Nazionale di pallacanestro dell'Italia

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Nazionale di Basket
Logo Nazionale Basket.jpg
(Stemma)
Logo della Fip per l'Italbasket
Nazione Italia
Città Roma (sede della Fip), Bormio (sede del ritiro e delle orge tra giocatori)
Fondazione 1926
Motto Nelle botti piccole c'è il vino buono. Noi siamo tutti sopra i 2 metri, quindi...
Allenatore Ettore Messina
Capitano L'ultima volta che avevo verificato era Dino Meneghin
Quote rosso1.png Abbiamo la nazionale più forte di tutti i tempi Quote rosso2.png

~ Gianni Petrucci, presidente FIP, prima di ogni nuova, disastrosa manifestazione sportiva
Quote rosso1.png Applausi, applausi, applausi per FIBA! Quote rosso2.png

~ Fabri Fibra quando la FIBA regala alla Nazionale italiana gli Europei 2011 senza passare dalle qualificazioni


La Nazionale di pallacanestro italiana è la selezione dei migliori[citazione necessaria] giocatori di nazionalità italiana; viene gestita dalla FIP (Francamente Indescrivibili Pipponi) e partecipa ai tornei internazionali di palla al cesto gestiti dalla FIBA (Freghiamo I Bravi Atleti). In realtà, è noto che gli italiani sono bassi e non sanno giocare a pallacanestro. Ciò nonostante, grazie a due colpi di fortuna, l'Italia ha vinto per ben due volte l'Europeo di basket, nel 1983 e nel 1999. Attualmente allenata[citazione necessaria] - si fa per dire, perché è sempre impegnato con gli Spurs in NBA - da Ettore Messina.

Bagnani paradenti in nazionale.jpg

Gli Italiani sono da sempre troppo bassi per la pallacanestro. Infatti, hanno sia le maglie sia i denti del colore dei Puffi.

[modifica] Storia

[modifica] Le origini

La prima partita della nazionale italiana si gioca il 4 aprile 1926, contro la Francia. È un'esibizione dimostrativa durante l'arrivo del Giro d'Italia: ovviamente tutti guardano esclusivamente la corsa ciclistica, quindi nessuno caga di striscio il match di quello sport che all'epoca si chiama ancora "palla al cesto". Nel disinteresse generale, l'unico elemento positivo è che l'Italia batte la Francia per 23-17. La partita si ricorda anche per la testata di Zinedine Zidane a Marco Materazzi.

Nazionale Basket Italia Melli Gentile con asciugamano.jpg

In origine, la nazionale maschile di basket è costretta a giocare con il burqa, per evitare che i giocatori, riconosciuti dai tifosi italiani inferociti, vengano malmenati dai propri fan all'esterno del palasport.

Nel 1936 l'Italia viene invitata alle Olimpiadi di Berlino. È la prima volta che il basket viene ammesso ai Giochi Olimpici ed è proprio nella Germania nazista. Adolf Hitler ci tiene che il basket rimanga un gioco per soli bianchi: sappiamo tutti, poi, com'è andata a finire. Fatto sta che l'Italia, nonostante gli arbitri siano tutti Ufficiali delle S.S. che parteggiano per Germania e Italia, arriva ventunesima su sette partecipanti.

L'Italia agli esordi va abbastanza bene, vincendo l'argento nel 1937 e nel 1946: peccato che, pur di impedire all'Italbasket di fare incetta di medaglie, gli odiati Tedeschi e Francesi scatenino addirittura la Seconda Guerra Mondiale: in questo modo, in tutto quel periodo, si giocano solo tre edizioni degli Europei: 1937, 1939 e 1946.

[modifica] Il periodo nero

Il complotto internazionale ordito contro la Nazionale Italiana di pallacanestro dà i suoi frutti. Per evitare una nuova guerra mondiale, gli Azzurri fingono di essere scarsissimi. E, per decenni, ci riescono benissimo.

