Obsolescenza programmata

Da Nonciclopedia, l'enciclopedia libera...

Obesi al supermercato
C O N S U M I S M O
Che diavolo ci fai seduto sulla sedia?!
Corri a fare shopping altrimenti va in vacca il sistema!
Prostituzione2
Obsolescenza programmata

Compra-Consuma-Butta-Compra-Consuma-Butta-Compra...

Quote rosso1 Non fanno più le cose come una volta, adesso si rompono subito. Quote rosso2

~ Uno che ne parla senza sapere cosa c'è sotto.
Quote rosso1 Ho appena pagato la terza rata ed è già uscito il modello nuovo. Quote rosso2

~ Un tizio vittima dell'obsolescenza programmata.
Quote rosso1 Come sarebbe a dire che è uscito l'iPhone 8?! Stanotte ho dormito fuori al negozio per prendere il 6! Quote rosso2

~ Un idiota vittima di se stesso.

L'obsolescenza programmata (in inglisc: planned obsolescence; in napoletano: accattatevillo ma nun te piglià collera) è una strategia volta a definire il ciclo vitale di un prodotto, in modo da limitarne la durata a un periodo prefissato. Breve.
Detta così sembrerebbe una truffa, invece ciò è assolutamente necessario per garantire le fondamenta stesse dell'attuale struttura socia... ... sì, è una truffa.
Il prodotto diventa così inservibile dopo un certo tempo, oppure diventa semplicemente obsoleto agli occhi del consumatore perché, nel frattempo, è uscito un nuovo modello e avere quello vecchio è da pidocchiosi. In genere, confrontando i due modelli, ci si accorge che l'unica cosa che li distingue è un numero scritto grosso, ben visibile. Possedere quello più basso è come avere la lebbra, gli altri lo escluderanno dalla loro cerchia sociale. Quando l'unico accorgimento adottato per rendere obsoleto un prodotto prima del tempo è la pubblicità, si può parlare di obsolescenza percepita, o simbolica, altrimenti si tratta di una paraculata a tutti gli effetti.

[modifica] Modalità e scopi

Tom Cruise vittima di obsolescenza programmata
Quote rosso1 È incredibile! La garanzia è scaduta da poco e si è rotto. Quote rosso2

~ Frase standard del consumatore in un centro assistenza.
Quote rosso1 Purtroppo succede. Comunque costa più ripararlo che prenderne uno nuovo. Quote rosso2

~ Frase standard del tecnico nel centro assistenza.

Uno dei metodi più usati per attivare il processo è l'utilizzo di materiali di qualità inferiore, o componenti facilmente deteriorabili. Prendiamo ad esempio uno dei guasti più frequenti di un portatile: la rottura della scheda grafica. Avviene quasi sempre per il surriscaldamento del dispositivo, la causa scatenante è di solito la ventola di raffreddamento che funziona male. Un ciabattino di Caltanissetta aveva giustamente pensato: "Perché non mettono una seconda ventola che butta fuori il calore?!" La sua osservazione ha raggiunto il team di ingegneri della Lenovo e, in risposta, ha ricevuto una inoppugnabile osservazione di natura progettuale e due sicari albanesi. D'altra parte, sarà capitato a tutti di notare nella vita del proprio computer un progressivo degenerare delle prestazioni, così come accade per l'uomo: il processore diventa impotente col passare degli anni. Senza poi contare la ruggine che ostruisce i fili, i colori del video che sbiadiscono e le difficoltà con la memoria. Basta farloccare[1] leggermente il sistema operativo et voilà, le jeux sont fait.

Auto in fiamme 2

Autocombustione di una vettura a fine garanzia.

Applicare il "sistema" all'automobile è stato più difficile. Il blocco motore, purtroppo per loro, è fatto di acciaio e lì c'è poco da fare, è roba che dura. La FIAT ha avuto in passato l'idea vincente, ossia fare la carrozzeria di marzapane. La macchina continuava a viaggiare ma, con tutti gli spifferi che entravano dai buchi nella lamiera, sembrava di stare sul pack come i superstiti del dirigibile Italia. Alla quarta bronchite era d'obbligo cambiarla, ne andava della vita. Durava comunque almeno dieci anni, forse troppi.
Per fortuna arrivò il colpo di genio, quello di introdurre la centralina elettronica. Il software presente in essa può essere programmato a piacimento, quindi può tranquillamente prendere iniziative quali:

  • accendere la spia dei freni mentre si procede in autostrada a 190 km/h sulla corsia di sorpasso;
  • spegnere le luci mentre si affronta di notte un tornante di montagna;
  • lampeggiare selvaggiamente ad una bisarca guidata da un polacco ubriaco (nonché armato);
  • aumentare il riscaldamento finché l'abitacolo somiglia ad una sauna finlandese;
  • bloccare i tergicristalli durante uno sconsiderato temporale;
  • attivare la combustione spontanea del serbatoio della benzina (dopo che i precedenti "avvisi" sono stati ignorati).

