NonNotizie:Masi vs Usigrai: ne rimarrà solo uno

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17 novembre 2010

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Masi assorto, riflette su nuovi modi per affossare ancora di più la Rai.

Roma(?) - Dal referendum dell'Usigrai indetto qualche giorno fa emerge chiaramente che ai giornalisti Rai Masi piace quanto un pezzo di gomma americana appiccicata alla suola della propria scarpa. Infatti, in risposta alla domanda: "Alla luce delle politiche aziendali esprimi fiducia al direttore generale Mauro Masi?" si hanno avuti 1349 no e soli 77 , su 1264 voti validi. Mancano purtroppo i voti della sezione di Venezia, che probabilmente ora stanno galleggiando da qualche parte vicino a Vicenza, insieme al furgoncino che li trasportava.

Le cause che più hanno scontentato i giornalisti dell'azienda sono state indicate in un questionario a parte e comprendono il fallimento della trattativa con Sky, la mancanza di un piano industriale e l'orrido gessato del direttore. "D’ora in poi, Masi non potrà più dire che l’Usigrai non è d’accordo con lui. Sarà costretto a dire che la maggior parte dei giornalisti iscritti all'Usigrai non è d'accordo con lui." Afferma soddisfatto Carlo Verna, un mister nessuno che dovrebbe essere il portavoce del sindacato, o il segretario.

La replica di Masi non si è fatta tuttavia attendere, a sole trentasei ore dall'esito della consultazione il direttore ha infatti affermato a caldo: "L’iniziativa dell’Usigrai è una cosa priva di rilevanza formale e sostanziale, un tentativo di intimorirmi. Se avessero voluto aprire un dialogo democratico avrebbero potuto mettermi una bomba nella posta, rapire mio figlio o lasciarmi una testa di cavallo sul letto, invece di ricorrere a sporchi trucchetti da infami come il voto dei dipendenti. Una roba da bieca democrazia che non può essere tollerata in una libera azienda come la Rai."

Mentre Masi è ormai rimasto solo a difendere il fortino, come un David Crockett pronto ad immolarsi per la libertà, molte voci si levano a sua difesa, tutte di noti difensori della libertà (come quella del direttore Vittorio Feltri, noto propugnatore delle cazzate a raffica), chiedendo che i responsabili di questa iniziativa illiberale vengano trovati e puniti.

[modifica] Fonte

Lo scontro finale.

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