La Nazionale o va male o addirittura non si presenta agli Europei, come nel 1949, quando adduce come scusa il lutto per la tragedia di Superga, chiaramente un pretesto, perché il lutto riguarda un altro sport[citazione necessaria], cioè il calcio.

Nel frattempo, gli Europei di basket sono una faccenda così seria che vi partecipa e vince anche l'Egitto, notoriamente nazione da sempre europea e cestisticamente evoluta.

L'unico risultato di rilievo dell'Italia, il quarto posto alle Olimpiadi casalinghe di Roma 1960, corrompendo gli arbitri e la Federazione internazionale, è tale da prosciugare tutti i fondi della FIP, che poi non ha più soldi per partecipare agli Europei 1961.

Stanca di continuare a perdere, la Federazione decide che, grazie alla Guerra fredda, il rischio di un'altra guerra mondiale è, per il momento, scongiurato, quindi la Nazionale deve smettere di giocare a perdere. Comincia a giocare per vincere, ma la differenza non si nota.

[modifica] Il decennio di Giancarlo Primo (1969-79)

Nel 1969 viene incoronato alla guida della Nazionale Giancarlo I. Questo nuovo monarca allenatore, per invertire la rotta, importa dal calcio il catenaccio. È qui che ha inizio la fama dell'Italia di basket come formazione votata alla difesa.

Strafiga Christina Vargas.jpg

Un'ottima alternativa alle partite della Nazionale di basket in tv. Se preferisci l'Italbasket a questa signora[citazione necessaria], non c'è dubbio: o sei donna o sei gay.

Inaspettatamente, la cosa funziona e la Nazionale italiana comincia a ottenere qualche risultato: quarto posto alle Olimpiadi 1972 e ai Mondiali 1970 e 1978, due (s)bronzi agli Europei 1971 e 1975, premio speciale "Mani quadrate" per l'imprecisione al tiro, Tapiro d'Oro per il gioco meno spettacolare ma più efficace[citazione necessaria]. Tra i giocatori ricordiamo Dino Meneghin, Pierluigi Marzorati, Renato Villalta, Renzo Bariviera, Ivan Bisson, Marino Zanatta, Giulio Iellini.

Nel frattempo, però, il mondo e le medaglie pregiate vengono suddivisi secondo le sfere di influenza geopolitica: da un lato gli USA, dall'altro Urss e Jugoslavia. Insomma non si vince ancora un beneamato.

[modifica] I successi degli anni di Sandro Gamba (1979-85 e 1985-1991)

Nelle pieghe della Guerra Fredda, finalmente si offre alla Nazionale un'opportunità. I paesi dell'Europa Occidentale e gli USA boicottano le Olimpiadi a Mosca nel 1980. Neanche l'Italia dovrebbe partecipare, ma, per opportunismo, si scopre improvvisamente Paese sotto l'egida sovietica e va a Mosca a fare incetta di medaglie. Nel basket, sfruttando l'assenza di tutte le squadre più forti, vince il suo primo argento olimpico, superando l'Urss e piazzandosi seconda dietro la Jugoslavia.

Gli azzurri del mister Sandro Tre uomini e una gamba si convincono di essere forti davvero e, potendo ancora contare su giocatori come Dino Meneghin, Pierluigi Marzorati, Renato Villalta, Antonello Riva e Roberto Brunamonti, vincono anche tre medaglie agli europei: l'oro di Nantes '83, il bronzo di Stoccarda '85 e l'argento di Roma '91.

Nel 1983, in particolare, dopo le prime buone prestazioni, i nazionali italiani riescono a eliminare la Jugoslavia trasformando la partita in rissa.

