Nadja Applefield

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Attenzione!

Questo articolo tratta di argomenti ad alto contenuto di zuccheri.
Si consiglia l'assunzione di farmaci appropriati a lettura ultimata.
Grazie e arrivederci!

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E c'è pure bisogno del test del DNA?

Quote rosso1.png Naaadja!! Vivi felice battendo...dall'Inghilterra alla Francia...quante hard-venture per teeeee!!! Quote rosso2.png

~ La sigla italiana dell'anime, eseguita dai Gemboy
Quote rosso1.png Puttana! Ci vediamo in tribunale! Quote rosso2.png

~ Candy Candy su Nadja Applefield

Ashita no Nadja, letteralmente tradotto dal giappocinese "La (S)figa di Nadja", è un manga realizzato a otto mani e otto piedi dalle CLAMP, nel bel mezzo di uno stato collettivo di shock anafilattico causato da un mix fatale di tarallucci e San Crispino. La ricetta del successo dell' opera consiste nel prendere un pizzico di Candy Candy, aggiungere una spolveratina di Remì e mescolare il tutto con distillato di Sailor Moon. Et voilà! Il plagio è servito. Difatti, la nostra Nadja è una biondissima orfanella, scaricata in una casa di dubbia moralità (proprio come Candy), che si unisce a una compagnia di talentuosi artisti girovaghi[citazione necessaria] e improbabili animali (come Remì), e si esibisce in balletti e piroette vestita di carta velina, con al petto una pucciosa spilla a forma di cuore (come Sailor Moon). Ultima nota: sbava dietro un pirla mascherato che si diverte a lanciare rose addosso alla gente. Sarà un caso.

[modifica] Trama

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Avvertenza:
Questo articolo contiene dettagli che potrebbero rovinarti la "sorpresa", come per esempio il fatto che

Keith è la Rosa Nera.
Beh, ormai che l'ho detto puoi anche leggere tutto...

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Tanto tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana... più o meno a fine ottocento, viveva una fanciulla che riuscì a viaggiare oltre la porta del destino...e sfortunatamente pure a tornare indietro.

Prima infatti, la nostra Nadja se ne stava tranquilla nella casa del Campo di Mele, tra le amorevoli cure di Miss Pony e della signorina Trinciabue, insieme ad altri orfanelli più o meno sani di mente.

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La troupe Dandelion al gran completo. Da notare i personaggi più intelligenti in primo piano.

Un bel giorno, la bambina si vede recapitare un pacco anonimo, contenente una spilla d'oro e notizie su sua madre, creduta morta da tutti.
La cara mammina invece, non solo gode di ottima salute, ma vive pure nel lusso più sfrenato, sbattendosene altamente della figlia, poiché questa era stata concepita per errore dopo che lei e il marito sbronzi c'avevano dato dentro di brutto senza le dovute precauzioni. Visto che l'arrivo di un bebè mandava a puttane la loro vita di bagordi, mamma e papà avevano pensato bene di disfarsi della neonata, buttandola in un cassonetto e allontanandosi fischiettando.

Scoperta la verità sulle proprie origini e animata da nuova speranza, la giovincella decide di andare alla ricerca della madre, così da poterla prendere amorevolmente a sprangate. Ma non prima d'essersi fatta intestare tutte le sue ricchezze.

Proprio mentre Nadja pianifica la sua vendetta, piombano a Applefield due loschi figuri, che appiccano un bell'incendio nel nome di Satana, sterminando tutti gli abitanti della casa. Nadja si salva e si unisce a un gruppo di artisti di strada, che notoriamente sono soliti sequestrare ingaggiare minorenni trovati a caso e farli esibire nelle loro performance.

Comincia così una grande avventura alla ricerca della mamma, che condurrà la nostra eroina dalle Alpi alle Piramidi, dal Manzanarre al Reno passando per Bassano Del Grappa, tra cosplayers di Zorro, parenti assassini, usurai ed efebici signorini creati ad arte per la gioia delle fungirl.

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La trama è finita, leggete in pace.


[modifica] Personaggi principali

[modifica] Nadja Applefield

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Nadja e il suo aitante Cavaliere dagli occhi lucenti. Nadja è quella a destra.