E via dal meccanico!
L'obsolescenza pianificata ha dei benefici esclusivamente per il produttore, gli consente di vendere pezzi di ricambio costosissimi e, dopo il terzo/quarto salasso, di invogliare il consumatore a sostituire il prodotto vecchio con uno nuovo. Questo avviene anche con le donne: dopo averle rifatto i paraurti anteriori, potenziato quelli posteriori e sistemato i graffi sulla fiancata, non resta che rottamarla e prenderne una nuova.

Lampadina ultracentenaria di Livermore

Sarà scaduta la garanzia?!

[modifica] Il "Cartello Phoebus"

La prima furbata di questo tipo risale al 1924, in quella che fu definita "The light bulb conspiracy" (la cospirazione della lampadina). Non stiamo parlando di Edi, l'aiutante di Archimede Pitagorico, ma di una masnada di ricchi bastardi decisi a fare ancora più soldi.
Il cartello Phoebus fu un accordo tra diverse società, costituito in quell'anno, per il controllo della produzione e della vendita di lampadine. È considerato un passo importante nella moderna storia dell'economia e, allo stesso tempo, una carognata senza precedenti che poi ha fatto scuola. Si è trattato del primo caso in cui un gruppo di aziende decise di accorciare deliberatamente[figli di put...] la durata di vita di un prodotto, così da aumentarne le vendite. Tra esse c'erano già allora la OSRAM e la Philips che, ancora oggi, producono lampadine che durano meno della puzza di una scoreggia.
La dimostrazione che in America le lampadine (prima dell'accordo[figli di tro...]) potessero durare molto, viene da una caserma dei pompieri di Livermore (California), dove una lampadina chiamata Centennial Light è accesa da oltre 100 anni.
Le pratiche messe in atto dal cartello furono al centro di un processo civile, iniziato nel 1942 e concluso nel 1953. Le aziende furono condannate per la violazione della normativa antitrust, ma non per averlo messo in quel posto alla gente.
La pesante ammenda di 25 dollari si è fatta comunque sentire, da allora hanno smesso di farlo (alla luce del sole).

[modifica] Impatto ecologico

Obsolescenza programmata vs differenziata

Già, qualcuno dovrebbe dirglielo...

I danni, di quella che è palesemente una truffa spropositata, non si fermano solo a quelli economici. L'impatto sull'ambiente è assolutamente devastante, giacché: una lavatrice non è una bottiglia di plastica, non ci somiglia proprio, nemmeno guardandola sotto psicofarmaci. Anche un fervente ambientalista, intento a farla a pezzi per sostenere la raccolta differenziata, dovrà arrendersi alla sua complessa composizione.

  1. È stata assemblata dai robot, quindi ci sono viti in posti impossibili da raggiungere, a meno di svitarsi una mano e rimontarsela al contrario.
  2. Le viti non sono "a croce", o "spaccate", ma hanno un taglio simile alla runa celtica Éðel. L'unico utensile in grado di svitarle è scomparso attorno al III secolo, assieme al druido Brucolafix.
  3. Alcune parti sono "ad incastro", la posizione dei fermi è un segreto che il progettista ha portato nella tomba, nella quale sono stati uccisi e sepolti anche tutti i tecnici che ci hanno lavorato.
  4. Un paio di pezzi sono di probabile origine aliena. La cinghia è fatta di un materiale a metà strada tra il caucciù e il sughero, sembra lo stesso dei tappi del vino all'Eurospin; il supporto del cestello invece è fatto di un polimero termoplastico ad alta densità, già usato dalla NASA per le tavolette dei cessi dell'Apollo 11. Al tatto, ha la consistenza della patata.

Per non parlare di condizionatori e frigoriferi, lì c'è di mezzo il gas mica cazzi.
L'unica alternativa è consegnare il rottame all'isola ecologica del proprio comune, aperta dalle 10:30 alle 11:00 (dal lunedì al venerdì) e dalle 2:45 alle 3:15 AM (il sabato).

Frigoriferi rotti disposti come Stonehenge

Veduta di Stonefridge (Gabon)

Bisogna comunque tener conto di una cosa: l'Europa si è data regole severissime per quanto concerne la raccolta differenziata, ma i computer e i grandi elettrodomestici vengono caricati nei container e scodellati in Africa così come sono. Gli abitanti di Agbogbloshie (Ghana) lo sanno bene.

[modifica] Bibliografia

  • Mbodo Fetumba, Il frigo nella giungla, Ed. Zibuana (2005)
  • Galindo Svampa, Quando c'era Lui le lampadine morivano in orario, Ed. Dux et lux (1964)
  • Taylor Kirschvink, A tutto c'è rimedio tranne che all'obsolescenza, Ed. Oldmen (1969)
  • Danny Clifford, Mechanic Resurrection, Ed. Screwdriver (2000)
  • Tobias Dunner, Obsolescence Day: Rigenerazione, Ed. Avatar (2008)

[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Farloccare: introdurre volutamente un problema in un sistema funzionante

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali
FANDOM