Inizia Marco Bonamico, che, come dice il suo stesso nome, da amico fedele qual è, fa cadere Kikanovic sul parquet con una gomitata assassina terra - aria, poi ci pensano Petrovic e Gilardi a scambiarsi effusioni amorose sul terreno di gioco. Sacchetti ferma Vilfan tirandolo per i capelli lunghi un istante prima che questo colpisca Gilardi, Kikanovic torna in campo solo per dare a Villalta un calcio sulle palle e poi scappare, nascondendosi in tribuna stampa, inseguito dall'allenatore italiano Gamba e da Galleani: quest'ultimo si becca un calcio in faccia da Radovanovic. Rubini nella circostanza, dopo i suoi trascorsi da pallanuotista e da cestista, si scopre anche un ottimo pugile[citazione necessaria]. Infine, il genio[citazione necessaria]: Grbovic crede di essere la reincarnazione di Edward mani di forbice o di Wolverine e minaccia la panchina italiana sfoderando un paio di forbici. Insomma, una scena da saloon, di cui i puristi del basket non possono che essere fieri e orgogliosi.

L'Italia, portato il match nell'ambito che più le è congeniale rispetto al basket giocato, ovvero la rissa, trionfa e ottiene un'agevole semifinale contro l'Olanda, i cui giocatori sono spossati da abuso di marijuana e di prostituzione.

La finalissima è contro la sorprendente Spagna, che ci fa l'enorme piacere di eliminare l'Unione Sovietica.

Dopo il trionfo, lascia la nazionale lo storico e longevo capitano azzurro, Dino Meneghin, per darsi all'alcolismo: resterà incinto di Andrea, suo figlio e futuro playmaker della Nazionale 1999.

Negli anni successivi si ricorda soprattutto la combattutissima[citazione necessaria] partita Italia-Svizzera 141-75, per la qualificazione agli Europei 1987.

[modifica] Ettore Messina I

Non soddisfatta dell'argento del 1991, la FIP affida la Nazionale a Ettore Catania Messina, che la ripaga subito con un nono posto agli Europei crucchi del 1993.

La nostra Nazionale, in realtà, non si è accorta che il crollo dell'Unione Sovietica e la frammentazione dell'ex Jugoslavia le hanno fatto un altro dispetto: se prima c'erano due sole squadre competitive in Europa, adesso ce ne sono oltre una decina, fra nazionali ex sovietiche ed ex jugoslave. Come al solito loschi intrighi internazionali e equilibri tra nazioni[citazione necessaria] si frappongono tra la Nazionale e i successi.

Così l'Italia perde con la Lettonia, prende 26 punti dalla Russia e viene eliminata per classifica avulsa dalla Bosnia Erzegovina.

I preparatori atletici dell'Italia hanno avuto l'idea geniale[citazione necessaria] di puntare tutto sui Giochi del Mediterraneo 1993, competizione di cui a nessuno importa ma in cui, una settimana prima degli Europei, la Nazionale azzurra vince l'oro, arrivando però scarica all'Europeo.

Dopo della debacle agli Europei, in compenso, la Nazionale di Messina vince l'argento ai Goodwill Games di San Pietroburgo 1994, campionato che è addirittura stato cancellato subito dopo, per la vergogna di avere l'Italia nel proprio albo d'oro.

Gli Europei del 1995 assegnano quattro posti alle Olimpiadi di Atlanta dell'anno successivo: neanche a dirlo, l'Italia arriva quinta, primo dei piazzamenti inutili.

[modifica] Europei 1997

L'Italia di Ettore Messina ormai ha una credibilità pari a zero. Le altre squadre da tempo la snobbano, tanto che nel precampionato Russia, Jugoslavia, Germania, Francia, Turchia, Slovenia due volte, Grecia le lasciano vincere otto partite amichevoli su otto.

Alessandro Gentile rugby lotta libera.jpg

Quest'azione di Alessandro Gentile sembra rugby o lotta greco-romana, ma sicuramente non è basket.

Ben sapendo che l'Italia dà il meglio di sé nelle partite che non contano nulla, nessuno si preoccupa.