Per gli amici Nadia Melacampo, o più propriamente Melatiro, è un'adorabile anoressica ninfetta di madre ariana e padre ignoto. Attorno a lei ruota l'intera vicenda, di cui è protagonista, produttrice e sceneggiatrice. In accordo con la tradizione degli anime/lagna ad alto tasso glicemico, è una normale preadolescente dai biondi capelli dorati, priva di parenti prossimi e portatrice sana di sfiga. Nel giro di un petosecondo, infatti, può attirare le più disparate sciagure: il suo orfanotrofio viene dato alle fiamme, il suo ragazzo viene stuprato e spellato vivo a suon di gatto a nove code e la sua compagnia teatrale è indagata per associazione a delinquere e sfruttamento minorile.

Inseguita da Gaspare e Orazio che vogliono rubarle la spilla della mamma perché troppo fescion, la ragazzina viene notata dalla compagnia Dandelion mentre è intenta a fuggire saltando da un albero all'altro con un'agilità degna del Villaggio dell'Insalata. Scambiandola per una scimmia ammaestrata, il gruppo di girovaghi ingaggia Nadja e la porta a esibirsi in giro per mezza Europa, in cambio di qualche nocciolina.

Nel corso della storia, Nadja si innamorerà di Francis, di Keith, di Antonio, Josè, Alejandro, Fernando e Roberto. Contemporaneamente.

[modifica] Francis Harcourt

L'uomo dei sogni di Nadja. Nel senso che lei lo vede tale soltanto nei suoi sogni. Costui infatti è una gracile e delicata creatura, talmente efebica che al suo confronto Andromeda dei Cavalieri dello Zodiaco sembra un camionista. Per tale ragione, è anche uno dei trastulli più gettonati dalle fungirl.

Incarna alla perfezione lo stereotipo del damerino effeminato raffinato rampollo dell'Alta Società che crede nell'uguaglianza sociale e lotta per tutelare i diritti dei poveri, il tutto comodamente sdraiato al sole delle Maldive.

Una sera, Nadja si imbatte in Francis, che completamente ubriaco di crodino si trascina sui gomiti, e se ne innamora all'istante. Da quel momento lo definirà il Cavaliere dagli occhi lucenti, ignorando che il luccichio fosse dovuto alla sbronza.

In tutta la storia compare sì e no tre volte, per lo più mentre è intento a sorseggiare il tè o a giocare a buio ghei durante i balli di beneficienza organizzati nella sua villa. Eppure si definisce a tutti gli effetti il protagonista maschile.

[modifica] Keith Harcourt

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Il famigerato Rosa Nera.

Il fratello gemello di Francis, figo tenebroso di giorno e plagio di Milord di notte. Stanco di trascorrere le proprie giornate di infelice figlio di papà tra festini a luci rosse e svariati tentativi di suicidio, decide di improvvisarsi novello Robin Hood che ruba ai ricchi per dare a sé stesso. Quindi afferra mantello, cilindro e mascherina e si lancia in mirabolanti imprese lupiniane, annunciando i suoi colpi una settimana prima a reti unificate e passando tranquillamente dalla porta principale. Neanche a dirlo, nessuno riesce a prenderlo.

Sconfigge i nemici a colpi di rose lanciate in testa con il vaso ancora attaccato, da qui l'appellativo di Rosa Nera. Riesce a far innamorare Nadja di sé dopo averla romanticamente trascinata in un vicolo e stuprata per ore.

Secondo un'accreditata teoria, Keith non esisterebbe affatto, ma si tratterebbe sempre dello stesso Francis affetto da una grave schizofrenia.

[modifica] Kennosuke Tsurugi

Nipponico infantepene giunto in Europa a nuoto, è un altro povero orfanello raccattato dalla compagnia Dandelion, per la quale si esibisce nel celebre numero della "sparizione della katana"...lì indove non batte il Sol Levante. All'interno della compagnia svolge diverse mansioni da tuttofare, come fungere da zerbino/antistress per Nadja, sventolare Sylvie con una palma durante le pause, scaccolare Gheorg e cambiare i pannoloni alla Nonna.

Come la maggior parte dei personaggi maschili, ha una cotta per Nadja, la quale però non lo caga neanche di striscio se non per pestarlo a sangue.

[modifica] Sylvie Alte

Gagliarda e succinta showgirl di origini francesi, è pressoché inutile ai fini della storia, ma allora il fanservice dove lo mettiamo?

