NonNotizie:Bruno Vespa confessa: "Ho ucciso io Meredith"

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24 novembre 2009

Bruno Vespa indica.jpg

Eccolo, il terribile e feroce volto dell'assassino.

Perugia - Mentre in tribunale si teneva l'ennesima udienza del processo per l'omicidio della studentessa fuori corso Meredith Kercher, un colpo di scena degno del miglior romanzo giallo ha turbato la pace che solitamente caratterizza i processi per omicidio. Improvvisamente ha fatto irruzione in aula uno dei più coraggiosi giornalisti italiani: Bruno Vespa.

Il pluripremiato conduttore si è fatto subito notare per il suo sguardo allucinato e i movimenti repentini. Vespa ha subito chiesto scusa ai giudici per l'irruzione, avanzando in seguito la richiesta di essere ascoltato come testimone della difesa.

Vinte le resistenze del pubblico ministero il giudice ha acconsentito all'audizione di questo teste così inaspettato. Dopo neanche venti secondi di interrogatorio è arrivata la confessione:

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«Quella sera Meredith l'ho uccisa io, c'ero io nella sua casa a Perugia.»

Sul movente il Brunone nazionale è stato chiaro:

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«Ormai era arrivata la sentenza definitiva sul delitto di Cogne, e inoltre il plastico della villa era troppo usurato. Ero disperato, non sapevo più di cosa parlare, ormai anche la dieta mediterranea non portava più molti ascolti, e non potevo invitare nessun comico perché quelli bravi se li era già presi tutti Alessio Vinci a Matrix. Così sono arrivato a questo gesto estremo.»

Sgomento in aula, poi il giornalista[citazione necessaria] portaportese ha spiegato anche il motivo per cui si è fatto avanti solo dopo anni dal delitto:

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«La RAI non mi rinnova il contratto, e dato che potrei restare senza nulla, scelgo il carcere. Mi hanno detto che a Rebibbia le lasagne sono buone, inoltre con la riapertura delle inchieste sulle stragi del 1992-93 presto in cella potrei incontrare dei vecchi amici dei tempi di Porta a Porta


Seppur sconcertati, i giudici però non hanno creduto alla confessione spontanea del Vespa e hanno chiesto la perizia psichiatrica. Altri temono depistaggi, ma il nostro non molla:"Sono stato io e lo dimostrerò in aula, fosse anche l'ultima cosa che faccio".

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