L'Italbasket esordisce negli Europei spagnoli battendo la Lettonia. Poi Ettore Messina si estrania dal gruppo per un lutto familiare: a quel punto, senza l'allenatore che rompeva loro i coglioni con astrusi e complicatissimi schemi, i giocatori italiani hanno un'intuizione:

Quote rosso1.png E se giocassimo semplicemente a basket? Quote rosso2.png

A questo punto, lo scetticismo comincia a regnare sovrano, tanto che nemmeno la Rai, con la sua consueta lungimiranza[citazione necessaria] ci crede più e decide di trasmettere solo in differita alle ventordici di notte i big-match contro la Jugoslavia e la Spagna.

E fa male: l'Italia, grazie a un catenaccio implacabile, travolge la fortissima Jugoslavia e la Polonia con partitone di Myers (italianissimo nato in Inghirlanda da genitori austroungarici di passaporto svervegese), nel secondo turno batte la Spagna grazie a una cassa di paella avariata fatta recapitare la notte precedente agli iberici, poi sconfigge la Germania grazie a Pittis e Galanda, i quali, guardando dal vivo Dirk Nowitzki, intuiscono che si può saper giocare a basket pur essendo bianchi, e infine vince con la Croazia in una partita che non conta più niente.

Nei quarti l'Italia affronta, per un disguido, la nazionale turca... sì, ma di scacchi: non si spiegherebbe, altrimenti, come i turchi possano aver segnato solo 43 punti. Da quei cessi di giocatori nasce anche il famoso detto:

Quote rosso1.png Cessi alla turca Quote rosso2.png

L'Italia batte anche la Russia grazie a Bonora, Pittis, Marconato e Fučka (altro giocatore italianissimo[ma de che?], nato Kranj, in Slovenia, da genitori sloveni) e va in finale.

Per le ultime tre partite, è presente in tribuna anche l'allora Presidente del Consiglio Romano Prodi, che, nella sua breve parentesi politica, è in cerca di un successo internazionale per potersi vantare di qualcosa con gli amici al bar.

Ancora una volta Mortadella porta sfiga e l'Italia perde la finale contro la Jugoslavia. È comunque una grande impresa, ma contro la sfiga di Prodi nulla si può fare.

Carera e Pittis si ritirano dalla Nazionale dopo l'Europeo. Anche Frosini avrebbe dovuto farlo, ma non siamo così fortunati.

[modifica] Bogdan Tanjievic

Ettore Messina lascia la squadra a Tanjievic, pensando:

Quote rosso1.png Tanto sono arrivato secondo a un Europeo, chi diavolo potrà fare meglio di me?!? Quote rosso2.png

E, invece, il montenegrino Tanjievic, dopo il sesto posto ai Mondiali 1998, va addirittura a vincere gli Europei di Parigi 1999!

Questo il suo discorso di insediamento:

Bogdan Tanjevic.jpg

Tanjievic in un momento di tenerezza verso un suo giocatore: "Brutta palla di lardo, se non impedisci di respirare all'attaccante su cui difendi, ti strappo le tibie e ci gioco a Shanghai!".

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«Se voi signorine finirete questo corso, e se sopravviverete all'addestramento sarete un'arma, sarete dispensatori di blocchi, pregherete per giocare! Ma fino a quel giorno siete uno sputo, la più bassa forma di vita che ci sia nel globo! Non siete neanche fottuti esseri umani, sarete solo pezzi informi di materia organica anfibia comunemente detta me**a. Dato che sono un duro non mi aspetto di piacervi, ma più mi odierete, più imparerete. Io sono un duro però sono giusto: qui non si fanno distinzioni razziali. Qui si rispetta gentaglia come negri, italiani o slavi! Qui vige l'eguaglianza: non conta un ca**o nessuno.»

Agli europei del 1999, dopo 16 anni, arrivano la seconda medaglia d'oro continentale e il ritorno alle Olimpiadi.