Spende tutti i soldi che guadagna in (s)vestiti di dubbio gusto, alcol e gioco d'azzardo. Nonostante la sbatta praticamente in faccia al menestrello Raffaele, questo qui per oscuri motivi non se la fila proprio, per cui non le resta che ripiegare su Antonio Fabiani, che, al contrario, non disdegna la sua piacevole compagnia.

Possiede un ombrello letale quasi quanto la Superpadella di Rapunzel, e alla prima occasione lo fracassa in testa a chiunque.

[modifica] Antonio Fabiani

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Antonio Fabiani durante una sua famosa intervista a Matrix.

Veneziano doc, come tra l'altro si intuisce dalla tipica carnagione, è il perfetto esempio di come vengano visti gli italiani all'estero, vale a dire degli arrivisti corrotti e senza scrupoli dediti ad ogni sorta di perversione e affare illecito.

Il bastardo di turno, quindi? Macché! È solo l'unico personaggio realmente etero di tutta la storia. Difatti, ci prova con qualunque essere munito di vagina gli capiti a tiro. A soli 16 anni se ne va di casa e dal nulla mette in piedi una rispettabilissima società finanziaria dedita all'usura, all'estorsione, al riciclaggio di denaro sporco e al traffico d'organi. Non si contano le persone che gli devono dei soldi.

Tra le sue numerose conquiste figurano Sylvie, la contessina Giulietta Saveri, la contessina Giada De Blanck e Camilla Parker Bowles. In un paio di occasioni ci prova persino con Francis, ignorando del tutto la dolorosa realtà.

[modifica] La Nonna

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Anna Petrova.

Al secolo Anna Petrova, è un'arzilla rimbambita vecchina russa di quattrocento anni e quaranta centimetri d'altezza, nonché voce narrante dell'intera storia.

Conosciuta e stimata in tutta la Terra di Mezzo per la creazione dei suoi esclusivi capi d'abbigliamento, coltiva anche l'hobby di predire il futuro con la sua palla di cristallo, grande il doppio di lei (utile altresì per non farsi mai i cazzi suoi). La cosa viene presa molto sul serio, nonostante appaia chiaro che le sue profezie non siano frutto di poteri paranormali, ma di un'avanzata arteriosclerosi.

[modifica] La Mammina

Affascinante nobildonna austriaca appartenente all'antica Casata degli Hitler, è la dolce buona e cara mammina perduta di Nadja. Come accennato in precedenza, dopo esser rimasta accidentalmente incinta, la signora proprio non voleva saperne di addossarsi pannolini e notti insonni, pertanto ha preferito disfarsi della figlioletta appena nata buttandola in un cassonetto.

Potete immaginarvi la sua immensa gioia quando anni dopo se l'è vista comparire davanti la porta di casa.

[modifica] Lo Zione Cattivone

In ogni melodramma nipponico che si rispetti è presente almeno uno zione cattivone. Nella fattispecie questo qui, noto alle cronache mondane come Hannibal, è particolarmente sadico e malvagio, e per tutto il tempo progetta piani di conquista del mondo degni di Mignolo e Prof.

Nel rispetto delle tradizioni di famigghia, è un nazista convinto e per tale ragione detesta la sorella che ha osato farsi ingroppare da uno sporco essere inferiore. Per lo stesso identico motivo inoltre, mal sopporta la nipotina bastarda solo perché esiste, e alla prima occasione decide di accogliere Nadja in casa a colpi di revolver.

Beh, anche perché lei tenta di soffiargli il titolo e l'eredità, a dirla tutta.

[modifica] La tappezzeria

Qui di seguito viene riportata una lista di personaggi inseriti nell'anime a scopo unicamente decorativo. Ne citiamo soltanto alcuni tra i più inutili:

  • Gheorg Haskill: a suo dire il capo indiscusso della compagnia Dandelion, è un energumeno tutto muscoli con il cervello delle dimensioni di una particella di sodio. La sua interpretazione più spettacolare consiste nel grugnire mostrando i bicipiti a mo' di wrestler.
  • Abel Geiger: originario della Tedeschia, è il pagliaccio della compagnia girovaga. In tutti i sensi. È l'unico capace di leggere e scrivere.
  • Thomas O'Brian: noto alcolizzato violinista irlandese, si incazza come una bestia se criticano la sua musica. Cioè praticamente sempre.
  • Rita Rossi: itagliana di Vergate sul Membro, è l'ennesima pampina senza famiglia ingaggiata a tempo indeterminato dalla Dandelion, malgrado non parli, non veda e non senta. In compenso rompe i maroni che è una meraviglia. È la padroncina di due pucciosissimi leoncini, che restano sempre tali nonostante abbiano già dieci anni l'uno.
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Nadja ha già le idee molto chiare su cosa vuol fare da grande.

