Nazionale di calcio dell'Italia

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2006, una data importante per la nazionale italiana: vince la Coppa del Nonno!

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Ciò che realmente accadde quella fatidica notte...

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La silenziosa vendetta di Materazzi sul frocese.

Quote rosso1.png È finita! È finita! È finita! Il cielo è azzurro, sopra Matera. Siamo campioni del nonno! Quote rosso2.png

~ Marco Civoli dopo la vittoria della Coppa del Nonno 2006
Quote rosso1.png Abiamo fato propio na bela partita, io corere tanto, ma poi fa gol! Ilary poi dare me premio! Quote rosso2.png

~ Er pippone commenta una partita
Quote rosso1.png La Corea? Ce la mangiamo a colazione! Quote rosso2.png

~ Il CT sul prepartita ai mondiali del 2002
Quote rosso1.png Loro i campioni del mondo...? Ha ha ha! Quote rosso2.png

~ Robin Van Persie dopo Italia-Olanda a Neuro2008
Quote rosso1.png Il girone è abbordabile, siamo stati fortunati. Passeremo senza difficoltà il girone! Quote rosso2.png

~ Marcello Lippi 15 giorni prima dell'eliminazione della propria squadra ad opera della Slovacchia


La nazionale italiana di calcio è costituita da una selezione dei migliori[1] giocatori[2] italiani che perciò rappresentano l'Italia[3] all'estero. Questa particolare specie di squadra calcistica riesce sempre a partire favorita in ogni torneo, ma ogni volta esce sconfitta ai gironi dalla peggiore nazionale presente (vedi Andorra), finché, senza alcuna speranza di vincere, va a giocare un mondiale e lo vince. Dopodiché se la tira per due anni prima che un'altra serie ventennale di sconfitte non faccia rimpiangere i tempi migliori.

I suoi giocatori, che venivano chiamati amichevolmente azzurri prima che Silvio Berlusconi si comprasse i diritti di tale nome sono scelti tra i giocatori meglio pagati della serie A da un apposito commissario tecnico che passava lì per caso. Per contratto, in caso di vittoria i giocatori della Nazionale se ne assumeranno tutti gli onori, in caso di sconfitta l'unico colpevole sarà il commissario tecnico, che verrà licenziato e mandato a lavorare come muratore.

[modifica] La divisa nazionale

La tenuta dei giocatori è costituita da: casacca azzurra, calzoncini azzurri, calzettoni azzurri, tatuaggi vari e truzzaggine.
La particolarità della tenuta azzurra è che fa letteralmente cagare, basti pensare che Joseph Blatter non si è presentato alla consegna della coppa del mondo solo perché la tenuta italiana lo spaventava a morte. Inoltre i numeri sono illeggibili se non inquadrati da vicino, poiché sono dorati.

Esiste anche la tenuta versione sfiga, costituita da: casacca bianca con maglietta della salute azzurra attaccata con la colla, numeri dorati illeggibili da lontano, calzoncini bianchi, calzettoni bianchi, tatuaggi vari e truzzaggine.

La foggia della tenuta varia ogni 6 mesi per permettere agli stilisti italici di dare lavoro a tutti gli abitanti della Cina (Dolce & Gabbana si sono già prenotati per il mondiale del 2022), mentre il logo dello scudetto varia in media ogni 4 anni perché non si sa più dove mettere le stelline.

[modifica] Commissari Tecnici famosi (detti anche Cittì)

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L'ex CT della nazionale italiana mentre cerca di sfuggire ai giornalisti sportivi.

[modifica] Palmarés

La nazionale italiana è l'unica nazionale ad aver vinto per ben 4 volte la coppa del mondo e altrettante volte essere arrivata seconda a causa della supremazia del suo principale avversario: l'arbitro. Ha inoltre vinto un europeo, numerosi premi della giuria, diversi tornei intergalattici e Miss Italia nel Monte. Attualmente, dopo una infinita striscia di sconfitte agli Europei del 2008 e 2012, e ai mondiali della Coppa del Nonno nel 2010 e 2014, grazie al lavoro dei suoi giocatori, ma soprattutto del suo CT, è riuscita a conquistare per ben due volte consecutive l'ambito premio Calcio nel Culo, chiudendo il girone dietro squadroni del calibro della Slovacchia, del Paraguay, della Nuova Zelanda e del Costarica.

[modifica] Medagliere

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La squadra vittoriosa ai mondiali del 2006, più o meno.

[modifica] Tattica

La principale tattica della squadra è quella del catenaccio carpiato, ovvero calci sugli stinchi degli attaccanti avversari e tuffi olimpionici in area di rigore. Grazie a tale strategia la Nazionale riesce quasi sempre a collocarsi tra le prime 8 classificate nei tornei internazionali e a vincerne uno ogni ventina d'anni. Una volta vinto il Mondiale o l'Europeo, la Nazionale può cullarsi tra gli allori giocando da schifo per almeno 4 anni (come statisticamente si evince dall'immancabile pessima figura nel ruolo di campione in carica durante il torneo successivo).

La nazionale italiana è inoltre rinomata per le caratteristiche tecniche di intimidazione dell'avversario attraverso i suoi numerosi Cittì (che di secondo lavoro fanno i giornalisti), basate su dietrologia applicata e vittimismo esasperato, secondo lo schema: forte con i deboli, debole con i forti. Le sue vittime preferite sono la nazionale delle Fær Øer, di Malta e d'Islanda. Con queste squadre la nazionale ammette di poter giocare anche con gli occhi chiusi, con le mani legate, con un solo piede. Altre nazionali invece, pur avendo una preparazione atletica pressoché analoga alle suddette, vengono trattate quasi con rispetto e sempre toccando qualcosa di metallo o i gioielli di famiglia, come per esempio la Corea del sud (paura, eh?). Per le altre nazionali invece c'e' sempre il dubbio di una combine per infilarcela in porta, specialmente se si nutre qualche dubbio sul nostro passaggio agli ottavi.

