NonNotizie:Lo scherzo è bello finché dura poco

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8 ottobre 2010

Lettera minatoria.jpg

Una delle tante lettere goliardiche inviate da Sallusti ai suoi amiconi in questi anni.

Milano - Era tutto pronto per la grande festa: la suspense era salita alle stelle, la festeggiata era completamente ignara e si stava avvicinando il momento di rivelare lo scherzo col botto. Ma come al solito si sono messi di mezzo i magistrati, che essendo comunisti e quindi di natura tristi, poco sopportano l'altrui divertimento e come tanti piccoli gremlins si danno costantemente da fare per rovinarlo.

Questa volta è toccato alla redazione del quotidiano[citazione necessaria] Il Giornale, di proprietà di Silvio del fratello di un noto politico italiano. Il direttore Sallusti, grande estimatore del film Amici miei, aveva infatti pensato ad una gustosa burla per la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, aiutato dal vicedirettore Nicola Porro: i due infatti si conoscono dai tempi dell'Università e fin da allora amano fare piccoli scherzi, come ruttare al telefono dopo aver fatto un numero a caso.
In Agosto la Marcegaglia aveva preso posizioni dure contro il governo di Silvio Berlusconi, accusandolo di essere incompetente, magliaro e per di più impotente. Ed ecco che a quel mattacchione di Sallusti (che già a vederlo sprizza goliardia da tutti i pori) è venuta l'idea geniale: organizzare un bel dossier sulla Marcegaglia per farla cagare in mano, visto il successo della lavanda gastrica orchestrata per Dino Boffo. Così il direttore del Giornale ha proceduto come da manuale: con telefonate minatorie, lettere contenenti promesse di morte e una testa di cavallo nel letto; perché quando Sallusti fa una cosa la fa in grande stile.

Stavano tutti aspettando Emma nella redazione del Giornale con le luci spente per urlare "Sorpresa!" nel momento in cui lei avesse aperto la porta, ma la sorpresa è stata tutta per loro: venti carabinieri hanno fatto irruzione da quella stessa porta sequestrando tutti i computer della redazione e un poster di Sandro Bondi. Evidentemente è con questo modo barbaro che i magistrati intendono supplire alla carenza di fondi per l'informatizzazione delle procure.
Ora si attendono gli sviluppi di questo colossale fraintendimento, scaturito da un SMS di un collaboratore di Sallusti intercettato dai magistrati che recitava: "Domani facciamo la festa alla Marcegaglia".

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Un giornalista pagliaccio o un pagliaccio giornalista?

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