  • Leonardo Cardinale: un cognome, una garanzia. Ancora più libidinoso e pervertito del compaesano Antonio Fabiani, arriva a provarci apertamente persino con Nadja, benché minorenne.
  • Giulietta Saveri: promessa sposa del sopracitato, il suo unico merito in tutta la storia è quello di farsi pluricornificare dal fidanzato e poi drogare e stuprare da Antonio Fabiani.
  • Lady Oscar Colorado: come si evince da cognome tipicamente crucco, è il cugino di quintordicesimo grado di Nadja e in quanto tale ha ereditato tutti i tratti caratteristici di famiglia, cioè lunga chioma bionda, sguardo puccio e virilità latente.
  • Rosemary Applefield: migliore amica di Nadja cresciuta con lei nella Casa di Pony, quando scopre che l'altra è di nobili origini viene colta da un acuto attacco di rosik. Così, da buona amica qual è, pensa bene di rubarle la spilla di mamma mentre dorme e farsi passare per la protagonista, intascando tutto il malloppo. Vatti a fidare.
  • Gaspare e Orazio Rosso e Bianco: i simpatici sgherri dello zione. Il loro compito è quello di rintracciare Nadja, tuttavia la loro percentuale di successo nell'impresa è più o meno quella del Team Rocket.
  • Mary Ann Hamilton: aristocratica inglesina lievemente stronza, è la promessa sposa di Francis. Sebbene sia una figa pazzesca, il gran figlio di papà le preferisce la rinsecchita Nadja.
  • Carmen Patonza De la Vega: altra gnoccona ispanica con una particolare passione per i tori. All'occorrenza s'accontenta pure dei toreri.
  • Josè Maria Rodriguez De Puta Madre: per gli amici solo "Maria", noto torero nonché ex di Carmen. Si lasciano nel bel mezzo di una corrida, quando lei di punto in bianco se ne scappa col toro.
  • Harvey Livingston: talentuoso giornalista americano all'inseguimento della famigerata Macchia Rossa e Blu Rosa Nera, perché vuol farsi dare il numero del suo costumista.
  • Christian Stramb: si definisce un archeologo, benché non distingua un sasso da un osso di pollo. Come da contratto, è innamorato di Nadja.

[modifica] Logica aristotelica dell'anime

  • È perfettamente normale che dei minorenni vengano palesemente sfruttati da alcuni adulti e mandati per strada ad esibirsi in pseudo spettacoli circensi, senza che la cosa desti la minima preoccupazione.
  • Chiunque in Italia può improvvisarsi Sbandieratore semplicemente sventolando alla cazzo una bandiera da Ultras, e venire applaudito con tanto di standing ovation.
  • Sempre in Italia, è uso comune intonare a squarciagola "Funiculì funiculà" a bordo di qualunque mezzo pubblico, sia che ci si trovi nel Tirolese o nei pressi di Vibo Valentia.
  • In Inghilterra, Francia, Italia, Spagna, Egitto, Svizzera e Austria si può tranquillamente conversare in giapponese con gli abitanti del luogo, tanto capiscono lo stesso.
  • Chiunque a Venezia è perfettamente in grado di condurre una gondola, anche una bambina straniera del peso di 15 chili;
  • Sempre a Venezia, nel periodo del Carnevale (cioè febbraio!) è possibile farsi una nuotatina nel Canal Grande senza il rischio di annegare e/o assiderare.
  • La protagonista può andarsene in giro liberamente con addosso una spilla di tre chili in oro massiccio, senza che a nessuno venga in mente di rapinarla.
  • Sebbene l'anime pulluli di strafighe come Sylvie, Mary Ann e Carmen, qualunque personaggio maschile (o presunto tale) non avrà occhi che per una bimbetta sfracellamaroni con la retromarcia di reggiseno.

[modifica] Voci correlate

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