L'esordio è in linea con la storia dell'Italbasket: avanti anche di 19 punti, l'Italia si fa rimontare dalla Croazia e perde 68-70. Nella partita successiva, a 3 minuti dalla fine, è sotto anche con la Bosnia e sta per essere eliminata. A questo punto Bosha Tanjievic la prende bene:

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«Passare il turno, muoversi! Muoversi! Muoversi! Allora mi volete proprio deludere? Avete deciso così? Allora rinunciate e andatevene via brutti trichechi grassi di merda, andatevene via dal mio ostacolo del cazzo! Scendete giù da questo ostacolo del cazzo! Scendete! Muovetevi! Altrimenti vi strappo via le palle così vi impedisco di inquinare il resto del mondo! Io giuro che riuscirò a motivarvi, Palle di lardo, a costo di andare ad accorciare il cazzo a tutti i cannibali del Congo! Avanti, muovete i piedi in difesa, correte in attacco, Palle di lardo! Più svelti! Muovetevi! Ma voi ci siete nati sotto forma di viscidi sacchi di merda, Palle di lardo? O avete studiato per diventarlo? Muovetevi, più svelti! Tiratevi su! La partita è già bella che finita prima che arriviate voi!...»

Motivata da questo discorso[citazione necessaria], la squadra azzurra batte la Bosnia e la Turchia all'ultimo minuto, riuscendo a qualificarsi alla fase finale.

A Le Mans, Bosha Tanjievic sbrana un paio di giornalisti che avevano osato contestare la squadra e, dopo le vittorie con Germania e Repubblica Ceca, se la prende anche con i giocatori, colpevoli di un parziale di 3-29 che costa una sconfitta contro la Lituania.

Dai quarti di finale, per paura del proprio allenatore, Myers, Fučka, Meneghin, Basile, Abbio, De Pol, Galanda, Marconato, Chiacig, Bonora, Damiao, Mian battono in successione Russia, Jugoslavia e, poi, non trovando più squadre decenti, già eliminate tutte dagli Azzurri, gli tocca giocare una finale con la Spagna, che, fino agli anni 2000, stava al basket come Luca Giurato sta al giornalismo.

Alle Olimpiadi di Sydney 2000 arriva, però, un altro quinto posto e, dopo l'ancor più deludente nono posto agli europei del 2001 in Turchia, dove convoca come playmaker Pecile, bambino compagno di asilo di suo figlio[1], Tanjević lascia, per essere sostituito da Carlo Recalcati.

[modifica] Carlo Recalcati

Italia Basket Aradori alza ascella.jpg

Pietro Aradori dice: "Altolà al sudore, a Valsoia".

Il nuovo selezionatore della nazionale è Carlo Recalcati, detto "Charlie" perché come allenatore è un cane. Altro suo soprannome è "il Tinto", non si sa se per i suoi capelli dal colore naturale[citazione necessaria] o perché durante i raduni della Nazionale costringe i suoi giocatori a guardare i film[citazione necessaria] di Tinto Brass anziché i video delle avversarie.

Per arrivare agli europei del 2003, l'Italia del neo-coach Charlie Recalcati è costretta all'umiliazione delle qualificazioni con nazionali che non conoscono neanche le regole più elementari del Basket, come Inghilterra e Portogallo. Insegnato loro che la palla va fatta passare attraverso la cruna dell'ago il foro del canestro, l'Italbasket approda agli Europei di Stoccolma.

Recalcati lascia a casa Gianmarco Pozzecco, perché disturba durante gli allenamenti e perché gli ha trombato la figlia e la moglie. Al suo posto, nel ruolo di playboy playmaker, Recalcati convoca Bulleri e Lamma, il che è tutto dire.

L'Italia, infatti, parte male, perdendo di 10 punti con la Slovenia e di 33 punti con la Francia, ma, in tre gare "dentro o fuori", batte la Bosnia, la Germania di Nowitzki e la Grecia, con i tiri liberi decisivi segnati di sopracciglio da Matteo Soragna, l'unico uomo al mondo con le sopracciglia più folte di quelle di Elio e di Giuseppe Bergomi.

