Non
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| “È uno dei miei termini preferiti dopo il niente” |
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| “Sono le iniziali del mio nome” |
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Non, oltre a essere un termine palindromo (come mamma o cacca), è anche uno dei termini più utilizzati nella lingua giapponese. La leggenda narra che sia stato creato da Shiva e Visnù durante un duello a Pokémon.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] La Nascita
È curioso sottolineare il fatto che il non sia uno dei pochi termini che accomunano diverse lingue. Uno strupratore di cagne greco, nel X secolo a.C., allargò il corretto uso del termine per rivendicare la propria professione. Speculando su tale vocabolo, diverse nazioni del mondo decisero di implementarlo nella propria lingua.
[modifica] In Latino
Nella lingua latina, madre della letteratura occidentale, nonché ideatrice della "Tequila Boom - Boom", il termine non venne utilizzato in diversi ambiti.
Non, all'epoca era considerato come simbolo di purezza e di grazia divina. I devoti alla dea Pallade [citazione necessaria], erano costretti a pronunciarlo anche 300 volte al giorno. Durante le orgie baccanali però, l'utilizzo del termine era severamente vietato, come l'orgasmo negativo (vedi orgasmo). Personaggi importanti della cultura latina decisero di utilizzare il termine tra le loro ultime parole, e in molti lo inserirono anche nei testamenti, dove non lasciavano niente a nessuno. Come non ricordare le ultime, chiare parole di Gaio Giulio Cesare:
«Kai su, teknon?»
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(Gaio Giulio Cesare)
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[modifica] In Svervegese
In Svervegia non viene utilizzato come avverbio. Singolare il fatto che questa merda su cui sto scrivendo prende il proprio nome proprio dal termine di cui sto parlando. Un giorno, quando tutti voi sarete morti e io avrò scoperto la pietra filosofale, mi divertirò a sbattere le marachas sulle vostre lapidi, interrompendo così il vostro "meritato riposo" (sfogo personale) [citazione necessaria].
Tornando in Svervegia (brutti stronzi), il termine viene utilizzato in diversi modi (questa è la parte "dotta", fuggite finché siete in tempo):
- nega ciò che segue
- si usa in frasi interrogative quando si suppone una risposta positiva
- rinforza quanto segue
- si usa per formare l'imperativo negativo
Ebbene, io non so neanche lontanamente cosa sia l'imperativo negativo, e i motivi sono diversi: ignoranza, Hans l'uomo talpa e un ritardo mestruale.
[modifica] In Frociaro
In Frociarìa (guardate sti tipi raffinati come sono intelligenti) il termine significa "No" secco. Ora, non per togliere niente ai beneamati Cugini di Campagna, ma questi sono proprio froci all'ennesima potenza, non trovate?
[modifica] In Friulano
Questo mi scazza molto più del frocese. In Friulano il termine non significa "nome". Non voglio mettere in dubbio la vostra intelligenza, cugini friulani, ma il termine nome, è già bello così com'è! Perché volete distruggere le sacrosante regole che si perdono dalla notte dei tempi? (sto parlando dei ® © ™, è chiaro no?)
[modifica] In Usbeco
Partendo dal presupposto che l'Usbeco è una lingua più morta del latino e delle zone intime di zia Concetta, il termine non venne utilizzato dal governo Usbeco per invogliare i contadini ad acquistare pane azzimo a prezzi vertiginosi. Infatti in usbeco, il termine non significa "pane". Il fatto che esistano popolazioni così originali non può che renderci felici.