[modifica] Ai mondiali di calcio e agli Europei

I mondiali di calcio e gli Europei sono la ragione di vita della Nazionale, dopo i soldi e le veline. Ebbene, per raggiungere tale importante obiettivo la Nazionale è riuscita negli anni a creare una finissima tattica che finora si è rivelata vincente al 100% (ogni 24 anni).

[modifica] Qualificazione

Nelle qualificazioni il nuovo Ct, subentrato dopo la cacciata del precedente, usa la tattica di studio "metto giocatori a caso perché sono nuovo/non ho idee" che nella maggior parte dei casi permette l'accesso ai Mondiali, anche se nella maniera più difficile. Intanto, appena prima dell'inizio dei Mondiali/Europei, scoppia uno scandalo qualsiasi che riguarda il marcio mondo del calcio nostrano (compravendite di partite ed arbitri, scommesse in tabaccherie etc..). A questo punto i nostri azzurri, per evitare il carcere, saranno costretti a vincere.

[modifica] Gironi

Nella prima partita viene usata la tattica: "siamo troppo forti" che consiste nello sprecare il minor quantitativo di risorse, conservandole per la sicura finale. Solitamente tale tattica non funziona mai con nessuna squadra. Allora si utilizza per le ultime due partite dei gironi il cosiddetto piano B: "forza ragazzi che ce la possiamo fare" che in pratica consiste nella precedente tattica, solo che l'obbiettivo finale diventa il passaggio alla fase delle eliminatorie. Statisticamente tale tattica funziona per il 75% delle volte e nel 99% dei casi è agevolata da errori della squadra avversaria. Intanto alla vigilia dell'ultima partita del girone, si raccolgono le forze e si pensa a chi potrebbe complottare contro di noi, tipo un paio di nazionali del nostro girone che si mettono d'accordo per un pareggio perché usano la nostra stessa tattica ed inoltre ci vogliono male. Si potrebbe scoprire che c'è un accordo:

  • tra la Slovenia e Cipro per pareggiare 10 a 10.
  • tra Spagna e Croazia per pareggiare 2 a 2, con rinfresco finale con menù italiano alla faccia nostra.
  • tra l'Irlanda e il suo allenatore il cui nome in italiano vuol dire "la trappola".
  • tra la Danimarca e la Svezia, che sebbene questa volta non si siano incontrate nel girone eliminatorio continuano a complottare.

Intanto si escono fuori dei precisi calcoli analitici basati sulle fasi lunari secondo cui per passare alle fase delle eliminatorie basta:

[modifica] Eliminatorie

Una volta arrivati alla fase delle eliminatorie, ci si rende conto che:

  • nelle eliminatorie ci sono le squadre più cazzute del mondo, tanto cazzute che non vogliono mai perdere.
  • più di metà della squadra ha un'ammonizione a furia di spezzare gambe nei gironi.
  • mò sò cazzi!!

Dunque si decide di usare sempre la solita tattica: catenaccio a doppia mandata e si cerca di finire in pareggio sperando nei tempi supplementari e poi nei rigori. Intanto, solo per curiosità, si scava sul passato dell'omino nero che arbitrerà la partita.

[modifica] Exit strategy

Nonostante l'impegno, può accadere che alcune volte si possa uscire dal Mondiale (molto) prima del tempo. Ebbene, la nazionale italiana è l'unica al mondo ad avere anche un exit strategy, nella quale l'intera squadra fa un esame di coscienza e (non) si assume le proprie responsabilità. A farne le spese è spesso l'arbitro cornuto con i suoi guardalinee ciechi, quell'antipatico del CT avversario, il campo quasi impraticabile, quel giocatore spezzagambe.

[modifica] Curiosità

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Però è meglio se certe curiosità te le tieni pe' ttìa... o forse vuoi veder crescere le margherite dalla parte delle radici?

  • I calciatori della nazionale non conoscono l'inno nazionale (se li vedi muovere le labbra in realtà stanno cantando la discografia di Umberto Tozzi), ma la gente perdona loro tutto, basta che alla fine facciano gol[5].
  • Alcuni dei suoi giocatori sono anche campioni di particolari discipline non strettamente correlate con il calcio, tra le quali: sputo di precisione, carica a testate, lotta a calci negli stinchi, balletto classico, tuffo in lungo, mosca cieca, calcioscommesse, imprecazioni su prato.
  • La mancata convocazione di giocatori fondamentali produrrà polemiche per i primi due giorni, ma se Francesco Totti cambia pettinatura non si parlerà d'altro per l'intera durata della manifestazione.
  • L'Italia vince i Mondiali a ogni morte di Papa, anche se tra la seconda Coppa del mondo del 1938 e la terza del 1982 ne sono morti 5....
  • I Mondiali successivi a quelli in cui l'Italia si è aggiudicata il titolo o è stata finalista sono caratterizzati da immani figure di merda per la nostra nazionale (1950, 1974, 1986 e 2010).

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ ahahah!
  2. ^ AHAHAH!
  3. ^ ma non ditelo a Bossi
  4. ^ ma potevano essere di più se non ci fosse stato sempre un uomo nero in mezzo al campo che fischiava continuamente facendo vedere dei cartellini colorati
  5. ^ Elio e le Storie Tese ne La gente vuole il gol, breve trattato sulla storia d'Itaglia dalla scoperta che la palla è rotonda ad oggi.


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