NonNotizie:Allarme squalo ad Ostia

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23 agosto 2012

Costume da squalo che si mangia un uomo.jpg

Una fedele ricostruzione dell'accaduto

Ostia - Dopo il caldo asfissiante, gli incendi e la benzina a 2 euro al litro, il calvario degli italiani in vacanza si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo: l'invasione di squali. È quanto accaduto ieri a Ostia, quando tra i bagnanti è stata avvistata una pinna sospetta spuntare dalle acque, ed è stato subito allarme.

"Avevo appena finito il mio calippo e bira" ha raccontato una bagnante del lungomare laziale "e volevo andamme a tuffà quando er bagnino s'è messo a strillà come un pazzo pe' sto squalaccio demmerda. E noi in coro: ahò, ma che ce stai a cojonà?? E invece, li mortacci de Spielberg, diobbono se era vero!"

Secondo l'opinione dei pesciologi, lo squalo si trovava ad Ostia per via della crisi, altrimenti sarebbe andato volentieri in Costa Smeralda. La Capitaneria di Porto, subito allertata, ha fatto il possibile per individuare l'animale, ma le ricerche in pedalò concluse in serata non hanno dato risultati. Il timore diffuso è quello che l'animale possa tornare nei prossimi giorni, magari in cerca di carne umana, e che possa rimanere avvelenato dalla carne dei rancidi laziali in vacanza.

Secondo indiscrezioni comunque l'infaticabile Monti starebbe già predisponendo un piano per risolvere il problema: utilizzare i profughi libici giunti negli ultimi giorni in Italia per costituire un cordone umano che circondi l'intera penisola. È possibile inoltre che per questa barriera marina umana vengano impiegati anche gli operai dell'Ilva, come primo passo nel risanamento della città di Taranto. Il piano si autofinanzierebbe grazie ad un'accisa di quindici euro sulle scatolette di tonno e l'innalzamento dell'iva dal 21% al 27% a partire dal 1997.

"In estate, centinaia di pescecani vengono abbandonati in autostrada dai loro padroni." ha riferito Piero Angela intervistato sull'argomento da suo figlio Alberto, prima di essere internato. "Essendo le autostrade costruite dall'uomo - infatti non se ne trovano in natura - è naturale che questi simpatici abitanti del mare possano provare del leggero rancore nei nostri confronti, che a volte li spinge a divorarci vivi. Nel caso vi imbatteste in un pescecane è quindi consigliabile non agire di impulso, non lottare, ma donare loro tutto l'amore che finora gli è stato negato."

[modifica] Fonte

Il Cameriere della Sera

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