NonFiabe:Pinocchio

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A mille ce n'è...
nel mio cuore di fiabe da narrar...
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'era una volta un re... naaaaaa! Un cavaliere... naaaaaa! Un metalmeccanico... naaaaaa! Vabbè... un falegname. Un falegname brutto ma talmente brutto che le donne da marito del paese, fatta una colletta, gli avevano comprato una sega, sul biglietto allegato al dono c'era scritto: "Divertiti con questa". Geppetto, questo il nome del falegname, ne fu molto contento, anche se, di tanto in tanto, si chiedeva se non ci fosse qualcosa di recondito in quel messaggio.
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Geppetto.

Comunque sia, il falegname decise di farci un figlio con la sega e la cosa incredibile fu che ci riuscì! Ovviamente, il figlio gli venne fuori di legno. Con una sega che volevate? "Certo meglio che con una raspa" pensò fra sé Geppetto, rabbrividendo. Dovete sapere che il legno utilizzato dal nostro falegname aveva varie proprietà appositamente studiate dall'Ikea per la scatola di montaggio "Figghiomaskkio", ma essendo un prototipo, c'era solo un foglietto con su scritta l'indicazione di massima: "veditela tu". Geppetto però non era molto pratico e aveva montato il tutto come meglio poteva. "Secondo me, papi, hai sbagliato qualcosa" furono le prime parole del bimbo appena gli fu applicata la decalcomania della bocca, le seconde parole furono invece: "che nome di merda" appena seppe che si sarebbe chiamato Pinocchio.

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Compagne di Pinocchio molto contente.

Il classico conflitto padre segaiolo/figlio di legno si manifestò fin da subito con continui litigi, tanto che una sera d'estate Geppetto, mortificato, decise di fare un giro in barca ché, magari, remando, gli passava la tristezza. Vuoi per il magone, vuoi per la scarsa conoscenza del cinema, non si accorse della presenza di Spielberg sulla riva né riconobbe la musica: "tumtum tumtum tumtum..." che sembrava provenire dalle profondità marine (anche se, in verità, gli parve strano). Di colpo si ritrovò davanti le fauci spalancate dello "Squalo 5 la vendetta, il ritorno, la ripartenza ed il controritorno" che fece un sol boccone di lui con tutta la barca. "Stoooop!" Urlò Spielberg "chi diavolo è quel cretino? Mi sta scassando lo squalo!" "Si tratta di mio padre" disse Pinocchio, mortificato, dalla riva, infatti, aveva assistito a tutta la scena e corse subito a casa a prendere un bastone. Lo squalo intanto, per un riflesso condizionato elettronico, continuava a masticarsi Geppetto come fosse un chewing gum finché i tecnici non lo spensero. Il povero falegname uscì dal pesce meccanico malconcio ma vivo, infatti lo squalo era stato costruito nel rispetto della legge 81/2008 sulla sicurezza e aveva sul culo il marchio CE della Comunità Europea. "Scusa papi" esclamò subito Pinocchio, "Sono riuscito a convincere Spielberg a non picchiarti a patto che ti picchi io". Ciò detto brandì il bastone e le dette al padre che Spielberg non avrebbe saputo fare di meglio.

Sulla precedente avventura Collodi ha romanzato la storia del pescecane o balena a seconda delle edizioni e ci ha pagato il mutuo della casa e l'università ai figli. Ma la verità, nient'altro che la verità dica lo giuro è quella su raccontata.

Carta di credito passata fra tette.gif

Fata Turchina alla festa di Laurea.

Dopo tre mesi di degenza e due di convalescenza Geppetto si riprese e, siccome dall'Ikea erano arrivate finalmente le istruzioni sulla costruzione del "Figghjomaskkio" riuscì finalmente a capire che la parte allungabile non era il naso. Da allora le cose fra i due andarono meglio, soprattutto perché le ragazzine che prima deridevano Pinocchio per il fatto che se si alzavano la gonna gli si allungava il naso (sul fatto delle bugie Collodi c'ha comprato l'automobile), adesso volevano tutte studiare con lui e Pinocchio aveva denominato la sua stanza "Paese dei balocchi". Geppetto ne era orgoglioso, gli sforzi per lo studio erano talmente intensi che le ragazze mugolavano, e quando andavano via, non si reggevano neanche in piedi tanto avevano studiato! Manco a dirlo Pinocchio scelse di studiare Medicina all'Università e, precisamente, Ginecologia, così poteva studiare veramente poco, visto che in quel campo aveva messo il "naso" dappertutto.

Finalmente giunse il giorno della laurea e Pinocchio dette una grande festa, tutto andava per il meglio e c'era pure la Fata Turchina che allietava tutti con i suoi trucchetti di burlesque. Ad un tratto la fata si rivolse a Pinocchio e gli disse: "ecco il mio regalo di laurea" e, agitata la bacchetta lo trasformò in un ragazzo in carne ed ossa (ha dovuto cedere il quinto dello stipendio a vita, e le fate vivono a lungo, per pagare i danni all'Ikea). Certo non si può dire che fu un gran regalo, visto che in seguito, per mantenere lo standard, il povero ex burattino fu costretto a spendere una fortuna in viagra.

Morale:
Se ce l'avete di legno e passa la Fata Turchina... ditele di farsi i cazzi suoi!

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