Con la Spagna in semifinale non c'è nulla da fare: a forza di copiare dal campionato italiano e di naturalizzare africani, gli spagnoli sono diventati forti.

Nella finale per il terzo posto gli Azzurri ritrovano la Francia di Zinedine Zidane, che ci ha già battuti di 33 punti. Solo chi vince va alle Olimpiadi. È qui che le scelte di Recalcati si dimostrano azzeccate: tutti i playmaker da lui convocati si infortunano nel corso della partita[2], poi si fa male pure Basile.

Inaspettatamente[citazione necessaria], però, i Francesi si fanno una serie di seghe mentali su quanto sono fighi, gli Azzurri ne approfittano, vincono la medaglia di bronzo nonostante presentino la nazionale più scarsa di tutti i tempi e si qualificano per i Giochi della XXVIII Olimpiade.

Alle Olimpiadi di Atene la nazionale disputa un ottimo torneo.

Italia Basket Gallinari urla Belinelli guarda altrove.jpg

Scena consueta dopo un canestro: Danilo Gallinari urla di dolore, pensando a tutte le fighe che si sarebbe potuto fare se solo non fosse sceso in campo, mentre Marco Belinelli, in preda a visioni mistiche da fame, intravvede tua madre in tribuna, scambiandola per un biscotto gigante.

Recalcati, conscio dell'atavica incapacità di giocare a pallacanestro da parte degli italiani, assolda dei manovali extracomunitari, muratori a Bergamo alta, spacciandoli per Bulleri, Pozzecco, Rombaldoni, Basile, Soragna, Mian, Righetti, Radulović, Galanda, Garri, Marconato e Chiacig.

In effetti, l'Italia, dopo aver battuto inaspettatamente in amichevole il Dream team USA, nelle partite ufficiali perde con Serbia e Spagna, ma vince con Nuova Zelanda, un paese che conosce solo il rugby, e Cina, una formazione in cui l'altezza media nazionale di 1,50 m è innalzata da un unico giocatore, di 2 metri e 20 cm [3].

L'Italia è così temuta che Portorico perde apposta per poterla incontrare nei quarti di finale. Inaspettatamente, però, l'Italia batte Portorico ed approda in semifinale, dove sconfigge la forte Lituania in una gara in cui lo scugnizzo Basile sfida i lituani a chi conosce meno la grammatica della propria lingua: i cosiddetti tiri ignoranti:

Wikiquote.png
«La nostra forza è l'ignoranza e ne abbiamo in abbondanza»

In finale, però, l'Argentina scopre il segreto dei muratori Azzurri e li sabota, impedendo loro di usare la calce per incollare al parquet le suole delle scarpe dei giocatori avversari. Arriva l'argento... il nome argentina doveva far capire subito come sarebbe andata a finire.

E, invece, Gianmarco Pozzecco si mette pure a piangere per la delusione... si consola dieci minuti dopo, bombandosi Samantha De Grenet negli spogliatoi dell'arena ateniese.

[modifica] Gli anni di magra

Dopo il 2004, gli Azzurri pensano:

Quote rosso1.png Abbiamo vinto schierando manovali, mestieranti e muratori dalle mani quadrate, chissà quanto vinceremo ora che torneranno i giocatori più forti e altri ne arriveranno dalle giovanili e dalla NBA Quote rosso2.png

E invece no!

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Simone Pianigiani e l'Uomo Gatto di Sarabanda sono evidentemente gemelli.

Sono anni privi di soddisfazioni: due noni posti agli Europei (2005 e 2007) e ai Mondiali 2006, ai quali partecipa solo grazie ad una wild card[4].

Agli Europei del 2009 l'Italia neppure si qualifica, come pure a tutti i Mondiali e le Olimpiadi fino al 2014.

