essere l'unico bar aperto d'inverno e perché i rutti al suo interno si sentono a chilometri di distanza. si trovano tutti gli emarginati dalla crema olbiesina

[modifica] Bados

Quote rosso1.png Ej no cazzo, a forza di pestare gente prendo a schiaffi pure la palla di bich vollei Quote rosso2.png

~ Majè su partita di beach volley a bados

Bados è una delle tante spiagge di questa città. Un tempo divisa in due parti frequentate da tipologie diverse, ora si è unita costringendo le famiglie a convivere con i majè, e gli innamorati con gli zingari. È tutto un fluire di pallavolisti, beach tennisti, cazzoni, bambini, cazzini, bamboccioni, bazzoni e cambini, che fanno a gara a chi è più coglione. Quasi sempre la gara finisce con un pari merito tra centinaia di persone tutte al primo posto, solo raramente la palma di coglione fra i coglioni va all'autore di questo articolo.

[modifica] Note

  1. ^ vedi la Pimpa
  2. ^ Nemmeno Davide Mengacci si fa vedere.


[modifica] Collegamenti Esterni

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