NonNotizie:Feltri risolve il giallo di Perugia

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26 febbraio 2014

Feltri a La7.png

A Salvo, cazzo, ma l'hai vista 'sta Meredith? Pare che gli hanno dato 'na ciavattata in faccia! Altro che Amanda co' quei due bomboloni!

La7 - Una bionda disorientata, un condannato in appello per omicidio, il più grande troll professionista ed il giornalista più amato dalle casalinghe italiane sono seduti ad un tavolo. No, non è l'inizio di una barzelletta, ma la surreale scena apparsa a chi, per sbaglio, ieri sera abbia provato a sintonizzare il proprio apparecchio televisivo su Linea Gialla durante la pubblicità di Ballarò[1].

Nella prima parte della puntata di ieri sera, Salvo Sottile ha scongelato analizzato uno tra i più importanti casi tra quelli del florido repertorio della cronaca nera italiana: l'omicidio di Meredith Kercher[2].

Per discutere del caso, Sottile ha radunato una squadra così mal assortita da far invidia al Monicelli dei tempi d'oro:

Scopo della trasmissione era quello di evidenziare, approfondire e risolvere tutti i punti ancora irrisolti riguardo il caso Meredith Kercher[5]:

  • Com'è possibile che Rudy Guede sia l'unico condannato in un "concorso in omicidio"? Forse per "concorso" il giudice intendeva dire "gioco a premi"?
  • Il fatto che abbia difeso Amanda Knox ha contribuito al flop elettorale di Giulia Bongiorno?
  • Che ci fa un condannato in appello a 26 anni in prima serata in televisione?
  • Chi cazzo li ha scelti i vestiti di Sollecito per la trasmissione? Steve Urkel di Otto sotto un tetto?

Dopo i convenevoli tra Feltri e la Bruzzone, degni della migliore discussione tra il rag. Fantozzi e la signorina Silvani, Sottile apre le danze chiedendo a Sollecito di parlare della sua relazione con Amanda Knox.


NOTA: Sembra incredibile, ma le citazioni riportate qui sotto non sono inventate, sono vere! A volte la realtà mette la freccia e supera la fantasia...
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«Lei aveva... mi dava... mi dava molto il senso di essere una ragazzina nel paese delle meraviglie. Era come una ragazzina che si emozionava anche per il cinguettio di un uccello, per dire. Era una cosa un po' fiabesca.»
(Raffaele Sollecito)

Mentre Sottile trattiene a stento le risate, Feltri prende in mano la situazione e decide giustamente di togliere a Sollecito il diritto di parlare. Da questo momento in poi non riuscirà a finire una frase che sia una. Ed è proprio a questo punto che inizia lo show di Rambo Feltri, che da bravo troll d'assalto nonché innocentista a prescindere, smonta le tesi dell'accusa una per una, con argomenti che definire inoppugnabili è un pallido eufemismo.

L'accusa, incarnata dalla Bruzzone, inizia a snocciolare tutte le prove che hanno portato al giudizio di colpevolezza emesso dalla corte d'appello. Sollecito prova a lamentarsi della metodologia utilizzata nelle varie perizie, quand'ecco che Feltri inizia il suo inarrestabile assalto:

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«Sono stati utilizzati metodi artigianali. Sono metodi sciatti, da incapaci. Tutto questo mi fa paura. Io ho paura dei magistrati perché ne ho terrore. Siamo di fronte a giovani e ad una vittima che merita giustizia. Io sarei scappato o in alternativa mi sarei suicidato. Chiedete a lui cosa vuol dire star 25 anni in galera!»
(Vittorio Feltri, affetto da magisteriofobia)

La Bruzzone prova a ribattere evidenziando i risultati tangibili ottenuti dalle perizie, ma Feltri non retrocede, anzi rincara la dose:

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«Stiamo giocando ai piccoli chimici qui, eh? Non si capisce niente. Ma voi credete ai chimici? Io ho una figlia chimica e se mi dice che una cosa è mortadella, non ci credo!»
(Vittorio Feltri, il padre che tutti vorremmo)

La Bruzzone ribatte ricordando che Sollecito se ne era andato in giro con un coltello immenso, ma anche questa argomentazione è totalmente inutile.

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«Ma uno ammazza una ragazza e si porta il coltello a casa e non cancelli nulla? Quindi, Raffaele è anche un coglione!»
(Vittorio Feltri, il difensore che ogni imputato vorrebbe)

Il povero Sollecito, stordito ed anche un po' offeso, tenta disperatamente di dire qualcosa, accennando al suo viaggio a Santo Domingo ed al fatto che è tornato in Italia per dimostrare la sua innocenza, ma è inutile, Feltri è inarrestabile e gli ruba di nuovo la scena.

Feltri con un dito nel naso.jpg

Il povero Feltri esorcizza le frasi sulla Knox fiabesca di Sollecito con un antico rito pagano: le dita nel naso.

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«Potevi restare a Santo Domingo invece che tornare in Italia che è una schifezza. Io non ho apprezzato il fatto che è tornato perché in Italia se vogliono fotterti, ti fottono... Insomma nel dubbio, mi tolgo dalle palle.»
(Vittorio Feltri, l'uomo che istigava all'evasione)

Inutili tutti i tentativi della povera Bruzzone di sovrastare il suo avversario. Ma non c'è paragone tra la dialettica dei due, è un duello impari gestito totalmente dal giornalista. Il colpo di grazia arriva quando Feltri, con una brillante intuizione, risolve definitivamente il caso.

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«Non ha senso incriminare Sollecito, perché doveva farlo? Si stava laureando, stava facendo la tesi, c'aveva una fidanzata bellissima... va a scopare questa qui che non era neanche eccezionale?»
(Vittorio Feltri, lui sì che le conosce le donne)

Qualunque risposta a una tale argomentazione è superflua. La Bruzzone getta la spugna. Il processo è ormai una semplice formalità. L'innocenza di Raffaele Sollecito è stata appurata, davanti a lui si profila una nuova vita, libera da ogni accusa ed all'insegna dello scopare esclusivamente ragazze carine.

Si chiude dunque la prima parte della trasmissione, e parte la seconda, che parla di crisi, problemi, trans e altra roba varia ed eventuale, ma i fasti di qualche minuto fa sono ormai parte di un passato che non tornerà mai più.

Dopo la sublime performance di Feltri, la direzione generale di La7 ha ritenuto che una trasmissione come Linea Gialla aveva raggiunto i suoi massimi picchi e, conscia che non avrebbe mai potuto produrre altri momenti così epici, ha deciso di chiudere la trasmissione. Addio Salvo Sottile, magari la prossima volta pensaci due volte prima di andartene da Rete 4.

[modifica] Note

  1. ^ A giudicare dai dati Auditel, non troppi.
  2. ^ Pare Michele Misseri avesse il cellulare spento.
  3. ^ Un approfondimento per i meno colti e quelli arrivati qua cliccando sul link di Facebook
  4. ^ E meno male
  5. ^ Anche perché avendo ospite lì Sollecito, sembrava poco carino chiedersi chi avesse ammazzato Sarah Scazzi, poi magari si sentiva trascurato.

[modifica] Fonti


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