Nel 2009, il CT Recalcati lascia e viene sostituito da Simone Pianigiani, sosia dell'Uomo gatto e detto il gellato in quanto massimo consumatore mondiale di gel per capelli assieme a "Don Gel" Scariolo.

Agli Europei 2011 l'Italbasket, infarcita dei fenomeni[citazione necessaria] NBA, arriva addirittura diciassettesima... e poi dicono che il 17 non porta male.

Le star NBA che guadagnano milioni di dollari in NBA vengono in Nazionale solo per riposare: Danilo Gallinari, Andrea Bargnani, Marco Belinelli, Gigi Datome.

L'Italbasket arriva ottava all'Europeo 2013, ancora una volta il primo dei piazzamenti che non consentono la qualificazione ai mondiali.

Il sesto posto nel Campionato Europeo 2015 apre un piccolo spiraglio di speranza. Ma, visto che Gallinari "si è rotto le palle di perdere", nel 2015 viene richiamato in fretta il CT Ettore Messina. Nel 2016 il Preolimpico di Torino è l'ennesimo "successone" e l'Italbasket è nuovamente costretta a guardare le Olimpiadi di Rio in tv.

Ad oggi, di successi all'orizzonte nemmeno l'ombra.

[modifica] Caratteristiche e schemi

La Nazionale italiana di Pallacanestro ha alcune caratteristiche che sono rimaste inalterate nell'arco di tutta la sua gloriosa[citazione necessaria] storia:

  • la capacità di essere forte in difesa e deficitaria in attacco: nel 2015, invece, ha cercato di snaturarsi andando forte in attacco, ma ha dimenticato totalmente di difendere;
  • le lamentele nei confronti delle altre nazionali che naturalizzano i giocatori stranieri, salvo dimenticarsi di aver naturalizzato, a propria volta: Mark Campagnaro, Mike Sylvester, Marcelo Damiao, Dan Gay, Nikola Radulovic, Dante Calabria, Richard Mason Rocca, Antonio Maria Luigi Ciccio Maestranzi, Travis Diener, ...;
  • la capacità di fare squadra e di vincere quando ha i giocatori peggiori e di perdere quando ha a disposizione i giocatori NBA o comunque più forti;
  • solitamente, ha l'altezza media di squadra più bassa d'Europa, eccezion fatta per l'Islanda.

[modifica] Curiosità

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Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse ti incuriosisce sapere com'è dormire coi pesci?

  • Lo sapevi che Gianmarco Pozzecco è andato alle Olimpiadi solo perché pensava di trovare più gnocca in Grecia?
  • Lo sapevi che contro i tiri ignoranti di Gianluca Basile non può fare nulla neanche il CEPU?
  • Lo sapevi che Gigi Datome può camminare sulle acque, trasformare l'acqua delle borracce in vino e materializzarsi dal nulla di fronte all'attaccante che sta per tirare?
  • Lo sapevi che il vero Marco Cusin viene tirato fuori dalla naftalina solo per le partite della Nazionale, mentre in campionato usano la sua controfigura, ugualmente scarsa ma senza cazzimma?
  • Lo sapevi che Danilo Gallinari si è trombato tua madre, tua sorella e il 50% della popolazione femminile italiana?
  • Lo sapevi che Andrea Bargnani potrebbe essere il giocatore più forte del mondo, ma semplicemente non ne ha voglia?
  • Lo sapevi che quell'oggetto enorme con cui Marco Belinelli si allena a fare pesi non è un copertone gigante di un camion, ma una delle ciambelline con cui Belinelli fa colazione abitualmente?

[modifica] Voci correlate


[modifica] Note

Cioè, stai davvero leggendo le ♪♫note♫♪?! Pazzesco...
  1. ^ Vedi alle voci "nepotismo" e "raccomandazione".
  2. ^ Bulleri si fa male addirittura prima del match, cadendo dalle pantofole dell'albergo.
  3. ^ Yao Ming.
  4. ^ corruzione dei dirigenti Fiba.



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